domenica 16 luglio 2017

OBBLIGAZIONARI EURO HIGH YIELD: FONDI O ETF?


Come sapete non  ho pregiudizi  per i diversi strumenti disponibili per investire su una specifica asset class. Valuto tutto ciò che il mercato offre, senza preconcetti e/o limiti ideologici. Dire che gli Etf sono in assoluto migliori dei fondi è una grande balla, come pure affermare il contrario. Esistono asset class che, a mio avviso, dovrebbero essere inserite nel portafoglio attraverso Etf (soprattutto nell'ambiente attuale, connotato da bassi di interesse). Altre, invece, per le quali sarebbe opportuno investire in un fondo comune, purché il gestore sappia fare il suo lavoro. D'altra parte è questo il motivo per il quale i fondi hanno un regime commissionale maggiore rispetto agli Etf. Quindi, se ottengono performance  migliori e con minore volatilità rispetto a un etf, perché non valutarli nell'ottica di avere portafogli più efficienti? In genere, quelli che si definiscono consulenti indipendenti, tendono a sparare a zero sui fondi comuni, confermando che indipendenti non sono. Un consulente, se bravo, dovrebbe valutare senza pregiudizi qualsiasi tipo di strumento a disposizione e, se del caso, inserirlo nel portafoglio dell'investitore nella consapevolezza che non esiste -almeno in quel momento- uno strumento migliore. Questo per dirvi che, nella consulenza finanziaria, l'indipendenza è più un fattore cerebrale (e etico) che un'etichetta peraltro priva di significato. Detta in altri termini significa che occorre essere indipendenti nella testa e anche intellettualmente onesti.


I grafici che seguono analizzano 3 fondi comuni (i migliori presenti sul mercato) e 3 Etf che investono nella medesima asset class. I fondi (due dei tre considerati) fanno decisamente meglio degli etf, peraltro con rischi inferiori e drawdown decisamente più contenuti.


Per questa asset class, vale la pena fare qualche considerazione aggiuntiva. Ormai i rendimenti ferocemente compressi, seppur decisamente più alti rispetto all'obbligazionario corporate investment grade, rendono questa asset class molto meno interessante rispetto a qualche tempo fa..




Dal grafico dell'euro high Yield non financial (rating BB) si osserva il livello estremamente basso  raggiunto dai rendimenti. Le buone condizioni finanziare dell'area euro, unitamente alla manovre espansive della Bce, alla ripresa economia e all'appetito di rendimento da parte degli investitori hanno contribuito a schiacciare i rendimenti verso i livelli che potete osservare. Le condizioni favorevoli appena enunciate hanno avuto riflessi anche sui tassi di default, che oggi sono assai  contenuti e che chiaramente saranno destinati ad aumentare quando le condizioni si faranno più severe. Con il rendimento al 2.5% è sufficiente che i tassi di default aumentino di poco per ottenere un rendimento negativo. Motivo per cui, per questa asset class, investire su un buon fondo comune (come quelli selezionati nell'analisi) è assai più sensato (e profittevole) rispetto ad un Etf, dato che il gestore del fondo può evitare qualche default. Cosa che invece non può esser fatto investendo nell'ETF.


Ps: so benissimo che l'analisi è a due anni e che sarebbe opportuno valutare i diversi strumenti su orizzonti temporali più lunghi. Ma non è stato fatto perché un  Etf inserito nell'analisi è nato appena due anni e mezzo fa, e quindi sarebbe stato impossibile confrontarlo con altri strumenti su orizzonti temporali più lunghi. Posso comunque assicurarvi che valutare gli stessi strumenti su orizzonti più lunghi accentua maggiormente la migliore performance dei fondi comuni in questione a discapito degli etf.

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5 commenti:

  1. Voglio essere provocatorio: che ne pensa dei gestori finanziari delle banche?

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    1. Non so a quale figura fa riferimento. Si riferisce forse ai consulenti di emanazione bancaria?

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    2. Esattamente quelli....di solito sono angariati di continuo per vendere ai clienti i loro fondi (ogni riferimento ad Etruria e consimili non è puramente causale)

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  2. perché non inserire i nomi dei fondi? non vi avrei visto nulla di male ed anzi un servizio di comparazione utile...

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    1. Esistono validissime ragioni per le quali non sono stati inseriti i nomi dei fondi. La prima è che non voglio fare pubblicità alle case di asset management, ingrandendo così i lori fondi, dato che gradirei rimanessero di dimensioni accettabili (quei p0chi che inserisco nei miei portafogli). Inoltre trovo sia giusto non facilitare troppo il percorso di investimento dei risparmiatori. Non perché non vorrei aiutarli, ci mancherebbe...Anzi, lo faccio tutti i giorni. Ma perché trovo più che giusto che i risparmiatori sviluppino la consapevolezza che esiste un protocollo di selezione e di investimento in Etf e/o fondi che dovrebbe essere osservato ogni volta che ci si siede davanti al consulente. Credo che sia poco utili mettere nel portafoglio 3 etf (o tre fondi) perché lo si è letto in un blog o in internet. Ciò che voglio dire è che il risparmiatori, la fund selection deve pretenderla dal proprio consulente (e non da me), che deve sapergliela offrire motivando le scelte che hanno portato a quella selezione di fondi ed etf. E deve essere una motivazione convincente e scientificamente apprezzabile e sostenibile. Se non si agisce in questi termini non se ne uscirà mai.

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