lunedì 31 luglio 2017

INTERVISTA: DALLA FINE DEL SEGRETO BANCARIO ALLA LOTTA AL CONTANTE

Cari amici, 
Vi segnalo questa mia intervista, a cura di Flavia Provenzani, pubblicata su www.money.it, che ringrazio per l'ospitalità. Si parla di questioni in parte note a chi segue questi pixel. Ma giudico che sia una lettura assai interessante soprattutto alla luce di quanto ho segnalato  qui.

Buona lettura.


È la fine di un’era: l’addio al segreto bancario segna un nuovo passo verso una lotta concreta all’evasione fiscale internazionale. Noti paradisi fiscali si sono redenti con l’adozione del CRS e molti altri Paesi ancora si stanno muovendo verso lo standard dello scambio automatico di informazioni.Abbiamo chiesto a Paolo Cardenà, consulente finanziario e private banker dei maggiori gruppi bancari italiani ben noto tra gli appassionati di finanza anche grazie al suo famoso blog Vincitori e Vinti, in che modo e in quale misura la fine del segreto bancario sancisca la fine dell’evasione fiscale internazionale, passando dall’effettiva capacità dei sistemi di supportare tali informazioni alla necessità di una normativa chiara e condivisa che non lasci i contribuenti e le imprese nella gabbia del Fisco.
E lo scenario tra 10 anni? Paolo Cardenà non esclude la possibilità di un addio al denaro contante...

1)Tra poche settimane cadrà il muro del segreto bancario per effetto dell’introduzione del sistema CRS. La fine del segreto bancario è davvero la fine delle “occasioni” offerte dai paradisi fiscali?
È abbastanza evidente che la lotta all’evasione internazionale, con l’avvio dello scambio automatico di informazioni, subirà un importante salto di qualità che tenderà ad essere sempre più stringente nei confronti di fenomeni evasivi e sempre meno tollerante nei confronti dei pochi paradisi fiscali rimasti. Se si pensa che oltre 100 Paesi hanno già firmato l’accordo per lo scambio automatico di informazioni, appare evidente come la lotta all’evasione transnazionale abbia ormai assunto una dimensione globale che amplifica anche la portata e l’efficacia dell’impegno dei governi nel contrasto di fenomeni evasivi. Nel 2010, l’approvazione da parte del Congresso degli Stati Uniti del “Foreign Account Tax Compliace Act” (comunemente noto come FACTA) ha offerto un impulso importante all’adozione di uno standard globale, automatico e reciproco, che consentisse, appunto, lo scambio di informazioni. Ne è nato il Common Reporting Standard (CRS), che ha già mietuto numerose vittime illustri. Mi riferisco, soprattutto, a quei Paesi, storicamente considerati nella “black list”, che proprio sulla scia del CRS hanno riformato il loro status di “paradisi fiscali” e l’opacità dei rispettivi sistemi bancari conformandosi agli standard previsti dal CRS. Credo che questa tendenza proseguirà in futuro, fino a coinvolgere anche gli altri paesi oggi fuori dall’accordo. Magari ci vorrà del tempo, ma è lì che si arriverà. CONTINUA A LEGGERE QUI

2 commenti:

  1. Davvero all'Agenzia delle Entrate esistono persone così illuminate alle quali affidereste il controllo di tutto il vostro patrimonio ?
    Davvero le banche sono così tanto oneste tanto che sarà possibile affidare loro tutta la propria liquidità ?
    E cosa succederà ai miei soldi se un giorno pronuncio in pubblico un'opinione fortemente negativa sulle Banche ?

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    1. Caro Marco, purtroppo la tendenza alla quale abbiamo assistito negli ultimi anni è proprio quella descritta. Ne approfitto per augurare a te e alla tua famiglia di trascorre un bel periodo di vacanza e di serenità. Grazie e a presto

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