mercoledì 14 giugno 2017

INTERVISTA: DALLA CRISI DELLE BANCHE ITALIANE ALLE PROSPETTIVE PER L'ITALIA E PER L'EURO

Cari amici,
Vi segnalo questa mia intervista pubblicata nei giorni scorsi da Investire Oggi ,che ringrazio per l'interesse e per l'ospitalità.
Si parla di crisi delle banche italiane, di fisco, dei rischi politici, delle prospettive per l'Italia e per l'euro e molto altro ancora.
Buona lettura



Intervista a Paolo Cardenà sulla situazione economico-finanziaria attuale dell'Italia. Tra elezioni anticipate, stravolgimenti geo-politici e nuovo asse franco-tedesco, vediamo cosa pensa uno dei più popolari blogger economici italiani.


Torniamo a intervistare con molto piacere Paolo Cardenà, Private Banker, consulente finanziario e uno dei più popolari blogger di economia e finanza in Italia, a cui fa capo il sito vincitorievinti.com, il cui successo si deve sia all’accuratezza delle analisi, sia anche a un linguaggio e contenuti schietti. Stavolta, le domande vertono sul rischio Italia in vista delle elezioni politiche e sulla nuova geo-politica mondiale.

Le elezioni politiche si avvicinano, anticipate o meno. Non siamo più certi, come nelle settimane scorse, che si voti con un proporzionale alla tedesca in salsa italiana, ma intanto i mercati hanno iniziato a innervosirsi sul possibile rischio di instabilità o anche di una maggioranza euro-scettica. Secondo Lei, cosa dovremmo temere sul piano finanziario?  

In realtà per capire cosa potrebbe accadere sui mercati, sarebbe opportuno partire proprio dal modello di legge elettorale che stava nascendo. Come sappiamo, nei giorni scorsi la legge è stata affondata alla camera, ma ciò non toglie che nelle prossime settimane, proprio dalle ceneri della riforma elettorale, possa rinascere qualcosa di molto simile. Magari con un accordo più ristretto, circoscritto al Partito Democratico e a Forza Italia. La legge elettorale in gestazione rispondeva all’esigenza di raggiungere un duplice obiettivo: il primo evitare che il Movimento 5 Stelle avesse avuto la possibilità di diventare forza di governo; il secondo evitare che il Pd (in caso di vittoria) assumesse a sé tutta la responsabilità delle scelte di governo impopolari nei prossimi anni.
Da queste esigenze sarebbe dovuta nascere una legge elettorale idonea ad arginare, quanto più possibile, il movimento di Grillo e quindi una legge che alla fine non avrebbe consegnato una maggioranza assoluta. In altre parole, qualsiasi partito avesse ottenuto al maggioranza relativa, avrebbe dovuto comunque fare accordi con altre forze politiche. In questo senso, data la peculiare connotazione del Movimento 5 Stelle (non incline a fare accordi), nel caso avesse ottenuto la maggioranza relativa, non avrebbe potuto governare in mancanza di accordi.
Dall’altra parte, nel caso in cui la maggioranza relativa fosse stata ottenuta dal Pd, avrebbe implicato comunque degli accordi di governo con altre forze politiche (Forza Italia) al fine di dar vita ad un esecutivo in grado di governare. Anche se negli ultimi anni si è assistito ad una deriva verso destra delle politiche del Pd, ritengo che un’alleanza di governo con Forza Italia sarebbe frutto di una serie di compromessi stringenti potenzialmente in grado di depotenziare l’azione dell’esecutivo nascente.
Da qui la preoccupazione dei mercati, timorosi di un governo con deboli capacità riformatrici, nonostante la fragilità dei conti pubblici, l’alto indebitamento e le deboli prospettive di crescita. Infatti, tali timori, negli ultimi giorni, si sono tradotti in un allargamento dello spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi, proprio a riflettere la nascente preoccupazione derivante dal quadro politico appena descritto. CONTINUA A LEGGERE QUI

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