mercoledì 19 aprile 2017

I RENDIMENTI STANNO SCENDENDO OVUNQUE, TRANNE IN ITALIA.

Nelle ultime settimane si sta assistendo a un generalizzato calo dei rendimenti dei titoli di stato.

Come abbiamo detto qui, a questo movimento contribuiscono almeno due fattori:
- L'attenuarsi delle attese di inflazione e di reflazione globale (che aveva caratterizzato l'inizio dell'anno) ;

- Le tensioni geopolitiche (Corea del Nord e Siria) e l'incertezza sul risultato delle presidenziali in Francia, che sono elementi che si riflettono sui rendimenti dei titoli considerati safe asset (in quanto vengono acquistati dagli operatori).

La diminuzione dei rendimenti, come dicevamo, sta interessando tutti gli emittenti sovrani, sia quelli solidi (in quanto i titoli sono considerati safe asset) che quelli meno solidi, per via del ridimensionamento delle attese di inflazione. Tutti, tranne l'Italia, i cui rendimenti, nelle ultime sedute, sono addirittura aumentati.

Come vedete, la diminuzione dei rendimenti sui decennali interessa sia i paesi solidi (Germania e Francia, nonostante l'incertezza derivante dalle elezioni presidenziali) che quelli meno solidi (Portogallo, Spagna). Il rendimento del decennale italiano, invece, è ad un soffio dai livelli massimi degli ultimi 3 anni.

Come detto in un post precedente, la situazione italiana riflette i seguenti elementi di incertezza e potenziale pericolo:

martedì 18 aprile 2017

MERCATI ALLA PROVA DELLE PRESIDENZIALI FRANCESI E DELLE TENSIONI IN COREA DEL NORD

Nella settimana appena iniziata (le borse europee ieri sono state chiuse) i mercati tenderanno a concentrarsi maggiormente sulle questioni geopolitiche, oltre che sui dati macro in uscita.
Al netto di eventuali colpi di scena, la questione siriana potrebbe passare in secondo piano, mentre verranno valutate con maggior attenzione le elezioni presidenziali in Francia e la questione nord coreana.
In Francia, il primo turno è previsto per il 23 aprile, mentre il 7 maggio si voterà per il ballottaggio.
Gli ultimi sondaggi (da prendere con molta molta cautela) vedono Macron e la Le Pen al ballottaggio.
In tutte le ipotesi possibili per il secondo turno, le intenzioni di voto danno per sconfitta la Le Pen, con margini tali da assorbire anche l’errore statistico (se di errore si tratta). La Le Pen viene vista perdente anche contro Melenchon, il candidato di estrema sinistra protagonista, nelle ultime settimane, di una significativa rimonta. L’eventuale ballottaggio Le Pen – Melenchon (poco probabile, ad oggi, stando ai sondaggi) è quello che piacerebbe meno ai mercati.
Venendo alla Corea del Nord, la questione è assai delicata. 

giovedì 13 aprile 2017

AUMENTA LO SPREAD? COLPA DEL RISULTATO DEL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE. LO DICE IL GOVERNO

Lo dice il Governo e lo dice proprio in un documento ufficiale (il DEF) appena pubblicato.


La foto che vedete riprende un paragrafo ospitato a pagina 76 del DEF, nel quale si sostiene che l'allargamento dello spread tra i titoli tedeschi e quelli italiani deriva "soprattutto dall'effetto del referendum costituzionale di inizio dicembre", come a voler attribuire la responsabilità al 60% degli elettori che si sono espressi contro una riforma costituzionale che faceva acqua da tutte le parti.

mercoledì 12 aprile 2017

NEL FRATTEMPO VOLA LO SPREAD ITALICO

Lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco è arrivato a 209 punti, riportandosi sui livelli di inizio  2014. In pratica, in un certo senso,  è come se non fossero mai esistite le manovre ultra espansive della Bce di questi anni.
Tenete presente che la banca centrale è ancora in piena espansione. Cosa accadrà quando le condizioni si faranno meno accomodanti?

Il grafico che vedete in seguito, rappresenta la dinamica dei rendimenti  dei due benchmark decennali nell'ultimo anno.

LE TENSIONI GEOPOLITICHE FANNO VOLARE I SAFE ASSETS

Un rapido aggiornamento sulle news degli ultimi giorni e su come si riflettono sui mercati.
I temi dominanti di questi giorni, in assenza di dati macro importanti, si concentrano su questioni geopolitiche e sulle rinnovate tensioni su Siria e Corea del Nord.
Dopo il bombardamento, ad opera degli Usa, della base aerea in Siria, si sta assistendo ad un inasprimento dei toni tra Usa e Russia, disposta a difendere l'alleato Assad.
Putin ha dichiarato di essere in possesso  di prove del fatto che l'utilizzo dei gas sia stato pianificato (dai ribelli) al fine di accusare Assad e provocare così la reazione degli Usa.
Gli USA rispondo che la comunità dell' intelligence  ritiene infondate le prove e che "la rimozione di Assad è ormai vicina".
Putin avverte ancora che altre false flag potrebbero essere costruite ad arte e utilizzate in altre zone dalla Siria (dicono a sud di Damasco), al fine di accentuare la reazione Usa. Dice anche che non mollerà l'alleato Assad. E il rischio è proprio quello che un eventuale altro attacco con armi chimiche possa provocare una reazione degli Usa più severa di quella della settimana scorsa, determinando un'escalation di tensioni.
Nel frattempo Trump su Twitter afferma (testualmente) che " la Corea del Nord cerca guai" e che se la Cina non si attiverà per risolvere la questione gli Usa faranno da soli.
Trump on Twitter: "North Korea is looking for trouble. If China decides to help, that would be great. If not, we will solve the problem without them! "
Insomma, uno scenario geopolitico complesso (e preoccupante) al quale si sommano le preoccupazioni derivanti dalle prossime elezioni in Francia. Se da un lato le attese sono a favore di una vittoria (al secondo turno) di Macron sulla Le Pen, gli ultimi sondaggi indicano un ridimensionamento dei due candidati e la forte ascesa di Mélenchon, il candidato sella sinistra radicale che, in caso di vittoria, il suo programma prevede la denuncia dei Trattati europei, l'uscita dalla Nato e un forte aumento della spesa pubblica. L'incubo della Ue e della Germania  è che al secondo turno la disputa sia tra la Le Pen e Mélenchon.

In uno scenario del genere, non c'è da sorprendersi della performance dei safe assets.
Il rendimento del decennale Usa è tornato in area 2,30%, mentre quello del bund in area 0.20%. C'è da dire che il calo dei rendimenti riflette, secondo gli ultimi dati, anche il calo dell'inflazione e delle aspettative (l'ho già scritto qui

L'oro è tornato sui livelli più alti degli ultimi 5 mesi

II dollaro, dopo l'indebolimento delle scorse settimane contro euro (sulla scia delle prospettive di un BCE meno accomodante - prospettive dissipate dalle dichiarazioni di Draghi) è tornato a rafforzarsi.

Stessa cosa per lo Yen giapponese che scambia sotto  contro dollaro Usa. La forza della Yen sta indebolendo anche la borsa di Tokyo.

Il petrolio è tornato a rafforzarsi, e questo riflette le rinnovate tensioni siriane e la prospettiva che l'Opec possa estendere l'accordo dello scorso novembre sul taglio della produzione.
Il grafico mostra l'andamento del future sul Brent.

L'allargamento dello spread del decennale francese su quello tedesco, riflette l'incertezza sull'esito delle prossime elezioni in Francia.

martedì 4 aprile 2017

AGGIORNAMENTO SUI MERCATI OBBLIGAZIONARI E SULLE ASPETTATIVE DI INFLAZIONE

Il 2017, sui mercati, è iniziato con robuste aspettative di reflazione dell'economia globale.
In un post precedente, avevamo detto quelli che erano i market drivers alla base delle attese di inflazione più alta:
  • Dati macro che confermano il buon momento e lo slancio per l'economia globale;
  • I prezzi delle materie prime e del petrolio, risaliti notevolmente dai minimi di febbraio dello scorso anno, che incidono sull'inflazione;
  • Le attese per  misure di espansione economica e fiscale della nuova amministrazione Usa che, verosimilmente, avranno impatto in un cotesto (quello Usa) di bassa disoccupazione, e quindi potenzialmente in grado di incidere sulla dinamica dei salari e quindi sull'inflazione.
Il quadro sintetizzato, aveva favorito il rialzo dei rendimenti soprattutto nella parte lunga della curva (almeno in eurozona).

Il grafico, evidenzia il rialzo dei rendimenti dei titoli decennali di Italia, Spagna, Francia, Germania e Usa.