venerdì 17 marzo 2017

QUALCHE CONSIDERAZIONE SUL FUTURO DEL CAMBIO EUR/USD

Qualche giorno fa, in un post precedente, avevo spiegato  la relazione esistente tra il differenziale di rendimento tra i titoli di stato Usa e Germania e il cambio euro Usd.

Il post è questo:

LA DIVERGENZA DEI TASSI DI RENDIMENTO TRA USA E GERMANIA: RIFLESSI SUL CAMBIO E POSSIBILI SCENARI

Dopo la riunione della Bce della settimana scorsa e, soprattutto, della Federal Reserve di mercoledì scorso (dove si è deciso di aumentare i tassi dello 0.25%) si è assistito a un significativo rafforzamento dell'euro sul dollaro, con il cambio che è passato da 1.054 (dell'8 marzo 2017 a 1.0786 (mentre sto scrivendo).

Che è accaduto in questo breve peridio?


E' accaduto ciò che avevo detto QUI in riferimento al possibile restringimento del rendimento dei titoli di stato.

Infatti osserviamo il seguente grafico e prestate un po' di attenzione:

Nel grafico in alto sono riportati i rendimenti dei titoli di stato Usa (linea rossa scala sinistra) e tedeschi (linea blu scala destra). In pratica, mentre sto scrivendo il rendimento del titolo Usa a 2 anni è 1.34%, mentre quello tedesco è negativo a -0.78%.

Nel grafico  in basso, con la linea blu (scala destra) è riportato il differenziale di rendimento (spread) tra i due titoli, che come vedete, nelle ultime sedute, tende a ridursi.
La linea rossa, è il cambio Eur/Usd che è particolarmente correlata al differenziale di rendimento. Infatti, con la riduzione dello spread tra i due rendimenti (cerchio giallo) l'euro si rafforza sul dollaro.
Come avevo concluso nel posto precedente, si dovrebbero valutare con attenzione, oltre alle dinamiche già dette, alcuni elementi:
- La politica economica (e fiscale) della nuova amministrazione Usa, e quindi i riflessi che produrrà su crescita e inflazione;
- I dati macro provenienti dalle due aree
- Il prezzo del petrolio;
- Il ritmo di rialzo dei tassi da parte della FED (il mercato sembra già scontare 2/3 rialzi);
- Il contesto geopolitico della zona euro, visti i numerosi appuntamenti elettorali e considerato lo status di safe heven del bund tedesco.

Tuttavia, va detto, che le politiche monetarie della Bce dovrebbero farsi sempre meno aggressive, tant'è che, come avevo ipotizzato un paio di mesi fa, sembrerebbe che all'interno della Bce si stia discutendo a proposito dell'opportunità di alzare i tassi prima che il quantitative easing giunga a conclusione. Circostanza che, ovviamente, avrebbe riflessi sul cambio, nonostante la restrittiva politica monetaria della Fed
Da Reuters:


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