lunedì 31 luglio 2017

INTERVISTA: DALLA FINE DEL SEGRETO BANCARIO ALLA LOTTA AL CONTANTE

Cari amici, 
Vi segnalo questa mia intervista, a cura di Flavia Provenzani, pubblicata su www.money.it, che ringrazio per l'ospitalità. Si parla di questioni in parte note a chi segue questi pixel. Ma giudico che sia una lettura assai interessante soprattutto alla luce di quanto ho segnalato  qui.

Buona lettura.


È la fine di un’era: l’addio al segreto bancario segna un nuovo passo verso una lotta concreta all’evasione fiscale internazionale. Noti paradisi fiscali si sono redenti con l’adozione del CRS e molti altri Paesi ancora si stanno muovendo verso lo standard dello scambio automatico di informazioni.Abbiamo chiesto a Paolo Cardenà, consulente finanziario e private banker dei maggiori gruppi bancari italiani ben noto tra gli appassionati di finanza anche grazie al suo famoso blog Vincitori e Vinti, in che modo e in quale misura la fine del segreto bancario sancisca la fine dell’evasione fiscale internazionale, passando dall’effettiva capacità dei sistemi di supportare tali informazioni alla necessità di una normativa chiara e condivisa che non lasci i contribuenti e le imprese nella gabbia del Fisco.
E lo scenario tra 10 anni? Paolo Cardenà non esclude la possibilità di un addio al denaro contante...

1)Tra poche settimane cadrà il muro del segreto bancario per effetto dell’introduzione del sistema CRS. La fine del segreto bancario è davvero la fine delle “occasioni” offerte dai paradisi fiscali?
È abbastanza evidente che la lotta all’evasione internazionale, con l’avvio dello scambio automatico di informazioni, subirà un importante salto di qualità che tenderà ad essere sempre più stringente nei confronti di fenomeni evasivi e sempre meno tollerante nei confronti dei pochi paradisi fiscali rimasti. Se si pensa che oltre 100 Paesi hanno già firmato l’accordo per lo scambio automatico di informazioni, appare evidente come la lotta all’evasione transnazionale abbia ormai assunto una dimensione globale che amplifica anche la portata e l’efficacia dell’impegno dei governi nel contrasto di fenomeni evasivi. Nel 2010, l’approvazione da parte del Congresso degli Stati Uniti del “Foreign Account Tax Compliace Act” (comunemente noto come FACTA) ha offerto un impulso importante all’adozione di uno standard globale, automatico e reciproco, che consentisse, appunto, lo scambio di informazioni. Ne è nato il Common Reporting Standard (CRS), che ha già mietuto numerose vittime illustri. Mi riferisco, soprattutto, a quei Paesi, storicamente considerati nella “black list”, che proprio sulla scia del CRS hanno riformato il loro status di “paradisi fiscali” e l’opacità dei rispettivi sistemi bancari conformandosi agli standard previsti dal CRS. Credo che questa tendenza proseguirà in futuro, fino a coinvolgere anche gli altri paesi oggi fuori dall’accordo. Magari ci vorrà del tempo, ma è lì che si arriverà. CONTINUA A LEGGERE QUI

giovedì 27 luglio 2017

AZIONARIO INTERNAZIONALE: FONDI O ETF?

Sempre a proposito della diffusa ed errata idea che gli Etf sono sempre migliori dei fondi comuni, dopo aver analizzato l'obbligazionario euro high yield, concentriamoci ora sull'azionario internazionale.

A proposito di questa asset class ho selezionato quello che, da molti commentatori, viene ritenuto essere il miglior Etf per investire sull'indice MSCI World Index, sia in termini di diversificazione offerta che di liquidità dello strumento. Nulla da eccepire sulla bontà dell'ETF in questione che, tra l'altro, ha una commissione di gestione contenuta allo  0.50%.

Ora, nell'interesse dell'investitore,  la domanda che dovrebbe porsi ogni consulente che aspiri ad offrire un buon servizio al cliente e che voglia onorare verità, senza preconcetti ideologici e senza scadere nella disonestà intellettuale, è la seguente:

ESISTITE UNO STRUMENTO CHE, A PARITA' DI RISCHIO (O INFERIORE), OFFRA LA POSSIBILITA' DI CONSEGUIRE UN RENDIMENTO PIU' ELEVATO INVESTENDO NELL'ASSET CLASS DESIDERATA?

o in alternativa:

ESISTITE UNO STRUMENTO CHE, A PARITA' DI RENDIMENTO, OFFRA LA POSSIBILITA' DI RIDURRE IL RISCHIO INVESTENDO NELL'ASSET CLASS DESIDERATA?

La risposta, almeno in questo caso, è SI

Nei grafici che vedete, ho confrontato l'andamento di un ottimo fondo comune con quello dell'ETF di cui ho detto in apertura. Ovviamente, il fondo  adotta il medesimo benchmark dell'ETF, ossia l'indice MSCI World Index.

venerdì 21 luglio 2017

DAL PROSSIMO 21 AGOSTO ADDIO AL SEGRETO BANCARIO

Del tema ne avevamo parlato un anno fa e vale la pena proporvi questo articolo tratto da Advisoronline

Partirà il 21 agosto, in 54 paesi, lo scambio automatico transnazionale di informazioni in materia fiscale. A riportarlo è Italia Oggi che evidenzia come tale data rappresenti una sorta di "fine del mondo". La trasformazione del segreto bancario sarà effettivamente operativa a partire da settembre quando altri 50 Paesi entreranno nel regime di scambio di informazioni (tra questi anche la Svizzera), realizzando quindi la globalizzazione dei dati finanziari e la trasformazione del segreto bancario.

Le indicazioni sono state comunicate mediante il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, pubblicato il 5 luglio scorso, il quale detta i termini e modalità per adeguarsi, così come previsto dal Common reporting standard (Crs).

Ma cosa accade nello specifico? Entro la scadenza di agosto (cioè il 21) gli operatori dovranno, dunque, inviare all’amministrazione finanziaria tutti i dati rilevanti sui rapporti bancari detenuti in Italia in relazione al 2016. Avranno poi tempo fino al 18 settembre per iscriversi nella sezione «Fatca/Crs» del Registro elettronico degli indirizzi (Rei), all’interno dell’Anagrafe tributaria.

L'Agenzia delle Entrate precisa che i dettagli da fornire saranno relativi ai dati anagrafici dei titolari effettivi dei conti all’estero, al numero del conto, all’istituto bancario presso cui sono detenuti e tutti i dati in merito all’entità dell’asset e ai relativi redditi prodotti (saldo, interessi e dividendi maturati, eventuali plusvalenze, etc.). Dovrà essere fornito, inoltre, il codice fiscale italiano, ove disponibile, delle persone o entità richiamate.
Dopodiché, l’Agenzia delle entrate provvederà ad incrociare le informazioni ricevute con i dati che ogni singolo contribuente ha indicato nella propria dichiarazione dei redditi.

Alcuni Paesi (in tutto 54), tra cui l’Italia, definiti «early adopters», al fine di semplificare l’avvio dello scambio automatico di informazioni sulla base dello Standard individuato dal C.R.S., hanno siglato un accordo multilaterale denominato Multilateral competent authority agreement (Mcca), che ha reso operativo il flusso dello scambio di informazioni già dal 2017, con riferimento al periodo d’imposta 2016. Per altri Paesi, invece, lo scambio di informazioni partirà dal 2018 e avrà come riferimento il periodo a partire dal 1° gennaio 2017.

mercoledì 19 luglio 2017

SE VI SENTITE DI RINGRAZIARE COME SI DEVE QUESTO BLOG

Cari amici, 
come sapete, quello che state leggendo, credo che sia uno dei pochi blog di economia e finanza presenti in Italia  che non si avvale di forme di contribuzione da parte dei lettori, né ospita fastidiose (almeno per me) pubblicità. Il blog è finanziato totalmente dal sottoscritto, soprattutto con il tempo speso per pubblicare tutti i contributi che potete leggere, la cui stesura presuppone molte ore di studio a monte. Ma è uno studio che, posso assicurarvi, arricchisce molto più il sottoscritto di quanto il blog possa arricchire chi lo legge.

E' tuttavia vero che, per la maggior parte delle analisi che propongo, mi avvalgo di strumenti informatici (software,programmi di analisi, abbonamenti a  banche dati) che hanno dei costi, talvolta anche molto elevati. Ma sono degli strumenti che utilizzo a prescindere dal blog, dato che sono comunque indispensabili per la  professione che svolgo. Quindi, troverei poco corretto e poco rispettoso nei vostri confronti dovervi chiedere una forma di contribuzione per qualcosa che, comunque, acquisterei a prescindere da voi e dall'attività divulgativa svolta in questo spazio.

Quale unico autore del blog, trovo che questo spazio debba avere una dimensione sociale più elevata, che vada ben oltre l'utilità derivante dai molti scritti di economia e finanza pubblicati. Proprio per questo, come sapete, spesso ho messo a disposizione la "popolarità" di cui gode il blog per raccogliere e veicolare le vostre donazioni a favore di chi ne ha più bisogno di noi. Nell'ultimo anno lo abbiamo fatto in occasione del terremoto di Amatrice e anche per una associazione che si occupa dei malati oncologici presso un ospedale delle Marche. In tutte le occasione proposte vi siete sempre dimostrati generosi e sensibili alle problematiche altrui. E per questo Vi ringrazio immensamente.

Dato che esiste un altro terremoto a cui dover "prestare soccorso", che è il terremoto cognitivo riguardante i temi di economia, se vi sentite di ringraziare come si deve il sottoscritto e il blog per l'attività svolta, vi invito a farlo donando il vostro 5X1000 a favore di A/simmetrie, che è una associazione scientifica costituita per promuovere la ricerca, il dibattito e la proposta politica sulle asimmetrie economiche.

A tale  scopo a/simmetrie :
  • conduce ricerche tramite il proprio centro studi, coordinato da un comitato scientifico altamente qualificato;
  • organizza eventi scientifici o divulgativi che rappresentano un importante momento di confronto fra il mondo della ricerca, quello della politica, e la società civile;
  • pubblica quaderni di ricerca (working papers) per assicurare la più ampia diffusione alla comunità scientifica internazionale delle ricerche oggetto della sua missione;
  • raccoglie in una serie di policy briefs analisi e suggerimenti concreti di politica economica;
  • ospita nel proprio blog e nella propria mediateca le opinioni di economisti, politici e intellettuali.
A/simmetrie è un’associazione indipendente e aperta al contributo di tutte le correnti di pensiero economico, politico, e sociale. Il suo finanziamento è assicurato dal contributo volontario dei tanti cittadini che associandosi o sostenendola ne garantiscono l’indipendenza.
A/simmetrie è una associazione di promozione sociale iscritta nel Registro Regionale delle Associazioni delle Regione Lazio (n° 1756). L’associazione non ha scopo di lucro e i rendiconti finanziari della sua attività vengono resi pubblici attraverso il sito. Per sostenerne l’attività puoi effettuare una donazione (con benefici fiscali), o destinarle il 5×1000.

Il 5×1000 dell’IRPEF può essere destinato ad a/simmetrie indicando il codice fiscale 97758590588 e apponendo la propria firma nella casella Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di attività sociale, delle associazioni di promozione sociale,… del quadro Scelta della destinazione del cinque per mille dell’IRPEF dei modelli 730, UNICO e CU (Certificazione Unica rilasciata dai datori di lavoro per i rapporti di lavoro dipendente).

Donazioni

Puoi donare qualsiasi importo, e puoi effettuare donazioni una tantum o periodiche. Le donazioni periodiche sono molto importanti, perché ci permettono di pianificare al meglio il nostro lavoro, assicurando la copertura delle spese di funzionamento dell’associazione e facilitando la ricerca di risorse per i nostri progetti.
Con PayPal
Ricorda che puoi rendere mensile la donazione spuntando la casella “ricorrente” a destra dell’importo
Con bonifico bancario
Sul nostro c/c n. 100000075797 presso Banca Prossima, Filiale di Piazza Paolo Ferrari 10, 20120 Milano (MI), intestato a “Asimmetrie – Associazione italiana per lo studio delle asimmetrie economiche A.P.S.”
IBAN: IT06Y0335901600100000075797

BIC: BCITITMX

Indicando nella causale “Donazione”.
Benefici fiscali
Ai sensi dell’art.8 comma 1 della legge regionale 1/9/1999 n. 22 a far data dal 4/3/2014, le erogazioni liberali ad a/simmetrie godono della detraibilità o deducibilità fiscale, e in particolare:
  • Per le persone fisiche: detrazione del 19 per cento, fino a euro 2.065,83 (detrazione dall’imposta dovuta: €393)
  • Per società o enti (società di capitali, di persone o enti non commerciali): deduzione dal reddito d’impresa, per importo non superiore a 1.549,37 euro o al 2 per cento del reddito di impresa dichiarato (il risparmio d’imposta è commisurato all’aliquota ires e irap vigente)
Grazie per l'attenzione e per la vostra generosità

domenica 16 luglio 2017

OBBLIGAZIONARI EURO HIGH YIELD: FONDI O ETF?


Come sapete non  ho pregiudizi  per i diversi strumenti disponibili per investire su una specifica asset class. Valuto tutto ciò che il mercato offre, senza preconcetti e/o limiti ideologici. Dire che gli Etf sono in assoluto migliori dei fondi è una grande balla, come pure affermare il contrario. Esistono asset class che, a mio avviso, dovrebbero essere inserite nel portafoglio attraverso Etf (soprattutto nell'ambiente attuale, connotato da bassi di interesse). Altre, invece, per le quali sarebbe opportuno investire in un fondo comune, purché il gestore sappia fare il suo lavoro. D'altra parte è questo il motivo per il quale i fondi hanno un regime commissionale maggiore rispetto agli Etf. Quindi, se ottengono performance  migliori e con minore volatilità rispetto a un etf, perché non valutarli nell'ottica di avere portafogli più efficienti? In genere, quelli che si definiscono consulenti indipendenti, tendono a sparare a zero sui fondi comuni, confermando che indipendenti non sono. Un consulente, se bravo, dovrebbe valutare senza pregiudizi qualsiasi tipo di strumento a disposizione e, se del caso, inserirlo nel portafoglio dell'investitore nella consapevolezza che non esiste -almeno in quel momento- uno strumento migliore. Questo per dirvi che, nella consulenza finanziaria, l'indipendenza è più un fattore cerebrale (e etico) che un'etichetta peraltro priva di significato. Detta in altri termini significa che occorre essere indipendenti nella testa e anche intellettualmente onesti.

sabato 15 luglio 2017

QUALI PORTAFOGLI PER AFFRONTARE LA FASE DI RIALZO DEI RENDIMENTI?

Cari amici,
Negli ultimi giorni mi sono arrivate molte domande, da diversi lettori del blog, circa le strategie più opportune da seguire per poter affrontare il rialzo dei rendimenti nel mercato obbligazionario, evitando perdite derivanti dalla diminuzione dei prezzi. Già qualche mese fa, in questi pixel, scrissi un paio di articoli, e quindi, a beneficio di tutti, li ripropongo in seguito. Vi lascio alla lettura dei due articoli, e ne approfitto per ricordarvi due cose:
1) Al momento è mia opinione che il rialzo dei rendimenti avverrà in modo molto graduale e dilatato nel tempo. Questo, ovviamente, non significa che non vi saranno fasi di accentuata volatilità sul mercato obbligazionario. Anzi, è verosimile assistere a fasi alterne di salita e discesa dei prezzi delle obbligazioni, ma la tendenza dovrebbe essere quella verso rendimenti più alti.
2) Diffidate di chi vi racconta che non è possibile investire in obbligazioni in questa fase di mercato. Nella migliore delle ipotesi non sa di cosa sta parlando, oppure non conosce gli strumenti con i quali sarebbe opportuno operare.
BUONA LETTURA
COME PROTEGGERE UN PORTAFOGLIO OBBLIGAZIONARIO DAL RIALZO DEI TASSI (PARTE 1) http://www.vincitorievinti.com/2017/03/come-proteggere-un-portafoglio.html
COME PROTEGGERE UN PORTAFOGLIO OBBLIGAZIONARIO DAL RIALZO DEI TASSI (PARTE 2) http://www.vincitorievinti.com/2017/03/come-proteggere-un-portafoglio_11.html

martedì 11 luglio 2017

QUANDO IL DIFFERENZIALE DEI RENDIMENTI ANTICIPA LE SORTI DI WALL STREET (SECONDA PARTE)

Nel post precedente abbiamo visto come lo spread tra il governativo Usa e quello tedesco, almeno in passato, abbia offerto segnali che hanno anticipato l'andamento dell'indice S&P 500. Se non avete letto il post, vi segnalo che sarebbe auspicabile farlo prima di leggere questo, altrimenti si rischia di non comprendere ciò che segue. Potete farlo andando QUI

Ma come può essere spiegato l'andamento del differenziale del rendimento tra i  due benchmark?
Per rispondere a questa domanda,  ci avvaliamo di un grafico.




Nel grafico è stato riportato l'andamento dello spread (linea blu, scala destra) tra il rendimento del decennale Usa e quello tedesco. Le linee più sottili che osservate fanno riferimento ai tassi delle due banche centrali: la Federal Reserve (linea rossa, scala sinistra) e la BCE (linea grigia, scala sinistra). 
Il grafico suggerisce che il differenziale dei rendimenti sia dovuto, oltre che alla divergenza del ciclo economico tra le due aree (non la chiamerei proprio divergenza,  ma ritardo del ciclo economico dell'eurozona rispetto  a quello Usa), anche al maggior interventismo (e alla rapidità) della Federal Reserve rispetto alla Banca Centrale Europea nel manovrare i tassi di interesse.
Infatti, osservando la dinamica e la tempistica dei rialzi o  dei ribassi dei tassi, si osserva che la FED anticipa, di molto, la BCE nelle manovre di politica monetaria, incidendo così sul differenziale dei rendimenti tra le due aree. Ovviamente i mercati, supportati anche dalla forward guidancetendono a scontare in anticipo le decisioni delle banche centrali ed ecco che si determina un buon grado di correlazione tra la dinamica del differenziale dei rendimenti e la politica monetaria delle banche centrali (soprattutto della FED): correlazione, quella tra il differenziale dei rendiemnti e tassi della FED, che sembra essere stata inficiata,a partire dal 2009, per effetto del quantitative easing  delle due banche centrali: prima la Fed e poi, dal 2015, anche la Bce.
Quando la Fed arriva arriva alla fine del ciclo rialzista, ossia quando le condizioni monetarie e finanziarie diventano più severe, i mercati iniziano la discesa riflettendo prospettive di utili meno favorevoli,o addirittura in contrazione,.per le imprese 
Il grafico che segue conferma quanto appena detto.
Avvalendoci di un grafico che avevo già pubblicato QUI, e allungando l'orizzonte temporale (di 100 anni), otteniamo il medesimo risultato, in quanto, secondo BofA Merrill Lynch, la fine dei cicli restrittivi della Fed sono coincisi tutti con l'inizio di eventi  finanziari che hanno portato alla caduta, più o meno profonda, degli indici.
Per terminare il nostro ragionamento, è utile osservare che, secondo il dot plot della Fed (è un grafico che sintetizza le indicazioni dei membri del Consiglio della banca centrale Usa sul livello appropriato dei tassi americani per la fine dell’anno in corso e dei due successivi, oltre che a lungo termine) i tassi sono previsti vicini al 2.90% (impresa ardua, a mio avviso) per la fine del 2019  (oggi all'1.25%) e al 3% nel lungo termine.
Fonte: Bloomberg
Inoltre, la FED sembrerebbe intenzionata, già dal prossimo autunno, a ridurre il bilancio (seppur gradualmente) contribuendo così ad inasprire, almeno in parte, le condizioni monetarie.










domenica 9 luglio 2017

QUANDO IL DIFFERENZIALE DEI RENDIMENTI ANTICIPA LE SORTI DI WALL STREET

DISCLAIMER: Le indicazioni di finanza, macroeconomia, politica economica e di qualsiasi altra natura, presenti in  questo articolo, benché frutto di analisi scrupolose,  possono essere errate e non rappresentano in alcun modo un invito all’investimento. Chi segue questi consigli lo fa cosciente di tutti i rischi e se ne assume la totale responsabilità. Inoltre si tiene a sottolineare che questo non è un blog di consulenza economico-finanziaria in quanto non vengono fornite delle raccomandazioni personalizzate, senza poi dimenticare che è impossibile effettuare delle considerazioni d’investimento personalizzate, quindi basate sulle caratteristiche e sul profilo dell’utente/lettore, in mancanza di elementi che ne individuino, appunto, il profilo di rischio e le caratteristiche. Si ricorda che ogni raccomandazione non è personalizzata (e quindi non si tratta di consulenza) quando viene diffusa al pubblico e viene espressa in modo generico.

Gli analisti  finanziari, i gestori di fondi comuni e i consulenti finanziari di tutto il mondo sarebbero felicissimi di  poter disporre di un indicatore che sintetizzi e anticipi l'andamento futuro dei mercati azionari: una sorta di pietra filosofale della finanza che possa anticipare i mercati e, quindi, far salve le performance nei momenti di ribasso (o incrementarle).
La realtà è che  non esiste un indicatore del genere, né mai esisterà. Tuttavia, esistono degli indicatore che potrebbero (forse) contribuire ad offrire una lettura degli eventi più interessante rispetto ad altri e che si sommano ad una gamma di altri indicatori (e dati macro) comunque robusti e sostenibili dal punto di vista logico e scientifico, e che quindi dovrebbero essere osservati.
Fatta questa doverosa premessa, è interessante proporvi l'analisi apparsa qualche giorno fa sul blog McClellan Financial Pubblication dove l'autore propone un grafico nel quale viene confrontato l'andamento dell'indice Dow Jones (in scala logaritmica) con il differenziale di rendimento tra il decennale Usa e quello tedesco. A dire il vero, se siete assidui lettori del blog, non dovrebbe esservi sfuggito che anche in questi pixel, di recente, abbiamo utilizzato il differenziale di rendimento tra i due titolo bencmark per comprendere la dinamica del cambio Eur/Usd e le possibili evoluzioni (leggi QUI).
Ritornando al lavoro di McClellan, il grafico a supporto della sua analisi è questo:

E' un grafico, a mio avviso, molto interessante che confronta l'andamento dell'indice Dow Jones (in scala logaritmica) e il differenziale dei rendimenti tra il decennale Usa e quello tedesco.
McClellan evidenzia come il restringimento del differenziale di rendimento tra i due titoli benchmark, negli ultimi 20 anni, abbia anticipato di 6/20 mesi la caduta dell'indice azionario.
Ritenendo questo  grafico meritevole di attenzione e quindi di essere osservato periodicamente, ho ritenuto utile rielaborarlo con gli strumenti di analisi che utilizzo ritualmente, in modo di averlo sempre aggiornato e confrontarlo anche con altri indicatori che già utilizzo.
Ne è venuto fuori questo.

sabato 8 luglio 2017

PER FATTO PERSONALE

PER FATTO PERSONALE
Cari amici, cari lettori,
non avrei mai voluto scrivere il post che segue, ma la lealtà e l’onorabilità che contraddistinguono il sottoscritto impongono di rappresentarvi quanto segue.
Forse non ne siete a conoscenza, ma da qualche anno, in rete, si aggira una persona, immagino con seri problemi mentali, che sembra avere come unico scopo delle sua esistenza quello di diffamare via internet persone per bene e rispettabilissime che, a vario titolo, operano nel campo del finanza e dell’economia, o personaggi politici e del mondo dell’industria.
Solo per fare alcuni nomi, a titolo non esaustivo, nel mirino di questo stalker sono finiti: Ennio Doris e suo figlio Massimo (Mediolanum), Giulio Tremonti,  Fedele Confalonieri (Fininvest), Claudio Cerasa (direttore del Foglio), Silvio berlusconi, Paolo Berlusconi, Marina Berlusconi, Pasquale Cannatelli, Giuliano Adreani, Barbara Berlusconi, Salvatore Sciascia, Adriano Galliani, Giuliano Ferrara (giornalista), Davide Serra di Algebris e molti altri ancora. L’elenco dei malcapitati continua con una fitta lista di consulenti e analisti finanziari e autori di blog di economia, quali Paolo Rebuffo di Rischio Calcolato, Paolo Barrai, Stefano Bassi, Roberto Gorini, Giacomo Zucco, Federico Izzi, Maurizio Barbero, il sottoscritto e molti altri ancora.
Sono centinaia e centinaia le persone diffamate con deliranti e gravissime affermazioni che hanno nulla a che fare con la realtà.
Il tizio in questione, al fine di tentare di conferire credibilità ai suoi deliri, ricorre a due espedienti:
1) Utilizza nomi di personaggi noti nel mondo della finanza e pubblica migliaia di post (a loro nome) su gruppi Facebook, gruppi Google, forum e nei commenti ad articoli ospitati in altri siti. A titolo non esaustivo, gli pseudonimi maggiormente usati sono: 
  • LUIGI PRUNETI GRAN LOGGIA D'ITALIA
  • ROBERTO GORINI LE REGOLE DEL DENARO
  • LORENZO PIACENTINI LAZARD-CAIA EX DEUTSCHE BANK
  • ANDREA MAZZALAI ICEBERG FINANZA
  • STEVEN DOWNHAM CANTOR FITZGERALD AND FREEMASONRY
  •  LORENZO PIACENTINI LAZARD ASSET MANAGEMENT
  • ORIANO MORO ENIGMA SECURITIES EX CENTROSIM
  • ANTONIO BINNI - - GRAN LOGGIA D'ITALIA
  • FRANCESCO CARBONE USEMLAB MALTA
  • LUIGI ROTUNNO LA TORRE RESORT PORTO SEGURO
  •  LUIGI ROTUNNO LA-TORRE RESORT
  • GIULIANO URBANI. MAI PIU' CON BERLUSCONI!
  • GIULIANO URBANI BRICKSTONE FUNDS
  • MICHELE CALZOLARI. IGEA BANCA.
  • ALFREDO PIACENTINI. DECALIA ASSET MANAGEMENT. CH.
  • FABIO ARPE ARPE GROUP MILAN
  • ERNESTO PREATONI: MAI CON  BERLUSCONI
  • MARTIN ZAPICO EX MORGAN STANLEY NOW ICAP
  • MARTIN ZAPICO. EX MORGAN STANLEY. ICAP LONDON NOW!
  • ROBERTO GORINI OPEN-SOURCE-MANAGEMENT
  • FRANCESCO PIRILLI EQUITA SIM MILAN
  •  ORIANO MORO ENIGMA SECURITIES EX CENTROSIM
e molti altri ancora.

2) Accosta il nome di persone per bene (come il sottoscritto, appunto, ma non solo ) ad altri che si sono resi protagonisti di fatti (più o meno censurabili) riscontrabili nelle pagine dei giornali o in altri siti internet. In questo modo, il lettore, trovando che alcune notizie rispondono a verità, potrebbe essere tentato di valutare come attendibile il post e i commenti deliranti che coinvolgono persone rispettabilissime.
I messaggi che compone e che pubblica sotto pseudonimo in centinaia di siti, sono tutti dello stesso tenore: stessi nomi, stesse affermazioni, stessa modalità di scrittura, stesse persone tirate in ballo, stessi deliri, proprio come se avesse fatto copia/incolla.
Si tratta di qualcosa di molto grave che non può essere in nessun modo tollerato e accettato. Per questo motivo, oltre ad aver fatto denuncia alla polizia postale tramite i carabinieri, ho già incaricato i migliori avvocati specializzati in reati informatici al fine di tutelare il mio buon nome e la mia onorabilità, e perseguire senza tregua non solo chi si è reso responsabile di un atto così grave, ma anche tutti i siti e i blog che offrono spazio (ancorché in buonafede) a post deliranti che riguardano la mia persona.
Sono molto dispiaciuto di quanto accaduto e, proprio per il rispetto di chi ha seguito questo spazio negli ultimi anni e degli altri che si sono avvicinati solo di recente, ho trovato giusto e doveroso informarvi di questo fatto increscioso.
Se l’intento dell’autore di questi fatti (che tra l’altro hanno rilevanza penale) fosse quello di limitare la mia attività divulgativa o di pregiudicare la credibilità di chi scrive o del blog, direi che ha sbagliato nettamente bersaglio, dato che la traiettoria che sto percorrendo da anni con rilevante successo sia in termini di lettori coinvolti che di autorevolezza delle analisi proposte, non subirà nessuna modifica né limitazione. Anzi, a breve, la mia attività divulgativa verrà ulteriormente intensificata, con l’obiettivo di offrire ai lettori del blog contenuti sempre più aggiornati e con standard qualitativi ancor più elevati.
Sono perfettamente consapevole del fatto che non è necessario ribadire la mia integrità morale e professionale (qualsiasi persona è in grado di riscontrarla con estrema facilità), ma ho voluto comunque rappresentarvi quanto sopra proprio per il rispetto e la lealtà con la quale mi sono sempre rivolto a chi segue questo spazio e a coloro che, a vario titolo, si rapportano quotidianamente con sottoscritto.
Grazie per l’attenzione.

Aggiornamento: 
Le bugie, si sa, hanno le gambe corte; ma quelle dello stalker che ha preso di mira il sottoscritto ne sono nate del tutto prive. Ieri, quando ho pubblicato sulla mia pagina Facebook lo scritto di cui sopra, in poche ore sono stato letteralmente tempestato da email, telefonate, e messaggi (QUI potete leggerne in  parte) provenienti da coloro che seguono questo spazio e che mi conoscono da anni. Ne sono stati a centinaia. Tutto questo dimostra una cosa molto semplice, ossia che la lealtà, l'onesta e la rettitudine, primeggiano sempre sulla menzogna e sulla pochezza di tali menti.
Tra l'altro, questa mattina ho sentito i miei avvocati che mi hanno detto che il soggetto in questione è ampiamente conosciuto dalla polizia postale italiana e da quella inglese, proprio per via dei deliri che scrive su internet. Sono centinaia le persone che, negli anni passati, lo hanno già querelato. Detto questo, ringrazio immensamente tutti coloro che, nei miei confronti,  hanno espresso  parole di solidarietà  e di grande sostegno. Grazie di cuore.

venerdì 7 luglio 2017

INTERVISTA: BANCHE E BANCHIERI: DOVE STIAMO ANDANDO?

Cari amici,
Vi segnalo la mia intervista di qualche giorno fa trasmessa da LeFonti.Tv, che è una media company ed un centro di ricerca leader nel business internazionale, nella finanza, nella tecnologia e nei mercati globali, con centri editoriali a Londra, Milano, New York, Singapore, Dubai e Hong Kong.
Nell'intervista si parla di prospettive delle politiche monetarie delle banche centrali, anche alla luce delle ultime indicazioni giunte dal forum dei banchieri centrali di Sintra di una settimana fa, di cui ho detto QUI. Si prosegue con la questione degli ultimi salvataggi che hanno riguardato alcune banche italiane e dei riflessi che si potrebbero determinare per via della decisione assunta da governo italiano. Si conclude parlando dei rischi (per ora limitati) derivanti da eventuali imposte patrimoniali.
Per avere un quadro più completo ed esaustivo sarebbe auspicabile vedere anche l'intervista di 10 giorni fa che trovate QUI.
Grazie per l'attenzione e buona visione.
A presto.

giovedì 29 giugno 2017

GRAFICO: IL CAMBIO EUR/USD E I RENDIMENTI DEI TITOLI DI STATO

Ad integrazione del post precedente, vale la pena proporvi alcuni grafici.

Il cambio eur/usd

Qui i rendimenti dei decennali dei paesi considerati (Italia, Usa, Giappone e Germania)



E qui, invece, un grafico già noto agli amici del blog. Viene rappresentato l'andamento del differenziale di rendimento (grafico in basso, linea blu, scala sinistra invertita) tra il decennale tedesco (grafico superiore, linea rossa, scala sinistra) e quello Usa (grafico superiore, linea blu, scala destra). Nel grafico più in basso è possibile osservare la correlazione tra il differenziale dei rendimenti (spread) e il cambio eur/usd (linea rossa, scala destra)

L'OTTIMISMO DI DRAGHI FA VOLARE L'EURO

Prima di leggere questo  post, mi permetto di  suggerirvi di leggere i due post che trovate QUI e QUI, nei quali, qualche mese fa, avevo descritto i motivi per i quali l'euro si sarebbe rafforzato sul dollaro. La lettura dei due articoli segnalati è utile anche a comprendere quali potrebbero essere le future dinamiche del cambio eur/usd e non solo.

Negli ultimi giorni, sui mercati si sta assistendo a una nuova fase del "reflation trade" che sta determinando la discesa dei prezzi delle obbligazioni (rendimenti in salita) e il rialzo dell'euro a discapito del dollaro.
Dopo il "reflation trade" dell'ultima parte dell'anno scorso, che ebbe il suo epicentro, principalmente, negli Usa per via delle attese derivanti dalla politica economica espansiva della nuova amministrazione Usa, questa volta l'epicentro sembra essere localizzato in Eurozona.
LEGGI: COME PROTEGGERE UN PORTAFOGLIO OBBLIGAZIONARIO DAL RIALZO DEI TASSI
Ad innescare il rafforzamento dell'euro e la vendita delle obbligazioni (che comporta una curva dei tassi più ripida) sono state le parole pronunciate da Mario Draghi due giorni fa a Sintra, quando il banchiere centrale aveva lasciato intendere che, nonostante la necessità di proseguire con misure espansive, la politica monetaria della Bce tenderà a farsi sempre meno espansiva via via che la ripresa tenderà ad irrobustirsi. Mi sembra una cosa molto ovvia e non vedo il motivo per il quale sorprendersi, anche se dalle parole di Draghi è partito il forte rafforzamento dell'euro e la vendita delle scadenza più lunghe dei titoli di stato.
Ieri, considerata la reazione del cambio,  alcuni  esponenti della Bce hanno cercato di mitigare l'interpretazione data dai mercati alle parole di Draghi, e l'Eur/Usd si è riportato a 1.1290 salvo poi risalire a 1.1412 (mentre sto scrivendo).

martedì 27 giugno 2017

LA NUOVA FRONTIERA DEI "SALVATAGGI BANCARI" ALL'ITALIANA (OVERO, FATE COME VI PARE)

Come sapete, nel fine settimana, con il  decreto legge approvato dal Consiglio dei Ministri, Veneto Banca e la Popolare di Vicenza sono state poste in liquidazione coatta amministrativa. Non è mia intenzione annoiarvi con i tecnicismi dell'operazione, i quali possono essere letti in qualsiasi altro sito (attendibile) di informazione finanziaria . Ciò che voglio proporvi è un breve ragionamento che può aiutare a comprendere ciò che è accaduto e, sopratutto, ciò che potrebbe accadere in futuro nell'ambito della gestione delle banche in crisi. Come al solito, non ho la pretesa che voi possiate considerare come verità assoluta la mia riflessione, ma trovo che sia ampiamente fondata e quindi meritevole di essere letta.

Partiamo dall'antefatto.

venerdì 23 giugno 2017

INTERVISTA: PERCHE' GLI ULTIMI GOVERNI SONO GRAVEMENTE RESPONSABILI DELLA SITUAZIONE DELLE BANCHE ITALIANE?

Cari amici,
mercoledì scorso, trovandomi a Milano per motivi di lavoro, sono stato invitato dagli amici de LEFONTI.TV (che ringrazio per l'ospitalità) a parlare dei "5 RISCHI CAPITALI" che potrebbero colpire i risparmi e, soprattutto, di come potrebbero modificarsi in relazione alle evoluzioni economiche e geopolitiche.
Come sapete (?) tra i 5 rischi di cui parlo da anni, c'è anche quello  derivante dai dissesti bancari: tema molto attuale negli ultimi anni e che rimarrà tale anche in quelli futuri, purtroppo.
Dato che in questi anni,  a proposito di banche,  è stato scritto di tutto, non avrei voluto parlare del rischio bancario.  Anche perché, da consulente finanziario e, soprattutto, da cittadino, è abbastanza frustrante dover osservare che, dopo quasi un decennio dai primi scricchiolii di alcune banche, la situazione non solo non è stata affrontata come si sarebbe dovuto fare, ma sono state poste in essere delle scelte scellerate che, addirittura, ne hanno aggravato la condizione, fino ad arrivare (in alcuni casi) ad una vera e propria emergenza. E' un evoluzione che, in questi anni, è stata più volte  racconta in questo spazio che, se vogliamo, ne ha anche anticipato l'esito finale. E non sarà un happy end.
Come che sia, nell'intervista, più che parlare dei 5 rischi capitali, ho parlato sopratutto di banche e delle gravi responsabilità degli ultimi governi nella gestione della crisi bancaria italiana.
E' un'intervista che dura una trentina di minuti e a mio avviso si tratta di tempo ben speso.
Colgo l'occasione per segnalarvi che il prossimo 3 luglio tornerò in trasmissione e spero che sia l'occasione ideale per approfondire alcuni aspetti dei "rischi capitali"
Grazie per l'attenzione e buona visione. A presto.


mercoledì 14 giugno 2017

INTERVISTA: DALLA CRISI DELLE BANCHE ITALIANE ALLE PROSPETTIVE PER L'ITALIA E PER L'EURO

Cari amici,
Vi segnalo questa mia intervista pubblicata nei giorni scorsi da Investire Oggi ,che ringrazio per l'interesse e per l'ospitalità.
Si parla di crisi delle banche italiane, di fisco, dei rischi politici, delle prospettive per l'Italia e per l'euro e molto altro ancora.
Buona lettura



Intervista a Paolo Cardenà sulla situazione economico-finanziaria attuale dell'Italia. Tra elezioni anticipate, stravolgimenti geo-politici e nuovo asse franco-tedesco, vediamo cosa pensa uno dei più popolari blogger economici italiani.


Torniamo a intervistare con molto piacere Paolo Cardenà, Private Banker, consulente finanziario e uno dei più popolari blogger di economia e finanza in Italia, a cui fa capo il sito vincitorievinti.com, il cui successo si deve sia all’accuratezza delle analisi, sia anche a un linguaggio e contenuti schietti. Stavolta, le domande vertono sul rischio Italia in vista delle elezioni politiche e sulla nuova geo-politica mondiale.

Le elezioni politiche si avvicinano, anticipate o meno. Non siamo più certi, come nelle settimane scorse, che si voti con un proporzionale alla tedesca in salsa italiana, ma intanto i mercati hanno iniziato a innervosirsi sul possibile rischio di instabilità o anche di una maggioranza euro-scettica. Secondo Lei, cosa dovremmo temere sul piano finanziario?  

In realtà per capire cosa potrebbe accadere sui mercati, sarebbe opportuno partire proprio dal modello di legge elettorale che stava nascendo. Come sappiamo, nei giorni scorsi la legge è stata affondata alla camera, ma ciò non toglie che nelle prossime settimane, proprio dalle ceneri della riforma elettorale, possa rinascere qualcosa di molto simile. Magari con un accordo più ristretto, circoscritto al Partito Democratico e a Forza Italia. La legge elettorale in gestazione rispondeva all’esigenza di raggiungere un duplice obiettivo: il primo evitare che il Movimento 5 Stelle avesse avuto la possibilità di diventare forza di governo; il secondo evitare che il Pd (in caso di vittoria) assumesse a sé tutta la responsabilità delle scelte di governo impopolari nei prossimi anni.
Da queste esigenze sarebbe dovuta nascere una legge elettorale idonea ad arginare, quanto più possibile, il movimento di Grillo e quindi una legge che alla fine non avrebbe consegnato una maggioranza assoluta. In altre parole, qualsiasi partito avesse ottenuto al maggioranza relativa, avrebbe dovuto comunque fare accordi con altre forze politiche. In questo senso, data la peculiare connotazione del Movimento 5 Stelle (non incline a fare accordi), nel caso avesse ottenuto la maggioranza relativa, non avrebbe potuto governare in mancanza di accordi.
Dall’altra parte, nel caso in cui la maggioranza relativa fosse stata ottenuta dal Pd, avrebbe implicato comunque degli accordi di governo con altre forze politiche (Forza Italia) al fine di dar vita ad un esecutivo in grado di governare. Anche se negli ultimi anni si è assistito ad una deriva verso destra delle politiche del Pd, ritengo che un’alleanza di governo con Forza Italia sarebbe frutto di una serie di compromessi stringenti potenzialmente in grado di depotenziare l’azione dell’esecutivo nascente.
Da qui la preoccupazione dei mercati, timorosi di un governo con deboli capacità riformatrici, nonostante la fragilità dei conti pubblici, l’alto indebitamento e le deboli prospettive di crescita. Infatti, tali timori, negli ultimi giorni, si sono tradotti in un allargamento dello spread tra i titoli italiani e quelli tedeschi, proprio a riflettere la nascente preoccupazione derivante dal quadro politico appena descritto. CONTINUA A LEGGERE QUI

giovedì 8 giugno 2017

"WHATEVER IT TAKES" ALL'AMATRICIANA

Qualche settimana fa, in un post, espressi lamia opinione riguardo alle motivazioni che stavano spingendo Renzi verso le elezioni anticipate e scrissi
Anche alla luce del downgrade subito qualche settimana fa dall'Italia da parte di Fitch, la prossima legge di bilancio per il 2018 (verrà varata a fine 2017) sarà necessariamente più incisiva sul fronte della stabilizzazione dei conti pubblici, sui quali pesano anche le clausole di salvaguardia che valgono 20 miliardi di euro.
A complicare il quadro, già di per sé complesso, si aggiunge anche la prospettiva dell'aumento del costo del debito quale conseguenza della fine dell'acquisto dei titoli di stato dal parte della BCE (nel 2018) e la debole crescita dell'Italia, nonostante fattori esterni estremamente favorevoli (almeno fino a questo momento).Motivo per cui, salvo la clemenza della Ue, la legge di bilancio 2018 rischia di essere un vero salasso.
All'inizio del prossimo anno giungerà a termine la legislatura e quindi si dovrebbe votare a marzo.
Il Pd non può permettersi di presentarsi davanti agli elettori a solo 3 mesi di distanza dall'approvazione di un'altra manovra di bilancio che rischia di essere un vero e proprio salasso (c'è il rischio che venga aumentata l'Iva e non solo). Anche perché ciò amplificherebbe la possibilità di affidare al Movimento 5 Stelle il governo del paese.Il ragionamento appena fatto spiegherebbe (almeno in parte) l'intenzione di Renzi di voler tornare alle urne in autunno (quindi prima della manovra di bilancio 2018), e la rapidità con la quale il Pd si è diretto verso le primarie e  poi verso l'assemblea nazionale che, proprio oggi, lo ha nominato  segretario del partito, confermerebbe lo scenario appena delineato.
Se tutto il ragionamento dovesse risultare corretto (non lo so, lo vedremo) il nuovo governo (verosimilmente Pd con qualche alleanza), che a quel punto avrebbe davanti a sé 5 anni di legislatura, dovrebbe varare la manovra robusta di cui ho detto sopra.
Per dirla in altri termini: prima si va al voto e dopo si tassa.


Dopo qualche giorno iniziarono a parlare di legge elettorale e via dicendo.
Ora, se non riescono a fare la legge elettorale per votare in autunno, il Pd dovrà varare (da solo) una manovra da 15/20 miliardi di euro. Il che significa che alle elezioni di marzo il Pd rischia di prendere una sonora batosta, magari a favore dei 5 stelle.

giovedì 1 giugno 2017

BREAKING: MPS, RAGGIUNTO UN ACCORDO (DI PRINCIPIO) TRA LA UE E LE AUTORITA' ITALIANE PER LA RICAPITALIZZAZIONE PRECAUZIONALE

E' di poco fa la notizia che le autorità italiane hanno raggiunto l'accordo con le autorità europee per la ricapitalizzazione precauzionale di Monte Paschi.
Al momento si conosce assai poco sui dettagli dell'operazione e le questioni note sono quelle riportate nel comunicato della Commissione europea.

In estrema sinesi:

Le norme comunitarie, in particolare la direttiva sulla risoluzione delle crisi bancarie (BRRD), offrono la  possibilità per uno  Stato membro di iniettare capitale in una banca solvente, a condizione che vengano rispettati determinati criteri. Gli aiuti di Stato, in questo contesto, possono essere concessi solo in via precauzionale (per prepararsi per eventuali esigenze di capitale  che potrebbero materializzarsi se le condizioni economiche dovessero peggiorare) e non implicano  la risoluzione della banca.

martedì 30 maggio 2017

GRAZIE DI CUORE PER IL VOSTRO CONTRIBUTO

Cari amici, 

se ben ricordate, in occasione del Natale dello scorso anno, in questo spazio, avevo aperto una sottoscrizione a favore dell'associazione Anpof che si occupa dei malati oncologici presso l'ospedale di Fermo, nelle Marche.
Proprio ieri mi hanno scritto dall'associazione per ringraziare tutti coloro che hanno dimostrato tanta generosità e sensibilità. 
Ai ringraziamenti dell'associazione, ovviamente, si uniscono anche i miei: vi sono immensamente grato per il vostro prezioso e nobile gesto che è anche espressione tangibile della bontà d'animo che vi caratterizza.
Come sapete, questo spazio non ospita pubblicità né è prevista alcuna forma di contribuzione/donazione a favore del blog.  Anzi, a dire il vero credo che sia l'unico blog (o forse uno dei pochi) a non ospitare forme di contribuzione. Tuttavia, come unico autore di questi pixel, trovo doveroso utilizzare la "popolarità" del blog a favore del sociale, proponendovi, di tanto in tanto, alcune iniziative a favore di associazioni di volontariato  che, proprio come nel caso della sottoscrizione a favore di Anpof, si occupano di chi è meno fortunato di noi e di chi ha bisogno di sostegno. Posso assicurarvi che la vostra generosità, espressa con una piccola donazione a favore  delle iniziative qui proposte, è la miglior forma gratitudine che potete esprimere per i contenuti che trovate in questo spazio.


Grazie di cuore.

Questa è l'email ricevuta ieri da parte dell'associazione.




domenica 28 maggio 2017

LA FOLGORANTE RIPRESA DELL'ITALIA (EDIZIONE PRIMO TRIMESTRE 2017)

Cari amici,
Come di consueto ho provveduto ad aggiornare l'ormai celebre (e mitico) grafico sulla crescita del Pil dei paesi del G7 e Eurozona (a 19 Paesi). I dati riportati nel primo trimestre del 2017, nella maggior parte dei casi, sono quelli relativi alla prima lettura del Pil. Pertanto il grafico verrà ulteriormente aggiornato nelle prossime settimane, con i dati definitivi. Per quanto riguarda il Canada, il dato sul Pil del primo trimestre verrà comunicato nelle prossime settimane. Quindi, successivamente, procederò ad un aggiornamento complessivo.
Per gli ultimi arrivati, è utile ricordare che si tratta della performance del PIL dei paesi considerati, ponendo come base 100 il primo trimestre del 2008.

Tutti i paesi sono tornati sopra i livelli precedenti la crisi (perfino l'Area euro a 19 paesi). Tutti tranne l'Italia, che continua ad esprimere tassi di crescita molto modesti, nonostante fattori esterni assai favorevoli (crescita globale, bassi tassi di interesse, Bce ultra espansiva, basso prezzo del petrolio).
Nel primo trimestre 2017 la crescita economica dell'Italia è stata di appena lo 0.2% rispetto al trimestre precedente e il nostro Paese è riuscito a fare appena meglio della disastrata Grecia.

Grafico Bloomberg



Ai grafici appena proposti ne aggiungiamo un altro, che confronta la variazione del PIL nominale e del debito pubblico da fine 2007 (anno precedente la crisi) a tutto il 2016.
Lo scenario che si presenta è questo:


Il Pil nominale nel 2007 era di 1609 miliardi, mentre a fine 2016 valeva 1672. Quindi la variazione è stata di appena 63 miliardi. 
Il debito pubblico nel 2007 ammontava a 1606 miliardi, mentre a fine 2016 era di 2217 miliardi. In nove anni è aumentato di 611 miliardi a fronte del Pil stagnante.

Colgo l'occasione per ricordare a coloro che sono interessati ad utilizzare i grafici prodotti da questo blog, che la pubblicazione su altri siti del materiale qui reperibile è consentita solo ed esclusivamente citando la fonte e inserendo nel post il link attivo che rimandi all'articolo di cui è tratto il grafico. Grazie.

domenica 21 maggio 2017

ANCORA SUL CAMBIO EURO/DOLLARO: COSA ASPETTARSI?

Sempre a proposito del dollaro, la cui debolezza ha tenuto banco nell'ultima settimana anche a causa del rischio di impeachment del Presidente Trump, alle considerazioni già espresse di recente (clicca QUI e QUI) vale la pena aggiungere anche qualche grafico, a conferma di quanto detto QUI.

Il primo (courtesy Nordea) rappresenta l'evoluzione dell'inflazione core negli Stati Uniti e in eurozona.
Negli Usa, gli ultimi dati segnalano un rallentamento dell'inflazione, che non depone a favore di un dollaro forte in quanto minori pressioni sui prezzi implica (o potrebbe implicare, se confermati) una Fed più moderata sul fronte dell'aumento dei tassi. In Eurozona, invece, dopo il calo del mese di marzo, l'inflazione core è risalita fino all'1.2%; il che depone a favore della prospettiva di riduzione degli acquisti di titoli di parte della BCE (probabilmente dal 2018).