lunedì 29 agosto 2016

EMERGENZA TERREMOTO: SOTTOSCRIZIONE A FAVORE DEI BAMBINI DI AMATRICE

Cari amici, 
a seguito degli eventi drammatici che hanno colpito il centro Italia, trovo doveroso mettere a disposizione questo piccolo spazio per sensibilizzare tutti coloro che seguono questi pixel.
Inutile raccontare il dramma di molte famiglie che con il terremoto hanno perso i propri cari (il bilancio provvisorio parla di quasi 300 morti) o hanno visto distrutte le proprie abitazioni.
Abitando a poche decine di chilometri dall'epicentro, posso assicurarvi che si tratta di una vera e propria catastrofe, i cui effetti si sono estesi anche a decine di comuni limitrofi, seppur con danni più lievi.

Nel mio piccolo, con lo spirito di poter contribuire in qualche modo ad alleviare il disagio di chi sta soffrendo, invito tutti coloro che si sentono di contribuire a questa causa ad effettuare una donazione in denaro a favore del Comune di Amatrice che ha predisposto un conto corrente dedicato.

Iban:   IT 13 W 08327 73470 000000005050 intestato al Comune di Amatrice ed intrattenuto presso la Banca di Credito Cooperativo di Roma.

Causale: "Vincitori e Vinti blog" per dei bambini di Amatrice.

Siamo una comunità abbastanza numerosa e tra i vari social (twitter, Facebook) e mailing list contiamo oltre 15 mila contatti. Con un piccolo sforzo potremmo raccogliere una somma di denaro di tutto rispetto che l'Amministrazione Comunale (che conosce le priorità) potrà mettere a disposizione dei bambini di Amatrice.

Ovviamente, ciascuno di voi deve sentirsi libero ma, se potete,  la vostra generosità, espressa con una piccola donazione a favore dei bambini di Amatrice, costituisce anche il modo migliore per ringraziare questo blog per l'attività divulgativa svolta.

Grazie davvero.

LA FOLGORANTE RIPRESA DELL'ITALIA (GRAFICO AGGIORNATO AL II TRIM. 2016)

Quello che segue è un grafico che conoscete già, aggiornato considerando le variazioni del PIL del secondo trimestre 2016 (Canada al primo trim. 2016), recentemente comunicate.
Per gli ultimi arrivati, è utile ricordare che si tratta della performance del PIL dei paesi considerati, ponendo come base 100 il primo trimestre del 2008.

Tutti i paesi sono tornati a sopra i livelli precedenti la crisi (perfino l'Area euro a 19 paesi). Tutti tranne l'Italia, che naviga ancora nell'abisso. 
Ora, come potete vedere,  la grande recessione è finita nel secondo trimestre del 2009, e quindi, gli altri paesi, sono almeno 7 anni che crescono. Un ciclo abbastanza maturo e anche stanco, stando ai dati (deboli) che giungono dalle altre economie.


L'Italia, secondo il governo (Renzi), sarebbe dovuta essere "la locomotiva dell'europa".


Per sfatare tutta la propaganda sulla ripresa (quale?) dell'Italia per merito del governo Renzi, è sufficiente un semplice grafico.

Tenuto conto che il governo in carica è nato nel corso del primo trimestre 2014, ho confrontato la variazione cumulata del Pil reale dell'Italia e di alcuni paesi dell'Eurozona. Lo spaccato che ne esce è rappresentato nel grafico che segue.

domenica 7 agosto 2016

MPS, I RISCHI E I COSTI (ALTI) DEL PIANO DI SALVATAGGIO

Da Lettera43 un articolo che analizza i costi e i rischi del piano di salvataggio di Mps. E' una lettura interessante che aiuta ad analizzare altre questioni che verranno affrontate nei prossimi giorni.
Matteo Renzi l’ha ripetuto a la Repubblica e davanti alle telecamere di Cnbc del gruppo Class. È convinto che per il Monte dei Paschi di Siena sia stata trovata «una soluzione finale e di mercato».
Ma proprio il mercato la pensa diversamente.
OPERAZIONE DIFFICILE. I più ottimisti parlano di un’operazione innovativa e complessa.
Gli scettici, invece, fanno fatica a trovare un equilibrio in un patchworkcomposto di aumento di capitale senza il paracadute di un consorzio di garanzia, sofferenze vendute al doppio di quanto si è fatto finora, utilizzo di prestiti ponte e garanzie statali dirette e indirette.
SCHIZOFRENIA IN BORSA. Infatti in Borsa è stato accolto con molta schizofrenia il piano di salvataggio di Mps scritto dal management di Rocca Salimbeni per evitare l’intervento pubblico e la mannaia del bail in: iniezione di capitali per 5 miliardi e vendita di Npl (non performing loan, crediti deteriorati) per un valore netto di 9,2 miliardi per riportare il Cet1 (il Common equity tier 1, parametro che misura la solidità di una banca) sulla patrimonializzazione ben oltre la soglia minima del 13%.
Secondo gli stress test, e nel peggiore degli scenari macroeconomici, il ratio oggi crollerebbe al 2,44% proprio per la presenza di 45,3 miliardi netti di crediti inesigibili.

venerdì 5 agosto 2016

CONTINUA A SCHIANTARSI LA PRODUZIONE INDUSTRIALE ITALIANA

Da Istat:
A giugno 2016 l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,4% rispetto a maggio. Nella media del trimestre aprile-giugno 2016 la produzione ha registrato una flessione dello 0,4% nei confronti del trimestre precedente.
Corretto per gli effetti di calendario, a giugno 2016 l'indice è diminuito in termini tendenziali dell'1,0% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a giugno 2015). Nella media dei primi sei mesi dell'anno la produzione è aumentata dello 0,8% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
L'indice destagionalizzato mensile presenta variazioni congiunturali negative nei raggruppamenti dei beni intermedi (-1,1%), dei beni di consumo (-1,0%) e dell'energia (-0,7%); una variazione nulla segna invece il comparto dei beni strumentali.
In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a giugno 2016, un solo aumento nel comparto dei beni intermedi (+0,8%); diminuiscono invece l'energia (-5,5%) e, in misura più lieve, i raggruppamenti dei beni di consumo (-2,1%) e dei beni strumentali (-0,3%).
Per quanto riguarda i settori di attività economica, a giugno 2016 i comparti che registrano la maggiore crescita tendenziale sono quelli della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+2,3%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+1,4%) e della fabbricazioni di prodotti chimici (+0,8%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori dell'attività estrattiva (-19,2%), della produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-7,0%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-4,8%).
Se volete dare uno sguardo alla dimensione del disastro, potete osservare il grafico che segue, nel quale si confronta la produzione industriale italiana con quella della zona euro, ponendo il mese gennaio 2000 come base 100.
Nonostante il divario, non pensate che la zona euro, nel suo complesso, abbia avuto una buona performance, se paragonata ad altre grandi economie.
La differenza tra i livelli della produzione italiana e quella dell'eurozona, sta tutta nei bilanci bancari, sotto forma di Npl.