venerdì 29 luglio 2016

I RISULTATI DEGLI STRESS TEST IN UN GRAFICO

Dal comunicato stampa dell'Eba:

European Banking Authority (EBA) published today the results of the 2016 EU-wide stress test of 51 banks from 15 EU and EEA countries covering around 70% of banking assets in each jurisdiction and across the EU.  The objective of the stress test is to provide supervisors, banks and other market participants with a common analytical framework to consistently compare and assess the resilience of large EU banks to adverse economic developments.  Along with the results, the EBA is providing again substantial transparency of EU banks' balance sheets, with over 16,000 data points per bank, an essential step towards enhancing market discipline in the EU.

The EU banking sector has significant shored up its capital base in recent years leading to a starting point capital position for the stress test sample of 13.2 % CET1 ratio at the end 2015. This is 200 bps higher than the sample in 2014 and 400 bps higher than in 2011.  The hypothetical scenario leads to a stressed impact of 380 bps on the CET1 capital ratio, bringing it across the sample to 9.4% at the end of 2018.  The CET1 fully loaded ratio falls from 12.6% to 9.2%, while the aggregate leverage ratio decreases from 5.2% to 4.2% in the adverse scenario.

The impact is driven by:

  • credit risk losses of €-349 bn contributing -370 bps to the impact on the CET1 capital ratio.
  • operational risk (€-105 bn or -110 bps) of which conduct risk losses contributed -€71 bn or -80 bps to the CET1 impact
  • market risk across all portfolios including CCR (€-98bn or -100bps).

The impact is partially offset by pre provision income flows, although these too are subject to stress factors and constraints in the methodology. For instance net interest income falls 20% in the adverse scenario from 2015 levels.

The 2016 EU-wide stress test does not contain a pass fail threshold. Instead it is designed to support ongoing supervisory efforts to maintain the process of repair of the EU banking sector. 

The stress test will therefore be an important input into the supervisory review process in 2016.

As the stress test has a range of constraints designed to ensure comparability and consistency, supervisors will assess mitigating management actions before deciding on the appropriate supervisory action, of which a wide range may be employed. The focus in 2016 will, however, be on setting Pillar 2 Guidance to banks to maintain capital that can support the process of repair and lending into the real economy. Although pillar 2 Guidance is not a legal minimum, and does not impact the threshold for the Maximum Distributable Amount, banks are expected to follow guidance in normal circumstances.

Acting as a central data hub for the entire EU, the EBA is publishing both aggregate results of the EU-wide exercise and granular data for each bank, including detailed information at both the starting and end point of the exercise, under the baseline and the adverse scenarios.


giovedì 7 luglio 2016

QUELLA SOBRIA OBBLIGAZIONE SUBORDINATA DI MONTE PASCHI

E' bene che chi ha in portafoglio le obbligazioni subordinate di Monte Paschi, inizi a prendere confidenza con il fatto che non sono affatto remote  le possibilità che queste vengano convertite in azioni. Certo, la situazione è molto fluida e le trattative con la Ue stanno procedendo tra aperture a sostegno del salvataggio pubblico e rituali smentite.
Il fatto è che, oltre che per tutte le altre motivazioni che avete potuto leggere qui, non è affatto semplice per il governo procedere alla conversione forzosa delle obbligazioni.
Come sapete, dopo la risoluzione delle quattro banche dello scorso novembre, il governo ha deciso che dovranno essere rimborsati gli obbligazionisti subordinati che vennero azzerati in occasione della risoluzione.
Ora, nel caso di MPS,  le strade sono due:

-Il governo non converte le obbligazioni subordinate; ma  in questo caso si farà più massiccio l'intervento pubblico, ferme restando tutte le conseguenze in materia di aiuti di stato  (che tuttavia sono oggetto di trattativa con la Ue);

-Il governo converte le obbligazioni subordinate. 

Ma in quest'ultimo caso, proprio perché con il rimborso degli obbligazionisti azzerati a novembre si è creato un precedente, il governo avrà enormi difficoltà a compiere un atto discriminatorio nei confronti dei risparmiatori, benché il caso di Mps sia differente rispetto alle banche già risolte.
Proprio per superare questa difficoltà, non si può escludere che il governo non faccia rastrellare, a prezzi di mercato, le obbligazioni da qualche istituzione (chissà perché mi giunge subito in mente la Cassa Depositi e Prestiti) in modo che gli obbligazionisti possano vendere e quindi recuperare qualcosa.

Recuperare quanto?

mercoledì 6 luglio 2016

CRISI BANCARIA: PERCHE' I MERCATI STANNO SPINGENDO AFFINCHE' SI GIUNGA AD UNA SOLUZIONE AMPIA E DI SISTEMA?

Mentre attendiamo fiduciosi l'evoluzione delle trattative tra le autorità italiane e la Ue sulla messa in sicurezza delle banche italiane,  proviamo a proporre qualche considerazione aggiuntiva sulla questione.

Osservando la violenza con la quale i mercati stanno colpendo il settore, l'idea che sto maturando è che questi, ormai, ripongano sempre meno fiducia nelle autorità italiane. E magari hanno anche ragione.

Ciò che sta accadendo non ha a che fare solo con le note problematiche delle banche o con il clima di sfiducia che coinvolge tutto il comparto bancario, ma, a mio modesto parere,  con qualcosa di più profondo: la crisi di fiducia verso i regolatori italiani e verso il governo e i suoi esponenti.
Per anni, più o meno tutti, a vario titolo, hanno urlato al mondo intero che le banche italiane erano solide, salvo poi accorgersi che così solide non sono. Vi ometto la noia di leggere in quali e quante occasioni si è verificato quanto appena affermato,ma posso assicurarvi che sono molte e sono anche significative nei contenuti (QUI e QUI potete trovare due semplici assaggi). 

martedì 5 luglio 2016

"INVESTITE SU MONTE PASCHI, E' UN VERO AFFARE", DISSE RENZI

Quello che vedete in seguito è il titolo di un articolo de Il Sole 24 Ore del 22 gennaio scorso, nel quale il Premier invitava i risparmiatori ad investire in Monte Paschi (l'articolo potete trovarlo QUI)


Da quella data, ecco a voi l'andamento del titolo in borsa.


I risparmiatori, da 22 gennaio, hanno perso circa il 60%.

Qualsiasi consulente che si fosse avventurato a suggerire di acquistare MPS come ha fatto Renzi, oggi sarebbe già sospeso o radiato dall'albo. Ma questo non vale per Renzi, che è Presidente del Consiglio.

E che dire di Davide Serra, amico di Renzi e gestore dei fondi Algebris, che prima del referendum in Gran Bretagna invitava ad investire sui titoli bancari?

Risultato? Titoli bancari  schiantati in borsa (e investitori assai incazzati, direi)

Ritornando a Monte Pachi, vale la pena ricordare quanto scritto ieri da Repubblica, che ha riportato il richiamo della BCE a Mps, invitandola a vendere 10 miliardi di sofferenze.

Vendere più cattivi crediti però non è semplice né indolore. Poiché Mps li valuta in bilancio in media il 39% del loro valore nominale, mentre sul mercato un euro di sofferenze si compra in media a 20 centesimi, ripulire per bene i libri potrebbe generare un ammanco di capitale fino a 3 miliardi, il triplo della capitalizzazione di Borsa (siamo a 1,12 miliardi dopo la perdita del 69% da gennaio). Ma per la "cabina di regia" romana che in queste ore cerca di salvare il salvabile, i soci Mps non sono più il problema, benché anche il Tesoro abbia un 4%.
Nel frattempo, mentre sto scrivendo, la capitalizzazione di Mps è scesa a 964 milioni di euro.


domenica 3 luglio 2016

BREXIT: QUANTO SONO DIVENTATI POVERI GLI INGLESI?

Il grafico che vedete in seguito rappresenta la performance dell'indice FTSE100 della borsa di Londra, da inizio anno. Il grafico, ottenuto normalizzando a 100 i valori, è espresso in valuta locale.


Come potete vedere, a seguito del referendum del 23 giugno, l'indice scende circa 5 punti percentuali, salvo poi recuperare nei giorni successivi, fino a superare abbondantemente i livelli di inizio anno (a dire il vero siamo sui massimi di novembre 2015).

sabato 2 luglio 2016

PER CAPIRE QUANTO VALGONO LE PREVISIONI DI CONFINDUSTRIA

La tabella che segue è stata pubblica da Confindustria, a seguito di uno studio che dicono di aver svolto circa gli effetti che si produrrebbero nel caso in cui gli italiani, chiamati a votare il referendum, dovessero bocciare la riforma costituzionale.
Come potete vedere, secondo Confindustria, sarebbe un disastro di proporzioni simili a quello prodotto dal Governo Monti, che la stessa Confindustria sostenne nel 2011, con tanto di titoloni sul suo giornale.
Vi ricordate il FATE PRESTO lanciato da Il Sole 24 Ore? Ecco, appunto.
Insomma, secondo Confindustri  le cavallette avrebbero un gran da fare....

Il grafico che segue, invece, ci dice tutto sulle capacità previsionali di Confinduatria.
Non ne hanno azzeccata una. Nemmeno una. Però si divertono a fare terrorismo, senza nemmeno spiegare quale correlazione potrebbe esistere tra il NO al referendum e la prevista caduta del Pil
Pazienza.