sabato 30 aprile 2016

NON E' UN PAESE PER GIOVANI

E' uno spaccato drammatico, sul fronte della disoccupazione giovanile.

Rappresenta il tasso di disoccupazione dei giovani in età attiva, dai 15 ai 24 anni. Fonte: Eurostat



Il grafico successivo rappresenta percentuale  dei giovani inattivi,  non occupati né in istruzione, rispetto alla stessa fascia di età (15-24 anni)

venerdì 29 aprile 2016

ORA LO CAPITE PERCHE' E' NATO ATLANTE?

Qualche giorno fa ho scritto il post:


Alla luce delle indiscrezioni che circolano sui numeri che riguardano l'aumento di capitale della Popolare di Vicenza, sembra proprio che gli azionisti non abbiano fatto a pugni per contendersi le azioni:

Arrivano i primi dati informali sull’aumento di capitale da 1,5 miliardi della Popolare di Vicenza. A qualche ora dalla chiusura dell’offerta (avvenuta alle 13, dopo una proroga di 24 ore), sembra che l’inoptato abbia superato il 90% confermando così le previsioni pessimistiche circolate nei giorni scorsi. Se la stima venisse confermata dal comunicato ufficiale atteso in tarda serata, l’impegno finanziario del fondo Atlante (che garantisce l’inoptato) dovrebbe essere di oltre 1,3 miliardi. La principale incognita a questo punto è costituita dalla quotazione della banca, visto che per l’ipo è necessario un 25% di flottante.
In astratto è possibile che lo sbarco sul listino avvenga anche al di sotto di tale soglia, ma sarà comunque necessario un quantitativo tale da garantire una "sufficiente diffusione" dei titoli. Il nodo dovrebbe essere sciolto all’inizio della prossima settimana quando si esprimerà Borsa Italiana. L’ammissione agli scambi era prevista per il 3 maggio, ma al momento appare molto a rischio. In ogni caso, anche in assenza di quotazione, lo scudo di Atlante non è in discussione. (Fonte)

Cosa sarebbe accaduto se non fosse nato Atlante?

Nel frattempo, giova segnalare Il grafico che segue che rappresenta la performance in borsa, da inizio anno, delle banche considerate.

La retta verticale che vedete rappresenta la nascita di Atlante, e potete osservare come da lì in poi sia cambiato il sentiment del mercato sulle banche italiane. E' ovvio che quelle banche che maggiormente erano state colpite dalle vendite nei mesi precedenti, recuperano più rapidamente delle altre.



Le aspettative su Atlante sono decisamente alte,  soprattutto in rapporto ai capitali di cui dispone, che verranno impegnati per il 70% per entrare nel capitale delle banche in difficoltà, mentre il restante 30% serviranno  per favorire lo smobilizzo delle sofferenze bancarie dai bilanci delle banche. Il fondo, entrando nel capitale della Popolare di Vicenza (un po' come se fosse un prestatore di ultima istanza), si propone anche l'obiettivo di spezzare il clima di  sfiducia verso il sistema bancario italiano.
Se riuscirà nell'intento lo scopriremo in avanti, ma resta un grande dubbio: considerato che i capitali di Atlante sono limitati, cosa potrebbe fare nel caso in cui qualche banca più grande dovesse trovarsi in difficoltà?

Da Milano Finanza

l fondo Atlante, nato per assicurare il successo degli aumenti di capitale delle banche italiane più fragili e acquistare sofferenze, promosso da Quaestio Capital Management Sgr, ha raccolto, alla data di chiusura del 28 aprile, 4,249 miliardi di euro. Gli investitori sono 67 tra istituzioni italiane ed estere che includono banche, compagnie di assicurazioni, fondazioni bancarie e Cassa depositi e prestiti. 

Nel corso della conferenza stampa di presentazione del fondo è emerso che la quota del singolo partecipante in nessun caso può essere superiore al 20% delle dimensioni del fondo. La durata del fondo è di 5 anni, più tre anni rinnovabili di anno in anno, ma potrebbe essere riaperto con la modifica del regolamento che richiede l'assenso del 66,6% delle quote degli investitori. Il periodo di investimento è di 18 mesi, estendibile per altri 6 mesi per concludere operazioni già in corso.

Il fondo investirà almeno il 30% della propria dotazione in non performing loan (sofferenze) di una pluralità di banche italiane. I Npl potranno anche essere garantiti da asset, tramite tranche junior, occasionalmente mezzanine, in cartolarizzazioni di Npl anche con forme di co-investimento; veicoli creati ad hoc/Spv, inclusi fondi di investimento aventi come sottostanti Npl; beni mobiliari, immobiliari o altri diritti (anche non posti a garanzia) per operazioni di valorizzazione di Npl.

Inoltre fino al 70% del fondo può essere investito in banche con ratio patrimoniali inferiori ai minimi stabiliti nell'ambito dello Srep e che quindi realizzino, su richiesta della Consob, interventi di rafforzamento patrimoniale mediante aumento di capitale. Dopo il 30 giugno 2017 tutta la quota del fondo non investita in banche potrà essere investita in non performing loan.

Mentre il fondo non potrà sottoscrivere più del 75% di una singola emissione a meno che non sia necessaria ai fini del buon esito dell'operazione. Sono comunque esclusi investimenti che comportino l'obbligo di opa. Per valorizzare la partecipazione e accelerarne la dismissione, il fondo può stipulare partnership e/o co-investimenti con altri investitori e/o istituzioni finanziarie, nonché promuovere operazioni straordinarie.

Sempre al fine di valorizzare la partecipazione, Atlante potrà investire sia in equity della banca che nella ristrutturazione dei Npl. Comunque la ristrutturazione/rilancio delle banche in cui il fondo investe e la velocità di uscita sono la chiave del successo del fondo. "Prima usciamo dagli investimenti meglio è", ha affermato Alessandro Penati, presidente di Quaestio Sgr, durante la presentazione del fondo.

Ma soprattutto questo scudo potrà investire con una leva massima del 110%. Quaestio avrà una commissione pari allo 0,07% annuo, mentre la banca depositaria, Rbc Investor, una commissione dello 0,0125% annuo. L'obiettivo finanziario è un rendimento di circa il 6% annuo. 

"Il principio fondamentale del fondo è l'indipendenza del management della Sgr da azionisti e investitori", ha spiegato l'amministratore delegato di Quaestio Capital Management Sgr, Paolo Petrignani, precisando che le decisioni di investimento prese dalla Sgr per il fondo sono soggette a parere preventivo non vincolante del comitato degli investitori, composto da nove membri ed eletto dall'assemblea degli investitori con il meccanismo del voto di lista. 

"Atlante è un fondo di mercato che va gestito in modo redditizio, altrimenti invece di innescare un circolo virtuoso inneschiamo un circolo vizioso", ha aggiunto Penati. Qualsiasi investimento, ha specificato, deve essere basato sul metodo, in quanto è un fondo di ristrutturazione con il fine di valorizzare la partecipazione e accelerarne la dismissione. 

"Questo è il mandato chiaro che mi è stato dato", ha rimarcato Penati, citando la Banca popolare di Vicenza come "un classico caso in cui c'era rischio bail-in e adesso non c'è più". Ora, infatti, tutta la struttura del debito della Banca popolare di Vicenza "è a zero rischio con la presenza del fondo Atlante", ha osservato, assicurando che "il fondo ha le risorse finanziarie" per sostenere l'operazione di ricapitalizzazione della popolare. 

In ogni caso l'obiettivo del fondo "non è risolvere tutti i problemi delle banche", ha chiarito Penati, infatti "non tutti gli aumenti di capitale si qualificano per un potenziale investimento del fondo, ma solo quelli che il mercato da solo, con o senza consorzio di garanzia, non riesce ad assicurare e che potenzialmente possono comportare un rischio di bail-in e quindi indurre un rischio di sistema". Mentre per quanto riguarda i Npl, l'obiettivo del fondo è dare uno "shock a questo mercato, farlo ripartire per facilitare la vendita e il risanamento delle sofferenze", ha sottolineato Petrignani.

LA PERFORMANCE DELLE PRINCIPALI VALUTE VS EURO


E' la performance delle principali valute rispetto all'euro dal 01/01/2016


Che tradotto significa questo




FRENA BRUSCAMENTE LA CRESCITA USA

Ieri  è stata comunicata la stima preliminare del Pil Usa nel primo trimestre (la seconda stima, con dati più completi, uscirà il 26 maggio prossimo), che è cresciuto dello 0.5% , deludendo le attese che erano dello 0.7%. 

Nei tre mesi precedenti, ossia nel quarto trimestre del 2015, la ripresa statunitense era riuscita a marciare a velocità quasi tripla , pari all'1,4 per cento. Rispetto al primo trimestre del 2015, l'attività economica è aumentata dell'1,95%. L'economia Usa, per ottenere la stessa performance  rispetto agli ultimi due anni (2.4%), dovrebbe crescere a un ritmo del 4% nel corso prossimi tre trimestri del 2016.



Leggi: Dove sta andando l'economia Usa?

Alla frenata dell'espansione ha contributo il rallentamento dell'export, causato dal rafforzamento del dollaro, e la spesa al consumo delle famiglie,  nonostante i miglioramenti del mercato del lavoro. I consumi, che rappresentano i due terzi del Pil, sono aumentati dell'1,9%, che è il peggior risultato dagli inizi del 2015. L'incertezza generale ha ridotto anche l'accumulo di scorte da parte delle aziende, che ha limato 0,33 punti percentuali dalla crescita;  mentre gli investimenti fissi hanno sottratto lo 0,27%. L'interscambio commerciale ha a sua volta ridimensionato di 0,34 punti il Pil, anche come conseguenza dell'apprezzamento del dollaro sulle principali valute estere avvenuto tra il giugno 2014 e il dicembre del 2015, nonostante una flessione del 2,6% invece quest'anno.

giovedì 28 aprile 2016

S&P 500 Vs GOLD

Sarà interessante scoprire come si chiuderà l'ultima mascella....


SI SCHIANTA LA BORSA DI TOKYO

Nei giorni scorsi gli operatori di mercato avevano dato credito alla possibilità di ulteriori interventi monetari da parte della Banca Centrale giapponese. In particolare, hanno ritenuto che fosse possibile un altro (l'ennesimo) allentamento monetario:

 La Banca del Giappone si sta orientando a pagare le banche perché si degnino di accettare i suoi prestiti. Lo ha anticipato l'agenzia Bloomberg, secondo cui l'istituto guidato dal governatore Haruhiko Kuroda applicherebbe tassi negativi a due strumenti di facilitazione del credito bancario offerti oggi a tasso zero: uno per incentivare le banche a erogare crediti a industrie ad alto potenziale di crescita e uno finalizzato a “premiare” gli istituti che più aumentano i prestiti in generale. (fonte)

Obiettivo della Boj, sarebbe quello di stimolare la ripresa economica e quindi l'inflazione, che tuttavia rimane ben lontana dal target del 2%.

mercoledì 27 aprile 2016

LA FEDERAL RESERVE LASCIA I TASSI INVARIATI

Si è da poco concluso il meeting del Fomc, che ha deciso di lasciare i tassi invariati.
Faccio osservare che la FED difficilmente potrà aumentare i tassi nella prossima riunione del 14 e 15 giugno, visto che dopo una settimana si voterà per il Brexit in Gran Bretagna  e subito dopo in Spagna, che è ancora senza governo. Questo scenario è compatibile con dati non esaltanti (o comunque deboli) sul fronte macro. E' ovvio che se dovessero irrobustirsi, lo scenario potrebbe cambiare.

Dopo giugno, la prima riunione utile per agire sui tassi è quella del 20 e 21 settembre, e quella successiva è a metà dicembre. In mezzo ci saranno le presidenziali USA... Quindi...


Molto rapidamente, di seguito vi propongo le parti più importanti del comunicato della FED.

LE POSIZIONI SPECULATIVE SULLE VARIE VALUTE

Da Saxo Bank, il  grafico aggiornato con le posizioni speculative sulle valute nell'ultima settimana. Le vendite di dollari sono continuate durante   la scorsa settimana e, per la prima volta dal maggio 2014, la posizione lorda contro i futures sulle valute monitorate nel presente rapporto   è diventata negativa.  
Speculative posizionamento valutario IMM




      













DOVE STA ANDANDO L'ECONOMIA USA?

Come sapete, l'economia Usa non gode di ottima saluta. Dopo la grande recessione del 2009, nonostante gli stimoli monetari senza precedenti, gli Usa hanno conosciuto la più lenta espansione negli ultimi settantanni, alla fine dei periodi di recessione. Di certo è una caratteristica comune a tutte le economie mature, ma fatto è che esistono una serie di dati che segnalano un marcato rallentamento dell'economia; mentre altri dati sembrano indurre ad un cauto ottimismo. Quindi, con questo contributo, apriremo una serie di post finalizzati a capire dove sta andando l'economia Usa, ovviamente senza la pretesa di prevedere alcunché, in quanto impossibile. Tuttavia, visto il contesto particolarmente articolato, credo sia utile aprire un osservatorio che consenta di riportare dei dati e delle analisi che possano contribuire ad orientare al meglio il risparmiatore.

Il grafico che segue, rappresenta la variazione della produzione industriale mensile rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. 


Come potete osservare, ogni volta che la variazione è stata negativa, l'evento ha coinciso con una recessione. Il che non significa che gli Usa siano in recessione, date anche le peculiarità del ciclo economico,  assai differenti rispetto a quelli passati.

Altro grafico che vale la pena osservare, è quello relativo agli ordini di beni durevoli (esclusi quelli della difesa) che fornisce un chiaro segnale del rallentamento dell'economia a stelle e strisce. Infatti, negli ultimi 14 mesi, la dinamica è risultata negativa. E si tratta di un arco temporale abbastanza lungo che non ha precedenti fuori dai periodi recessivi.


Ieri è uscito il dato sulle vendite di nuove abitazioni, utile per capire la forza delle vendite nel settore immobiliare Usa. Il dato è risultato  lieve flessione  lieve flessione a 0,511 milioni di unità da quota 0,512 milioni del mese precedente. Il consensus era per un progresso a quota 0,52 milioni.
  


 L'indice S&P/Case-Shiller relativo l’andamento dei prezzi immobiliari nelle 20 principali città degli Stati Uniti, a febbraio ha registrato una crescita del 5,4% su base annua dal precedente +5,7%. Le attese erano per un progresso del 5,5% a/a.
Nelle prime tre settimane di aprile le vendite nelle grandi catene retail statunitensi misurate dal Redbook index hanno messo a segno un -3,1% mensile. Il dato annuo evidenzia un +0,8%. 
L’indice statunitense che misura la fiducia dei direttori degli acquisti (PMI, Purchasing Managers' Index, rilasciato da Markit) del settore servizi ad aprile è passato da 51,3 a 52,1 punti. Gli analisti avevano stimato 52,3 punti. Mentre l'indice Markit Pmi composito si è attestato a 51.7. 
Chris Williamson, capo economista di Markit, ha commentato che la ripresa del tasso di crescita dell'attività suggerisce un aumento del Pil nel secondo trimestre, ma la crescita è chiaramente molte fragile rispetto all'anno precedente. Ha proseguito dicendo che, considerata la debolezza del settore manifatturiero,  il sondaggio suggerisce che l'economia è cresciuta ad un tasso annualizzato di appena lo 0,8% all'inizio del secondo trimestre, solo marginalmente sopra il ritmo segnalato per il primo trimestre. Le risposte al sondaggio condotte da Markit indicano la persistente debolezza della domanda da parte dei clienti nazionali ed esteri, le difficoltà del settore energetico, e gli effetti della forza del dollaro.

Nel mese di aprile la fiducia dei consumatori statunitensi misurata dal Conference Board ha evidenziato un calo da 96,1 a 94,2 punti. Gli analisti avevano stimato una contrazione più contenuta a 95,8 punti. La Fiducia dei consumatori misura il livello di fiducia da parte dei consumatori nell'attività economica.  Si tratta di un indicatore chiave, in grado di anticipare la spesa dei consumatori, che rappresenta una quota fondamentale nell'attività economica totale.
























venerdì 22 aprile 2016

BANCA POPOLARE DI VICENZA: LA MISSION DI ATLANTE? EVITARE LA CATASTROFE

Vi invito a leggere l'articolo che segue, tratto da Il Fatto Quotidiano, che spiega le ragioni che hanno portato alla nascita (in fretta e furia) del fondo Atlante.

Per gli amanti delle vie brevi:

1) Unicredit avrebbe dovuto sottoscrivere l'inoptato dell'aumento di capitale della Popolare di Vicenza.

2) Tuttavia, condizione essenziale per la sottoscrizione (da parte di Unicredit) dell'inoptato era che le azioni della Popolare di Vincenza venissero  quotate sul mercato telematico.

3) Quindi, in caso di mancata quotazione, il vincolo di Unicredit, si sarebbe sciolto.

4) siccome non c'è la fila alla sottoscrizione dell'aumento di capitale della Popolare di Vicenza (chissà perché), il rischio è quello che il flottate sia inferiore agli standard ritenuti adeguati da Borsa Italiana per l'ammissione al mercato telematico. Di conseguenza Unicredit sarebbe stata libera di non sottoscrivere l'aumento.

5) il fondo Atlante, sostituendosi a Unicredit,  consapevole di essere sostanzialmente l'unico sottoscrittore, per evitare il fallimento dell'aumento di capitale (che avrebbe portato all'applicazione del bail in sulla Popolare di Vicenza, con effetti destabilizzanti per buona parte del sistema bancario italiano), ha modificato il proprio regolamento in modo da estendere il proprio impegno alla  sottoscrizione anche in caso di mancata ammissione in borsa delle azioni ordinarie della Popolare di Vicenza.


Da Il Fatto Quotidiano

Che la ricapitalizzazione della Banca popolare di Vicenza non fosse una passeggiata era evidente, ma gli ultimi sviluppi inducono a pensare che l’istituto è destinato a non sbarcare affatto in Borsa. Giovedì mattina il fondo Atlante, che è subentrato aUnicredit nell’impegno a sottoscrivere l’inoptato dell’aumento di capitale, ha infatti comunicato “l’estensione del proprio impegno di sottoscrizione (delle azioni Bpvi, ndr) in caso di mancata ammissione alle negoziazioni delle azioni ordinarie sul MTA e il conseguente venir meno dell’offerta”. Tradotto significa che Atlante è consapevole di essere sostanzialmente l’unico sottoscrittore dell’aumento di capitale e del fatto che il flottante non sarà sufficiente ad ammettere il titolo alle negoziazioni.

Secondo i precedenti accordi tra la Popolare di Vicenza e Unicredit, quest’ultima si impegnava a sottoscrivere interamente l’inoptato a condizione però che le azioni della Vicenza venissero regolarmente quotate sul mercato telematico. In caso contrario, Unicredit riteneva sciolto il vincolo. E fino a poche ore fa, la quotazione della Popolare di Vicenza era una delle conditio sine qua non anche per l’impegno del Fondo: tra le quattro condizioni sospensive indicate dal gestore Quaestio sgr, oltre alle autorizzazioni di rito e all’esenzione dall’obbligo di Opa sulla Vicenza, vi era anche “il fatto che, anche in considerazione di quanto previsto nel regolamento del Fondo Atlante (e di seguito specificato), ad esito del completamento dell’Offerta, le azioni ordinarie della Società siano diffuse in modo tale da assicurare un flottante valutato come adeguato da Borsa Italiana”. Poche ore dopo Quaestio sgr evidentemente deve aver modificato il regolamento del Fondo ed esteso il proprio impegno per evitare il fallimento dell’operazione. Nel frattempo Atlante ha superato l’obiettivo dei 4 miliardi di raccolta e ha avanzato alla Consob la richiesta di esenzione dall’obbligo di Opa per effetto della sottoscrizione delle azioni Bpvi, società della quale si appresta a divenire socio pressoché unico.

Intanto la Popolare di Vicenza ha ottenuto il sospirato via libera dell’authority di vigilanza del mercato al prospetto informativo, uno dei più corposi di sempre: 950 pagine. Una lettura lunga ma istruttiva, da cui emergono tante novità. Tra queste c’è il fatto che “metà dei consiglieri di amministrazione” della banca attualmente in carica “sono tra i destinatari dei rilievi formulati dalle Autorità di Vigilanza nei confronti degli organi di amministrazione e di controllo della Banca” e la Bce ha evidenziato “come l’attività svolta dal Collegio Sindacale sia stata scarsa” e che “tale organo non abbia avuto un ruolo proattivo”.

Quanto alla Consob, la Commissione ha avviato sei procedimenti sanzionatori nei confronti di esponenti (attuali ed ex) dell’istituto in seguito all’ispezione condotta tra aprile 2015 e febbraio 2016. Molteplici le contestazioni, di cui risponde in solido anche la banca: si va dalle irregolarità nella definizione dei profili di rischiodei clienti ai finanziamenti per l’acquisto delle proprie azioni, dalla gestione degli ordini di vendita da parte dei soci alla determinazione del prezzo delle azioni della banca. Destinatari di cinque dei sei procedimenti sanzionatori sono i componenti del cda, del collegio sindacale, della direzione generale e il responsabile della funzione di controllo in carica all’epoca dei fatti contestati (che spaziano tra l’aprile del 2011 e l’aprile del 2015), oltre ad altri dipendenti che hanno avuto un ruolo attivo nelle condotte illecite.

Uno dei procedimenti sanzionatori avviati dalla Consob è invece indirizzato alla sola banca per “omissioniinesattezze o ritardi… nella diffusione di informazioni concernenti” la determinazione del prezzo delle azioni, gli esiti degli aumenti di capitale del 2013 e del 2014 e le dichiarazioni sull’allargamento della compagine sociale.  Ma non basta: sotto i riflettori della Commissione c’è anche il rapporto tra Popolare di Vicenza eCattolica Assicurazioni anche in relazione ai passati aumenti di capitali ed emissioni obbligazionarie. Nel prospetto la banca vicentina è costretta ad evidenziare tra i fattori di rischio anche ilvalore di bilancio della partecipazione del 15% che detiene in Cattolica: 394,7 milioni di euro, cui corrisponde un valore di carico delle azioni di 15 euro. In Borsa le azioni Cattolica quotano invece poco più di 6 euro e la minusvalenza potenziale per Popolare di Vicenza è vicina al 60%.

Per le violazioni degli obblighi della Mifid, per il finanziamento per l’acquisto di azioni proprie, per il riacquisto di azioni senza rispettare l’ordine cronologico delle richieste dei soci, per le modalità di determinazione del prezzo delle azioni e per tante altre violazioni di legge riscontrate dagli ispettori Bce e Consob, la Banca Popolare di Vicenza ritiene che potrebbero sorgere ulteriori contenziosi “in grado di influire negativamente, anche in modo rilevante, sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo BPVi, nonché sulla sua reputazione”. Quanto ai contenziosi già in atto promossi da soci e clienti tra il 2015 e il marzo 2016, sono già stati depositati 4.752 reclami per una richiesta complessiva di 1 miliardo di euro di risarcimentia fronte di un accantonamento effettuato dalla banca a fondo rischi di 489 milioni. Oltre ai contenziosi in essere e a quelli che potranno sorgere, Popolare Vicenza dovrà fare i conti con lesanzioni amministrative e con la giustizia penale, ma non sono solo questi gli elementi di grande criticità.

E’ sotto il profilo della liquidità che la situazione della banca èdrammatica: “Il capitale circolante di cui dispone il Gruppo BPVi alla Data del Prospetto, inteso quale cassa e altre risorse liquide disponibili” è “insufficiente per i suoi fabbisogni finanziari e di liquidità correnti, nell’ipotesi che le operazioni di raccolta in scadenza non vengano rinnovate e che l’Aumento di Capitale non venga perfezionato”. A fine 2015, l’indice di liquidità di breve termine era al di sotto dei minimi regolamentari ed è stato riportato al di sopra grazie a “iniziative di funding, alcune delle quali connotate dal carattere eccezionale nonché da particolare onerosità per la Banca”. Tra le misure di funding “straordinarie” vengono indicate due operazioni aventi come controparti due banche del consorzio di collocamento. La prima è un ‘repo‘ concluso con Jp Morgan avente come sottostante unacartolarizzazione di mutui residenziali, che ha prodotto “un effetto netto di liquidità di circa 333 milioni”. La seconda è un’operazione di secured financing con Deutsche Bank “per 95 milioni di liquidità incrementale” avente come sottostante tranche junior/senior senza rating di cartolarizzazioni SMEs (piccole e medie imprese).

Letto il prospetto, è facile capire come mai non ci sia la fila a sottoscrivere le azioni dell’offerta pubblica che si chiuderà il 28 aprile e come anzi – se non ci fosse l’intervento di Atlante – la banca sarebbe destinata sicuramente a finire in procedura di risoluzione con conseguente bail-in. Tuttavia, l’aumento di capitale e il tentativo di quotazione della Vicenza (che probabilmente abortirà) sono un ottimo affare per le bancheche partecipano al consorzio di collocamento. Il premio è di 60 milioni di euro “in caso di integrale sottoscrizione”, premio che intascheranno senza sforzo dato che a metterci i soldi garantendo l’inoptato è il Fondo Atlante. La banca stima inoltre altri 15,5 milioni di euro di costo per “le spese relative al processo di quotazione della società e all’offerta globale”, comprese “le spesepromozionali e pubblicitarie”, mentre nel prospetto sono coperte da “omissis” le commissioni richieste da Unicredit per prestare la sua garanzia alla sottoscrizione dell’inoptato, “omissis” dovuto probabilmente al fatto che l’istituto di Piazza Gae Aulenti si è poi sfilato dall’operazione.

mercoledì 20 aprile 2016

GRAFICO DEL GIORNO: LE POSIZIONI SPECULATIVE SULLE PRINCIPALI VALUTE

Da Saxo Bank un grafico che evidenzia le posizioni nette speculative sulle principali valute:



Quella che segue è un tabella che riporta le variazioni nell'ultima settimana



martedì 19 aprile 2016

BANCHE ITALIANE: I TRE FATTORI DI RISCHIO SISTEMICO

In un grafico proposto in un articolo apparso su Bloomberg vengono rappresentati   i tre fattori di rischio sistemico per le banche italiane: il bonds bancari detenuti dalle stesse banche, i crediti deteriorati (Npl) e i titoli di stato nel portafoglio delle banche italiane. 



Si tratta di tre fattori di rischio i cui volumi sono quasi tre volte i livelli dell'Eurozona e che fanno sorgere più di un dubbio sulle esatte condizioni del sistema bancario italiano.

Leggi: I titoli di stato in portafoglio alle banche italiane

D'altra parte, sono gli stessi ideatori di Atlante a parlare di rischio sistemico per le banche italiane. 

Leggi: Come stanno le banche italiane?

Come sapete,  a inizio anno, i titoli bancari, in borsa, sono stati pesantemente venduti.  A dire il vero, la tempesta non ha riguardato solo le banche italiane, ma anche quelle delle principali economie, che a causa dei timori derivanti da un possibile rallentamento economico (i dati macro del primo trimestre sono stati assai deludenti) e dalla compressione dei margini di interesse (per via dei tassi a zero), sono state vendute. Tuttavia, le banche italiane sono state colpite più severamente, anche a causa del livello dei crediti deteriorati e delle altre criticità connesse ai timidi segnali di ripresa dell'Italia.

Da qualche settimane sui mercati si respira un'aria di rinnovato ottimismo che sta spingendo al rialzo gli indici e quindi  le banche italiane, sostenute anche dalla nascita di Atlante di cui diremo a breve.

venerdì 15 aprile 2016

ECONOMIA CINESE VERSO LA STABILIZZAZIONE?

Gli ultimi dati provenienti dalla Cina suggeriscono che l'economia si sta stabilizzando.
Oggi è uscito il dato sul prodotto interno lordo che,  nel primo trimestre dell'anno, ha registrato una crescita annua del 6,7%, in lieve calo rispetto al +6,8% precedente. Il tasso di crescita  è al livello più basso dal 2009 ma in linea con le attese del mercato e con le previsioni delle autorità cinesi che, per il 2016, stimano una crescita compresa tra il 6,5 e 7%.

Alcuni commentatori dubitano della veridicità dei dati riguardanti l'economia cinese, ma questi sembrano coerenti anche con il modello di stima elaborato da Bloomberg.

giovedì 14 aprile 2016

IL BRASILE E L'ITALIA

Il grafico che vedete esprime la performance, da inizio anno, degli indici della borsa di Milano (Ftse Mib) e di quella di San Paolo (Bovespa). La prima è scesa di quasi il 20%, mentre la seconda è salita del 30%, nonostante un pesantissima recessione. Senza poi considerare la rivalutazione del Real.
Ehh se non esistessero le riforme....



martedì 12 aprile 2016

COME STANNO LE BANCHE ITALIANE?

Male. Lo dicono gli stessi ideatori del fondo Atlante: il fondo nato appena ieri, per garantire il buon esito dei prossimi aumenti di capitale delle banche in difficoltà e per contribuire allo smaltimento delle sofferenze.
Quella che vedete è l'introduzione al progetto di creazione del fondo Atlante. Leggetela attentamente: contieni cose interessanti e abbastanza coerenti con lo stato di salute di molte banche. Tutte cose che avete potuto leggere in questi pixel nei mesi addietro.


Di seguito  trovate la versione completa. Leggetela, ne vale la pena per farsi un'idea.

lunedì 11 aprile 2016

BREAKING: NASCE ATLANTE, IL FONDO CHE DOVRÀ SOSTENERE LE BANCHE

Nasce Atlante, il fondo che dovrà sostenere le  banche. Come il personaggio della mitologia greca chiamato a sostenere l'intera volta celeste. Uno dei pilastri del cielo....

Appena si conosceranno ulteriori  elementi, scriverò un'analisi più approfondita.

Nel frattempo....da Il Sole 24 Ore:
Quaestio Sgr lancerà un Fondo d'investimento alternativo (Fia) chiamato Atlante per sostenere la ricapitalizzazione delle banche italiane e favorire la cessione delle sofferenze del sistema. Lo comunica una nota della società di gestione presieduta da Alessandro Penati. 

«A seguito di incontri con un vasto numero di investitori istituzionali, banche, assicurazioni, fondazioni bancarie e Cdp - si legge nella nota - Quaestio ha raggiunto un importante numero di adesioni per lanciare il Fondo Atlante». L'obiettivo è «assicurare il successo degli aumenti di capitale richiesti dall'Autorità di Vigilanza a banche che oggi si trovano a fronteggiare oggettive difficoltà di mercato, agendo da back stop facility». Il secondo obiettivo sono le sofferenze. Atlante «concentrerà i propri investimenti sulla tranche junior di veicoli di cartolarizzazione, potendo far leva su quelle a maggior seniority per le quali c'è un manifesto interesse da parte degli investitori».


Il fondo promosso dal governo con risorse private per il settore bancario e lanciato dalla Sgr Quaestio di Alessandro Penati, Cariplo e aperto ad altri investitori per fare da rete di sicurezza agli aumenti di capitale e risolvere il problema delle sofferenze si chiama Atlante come il Titano che reggeva sulle spalle il peso della volta celeste. Una operazione che, come afferma il premier Matteo Renzi, vede il mercato «che affronta i problemi con risorse proprie senza chiedere soldi pubblici». Il fondo, che secondo alcune fonti avrà una dotazione di 5 miliardi di euro aumentabili fino a 6 miliardi, ha infatti, come sottolinea Queastio, “raggiunto un importante numero di adesioni” da parte di banche, fondazioni e altri e vedrà la Cdp con una quota limitata. Il nuovo passo avanti è arrivato nel pomeriggio dopo un vertice tenuto al Mef con gli amministratori delegati delle principali banche italiane. Nella riunione i dettagli del meccanismo sono stati illustrati verbalmente in un clima definito positivo e che, come hanno spiegato i partecipanti, dà fiducia sul successo dell'operazione. D'altronde lo stesso premier Matteo Renzi in mattinata aveva annunciato che questa è “la settimana giusta” per il piano banche del governo. Certo la riunione è stata “interlocutoria” anche perché la documentazione scritta verrà fornita domani alle banche in modo che i manager possano poi portare il dossier ai rispettivi consigli di amministrazione. Lo stesso governo comunque, annunciano Renzi e il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan, agevolerà ancor più la nascita del fondo non con un aiuto pubblico (per non cadere sotto la scure della Ue) ma con norme “di accompagnamento”, in modo da velocizzare il recupero crediti, inserendole nel dl banche che affronterà anche il tema indennizzi. Saranno così varate misure per per rendere più semplici e veloci le procedure concorsuali in modo da ridurre e rendere più prevedibili e rapidi i tempi di rientro. Bruxelles, visto che il fondo poggerà su risorse private, non richiederà un'autorizzazione preventiva ma appunto esaminerà con attenzione i dettagli del meccanismo per vedere se vi sia violazione della normativa sugli aiuti di Stato. Nella sede di Via XX Settembre quindi sono arrivati, in tempi diversi gli a.d. di Unicredit e Intesa Sanpaolo mentre verso le 18 è stato il turno di una folta pattuglia di capiazienda delle altre banche: Bnl, Bper, Banco Popolare, Bpm, Creval, Credem e Popolare Sondrio, molti dei quali ignoravano i dettagli del nuovo meccanismo sia sul fronte del prezzo delle quote che sul valore delle sofferenze oltre che sull'impatto sul proprio capitale di una eventuale partecipazione all'operazione. La riunione, protratta per quasi due ore, sembrerebbe aver chiarito questi interrogativi. Si vedrà ora quali saranno i soggetti che effettivamente parteciperanno al fondo. Il sistema delle fondazioni, malgrado le perplessità di alcuni enti, dovrebbe assicurare circa 500 milioni di euro grazie anche all'attivismo del presidente Acri e della Cariplo Giuseppe Guzzetti. La Cdp appunto dovrebbe mantenere una quota limitata per non alimentare i dubbi di Bruxelles. Nel comunicato emesso in serata, Quaestio rileva come Atlante punti ad “assicurare il successo degli aumenti di capitale richiesti dall'Autorità di Vigilanza a banche che oggi si trovano a fronteggiare oggettive difficoltà di mercato, agendo da back stop facility”. In prima fila ci sono così Popolare Vicenza e Veneto Banca ma non solo. Sulle sofferenze inoltre (le nette in Italia sono a 88 miliardi di euro) il fondo sottolinea come l'ammontare che potrà essere “deconsolidato dai bilanci bancari sarà di gran lunga superiore a quelle acquistate dal Fondo, in quanto Atlante concentrerà i propri investimenti sulla tranche junior di veicoli di cartolarizzazione, potendo far leva su quelle a maggior seniority per le quali c'è un manifesto interesse da parte degli investitori”.

DOLLARO FORTE E DOLLARO DEBOLE

Una breve riflessione:

Se il dollaro è debole si aiutano i paesi emergenti e la Cina, ma allo stesso tempo di rafforza l'euro e lo yen. L'euro e lo yen, rafforzandosi, determinano ulteriori spinte deflazionistiche e comprimono i profitti delle aziende che esportano, con tutto ciò che ne consegue sul fronte della ripresa economica e dell'inflazione. Inoltre l'euro forte accentua le asimmetrie esistenti tra i vari paesi che compongono l'unione monetaria, con l'aggravante che lo scenario deflativo aggrava la fragilità dei sistemi bancari più vulnerabili (leggi Italia).

Se il dollaro si rafforza, avviene l'esatto contrario. Di conseguenze l'euro e lo yen (?) si indeboliscono (cosa che vogliono i banchieri delle rispettive banche centrali) favorendo i profitti delle imprese e una maggiore inflazione (almeno sperano). Però il dollaro forte non aiuta le materie prime e mette ulteriormente sotto pressione le economie emergenti, per via dell'indebitamento in dollari, che si fa più oneroso. Ne consegue che la Cina, nello scenario appena descritto, potrebbe essere costretta a svalutare lo yuan, che si rifletterebbe violentemente sui mercati mondiali ed esporterebbe ulteriore deflazione nel contesto globale, aggravando la situazione. 
In questa fase, gli equilibri sono estremamente delicati e fragili, mentre le forze che si esprimono nel contesto globale hanno una notevole capacità di distruzione.
Come che sia, ci troviamo in un epoca assai complessa.


Nel frattem

venerdì 8 aprile 2016

NUOVO PIANO-BANCHE IN ARRIVO?

Pare si siano accorti che il sistema bancario italiano non reggerebbe a un nuovo shock o a una nuova recessione. Quindi, al fine di trovare una soluzione per lo smaltimento delle sofferenze bancarie e per la ricapitalizzazione delle banche in stato di difficoltà (considerando la non soluzione trovata a fine gennaio. Leggi: Mi si è sgonfiata la bad bank) negli ultimi giorni si sono intensificati i colloqui e le trattative tra i maggiori banchieri italiani, la Cassa Depositi e Prestiti, il Governo, Bankitalia e ovviamente  Bruxelles.

Ieri il direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi, aveva lanciato l'ennesimo monito a proposito delle norme sul bail-in, che mettono a rischio la stabilità sistemica.
"Lo schema unico di risoluzione delle crisi bancarie", ha osservato Rossi, "è in funzione da poco ed è diverso dal progetto originario. Presenta problemi di applicazione e rischi per la stabilità sistemica. Il sistema unico di tutela dei depositi non c'è e le discussioni sul suo disegno sono ancora accese". Fonte
Su questo tema (e su altre questioni) potete leggere la mia intervista a Investire Oggi: Dalla crisi dei mercati, a quella dei paesi emergenti, passando per il bail-in

Fatto è che con l'economia mondiale per nulla in  forma e con l'addensarsi di molte nubi all'orizzonte -dicevamo- preoccupa la situazione di molte banche italiane.
Pensate che l'indice Ftse Italia All Share Financials, da inizio anno, perde oltre il 30%. E addirittura  le ultime decisioni di politica monetaria, assunte dalla BCE  il 10 marzo scorso, non sono state sufficienti ad attenuare le vendite sul settore bancario italiano, nonostante il sostegno offerto ai mercati dall'ottima performance di Wall Strett che è vicinissima ai massimi di sempre.