martedì 25 ottobre 2016

OBBLIGAZIONARI PAESI EMERGENTI: FONDI O ETF?

Il grafico che vedete in seguito rappresenta la performance di due strumenti che investono nelle obbligazioni dei paesi emergenti. Più precisamente, si tratta dell' ETF IShares JP Morgan Emerging Markets Bond e del fondo JP Morgan Emerging Markets Debt.


Che differenza c'è tra i due strumenti? Nulla, se non fossero le commissioni di gestione che, nel caso del fondo, erodono la performance di oltre il 6% rispetto all'ETF, che sconta delle commissioni estremamente più basse rispetto al fondo.
Anche dal punto di vista del rapporto rischio rendimento, l'ETF vince la sfida nei confronti del fondo e il diagramma che segue ne dimostra l'evidenza.

Quindi, l'ETF, pur avendo un rischio leggermente più basso rispetto al fondo, riesce ad ottenere performance migliori.
Sebbene la scelta di inserire uno strumento o un altro all'interno del portafoglio debba considerare altri indicatori (dei quali parleremo nei prossimi post), in questo caso non esistono dubbi sul fatto che l'ETF sia decisamente  migliore del fondo, proprio per via dei costi che erodono la performance. Certo, se il fondo guadagna oltre il 40% in 3 anni, l'eccessiva onerosità viene in qualche modo "occultata" dalla buona performace. Ma le cose cambiano radicalmente se si dovessero considerare altre asset class che offrono rendimenti  che tendono allo zero. In questo caso, il fattore costo è molto più determinante rispetto ad  asset class che, tipicamente, offrono rendimenti elevati.


Ora, la domanda che viene da porsi è la seguente:

L'Etf preso in esame, è il migliore strumento esistente sul mercato per investire in quella Asset Class (obbligazionario Paesi Emergenti)? 


La risposta è NO. 

Per le seguenti ragioni.

L'investitore che desidera  investire su una determinata asset class, al momento della scelta dello strumento da inserire nel portafoglio, oltre a valutare altri indicatori di cui parleremo nei prossimi post, dovrebbe quantomeno considerare il seguente grafico.


Ad ogni "pallino" che vedete riportato nel grafico, corrisponde uno strumento (Etf o Fondo). L'Etf di cui abbiamo parlato prima è rappresentato dal pallino rosso. Tutti quelli blu che si posizionano sotto al pallino rosso, sono strumenti che offrono rendimenti più bassi; quelli che si posizionano sopra sono quelli che offrono rendimenti più alti; mentre quelli che si posizionano alla sinistra del pallino rosso incorporano un rischio più basso, e quelli che si posizionano alla destra offrono un profilo di rischio più alto.
Quanto appena detto risulta ben visibile se tracciamo due rette ideali che incrociano il nostro ETF (pallino rosso)


La suddivisione  del grafico nei quattro quadranti ci riduce di molto l'universo delle soluzioni investibili, in quanto nessuno vorrebbe investire in strumenti che offrono rendimenti inferiori assumendo dei rischi superiori rispetto allo strumento considerato.
In buona sostanza, l'investitore dovrebbe definire il suo rapporto rischio rendimento e considerare solo quegli strumenti che a parità di rischio generino rendimenti più elevati o che a parità di rendimento riducano i rischi. 


Nel primo quadrante in alto a sinistra, sono riportati tutti gli strumenti che offrono un maggior rendimento e un minor rischio.
Volendo avere rendimenti in sintonia con l'Etf considerato e volendo ridurre il rischio, lo strumento che dovrebbe essere scelto è quello indicato in seguito,  al quale corrisponde un un fondo che offre un rapporto rischio/rendimento molto migliore rispetto all'ETF.


Giunti a questo punto, il problema è capire e studiare la sistematicità con la quale il gestore del fondo riesce a fare meglio dell'ETF e del relativo benchmark e assicurarsi che la performance registrata in un determinato periodo non sia qualcosa di sporadico, ma di ricorrente e sistematico nel tempo. E' questo il caso nel quale risulta convenite (e piacevole) pagare le alte commissioni di gestione del fondo, e rinunciare all'economicità dell'ETF. 
Ovviamente, il ragionamento proposto, non riguarda solo l'obbligazionario Paesi Emergenti, ma riguarda tutti le asset class nelle quali è possibile investire.

4 commenti:

  1. Non sara' che forse esiste una terza via tra il fondo comune con il 6% di commissioni e l'ETF? Basta comprarsi direttamente l'obbligazione ...
    e tenerla su un conto titoli o sbaglio??

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è giusto, ma serve un pò di due diligence. Diversificare. Per esempio, compri i 10 titoli principali degli indici di riferimento dell'etf o del fondo, mutuando più o meno le percentuali di incidenza degli stessi sull'indice, facendo attenzione alla liquidità dei titoli, al rating, al rischio cambio, alle commissioni, alla fiscalità, e soprattutto esponendosi sempre in modo prudente. E' già un buon punto di partenza.

      Elimina
  2. Nel caso si porrebbe un altro problema: il rischio specifico. I detentori di Argentina ad inizio secolo potrebbero dare testimonianza...

    RispondiElimina
  3. ma i grafico rischio/rendimento come si costruisce?

    RispondiElimina