martedì 25 ottobre 2016

LA CRESCITA ECONOMICA DELL'ITALIA NEGLI ULTIMI 6 DECENNI

Il grafico che vedete in seguito, rappresenta la crescita dell'economia italiani negli ultimi sei decenni.
E' stato elaborato considerando i dati Ocse (per la crescita del Pil dal 1960 fino al 2015) e i dati del Fmi (per rappresentare le previsioni fino al 2020), quindi si è posto come base 100 il Pil all'inizio di ogni decennio considerato, dal 1960 fino a quello iniziato nel 2010.
Ciò che dovrebbe saltare  all'occhio dell'osservatore non è tanto la crescita esponenziale dell'Italia  negli anni '60 e '70, e nemmeno la caduta del ritmo di crescita che si è verificata nel corso dei decenni. Quando un'economia è tutta da sviluppare (come quella dell'Italia alla fine degli anni '50) è del tutto naturale che i tassi di crescita siano molto elevati (accade anche oggi nei paesi emergenti). Ed è altrettanto naturale che, via via che l'economia matura, i tassi di sviluppo diminuiscano rispetto ai livelli degli anni precedenti. Questa dinamica, peraltro, è  comune a tutti i paesi le cui economie hanno raggiunto un elevato livello di sviluppo.
La cosa che impressiona, mortifica e induce a preoccupazione, è il livello di crescita dell'Italia negli ultimi due decenni. Nel decennio 2000-2010 l'Italia è cresciuta di un misero 3%; mentre per il decennio in corso, se le previsioni del Fondo Monetario Internazionale dovessero rivelarsi giuste (ho qualche dubbio) l'italia crescerà di appena un punto percentuale. 
Messa in questi termini e permanendo simili condizioni, l'Italia non ha alcuna possibilità di uscire dalla palude in cui si trova.

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2 commenti:

  1. Matematicamente parlando significhera' l'impossibilita' a pagare il debito pubblico.
    Prevedo che ci sara' un consolidamento strisciante con emissione di titoli a scadenze sempre piu' lunghe. Il BTP50 e' un assaggio........x poi andare sul 75..........sul 100...........fino al prossimo titolo del Littorio col prossimo Duce....................che risolvera' tutti i problemi. Non solo finanziari.
    In fin dei conti la storia e' di una noia mortale.......come i comportamenti umani. Amen

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  2. Il Pil come indicatore di ricchezza ha senso solo se e' espresso pro-capite, altrimenti il paese piu' ricco del mondo risulterebbe essere la cina e non il quatar o il lussemburgo.
    In tal caso, probabilmente, gli ultimi due decenni italiani fanno figura ancora peggiore, perche' la popolazione residente e' cresciuta di un 7-8 per cento grazie all'immigrazione.

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