domenica 3 luglio 2016

BREXIT: QUANTO SONO DIVENTATI POVERI GLI INGLESI?

Il grafico che vedete in seguito rappresenta la performance dell'indice FTSE100 della borsa di Londra, da inizio anno. Il grafico, ottenuto normalizzando a 100 i valori, è espresso in valuta locale.


Come potete vedere, a seguito del referendum del 23 giugno, l'indice scende circa 5 punti percentuali, salvo poi recuperare nei giorni successivi, fino a superare abbondantemente i livelli di inizio anno (a dire il vero siamo sui massimi di novembre 2015).

Secondo l'opinione di alcuni commentatori, gli inglesi, per via dell'esito del referendum, risulterebbero più poveri, nonostante la performance dell'indice FTSE100 che, come abbiamo detto, ha riassorbito del tutto lo shock causato dall'esito referendario. Questa tesi si fonda sul fatto che, nonostante la performance positiva della borsa di Londra, la sterlina inglese, avendo subito una svalutazione nei confronti dell'euro, del dollaro e di altre valute, vanifica la performance registrata dall'indice, restituendo un risultato negativo tale per cui gli inglesi risulterebbero più poveri rispetto al giorno prima del referendum.

Infatti, osservando il grafico che segue, da inizio anno, la sterlina ha perso circa il 13% sull'euro.

Di conseguenza, mettendo insieme le due cose, otteniamo il grafico che rappresenta la performance dell'indice FTSE 100 espressa in euro, dal quale emerge che l'indice (in euro) perde circa il 8% da inizio anno. 



Quindi, è vero che gli inglesi sono più poveri?

La risposta è: DIPENDE.

Parlare di svalutazione di una moneta senza considerare da quale punto di osservazione si valuta l'evento, è fuorviante e induce ad errore. Mi spiego:

Se un inglese amante del mare, oggi, dovesse comprare una casa a Brighton, questa, al netto della variazione dei prezzi immobiliari,  costerebbe esattamente ciò che sarebbe costata prima del Brexit o a inizio anno. Quindi, dal punto di vista di un inglese che vive e spende i soldi in Gran Bretagna, la svalutazione della sterlina è del tutto indifferente, trascurando gli effetti derivanti dagli eventuali rincari dei prodotti importati.

Contrariamente, se lo stesso inglese dovesse comprare una casa in un paese della zona euro o in un altro paese verso il quale la sterlina si è svalutata, l'investimento, sempre al netto della variazione dei prezzi immobiliari, sarebbe più oneroso per via della svalutazione patita. Per lo stesso ragionamento, un abitante dell'eurozona che a inizio anno avesse acquistato un titolo di stato della Gran Bretagna (quindi espresso in Gbp), al netto della variazione di prezzo del titolo, oggi si troverebbe con un capitale diminuito di circa il 13%.
Mentre un inglese che avesse investito in un titolo di stato della Germania, della Francia o dell'Italia, oggi avrebbe visto aumentare il suo investimento per via della rivalutazione dell'euro sulla sterlina. Di conseguenza un inglese che avesse comprato l'indice Ftse 100 a inizio anno, oggi avrebbe avuto un profitto di quasi il 5% (grafico 1)

Questo, per dirvi che il concetto di svalutazione/rivalutazione è qualcosa di molto relativo e non può essere valutato senza considerare da quale prospettiva si  osserva l'evento.

Ciò chiarito, come sapete, l'euro, negli ultimi due anni, si è svalutato di circa il 30% nei confronti del dollaro. Personalmente, non mi sento affatto impoverito da questo evento e se qualcuno dovesse sentirsi più povero rispetto a due anni fa, di certo le motivazioni andrebbero ricercate altrove. Anzi, la svalutazione dell'euro è stata salutata da tutte le istituzioni finanziarie internazionali (Fmi, Ocse, World Bank) come una manna dal cielo per la nostra economia, tant'è che tutte le previsioni di crescita del nostro paese (e non solo) attribuiscono all'euro debole un contributo rilevante alla crescita economica.

Che poi, gli stessi osservatori che sostengono che gli inglesi si sono impoveriti per via della svalutazione che sterlina, sono gli stessi che plaudono alla svalutazione dell'euro.

Per concludere, vi segnalo il grafico che segue, nel quale viene rappresentato il confronto tra la performance della borsa di Londra (espressa in Gbp, +5%) e quella italiana (-25%), ovviamente espressa in euro (che si è svalutato del 30% sul dollaro). Chi si è impoverito?



15 commenti:

  1. L'ultimo grafico é ĺ'emblema di come si stia impoverendo l'Italia.
    Ovviamente non lo vedremo mai sulla stampa di regime (corsera, repubblica) e di cio' ringrazio il Dott.Cardena il cui blog é uno dei pochi siti di vera informazione in mezzo a tanto pattume.
    Io ormai vivo stabilmente in Scandinavia,ero un appartenente a quella media borghesia che é stata scientificamente cancellata dal regime italico.
    Dove mi trovo ora, malgrado la difficoltà a reinserirmi nel mondo del lavoro locale ( ho 57 anni e non é facile a quest'eta') la qualità della vita é molto migliore.
    Ho fatto questo passo perché temo che in Italia le cose finiranno male...mi creda, all'inizio non é stato facile fare questa scelta.
    Spero di sbagliarmi riguardo la situazione italiana , lo spero per tutti gli amici e conoscenti ancora inconsapevoli di ciò che li aspetta.
    La saluto cordialmwnte

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    1. > Ho fatto questo passo perché temo che in Italia le cose finiranno male...

      Dato che condivido questa posizione ma non posso spostarmi dall'Italia, le faccio una domanda molto semplice: cosa suggerisce ai suoi amici e conoscenti per affrontare al meglio un eventuale scivolamento verso il baratro dell' Italia ?

      In ogni caso ringrazio tantissimo il Dott.Cardena per i dati molto puntuali che fornisce e per le sue osservazioni.

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    2. Buongiorno Roberto. Dove in Scandinavia, se posso?
      Condivido i pensieri sulle migliori condizioni di lavoro e di vita.
      Io vivo in Svezia da quasi sei anni e, nonostante le migliori condizioni, pensavo di tornare a sud, principalmente per gli effetti negativi che il clima e la gente locale stanno avendo su di me.
      Ci sono persone immuni al clima del Nordeuropa. Io, purtroppo, non rientro tra quelle. Complimenti, comunque, e in bocca al lupo! :)

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    3. Salve a Lei.
      Vivo in Norvegia vicino ad Oslo.
      Sono sposato con una donna norvegese ed ho un bimbo di 5 anni.
      Ho fatto per quasi 7 anni il pendolare fra Italia e Norvegia per lavorare e nello stesso tempo stare vicino alla mia famiglia ed alla fino mi sono deciso a fare il gran passo.
      A me piace il clima nordico,come Lei ho ancora problemi ad inserirmi nel tessuto sociale norvegese.
      Ma di ritornare non se ne parla proprio, in Italia non darei alcun futuro alla mia famiglia.
      Un cordiale saluto ed in bocca al lupo anche a Lei.

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    4. Posso solo dire cosa ho fatto io: ho venduto tutti i miei assets, non molti per la verita', poi mi sono trasferito. Delle banche italiane non mi fido più da tempo.
      E da quello che leggo purtroppo, facevo bene.

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  2. È sempre un piacere leggere i suoi articoli, i suoi argomenti sono chiari e ben comprensibili a chiunque abbia la voglia di informarsi. Grazie per il suo prezioso lavoro.
    Saluti

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  3. Credo che ormai siamo incamminati verso la catastrofe. Nonostante il Brexit, nonostante i continui diktat della Germania, i nostri politici non vogliono capire o sono semplicemente pavidi. Sanno ma non agiscono per il Bene Nazionale. Nessuno ha la forza di andare a Berlino e dire: ci siamo stancati, adesso chiudiamo le banche una settimana e poi le riapriamo con un nuovo conio e voi fate quello che volete. Credevo avessro un piano B in banca d'Italia. Il dramma è che non c'è alcun piano B, troppo pericoloso solo a pensarlo, troppi infiltrati, troppe spie al soldo del mostro EU. Gli eventi ci travolgeranno. Ci sveglieremo un giorno non molto lontano in cui un capopopolo urlerà il disagio e la follia di questi anni e tutti si sveglieranno dal coma. Le conseguenze poterbbero essere anche tragiche. Solo quando saranno morti gli ottantenni che con le loro pensioni da 1000/1500 euro al mese mantengono metà della popolazione, allora, e solo allora vedremo il tracollo e forse una rinascita, ma a quale prezzo?

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    1. Concordo pienamente.
      Ricorda che la classe politica e' lo specchio perfetto della societa' che la vota.
      In ogni paese. Le dittature sono una conseguenza dell'imbecillita' umana. Le democrazie semplici intervalli tra una e l'altra. Ma attenzione! Quello che i popoli non capiscono e' che viviamo tutti ( sottolineato) in una enorme dittatura globale finanziaria. Semplice prodotto di una ideologia devastante come il capitalismo ( senza aggettivi). Una sorta di cancro delle risorse terrene e dei cervelli stessi che lo hanno prodotto oramai digitalizzati fino al midollo. Si espande inesorabilmente attraverso una metastasi consumistica senza precedenti. Su base planetaria. Tenuto in piedi da ripetuti QE a rotazione continentale. Non sanno come uscirne ma se ne uscira' male e piu' si sposta la resa piu' sara' il tonfo.........
      I singoli non possono nulla di fronte al delirio del bipede ..........delirio di onnipotenza che lo portera' a una fine indecorosa tra pochi decenni. La soluzione non e' nella specie umana riuscita incompleta purtroppo......ma nella natura stessa che non ama le cose fatte male.
      Porvi rimedio sara' solo questione di tempo. Auguri ai ventenni. Tanti.

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  4. mi scusi, ma lei lo sa che in uk importano tutto? esempio pratico degli effetti del brexit. dose di naltrexone (farmaco contro gli effetti di alcolismo e droghe, usato anche contro i tremori da schlerosi multilpla), costo il 20 giugno: £70 . costo il £30 giugno. come tutti i farmaci è passato gratis dalla sanità sociale. ovvero pagato dai contribuenti, cioè noi. chi aveva una rata per un mutuo in scadenza a fine giugno se l'è già vista aumentare. lei sembra dimenticarsi quanto la struttura dell'economia britannica sia fatta di servizi e di importazioni di beni di consumo. con il pound debole tutto questo aumenterà, perchè le assicuro che l'industria britannica non è in grado di far fronte alla domanda interna. e lei non chiamerebbe questo "effettivo impoverimento"?

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    1. In un orizzonte temporale più lungo il Regno Unito diventerà appetibile per gli investimenti con la sterlina debole,General Motors sta seriamente pensando di riaprire i suoi stabilimenti chiusi tempo addietro.
      La sterlina debole nel medio lungo termine attrarra' capitali che trasformeranno il Regno Unito in un paese esportatore.
      Con indubitabili vantaggi dal punto di vista occupazionale...

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    2. Scusi....... ma credo sia un po' confuso.
      Il regno unito NON è ancora uscito, la sterlina possono/potevano abbassarla quando vogliono, quindi sterlina debole non è un effetto positivo del brexit, è semplice terrore puro dei mercati, e appena si saranno calmati cercheranno di riportarla a 1.4 come sempre.

      Non ho letto niente riugardo a GM, ma Hyunday e Toyota che hanno le loro fabbriche in GB per l'esportazione in tutta europa, stanno seriamente pensando di spostare la produzione in Germania o Spagna, perché in caso della brexit reale (fra 2 o più anni) dovranno pagare i dazi doganali per esportare i mezzi in europa, rendendo fuori commercio i loro modelli.
      Poi, l'uk è nell'europa dal 1975, e se l'é cavata da dio... poi c'è una crisi mondiale e si da colpa all'europa che è "appena nata" e "si stava meglio negli anni '90". Capisce l'ironia?

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    3. Quello che i popoli non capiranno mai e' che la politica oramai e' fuori gioco su scala planetaria. Il dominus indiscusso e' la finanza sovranazionale. Quella prodotta dal capitalismo fuggito di mano a quattro matti in perenne delirio di espansione. Espansione economica....dei consumi....monetaria....finanziaria..........e dei debiti oramai pura carta Scottex.....da bagno!!!!!
      Io amo ridurre le questioni all'osso.....per lavoro( sono controller dal 1980) per capire e far capire. Mi creda, il futuro non sara' quello che ci hanno dipinto quattro matti.
      L'unico pittore matto che ha fatto quadri degni di tale nome e' stato Ligabue.
      Gli altri dipingono solo i loro incubi....ma li fanno vivere ai popoli da secoli e secoli.
      Bisogna mettersi il cuore in pace......la natura fara' il suo corso e a tempo debito dara' un calcio nel cu....lo ai bipedi fuori di senno. Nessuno escluso. L'intelligenza non e' di questo mondo......almeno finora. Forse cambiando pianeta....o galassia......la troviamo.

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  5. Perchè l'Italia finirà sul lastrico ..male che vada usciremo dall'Euro torneremo alla lira (faremo un cambio 1€ 1Lira )svaluteremo come gli Inglesi ..pagheremo un Compiuter 1000Lire(1000€ o 1936000lire ..la Benzina 2€/2Lire Litro (le vecchie 4000 lire) ecc.ecc.. che problema sarà mai ..riprenderemo a lavorare perchè la ns. manodoperà sarà al cambio == a quella Cinese ci saranno meno lazzaroni e troneremo come 10 anni fa ..tanto io non vado al amre non cosumo benzina non compro tv/pc ecc.. risparmi e mi beccherò un bel 10% sui nuovi BTP in emissione

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  6. L"Unknown" del 4 luglio la fa molto facile. Noi non abbiamo la testa degli inglesi.

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  7. Hai dimenticato che il FTSE è sostenuto da Bank of England, e lo sarà almeno fino a giugno 2017 per sostenere l'economia in un periodo "ricco di sfide". L'economia non è mai svincolata dalla politica.

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