venerdì 24 giugno 2016

FACCIAMO COME LA GRAN BRETAGNA, DISSE L'ITALOPITECO


Alla luce del risultato del referendum in Gran Bretagna (per l'analisi del qual quale, considerando le profonde implicazioni, mi riservo qualche ora di ulteriore ragionamento prima di produrre un post più articolato), non poteva mancare l'Italopiteco che chiama il referendum anche in Italia.

Semplicemente impossibile. Scordatevelo. Pensatene un'altra.
Ieri, proprio mentre si votava in Gran Bretagna, l'indice FTSE 100 della borsa di Londra era sui massimi da novembre, come se nulla fosse, salvo poi precipitare oggi alle luce del risultato.

In Italia, questa calma (apparente)  sarebbe impossibile, per il semplice motivo che il nostro paese non è la Gran Bretagna e non ha la sterlina, ma l'euro, ossia la moneta contro la quale il referendum verrebbe indetto.
Se venisse indetto un analogo referendum in italia (è evidente che il referendum sarebbe contro l'euro), già fin dalla decisione della data (cioè molti mesi prima), i mercati venderebbero debito italiano (e non solo) facendo schizzare lo spread e il costo del debito.
Come già scritto più volte  in questo sito, nessun investitore sano di mente si sognerebbe mai di investire nel debito di un pese che, dalla sera alla mattina, potrebbe essere ridenominato in una valuta che incorporerebbe un valore inferiore rispetto a quello della valuta originaria. 

Quindi, perché rischiare? si chiederebbero gli investitori. E con un semplice clic sul pc  dall'altra parte del mondo, venderebbero tutto il debito  pubblico italiano (e non solo debito pubblico) che hanno in portafoglio  e abbandonerebbero l'Italia.  

Accadrebbe che l'Italia, che deve rinnovare ogni anno circa 400 miliardi di euro di titoli di stato, non avrebbe più investitori disposti ad acquistare titoli di stato; quindi farebbe default nel giro di qualche mese, ad essere ottimisti. Il che porterebbe a rilevanti conseguenze sociali, economiche, con riflessi sulla stabilità finanziari e sull'ordine pubblico. Insomma non esisterebbe nemmeno una serenità sociale necessaria per garantire il corretto svolgimento del referendum
Tenuto conto che che le banche italiane hanno in portafogli oltre  400 mld di titoli di stato, le vendite del debito italiano da parte degli investitori esteri metterebbero sotto pressione tutto il mercato obbligazionario, e i titoli di stato  perderebbero di valore. Tutto ciò si rifletterebbe sui bilanci delle fragili banche italiane, aggravando in modo esponenziale una situazione già di per sé complessa.

Giova appena ricordare che la crisi dello spread del 2011, iniziò con la  Deutsche Bank che vendette appena una decina di miliardi di titoli di stato, a cui seguirono vendite più massicce da parte di altri investitori istituzionali esteri.
In questa ipotesi (cioè nel caso di referendum) i multipli sarebbero assai superiori,  e per un lasso temporale molto lungo, visto che per preparare un referendum occorrono dei tempi abbastanza dilatati.  Durante il periodo di "gestazione" del referendum,  il debito italiano sarebbe esposto  a livelli crescenti di stress anche in ragione ai risultati dei sondaggi referendari. In questo lasso di tempo (assai lungo), l'Italia, essendo ancora nell'euro, non potrebbe neanche contare su una banca centrale nazionale idonea ad acquistare  debito, sostituendosi così agli investitori esteri (cosa che invece potrebbe fare e magari farà la Bank of England).

7 commenti:

  1. facciamo come le banche usiamo il debito. bot ecc. a corso legale e accettato dallo stato. poi referendum. e fuori dalla dittatura eu.

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  2. Giustissimo.
    Teniamo anche conto che, noi italiani, non abbiamo:
    1) il coraggio di intraprendere una simile follia;
    2) la follia di fare una cosa così coraggiosa.
    Cordialissimi saluti.

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    1. Esattamente.
      Io lavoro coi sassoni dagli anni 80.
      Altro mondo.....altra galassia.
      Ciò non toglie che gli italiani hanno anticorpi millenari tremendamente adattabili alle mutazioni ambientali.
      Semmai preoccupa che ogni tanto la storia porta a cambiare colore alle camicie.
      Anche in Germania le hanno cambiate x qualche anno ed erano piu' chiare delle nostre.
      Fa paura che la storia e' un continuo ricorso.
      E purtroppo le scorciatoie vincono sul buon senso.
      E l'imbecillita' umana si espande....si espande......si espande come l'universo.
      Buona domenica

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    2. Ma non era meglio iniziare il suo pezzo senza insultare chi la pensa diversamente da lei? Quanta spocchia. SembRa Mario Monti e non è un complimento.

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  3. E dichiariamolo questo default una buona volta. Abbiamo visto che una volta ridiventati solventi i paesi che hanno dichiarato default sono i più appetibili dai mercati

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  4. Chi ha creato questo casino,paghi.Sono stati coloro che hanno voluto una moneta infame. Il popolo non c'entra se non coloro, e tanti, che beneficiano di enormi privilegi tra mafie e coop. E guarda caso dello stesso colore politico.

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  5. Concordo totalmente.
    Quello che il cittadino comune non capisce , anche moltissimi politici pero', e' che il mondo e' in mano completamente alla finanza. Dal mio punto di vista totalmente dopo il 1989. I politici sono solo servi del sistema capitalista che ha fatto del debito il motore del proprio sviluppo ( domani del suo sottosviluppo) . La democrazia e' un concetto astratto e la politica da l'illusione di scelta al popolo con la destra e la sinistra, con i democratici e i repubblicani, coi laburisti e i conservatori, ..............
    Che pena, che tristezza...............a vedere miliardi di polli in fila indiana pronti per il supermercato dove si vende imbecillita' ruspante......:-) ...:-) ....:-) ......quella allevata in batteria ogni giorno.
    Da come la vedo io ( sono nel settore della pianificazione e controllo dal 1980) non se ne esce.
    Terranno in piedi il morto a forza di iniezioni di QE......o altre diavolerie finanziarie. Per molto tempo.
    Poi un giorno un fattore imprevedibile porra' fine ad una ideologia che x sopravvive re ha bisogno di un paio di pianeti almeno. La speranza e' che si arrivi su Marte il prima possibile. Sempre che qualche marziano non rispedisca il terrestre sulla terra a calci in culo.
    Anche nella galassia c'e' un limite a tutto. Non e' affatto gradito che oltre all'universo si espanda anche l'imbecillita' umana. Quando e' troppo e' troppo. Qualcuno glielo spieghi al bipede.......

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