mercoledì 27 aprile 2016

LA FEDERAL RESERVE LASCIA I TASSI INVARIATI

Si è da poco concluso il meeting del Fomc, che ha deciso di lasciare i tassi invariati.
Faccio osservare che la FED difficilmente potrà aumentare i tassi nella prossima riunione del 14 e 15 giugno, visto che dopo una settimana si voterà per il Brexit in Gran Bretagna  e subito dopo in Spagna, che è ancora senza governo. Questo scenario è compatibile con dati non esaltanti (o comunque deboli) sul fronte macro. E' ovvio che se dovessero irrobustirsi, lo scenario potrebbe cambiare.

Dopo giugno, la prima riunione utile per agire sui tassi è quella del 20 e 21 settembre, e quella successiva è a metà dicembre. In mezzo ci saranno le presidenziali USA... Quindi...


Molto rapidamente, di seguito vi propongo le parti più importanti del comunicato della FED.
Le informazioni ricevute  Federal Open Market Committee  indicano che le condizioni del mercato del lavoro sono migliorate ulteriormente, anche se la crescita dell'attività economica sembra essere diminuita. La crescita della spesa delle famiglie è rallentata, anche se il reddito reale delle famiglie è aumentato ad un tasso solido e la fiducia dei consumatori rimane alta. 

Dall'inizio dell'anno, il settore immobiliare  è ulteriormente migliorato ma gli investimenti fissi delle imprese e le esportazioni nette sono state deboli. Una serie di recenti indicatori, tra cui forti salari, sostengono l'ulteriore rafforzamento del mercato del lavoro. L'inflazione che rimane al di sotto  del 2 per cento (che è l'obiettivo a  lungo termine del Comitato) riflette in parte il calo dei prezzi dell'energia e la caduta dei prezzi delle importazioni non energetiche.Le aspettative di inflazione più a lungo termine sono poco cambiate.

Il Comitato prevede attualmente che, con aggiustamenti graduali nell'orientamento della politica monetaria, l'attività economica si espanderà a ritmo moderato e il mercato del lavoro continuerà a rafforzarsi.

 L'inflazione dovrebbe rimanere bassa nel breve termine, in parte a causa di cali precedenti dei prezzi dell'energia, ma salirà  al 2 per cento nel medio periodo. 

Il Comitato continua a seguire da vicino gli indicatori di inflazione e gli sviluppi economici e finanziari globali.
In questo contesto, il Comitato ha deciso di mantenere la fascia obiettivo per il tasso dei fondi federali tra 0.25 e 0.50%. L'orientamento della politica monetaria resta accomodante, sostenendo così un ulteriore miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e  un ritorno dell'inflazione al 2 per cento.

Nel determinare i tempi e le dimensioni dei futuri adeguamenti dei tassi, il Comitato valuterà le condizioni economiche rispetto ai suoi obiettivi di massima occupazione e il target di inflazione.  La valutazione terrà conto di una vasta gamma di informazioni, compresi i dati del mercato del lavoro, gli indicatori di pressioni inflazionistiche e le aspettative di inflazione, e gli  sviluppi finanziari e internazionali. 

Il Comitato si aspetta che le condizioni economiche  evolveranno in un modo da garantire  solo graduali aumenti dei tassi; il tasso dei fondi federali è destinato a rimanere, per qualche tempo, di sotto dei livelli che dovrebbero prevalere nel lungo periodo. Tuttavia, il percorso effettivo del tasso dei fondi federali dipenderà dalle prospettive economiche e dai dati che giungeranno.


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