mercoledì 27 aprile 2016

DOVE STA ANDANDO L'ECONOMIA USA?

Come sapete, l'economia Usa non gode di ottima saluta. Dopo la grande recessione del 2009, nonostante gli stimoli monetari senza precedenti, gli Usa hanno conosciuto la più lenta espansione negli ultimi settantanni, alla fine dei periodi di recessione. Di certo è una caratteristica comune a tutte le economie mature, ma fatto è che esistono una serie di dati che segnalano un marcato rallentamento dell'economia; mentre altri dati sembrano indurre ad un cauto ottimismo. Quindi, con questo contributo, apriremo una serie di post finalizzati a capire dove sta andando l'economia Usa, ovviamente senza la pretesa di prevedere alcunché, in quanto impossibile. Tuttavia, visto il contesto particolarmente articolato, credo sia utile aprire un osservatorio che consenta di riportare dei dati e delle analisi che possano contribuire ad orientare al meglio il risparmiatore.

Il grafico che segue, rappresenta la variazione della produzione industriale mensile rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. 


Come potete osservare, ogni volta che la variazione è stata negativa, l'evento ha coinciso con una recessione. Il che non significa che gli Usa siano in recessione, date anche le peculiarità del ciclo economico,  assai differenti rispetto a quelli passati.

Altro grafico che vale la pena osservare, è quello relativo agli ordini di beni durevoli (esclusi quelli della difesa) che fornisce un chiaro segnale del rallentamento dell'economia a stelle e strisce. Infatti, negli ultimi 14 mesi, la dinamica è risultata negativa. E si tratta di un arco temporale abbastanza lungo che non ha precedenti fuori dai periodi recessivi.


Ieri è uscito il dato sulle vendite di nuove abitazioni, utile per capire la forza delle vendite nel settore immobiliare Usa. Il dato è risultato  lieve flessione  lieve flessione a 0,511 milioni di unità da quota 0,512 milioni del mese precedente. Il consensus era per un progresso a quota 0,52 milioni.
  


 L'indice S&P/Case-Shiller relativo l’andamento dei prezzi immobiliari nelle 20 principali città degli Stati Uniti, a febbraio ha registrato una crescita del 5,4% su base annua dal precedente +5,7%. Le attese erano per un progresso del 5,5% a/a.
Nelle prime tre settimane di aprile le vendite nelle grandi catene retail statunitensi misurate dal Redbook index hanno messo a segno un -3,1% mensile. Il dato annuo evidenzia un +0,8%. 
L’indice statunitense che misura la fiducia dei direttori degli acquisti (PMI, Purchasing Managers' Index, rilasciato da Markit) del settore servizi ad aprile è passato da 51,3 a 52,1 punti. Gli analisti avevano stimato 52,3 punti. Mentre l'indice Markit Pmi composito si è attestato a 51.7. 
Chris Williamson, capo economista di Markit, ha commentato che la ripresa del tasso di crescita dell'attività suggerisce un aumento del Pil nel secondo trimestre, ma la crescita è chiaramente molte fragile rispetto all'anno precedente. Ha proseguito dicendo che, considerata la debolezza del settore manifatturiero,  il sondaggio suggerisce che l'economia è cresciuta ad un tasso annualizzato di appena lo 0,8% all'inizio del secondo trimestre, solo marginalmente sopra il ritmo segnalato per il primo trimestre. Le risposte al sondaggio condotte da Markit indicano la persistente debolezza della domanda da parte dei clienti nazionali ed esteri, le difficoltà del settore energetico, e gli effetti della forza del dollaro.

Nel mese di aprile la fiducia dei consumatori statunitensi misurata dal Conference Board ha evidenziato un calo da 96,1 a 94,2 punti. Gli analisti avevano stimato una contrazione più contenuta a 95,8 punti. La Fiducia dei consumatori misura il livello di fiducia da parte dei consumatori nell'attività economica.  Si tratta di un indicatore chiave, in grado di anticipare la spesa dei consumatori, che rappresenta una quota fondamentale nell'attività economica totale.
























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