giovedì 24 marzo 2016

QUELLI CHE IL DEBITO PUBBLICO SCENDERA' IL PROSSIMO ANNO (QUALE?)

Non voglio perdere nemmeno troppo tempo, a smentire cose inutili.

Renzi, come prima di lui tutti i sui predecessori, si affanna a dire che il debito pubblico scenderà il prossimo anno. Si, ma quale anno?

Vi ripropongo un grafico, per ricordarvi come sono andate le cose fino a questo momento, rispetto alle previsioni dei vai governi.

La linea blu rappresenta la dinamica reale del debito pubblico, mentre le linee discendenti sono le previsioni riportate nei vari Def (Documento di economia e finanza). Completamente fuori dalla realtà.

Certo....ora c'è la Bce che compra debito e quindi il problema non si pone.... Ma sempre la stessa  BCE.... scopre l'ovvio:

Bce, pericolo deflazione. Italia troppo fragile:


Da Milano Finanza
La Bce prevede una crescita annua del pil in termini reali pari all'1,4% nel 2016, 1,7% nel 2017 e 1,8% nel 2018. Rispetto al dicembre 2015 le attese sono state riviste lievemente al ribasso a causa della lenta crescita mondiale. Lo scrive Francoforte oggi nel suo bollettino mensile.
E sempre oggi la Bce dà ragione alla Commissione europea: l'Italia rischia grossi scostamenti dai requisiti europei sui conti pubblici ed è particolarmente vulnerabile agli shock. (Lo abbiamo scritto QUI, oltre un anno fa). 
Ora il governo deve muoversi sul debito. "Le previsioni di inverno della Commissione", ribadisce l'Istituto di Francoforte, "indicano per l'Italia una differenza dello 0,8% tra il pil per il 2016 e il percorso di aggiustamento richiesto verso l'Omt, il piano di acquisti di titoli di Stato da parte della Bce. Rispetto alle previsioni dello scorso autunno, il divario si è ampliato a causa delle spese aggiuntive inserite nella legge di stabilità per il 2016, che hanno aumentato l'obiettivo di disavanzo dello 0,2% al 2,4% del pil". Ora l'Italia rischia "un significativo scostamento dai requisiti del braccio preventivo, anche qualora si decidesse in primavera di accordare maggiore flessibilità al Paese", scrive il bollettino.
Italia, ma anche Belgio, Irlanda, Spagna, Francia, Portogallo, Slovenia e Finlandia sono vulnerabili ed esposti a rischi elevati per la sostenibilità del bilancio pubblico nel medio periodo, dovuti soprattutto agli alti livelli del debito e/o a cospicue passività implicite. Occorrono quindi ulteriori sforzi di risanamento per condurre stabilmente il rapporto debito pubblico/pil su un percorso discendente. I Paesi con alti livelli di indebitamento sono particolarmente vulnerabili a un rialzo dell'instabilità nei mercati finanziari, per il legame ancora forte tra conti pubblici e settore finanziario. Inoltre la loro capacità di adattamento a possibili shock avversi è piuttosto limitata, avverte la Bce. (Tradotto, significa che le banche italiane sono troppo cariche di titoli di stato....cose che avete letto QUI)

La ripresa economica nell'area euro sta proseguendo, anche se a ritmi inferiori a quelli attesi e in prospettiva dovrebbe procedere a un ritmo moderato.  La domanda interna dovrebbe essere ulteriormente sorretta dalle misure di politica monetaria e dal loro impatto favorevole sulle condizioni finanziarie, oltre che dal costante incremento dell'occupazione grazie alle riforme strutturali attuate in precedenza.
"Inoltre", aggiunge la Bce, "i bassi prezzi del petrolio dovrebbero fornire un sostegno ulteriore al reddito disponibile reale delle famiglie e ai consumi privati, oltre che alla redditività delle imprese e agli investimenti. La ripresa economica nell'area euro continua tuttavia a essere frenata dalle prospettive di crescita contenuta nei paesi emergenti, dalla volatilità nei mercati finanziari, dai necessari aggiustamenti dei bilanci in diversi settori e dalla lenta attuazione delle riforme strutturali".
Tenendo conto delle attuali prospettive per la stabilità dei prezzi, la Bce si attende che i tassi di interesse di riferimento rimangano a livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo, ben oltre l'orizzonte degli acquisti netti di attività. Se da un lato i tassi di inflazione molto bassi o persino negativi saranno inevitabili nei prossimi mesi, in conseguenza degli andamenti dei prezzi del greggio, dall'altro per l'Istituto è "cruciale evitare effetti di secondo impatto assicurando il ritorno dell'inflazione a livelli inferiori ma prossimi al 2% senza indebito ritardo. Il Consiglio direttivo continuerà a seguire con molta attenzione l'evoluzione delle prospettive per la stabilità dei prezzi nel prossimo periodo".


2 commenti:

  1. Visto che non riescono a far calare il debito tenteranno di annacquarlo a botte di QE a ripetizione. Ma sara' inutile. Come sara' inutile l'altra boiata inventata dalla banca centrale giapponese. Siamo alle barzellette finanziarie e ai buoni spesa.......mancano solo i punti omaggio. Allucinante.
    Nessuno e dico nessuno che sostenga che la vera follia su questo pianeta e' il capitalismo e il consumismo che lo alimenta. I debiti del monto sono solo la conseguenza di questa follia.
    Io la vedo dal punto di vista contabile. Ma ci sarebbe un grandissimo lavoro per i reparti psichiatrici di tutti gli ospedali del pianeta. Anzi non basterebbero............
    Buona Pasqua.......a tutti. Anche ai matti
    Roberto

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  2. Dimenticavo.....in questo momento sto ascoltando il papa parlare dal balcone in San Pietro.
    In duemila anni cosa sono serviti i discorsi? Qualcuno lo sa? Dovrebbe dirlo che il Signore non ha creato un essere ben riuscito. Ma forse era stanco a fine settimana.......tanto stanco........e dovrebbe rifare la cosa.

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