mercoledì 23 marzo 2016

L'INSOSTENIBILE PESANTEZZA DEL FISCO

Un mio caro amico, Maurizio, mi ha chiesto di incrociare qualche dato al fine di conoscere la dinamica delle entrate tributarie e contributive rispetto al Prodotto Interno Lordo. Ne è uscito il grafico che segue, che è utile a sfatare quella propaganda di governo secondo la quale "le tasse sono diminuite". Cosa evidentemente falsa, in quanto non solo sono aumentate in termini assoluti, ma anche in rapporto al PIL.


Il grafico mostra l'andamento del Pil a prezzi di mercato (linea blu, scala sinistra) e della sommatoria delle entrate tributarie e contributive (linea rossa, scala destra). Come potete vedere, eccettuato l'anno 2001, fino al 2012, la linea rossa non ha mai incrociato la linea blu, ad indicare una minore incidenza del prelievo fiscale rispetto al Pil. Poi, è arrivato Monti e le cose sono cambiate. Complice la caduta del PIL, dal 2011, il prelievo si è fatto  più significativo, fino a determinare una sovrapposizione delle due curve, proprio ad indicare una maggiore incidenza del prelievo fiscale rispetto al PIl.
Infatti, calcolando il rapporto percentuale tra il prelievo fiscale e il PIl. esce fuori il seguente disegnino che ne evidenzia la dinamica.
L'apparente miglioramento nell'anno 2015 (0,1% sul Pil)  riflette la crescita del Pil nominale realizzata nell'ultimo anno, e poiché non tutte le tasse sono direttamente correlate all'andamento del Pil, ecco giustificato l'apparente miglioramento. Si pensi ad esempio all'Imu. Poiché colpisce gli immobili, questa imposta determina un gettito a prescindere dalla dinamica del Pil. Tradotto significa che il titolare di un immobile colpito da questa tassa, dovrà corrispondere l'Imu a prescindere dal fatto che il Pil aumenti  o diminuisca.

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