giovedì 7 gennaio 2016

GRAFICO: CONFRONTO PRODUZIONE INDUSTRIALE ITALIANA E VARI PAESI UE

In attesa di produrre un post su ciò che sta accadendo sui mercati (credo che sarà pronto per domani mattina) vi segnalo il grafico che segue.

Rappresenta la dinamica dell'indice della produzione industriale nei paesi considerati, ponendo come base 100 gennaio 2008.
Come vedete, da quell'epoca, la produzione industriale italiana ha perso circa il 23%. Peggio dell'Italia ha fatto la Spagna, che ha subito una flessione di oltre il 30% (nel punto di minimo). Tuttavia, mentre in Italia, nonostante condizioni esterne molto favorevoli (petrolio, tassi e euro), la ripresa appare stagnante, in Spagna il ritmo di espansione è assai più marcato e vigoroso.


Anche l'area euro, nel suo complesso, rimane ben al di sotto dei livelli precedenti la crisi (-10%); mentre la Germania, dopo la caduta conseguente la recessione del 2008/2009, pur avendo recuperato abbastanza celermente i livelli precedenti la crisi,  nell'ultimo anno e mezzo l'indice della produzione industriale appare stagnante.

Per quanto riguarda l'italia, come già detto in questo post, alla determinazione della performance della produzione industriale ha contribuito notevolmente la  fabbricazione di mezzi di trasporto, per via della ripresa dell'attività di FCA (Fiat Chysler Automobilies)

2 commenti:

  1. So che lei non è un juke-box... ma mi perdoni la richiesta: ho provato con scarsi esiti a cercare i dati ISTAT sulle ore totali lavorate, lei potrebbe farlo? Credo sarebbe molto esplicativo della situazione in cui versiamo (Oggi Renzi tweetta trionfante l'ennesima micro-diminuzione del tasso di disoccupazione)

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  2. Il grafico parla da solo. Figuriamoci al prossimo cigno nero che arrivera' inesorabilmente entro questo decennio. QE o non QE. Quello ultimissimo fatto dalla Cina da la misura della pazzia contabile che ha invaso questo pianeta. E' solo questione di tempo ma la baracca crollera' inesorabilmente. Non puo' reggere contabilmente.............ma provate a spiegarlo a dei pazzi oramai prigionieri del delirio consumistico. Non ne usciremo in maniera indolore ma ci sara' un effetto a catena che portera' anche come effetto tremendo una possibile terza guerra............quella che decenni fa qualcuno prevedeva come guerra del petrolio. Ebbene , ci siamo già dentro con le rate in acconto. Manca solo il saldo finale che nessuno vorra' pagare. E l'imbecillita' umana trionfera' ancora una volta. Una tristezza infinita avvolge quei pochi che capiscono la pochezza umana.
    E aggiungo.......per fortuna siamo tutti solo di passaggio. Quanti lo capiscono?

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