mercoledì 6 gennaio 2016

BUONI FRUTTIFERI POSTALI E PACCHI STATALI

Fateci caso:
dopo la risoluzione delle quattro banche (che non sono state risolte) è andata in onda una massiccia campagna pubblicitaria, da parte delle Poste Italiane, finalizzata ad attrarre i risparmiatori affinché investano in in Buoni fruttiferi postali emessi da Cassa Depositi e Prestiti e (dicono) garantiti dallo Stato Italiano.


Nella pubblicità, come ovvio che sia, si tende ad esaltare alcune caratteristiche (garanzia del capitale, tassazione agevolata ecc ecc) in modo da amplificare l'impatto sui risparmiatori e rendere più appetibile l'investimento.

D'altra parte, a seguito dell'entrata in vigore delle regole sul bail-in e a seguito della risoluzione delle quattro banche in crisi, molti risparmiatori sono impauriti, disorientati.
In effetti, c'è una grande transumanza (mai aggettivo fu più appropriato) dei risparmiatori italiani, che cercano sicurezza e credono di trovarla nelle poste italiane, perché dietro c'è il Tesoro (dicono).


La realtà potrebbe rivelarsi ben diversa, alla luce delle condizioni in cui versa l'Italia.


Ad un certo punto della storia, magari anche per via di una crisi geopolitica o per una nuova recessione (circostanze non del tutto improbabili), lo stato italiano potrebbe trovarsi nella condizione di aver bisogno di soldi e quindi potrebbe introdurre un'imposta patrimoniale straordinaria sulla ricchezza finanziaria, che nel frattempo è notevolmente aumentata nei depositi postali.

Ora, se si colpisse con un'imposta feroce la ricchezza finanziaria investita in obbligazioni quotate o azioni, i mercati scenderebbero di brutto perché i risparmiatori (che nel frattempo sono diventati anche contribuenti) o i loro sostituti (banche, assicurazioni, società di gestione), per ottenere la provvista necessaria per pagare l'imposta patrimoniale, sarebbero costretti a liquidare le posizioni. Questo, se fatto su scala importante, determinerebbe il crollo del mercato e quindi, i risparmiatori, oltre a subire i danni derivanti dall'imposta patrimoniale subirebbero anche la beffa derivante dalla diminuzione del valore dei loro investimenti.

Quindi, i governanti,  accorgendosi che è una strada che non si può percorrere, potrebbero concentrarsi su quella ricchezza che, ancorché colpita con imposte pesanti, per sua natura è idonea  (quanto più possibile) a limitare i danni: i risparmi postali e i saldi attivi dei conti correnti (anche se detenuti all'estero da parte dei residenti italiani, in quanto indicati nel quadro RW delle dichiarazioni dei redditi) che, di fatto, essendo sostane liquide o facilmente liquidabili garantiscono  il buon esito della pretesa tributaria da parte del fisco.


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3 commenti:

  1. E' assolutamente matematico, non probabile perche' il baraccone ( globale e locale) non reggera'.
    Io lo sostengo dal 2000 dopo la "farsa" dei tecnologici. Il mio lavoro dal 1980 e' nell'ambito del controllo di gestione. Mi piace semplificare x capire e far capire. I grafici sono le migliori foto x inquadrare una situazione . Quello che dici sulla CDP e' la pura verita'. Stanno costruendo la nuova IRI col nome diverso. A pagare saranno i soliti "fessi". E' matematica pura. Inutile spiegarlo al gregge. Si perde solo tempo. La miglior soluzione e' andare all'estero ma su un'isola e fuori dalla UE.
    Qualcuno lo ha capito. Gli altri mai lo capiranno. Come sempre nella storia umana. Buon anno..

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  2. Discorsi di parte che fanno banche e promotori.
    Non pensate che se vanno a toccare la Cassa depositi e prestiti prima non andranno a toccare azioni, obbligazioni, fondi ecc ecc.
    Perchè non pensa che potrebbero mettere un bel bollo sulle assicurazioni? Sono d'accordissimo che siamo messi male, ma sul fatto che chi mette i soldi in BFP debba dormire meno sereno degli altri risparmiatori ho dei dubbi. Basta vedere le bastonate che stanno prendendo ora tutti i titoli..tranne Bfp. Saluti

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    1. Che pena il vuoto culturale e cognitivo. Saluto

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