mercoledì 30 dicembre 2015

I PIU' LETTI DEL 2015 SUL BLOG

1- Come scegliere una banca davvero sicura 
2- Proteggere i risparmi
3- Quanto sono protetti i depositi bancari?
4- Il disastro italiano in venti grafici
5- Il salvataggio della Grecia che salvò le banche europee
6- Siate consapevoli
7- La grande sfida dei paesi emergenti
8- Quello che le banche non dicono (ai risparmiatori)
9-  Dalla caduta del prezzo del petrolio al crollo del Rublo
10 - I crediti deteriorati delle banche italiane

Si tratta di una raccolta degli articoli più letti nell'anno 2015. Ringrazio nuovamente tutti coloro che seguono e leggono il blog, coloro che mi inviano critiche, apprezzamenti e suggerimenti. Ringrazio anche coloro che hanno effettuato una donazione alla Onlus che ho segnalato nei giorni scorsi e coloro che lo faranno. Nell'attesa di leggersi ancora, non resta che rinnovarvi gli auguri per l'anno che sta arrivando.  Buon 2016.

I TITOLI DI STATO IN PORTAFOGLIO ALLE BANCHE ITALIANE

Il grafico che segue rappresenta la dinamica dello stock di titoli di stato nel portafoglio delle banche italiane.
Come sapete, dopo la crisi del 2011 e dopo le due aste LTRO, le banche italiane hanno aumentato esponenzialmente l'esposizione in titoli di stato (oggi oltre i 400 miliardi di euro).
La dinamica dei tassi di interesse, precipitati ai minimi storici (se non in territorio negativo per le scadenze più brevi), ha determinato delle forti plusvalenze nei prezzi dei titoli di stato, che si sono riflesse sui bilanci delle banche.
Anche se allo stato attuale il problema è poco percepito, il rischio è che quando i tassi risaliranno e i prezzi dei titoli scenderanno, l'enorme massa di titoli pubblici potrebbe generare delle perdite nei bilanci bancari, peraltro già gravati dal peso delle sofferenze. 
A tal riguardo, giova segnalare che i Btp a media e lunga durata (e quindi particolarmente sensibili all'aumento dei tassi) rappresentano la parte più consistente dell'esposizione in titoli di stato da parte delle banche.

martedì 29 dicembre 2015

ITALIA, REDDITI REALI INDIETRO DI 20 ANNI

In questi giorni di scarsa attività del blog, ci divertiamo proponendo qualche grafico riguardante l'economia italiana, magari confrontandola con altri paesi. Successivamente, uniremo i puntini mettendo insieme i grafici prodotti in un unico articolo,  in modo da fotografare l'esatta situazione dell'Italia....e anche le sue prospettive, che appaiono piuttosto grigie

Uno di questi grafici è proprio quello che segue che, pur avendolo già proposto, merita di essere rivisto. 
Rappresenta la dinamica dei redditi reali nei vai paesi considerati, ponendo l'anno 1995 come base 100. Si osserva che il reddito reale dell'Italia è precipitato ai livelli del 1996, quasi vent'anni indietro.
Nessuno, dei paesi considerati, riesce a fare peggio dell'Italia. Nemmeno la disastrata Grecia.

Potrebbero anche interessarvi: 

lunedì 28 dicembre 2015

GRAFICO PIL DELL'ITALIA E DEI PAESI DEL G7

ll grafico che segue, aggiornato con gli ultimi dati disponibili relativi al terzo trimestre 2015, rappresenta la dinamica del prodotto interno lordo dei  paesi del G7 e della zona euro a 19 paesi, ponendo come base 100 il primo trimestre del 2008.
La maggior parte dei paesi considerati hanno recuperato  i livelli di crescita, precedenti la crisi, in tempi abbastanza rapidi. Il Giappone e la zona euro nel suo complesso sono ai livelli del 2008. Mentre l'Italia,  nonostante i fattori esterni  (che non saranno eterni) che hanno stimolato la crescita negli ultimi tre trimestri,  continua nella sua debolezza strutturale facendo molto, molto peggio delle altre economie.


INVESTORS': LA FINANZA PER UN FUTURO CONSAPEVOLE

Cari lettori,

Vi segnalo che il prossimo 31/12/2015 (tra 3 giorni) scadrà la promozione per abbonarsi al magazine INVESTORS'

Investors' è una nuova rivista bimestrale in cui  scrive anche il sottoscritto  e ospita numerose analisi economiche e finanziare di un gruppo di professionisti di elevato valore che, insieme, hanno deciso  di dar  vita a questa nuova iniziativa editoriale dedicata sia ai risparmiatori che ai professionisti del settore.


Per il sottoscritto, far parte di questa squadra, oltre ad essere  motivo di orgoglio e di prestigio,  è anche motivo di arricchimento professionale, che si concretizza proprio nel confronto diretto e costante con altri professionisti che, grazie alle rispettive esperienze maturate nelle discipline dell'economia e della  finanza, fondono i rispettivi saperi mettendoli al servizio dei lettori e dei risparmiatori.

Colgo l'occasione per ringraziare i colleghi, l'editore e soprattutto l'amico  Gabrele Turissini, che della rivista ne è il direttore, ed è colui che ha e voluto che io fossi della  squadra, dando così spazio alle mie analisi. 
Un grazie speciale anche (e soprattutto) a tutti i lettori di questo blog, che in questi anni sono stati elemento di grande stimolo professionale e costante  miglioramento.

Per chi fosse interessato a sottoscrivere l'abbonamento (sottoscrivibile QUI), segnalo che  fino al prossimo 31/12/2015 è offerto a prezzo scontato.

mercoledì 23 dicembre 2015

LA DOMANDA CHE DOVREBBE PORSI OGNI RISPARMIATORE

La domanda che dovrebbe porsi ogni risparmiatore, piccolo o grande che sia, é la seguente:
"Se dovesse verificarsi  una crisi finanziaria come quella del 2008 (o non necessariamente di magnitudo così ampio), con tutto ciò che ne è conseguito, cosa accadrebbe ai miei risparmi?"

Una domanda semplice, ma che presuppone delle considerazioni per nulla banali.
Sapendo che:

lunedì 21 dicembre 2015

IL PORTOGALLO SALVA LA SETTIMA BANCA DEL PAESE CON 2.3 MILIARDI DI FONDI PUBBLICI

Mentre i risparmiatori italiani continuano a gridare vendetta per via della tosatura subita con il "salvataggio" delle 4 banchette italiane fallite, vale la penna farvi osservare che il Portogallo, proprio ieri (chissà perché queste cose avvengono sempre di domenica), con 2.3 miliardi di aiuti pubblici, ha salvato la banca di Madeira, la Banif, che è stata ceduta al Santander per 150 milioni di euro.
Contrariamente a quanto avvenuto in Italia, per la Banif non è stata creata una bad bank e gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati non hanno subito l'azzeramento dei rispettivi titoli, e pertanto, dopo la liquidazione, verranno rimborsati pro-quota con il netto realizzato. Sempre che qualcosa rimanga.

Precisazione: Mi è stato chiesto il motivo per il quale il Portogallo abbia posto in essere la risoluzione di Banif con soldi pubblici, quando in italia, invece, nel caso delle 4 banche, non è stato possibile per via della disciplina sugli aiuti di stato. Pensavo che la risposta fosse di facile intuizione proseguendo nella lettura dell'articolo. Ma ho pensato male. Il fatto che il Portogallo sia intervenuto con soldi pubblici nella risoluzione della banca portoghese deriva dal fatto che lo stato deteneva il 60.5% del capitale della banca e, quindi, è intervenuto in qualità di socio. Sempre a spese del contribuente, ovviamente.


Da Il sole 24 Ore

BANCHE E RISPARMI ANDATI IN FUMO: ECCO COME VIENE MENO LA FIDUCIA DEI RISPARMIATORI

A proposito di banche, salvataggi bancari e risparmio tradito, vi propongo questa mia intervista pubblicata su il Piccolo di Cremona e ripresa da Artventuno.it che ringrazio per l'ospitalità. Buona lettura.






Ecco il modo in cui è venuta meno la fiducia dei risparmiatori

INTERVISTA ALL’ESPERTO DI FINANZA E MERCATI, PRIVATE BANKER E AUTORE DEL BLOG “VINCITORI E VINTI”

di Daniele Tamburini
Quella delle banche è una grossa débâcle: non solo per chi ci ha rimesso e ci rimetterà direttamente, ma per tutto il sistema creditizio e, in ultima analisi, per il Paese. È una crisi  che colpisce il risparmio delle famiglie, un campo di azione ancora molto forte, nonostante la crisi, e, proprio per la crisi, un rifugio residuo per i molti che tirano avanti la carretta facendo leva proprio sul denaro accantonato.

domenica 20 dicembre 2015

QUANDO LA CATTIVA INFORMAZIONE TELEVISIVA RISCHIA DI PRODURRE PIU' DANNI DEI FALLIMENTI BANCARI

Essendomi  imbattuto in un intervento dell'Avvocato Vassalle alla trasmissione La Gabbia (lo potete vedere QUI, dal minuto 53), alla luce di ciò che sta accadendo ad alcune banche (e di conseguenza ai risparmi di decine di migliaia di persone), nell'interesse di tutti i risparmiatori che leggono questi pixel, mi sento in dovere di precisare alcune cose (pericolose) dette dall'avvocato Vassalle.
L'Avvocato usa toni forti per rappresentare la fragilità di molte banche italiane. Fin qui nulla di nuovo, se non fosse che in Italia esistono comunque alcune banche la cui possibilità di dissesto è fattore assai remoto. L'avvocato inoltre "suggerisce" di "liquidare gli investimenti e depositare i soldi nelle cassette di sicurezza". Personalmente, al netto della mera questione di opportunità,  ho nulla in contrario all'utilizzo del contante come strumento di tutela dei propri risparmi. Anzi, ricorrendo taluni rischi, l'utilizzo del contante è un'ottima soluzione. Tuttavia, se non fatto con opportuni accorgimenti, potrebbe essere molto pericoloso per il risparmiatore per i motivi che potete leggere in seguito. 


Della possibilità di utilizzare il contante come strumento di protezione del patrimonio, ne abbiamo già parlato in diversi articoli (che potete leggere in seguito) e, spesso, mi capita di parlane anche nei convegni a cui partecipo.
A tal proposito, vale la pena riproporvi un video di un convegno di un paio di anni fa, nel quale, appunto, si parlava dell'utilizzo del contante come strumento per evitare la patrimoniale. Tenete ben presente che, all'epoca del video,  non era ancora stata definita la normativa europea sulla risoluzione delle crisi bancarie, ma già l'esperienza cipriota ne aveva innescato i prodromi.

mercoledì 16 dicembre 2015

LA FEDERAL RESERVE ABBANDONA LA POLITICA DEI TASSI A ZERO

Nell'attesa di PRODURRE Qualche Riflessione Più approfondita sull'aumento dei Tassi da parte della FED, vi riporto la notizia Già ampiamente attesa, segnalandovi il Che, MENTRE sto scrivendo, lo S & P500 E in progresso dello 0,56%, al il decennale usa e 2,28% di rendimento e il cambio Eur / Usd e a 1,0939.

Finisce DOPO sette anni l'era dei Tassi zero NEGLI STATI UNITI. La Federal Reserve ha infatti DECISO di Alzare il Costo del Denaro allo 0,25-0,50 per cento. I fondi Fed, i Tassi di Riferimento fissati Dalla Banca centrale americana, erano al di minimo storico dello 0-0,25% dal 16 dicembre 2008, cioè esattamente sette anni. Per trovare l'ultimo rialzo dei Tassi NEGLI Usa bisogna risalire al giugno 2006, when Ben Bernanke, al timone della banca da cinque mesi, decise un Aumento del Costo del Denaro al 5,25 per cento.
Nel comunicato dell'annuncio, la Fed sottolinea venire «l'Orientamento della politica monetaria resta accomodante» e Che EVENTUALI Nuovi rialzi dei Tassi Saranno «graduali».
La decisione era attesa da tempo Dagli investitori ma era Stata rinviata Più Volte Dalla Fed per il timore di Lanciare Messaggi sbagliati ai di Mercati. A indurre alla Prudenza la Banca centrale has been also la rivalutazione del Dollaro e il contemporaneo deprezzamento dell'euro e del renminbi, le monete dei due Principali concorrenti Economici degli STATI UNITI. Proprio per this Janet Yellen, numero uno della Fed, ha spiegato Più Volte Che il rialzo dei Tassi Sarà Graduale e Che il Costo del Denaro Restera basso Ancora per Molto tempo. Alle 20.30 italiane la Yellen in Conferenza stampa spiegherà le ragioni della decisione e Dara predette Indicazioni sul ritmo dei Prossimi, EVENTUALI, rialzi (Fonte)

Di Seguito il comunicato stampa  da parte della Fed

Le informazioni ricevute da quando il Federal Open Market Committee si è riunito nel mese di ottobre suggerisce che l'attività economica si sta espandendo ad un ritmo moderato. La spesa delle famiglie e gli investimenti fissi sono aumentati a ritmi sostenuti negli ultimi mesi, e il settore immobiliare è migliorata ulteriormente; tuttavia, le esportazioni nette sono morbido. Una serie di recenti indicatori del mercato del lavoro, tra cui guadagni di lavoro in corso e il calo della disoccupazione, mostra un ulteriore miglioramento e conferma che sottoutilizzo delle risorse di manodopera è diminuita sensibilmente dall'inizio di quest'anno. L'inflazione ha continuato a correre al di sotto del 2 per cento obiettivo a più lungo termine del Comitato, in parte riflettendo calo dei prezzi dell'energia e dei prezzi delle importazioni non energetiche. Misure basate sul mercato del premio per l'inflazione rimangono bassi; alcune misure di indagine a base di aspettative di inflazione a più lungo termine hanno orlato giù.
Coerentemente con il suo mandato istituzionale, il Comitato si propone di promuovere la massima occupazione e la stabilità dei prezzi. Il Comitato prevede attualmente che, con aggiustamenti graduali nella orientamento della politica monetaria, l'attività economica continuerà ad espandersi ad un ritmo moderato indicatori e del mercato del lavoro continuerà a rafforzarsi. Nel complesso, tenuto conto degli sviluppi nazionali e internazionali, il Comitato vede i rischi per le prospettive sia per l'attività economica e il mercato del lavoro più equilibrato. L'inflazione dovrebbe salire al 2 per cento nel medio periodo gli effetti transitori di calo dei prezzi dell'energia e delle importazioni dissipano e mercato del lavoro rafforza ulteriormente. Il Comitato continua a seguire da vicino gli sviluppi dell'inflazione.
I giudici del comitato che vi è stato un notevole miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro di quest'anno, ed è ragionevolmente sicuri che l'inflazione aumenterà, nel medio termine, al suo obiettivo del 2 per cento. Date le prospettive economiche, e riconoscendo il tempo necessario per le azioni politiche per influenzare i risultati economici futuri, la commissione ha deciso di aumentare l'intervallo obiettivo per il tasso sui federal funds di 1/4 a 1/2 per cento. L'orientamento della politica monetaria resta accomodante dopo questo aumento, sostenendo così un ulteriore miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e un ritorno al 2 per cento l'inflazione.
Nel determinare i tempi e le dimensioni dei futuri adeguamenti del target range per il tasso dei fondi federali, il Comitato valuterà realizzato e prevede condizioni economiche rispetto ai propri obiettivi di massima occupazione e il 2 per cento di inflazione. La valutazione terrà conto di una vasta gamma di informazioni, comprese le misure di mercato del lavoro, indicatori di pressioni inflazionistiche e le aspettative di inflazione, e letture sugli sviluppi finanziari e internazionali. Alla luce dell'attuale carenza di inflazione dal 2 per cento, il Comitato seguirà attentamente i progressi effettiva e attesa verso il suo obiettivo di inflazione. Il Comitato si aspetta che le condizioni economiche si evolveranno in un modo che garantisce aumenta solo graduali del tasso sui federal funds; il tasso dei fondi federali è destinato a rimanere, per qualche tempo, di sotto dei livelli che dovrebbero prevalere nel lungo periodo. Tuttavia, il percorso effettivo del tasso dei fondi federali dipenderà prospettive economica informata da dati in arrivo.
Il Comitato sta mantenendo la sua attuale politica di reinvestire i pagamenti da parte le sue dotazioni di debito delle agenzie e titoli garantiti da ipoteca di agenzia in titoli garantiti da ipoteca delle agenzie e di ribaltamento in scadenza titoli del Tesoro in asta, e si anticipa di farlo fino alla normalizzazione del livello di il tasso dei fondi federali è a buon punto. Questa politica, mantenendo le posizioni del Comitato di titoli a lungo termine a livelli considerevoli, dovrebbe contribuire a mantenere condizioni finanziarie accomodanti.
Le votazioni per l'azione di politica monetaria del FOMC sono stati: Janet L. Yellen, presidente; William C. Dudley, Vice Presidente; Lael Brainard; Charles L. Evans; Stanley Fischer; Jeffrey M. Lacker; Dennis P. Lockhart; Jerome H. Powell; Daniel K. Tarullo; e John C. Williams.

martedì 15 dicembre 2015

QUANDO PADOAN DICEVA: "IL SISTEMA BANCARIO E' SOLIDO, LE FAMIGLIE ITALIANE SONO POCO INDEBITATE".

Quello che vedete in seguito è un tweet lanciato dal ministro  Padoan il 31 ottobre 2014, in occasione della novantesima giornata del risparmio

Si commenta da solo. Un sistema bancario dove 150 mila risparmiatori vengono coinvolti nei salvataggi bancari, non è solido per definizione.


Come ho scritto in altre occasioni in questo blog, magari per trarne vantaggi personali,  a qualcuno  potrebbe far comodo incutere terrore tra i risparmiatori affermando che le banche italiane sono tutte fallite. Ma così non è. In Italia esistono molte banche in gravi difficoltà (i recenti "salvataggi" ne costituiscono prova tangibile), ma ce ne sono anche altre le cui possibilità di dissesto sono assai remote. LEGGI QUI

Ma ciò non toglie che esistano comunque molti elementi di fragilità che riguardano ampi strati del settore bancario.

Linkerblog, che a mio avviso è uno dei migliori siti  che analizza questioni legate al mondo delle banche , traccia del sistema bancario nel suo complesso un quadro assai poco rassicurante, e in un articolo parla di "Caos senza precedenti nel mondo del credito" Qui potete leggere l'articolo di Bolognini

domenica 13 dicembre 2015

RISPARMIATORI BANCA MARCHE: TUTTI ACCANITI SPECULATORI?

A coloro che urlano che i risparmiatori spennati vivi nel salvataggio di banca Marche e & Co erano degli accaniti speculatori e, quindi, potenzialmente e coscientemente esposti al rischio di perdere tutto, limitatamente al caso marchigiano (che conosco molto bene) e con le dovute eccezioni del caso (in quanto in molti erano perfettamente consapevoli), faccio osservare che ciò che è avvenuto rischia di non essere compreso se prima non si comprende il contesto socio-economico e culturale nel quale si è manifestata questa sciagura (per i risparmiatori).


Cerco di spiegarmi:

venerdì 11 dicembre 2015

BANCHE SICURE, COME SCEGLIERLE? (PRECISAZIONE)

Prima di leggere il post che segue è indispensabile leggere fino in fondo quest'altro post e cercare di ben comprendere il significato, parola per parola.
Fatto questo, veniamo a noi.

Sono un po' preoccupato per come gli italiani sembrano essersi buttati a caccia  delle banche solide, sperando di trovare la classifica su internet, magari dalla più solida alla meno solida.

Vi confesso anche che provo un po' di tenerezza per coloro che valutano la solidità delle banche esclusivamente in base alle informazioni trovate da internet o esclusivamente in base al Common equity tier 1 (Cet 1),  e ora sembra che tutti siano diventati esperti di bilanci bancari (un po' come ai tempi dello spread).

La mia preoccupazione nasce dal fatto che per cercare una banca davvero solida  si dovrebbe tener conto di una più ampia selezione di informazioni, che non possono esaurirsi nella valutazione di un indice, per quanto importante possa essereTanto per fare un esempio,  il CET 1 di MPS è ben superiore agli standard della BCE, eppure, personalmente, non depositerei mai e poi mai i miei risparmi presso Mps, nemmeno sotto tortura.
Di quanto  sopra affermato me ne sono accorto in base agli accessi del blog di coloro che cercano nei motori di ricerca "indice di solidità delle banche", "banche sicure" o cose simili. Magari sono risparmiatori che, alla luce degli ultimi eventi, cercano di capire quali possano essere le banche più affidabili, e vengono indirizzate in questo  blog, in quanto trovano informazioni pertinenti alla ricerca effettuata (in questo caso, "l'indice di solidità delle banche" o cose simili).
Quello che  segue ne è un esempio.

Se è vero che ad un CET1 più elevato dovrebbe corrispondere una maggiore solidità delle banche, nel valutare la sicurezza di chi ha in custodia i risparmi si dovrebbe tener conto anche del modello di business e quanto possa considerarsi consolidato sul mercato, della redditività e della sistematicità con la quale questa risulta aderente ai piani industriali predisposti dal management. Così come andrebbe valutata anche la qualità degli impieghi e molte altre informazioni utili.

Un approccio di questo genere, unitamente alla valutazione del management della banca e alla capacità di quest'ultimo di implementare strategie operative aderenti ai piani industriali, in un contesto di normale operatività, offre anche una visione prospettica della solidità della banca. Anche perché, quello che oggi appare come buono, non è detto che lo sia anche domani.
Come ho già detto in altri post, il limite di questa metodologia (che è di gran lunga la più prudente) è che nel sistema bancario italiano esistono qualche centinaio di banche e analizzare periodicamente (trimestralmente o semestralmente) i bilanci di ognuna di queste richiederebbe un enorme investimento di competenze, capitali ed energie. Praticamente impossibile.
Quindi, se posso suggerirvi un metodo, vi dico il mio modus operandi.
Poiché nel sistema bancario italiano esistono delle realtà le cui possibilità di dissesto sono assai remote, io non faccio altro che selezionare le 3 o 4 banche ritenute più solide ed affidabili (in base ai miei standard, e posso assicurarvi che sono assai severi, in modo da ridurre esponenzialmente il numero di banche da monitorare.
Una volta individuate, dunque, l'analisi periodica sarà circoscritta solamente a queste, verificando che non vengano meno i presupposti che ne hanno determinato la scelta.
Detta in parole più semplici, possiamo riassumere il ragionamento appena fatto in questo modo: siccome nel sistema bancario italiano esistono banche il cui dissesto è possibilità assai remota, una volta individuate, per quale motivo dovrei continuare a detenere i risparmi presso altre banche che non offrono queste garanzie?

giovedì 10 dicembre 2015

AVVISO

Cari lettori, Vi segnalo che oggi, dalle ore 11, sarò su Radio 24 - Il Sole 24 Ore, ospite della trasmissione Cuore e Denari (rubrica Investire Informati) condotta da Debora Rosciani e Nicoletta Carbone.
Si parlerà di Banca Marche,  di obbligazioni subordinate, di risparmi andati in fumo, di come evitare di essere colpiti dalle nuove regole sui salvataggi bancari e molto altro ancora.
Se interessati, QUI potete seguire la diretta.
Grazie

lunedì 7 dicembre 2015

QUELLO CHE LE BANCHE NON DICONO (AI RISPARMIATORI)

Parliamoci chiaramente:
come sapete mi occupo di risparmi, patrimoni e investimenti. Svolgo la mia professione da circa vent'anni e la svolgo con il massimo scrupolo possibile, impegnandomi al massimo nello studio e nell'approfondimento di una materia complessa e sempre in evoluzione. Proprio per questo, non riconoscere che a fianco a una maggioranza di professionisti estremamente qualificati, opera anche una schiera di personaggi di scarsa professionalità e, talvolta, di dubbie qualità morali, oltre ad essere un atto di disonestà intellettuale verso se stessi e verso gli altri, equivale a nascondere la testa sotto la sabbia e a minare la credibilità di chi svolge questa professione spendendo le sue migliori energie professionali e intellettuali, mettendole al servizio del risparmiatore. Come il sottoscritto, appunto. Che ritiene di appartenere a pieno titolo a quel gruppo di professionisti qualificati, che operano sempre e comunque nell'interesse del risparmiatore, osservando il massimo scrupolo possibile. Quindi, occorre dire ai risparmiatori come stanno realmente le cose e lasciare che essi stessi possano farsi un'idea ben precisa sullo stato delle cose.

venerdì 4 dicembre 2015

PERCHE' LA BCE POTREBBE AVER BISOGNO DI ALTRE MISURE DI STIMOLO?

Ieri la Banca Centrale Europea ha deluso le aspettative dei mercati, che erano sicuramente alte.
In poche ore l'euro si è apprezzato sul dollaro di oltre il 3%, i rendimenti obbligazionari sono saliti, i prezzi  sono scesi, e le borse sono scese intorno al 3%.
C'è da dire che nelle settimane precedenti, anche sulla scia delle dichiarazioni espresse da alcuni membri del board della Bce (tra cui lo stesso Draghi), erano salite  molto le aspettative per un pacchetto di stimoli più ampio e robusto.


Più che un QE2 (come atteso dai mercati), la Bce ha aggiustato il tiro alle misure già in esistenti, introducendo, tuttavia, alcuni elementi di novità.

In dettaglio la banca centrale ha assunto le seguenti decisioni:

giovedì 3 dicembre 2015

ASPETTANDO LA BCE

Tra poche ore si conosceranno le decisioni di politica monetaria adottate dalla Bce. 
Che farà Draghi? Cerco di dirvi la mia opinione, nella consapevolezza di poter essere smentito.
Probabilmente la BCE annuncerà un ampio pacchetto di misure che supererà il livello di aspettative, peraltro già alto sui mercati. Appare verosimile un taglio del tasso dei depositi tra i 10 e i 20 punti base, portandolo a -0,30% o -0,4%.
E' probabile che la BCE aumenterà le dimensioni del suo programma di acquisti mensili di 20 miliardi di euro al mese, portando il totale a 80 miliardi di euro. Il programma di acquisto potrebbe estendere anche l'universo dei titoli acquistabili, includendo i titoli regionali e le obbligazioni societarie.
In ultimo la Bce ribadirà che gli acquisti di titoli non si concluderanno nel mese di settembre 2016, ma continueranno per tutto il tempo necessario, lasciando aperta la porta ad ulteriori tagli dei tassi sui depositi, se necessario.
Mentre sto scrivendo il cambio Eur/Usd è a 1.0575,  il rendimento del decennale  tedesco è a 0.48%, spread Btp/Bund a 92 punti, con il rendimento del decennale italiano a 1.40%.