lunedì 30 novembre 2015

IL DILEMMA DI MINSKY NELLA ZONA EURO

Nell'attesa della riunione della BCE del prossimo 4 dicembre -che, con ogni probabilità, deciderà a proposito di ulteriori manovre di allentamento monetario - vi propongo la lettura che segue, tratta dal Project-Syndacate. L'autore, Daniel Gross, è  direttore del   Center for European Policy Studies di Bruxelles e ha lavorato per il Fondo Monetario Internazionale e come consulente economico della Commissione europea e per il Parlamento europeo. Nella sua analisi,  l'autore conclude affermando che la politica monetaria ulteriormente espansiva da parte della BCE  potrebbe rafforzare marginalmente la ripresa, ma farebbe aumentare gli squilibri della zona euro, che sono già rischiosi. Quindi, le conclusioni alle quali giunge l'autore sono le stesse che avete potuto leggere su questi pixel più di un anno fa QUI.

- di Daniel Gros

venerdì 27 novembre 2015

DISSESTO BANCA MARCHE: QUALI PROSPETTIVE PER I RISPARMIATORI?

Dopo l'operazione di salvataggio delle quattro banche in crisi con la quale è stato disposto l'azzeramento del valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate (ne abbiamo parlato QUI), sono stato invaso da numerose istanze da parte di molti risparmiatori che hanno visto volatilizzarsi i risparmi accumulati con i sacrifici di una vita di lavoro e forse più.

La domanda ricorrente che mi è stata posta è se esiste qualche possibilità di recuperare i risparmi andati in fumo, in tutto o in parte.

In tutta onesta, credo che sia impossibile rispondere a questa domanda poiché, ad una prima analisi, il quadro normativo entro il quale si esprime la procedura di salvataggio posto in essere dal Governo e da Bankitalia è assai complesso ed articolato, anche se non privo di molti elementi che suscitano altrettante perplessità.

Tuttavia, è ovvio che ogni tentativo di recupero debba necessariamente passare per un'azione legale (individuale o collettiva), nella consapevolezza che la vertenza legale, proprio per la complessità del quadro normativo, potrebbe toccare le diverse discipline del diritto quali, a titolo non esaustivo, il diritto bancario, il diritto a cui sono sottoposti gli intermediari nel collocamento di strumenti finanziari, fino ad arrivare al diritto entro il quale si esprime l'operazione posta in essere dal Governo nel quadro regolamentare disciplinato dalla nuove normative sulla risoluzione delle crisi bancarie.

Ciò  presuppone l'ausilio di studi legali estremamente qualificati nei vari campi del diritto.

E' ovvio che i risparmiatori che hanno subito il danno derivante dalla perdita dei risparmi DEVONO EVITARE di subire anche la beffa derivante  dai costi legali riconducibili a vertenze poco praticabili o, già in origine,  prive di risultati.

Proprio per questo, al fine di valutare la fattibilità di azioni legali  per conto di alcuni importanti risparmiatori, il sottoscritto è coinvolto in prima persona con  primario studio legale a livello nazionale e internazionale e di comprovata capacità nelle discipline coinvolte nel caso in specie. Lo studio legale sta già impegnando diverse risorse (avvocati)  nello studio e nell'approfondimento del caso in questione al fine di valutare la fattibilità di un'azione legale.

Inoltre, vi segnalo che, nell'ambito dell'attività divulgativa che svolgo in questo blog, si sta pensando di organizzare, entro le prossime settimane,  un convegno nelle Marche (Ancona o Civitanova Marche), per discutere, tra le altre cose,  anche del caso riguardante Banca Marche e delle prospettive per i risparmiatori.

Chi volesse avere ulteriori informazioni su quanto sopra riportato, può scrivere a:

paolocardena@gmail.com indicando nome, cognome e numero telefonico.

Grazie

giovedì 26 novembre 2015

QUALCHE DUBBIO SUI RECENTI SALVATAGGI BANCARI

In riferimento ai "salvataggio" bancari di questi giorni, è opportuno  richiamare la vostra attenzione su una questione che pochi commentatori hanno osservato.
Come è noto, i crediti inesigibili delle  quattro banche in questione sono stati trasferiti alla bad Bank al 17,6% del valore nominale.
Come abbiamo già detto QUI, varrebbe la pena sottolineare che nel sistema bancario italiano i crediti in sofferenza sono iscritti nei bilanci delle rispettive banche, mediamente, al 35/40% del valore nominale, dopo le rettifiche.
A cosa è dovuta la differenza di valutazione così ampia, rispetto alla valutazione dei crediti della banche oggetto del "salvataggio"?
È stata fatta una valutazione troppo prudenziale dei crediti inesigibili delle quattro banche? 
Le altre banche godono di garanzie più robuste rispetto alle quattro banche in questione?
Oppure è stato sopravvalutato il valore di realizzo delle sofferenze bancarie del sistema?
Non so darvi una risposta, ma porsi questi interrogativi potrebbe risultare assai utile nella gestione dei propri risparmi.


Nel frattempo, come riporta Il Sole 24 Ore, l'Eba, che  l'autorità indipendente dell'Unione europea (UE), che opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo, in un recente rapporto ha manifestato qualche preoccupazione per i crediti in sofferenza, soprattutto delle banche italiane

Le banche europee consolidano i requisiti patrimoniali, ma i crediti in sofferenza restano motivo di preoccupzione soprattutto per l'Italia. Per essere più corretti, a far arricciare il naso all’Autorità bancaria europea (Eba) è il livello dei non performing loans (npl), i cosiddetti prestiti non performanti che al giugno del 2015 erano comunque in calo, nella media europea, dello 0,5% rispetto a fine 2014.

martedì 24 novembre 2015

LO SCHEMA DI INTERVENTO UTILIZZATO PER IL SALVATAGGIO DI BANCA MARCHE &CO

Nell'ambito del salvataggio delle 4  banche in dissesto (Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti), nei minuti immediatamente successivi al Decreto Legge del Governo, Bankitalia ha fornito una nota con le informazioni sulla soluzione della crisi delle banche in questione.  La nota fornita di Bankitalia (in gran parte riproposta in seguito) è chiara e scopo di questo lavoro è quello di renderla ancor più comprensibile, aggiungendo qualche considerazione finale.

Partiamo col dire che, come sapete, le perdite accumulate nel tempo da queste banche, valutate con criteri  prudenti, sono state assorbite in prima battuta dagli strumenti di investimento più rischiosi: le azioni e le "obbligazioni subordinate", queste ultime per loro natura anch’esse esposte al rischio d'impresa, spiega Bankitalia. Il ricorso alle azioni e alle obbligazioni subordinate per coprire le perdite è espressamente richiesto come precondizione per la soluzione ordinata delle crisi bancarie dalle norme europee (“Direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie” - BRRD), recepite nell’ordinamento italiano dallo scorso 16 novembre con il Decreto Legislativo 180/2015. Tale normativa ha assegnato alla Banca d’Italia la funzione di autorità di risoluzione delle crisi nel settore bancario.

La soluzione adottata è compatibile è compatibile con le norme europee sugli "aiuti di Stati" e si articola come segue:

domenica 22 novembre 2015

SPECIALE BANCA MARCHE: "UN DISASTRO DI PROPORZIONI BIBLICHE"

Cronache Maceratesi è il sito che, attraverso il bravissimo Marco Ricci, meglio di ogni altro ha seguito e raccontato egregiamente tutta la vicenda di Banca Marche. Poco fa, al termine del Consiglio dei Ministri che ha deciso il "salvataggio" della banca marchigiana, il giornale on line ha dedicato uno speciale a Banca Marche e, senza mezzi termini, parla di "disastro di proporzioni bibliche" per il territorio marchigiano.
Secondo quanto diffuso nella nota di Bankitalia, è stato azzerato anche il valore delle obbligazioni subordinate, oltre a quello delle azioni.
Si tratta di risparmi di decine di migliaia di famiglie, spesso costruiti con i sacrifici sopportati da intere generazioni, e con il duro lavoro di una popolazione (quella marchigiana) estremamente operosa, dalle semplici tradizioni, che conosce il sacrificio e lo spirito di abnegazione. Sono marchigiano anche io e conosco bene questa comunità. Che spesso difetta proprio nel riporre troppa fiducia nella provvidenza, ricordando così i Malavoglia di Verga, per l'incondizionata speranza che, presto o tardi, qualcuno possa arrivare a salvarli. Questa volta, per gli azionisti e gli obbligazionisti, non è andata cosi. Sono molto dispiaciuto per loro, ma questo genere di rischio è quello che resta più facile da evitare. Si chiama rischio specifico, e può essere più o meno arginato del tutto.

- di Marco Ricci

OK DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI AL PIANO DI SALVATAGGIO DELLE BANCHE INDISSESTO

Intanto, a proposito del salvataggio delle 4 banche in dissesto, vi riporto quanto scrive  Il Sole 24 Ore, alla luce delle decisioni assunte dal Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio.
Nei prossimi giorni, appena si conosceranno ulteriori dettagli di tutta l'operazione, se sarà il caso, torneremo sul tema.
 Come avevamo già detto, nel salvataggio vengono coinvolti anche gli obbligazionisti subordinati (cosa scontata).

Da Il Sole 24 Ore
Via libera al salvataggio delle quattro banche italiane “malate”. Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti saranno messe in sicurezza grazie a uno sforzo ripartito tra l'intero sistema bancario, azionisti e titolari delle obbligazioni subordinate. Il decreto legge approvato questa sera dal Consiglio dei ministri «non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione». Il decreto entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, prevista per domani 23 novembre 2015. Le nuove entità ripulite dai crediti deteriorati si chiamano «Nuova Cariferrara», «Nuova Banca Etruria», «Nuova Banca Marche» e «Nuova Carichieti».
Evitato anche il rischio del bail in, il nuovo schema europeo che in caso di crisi bancaria coinvolge anche azionisti, obbligazionisti e se necessario correntisti oltre i 100mila euro, una scelta che lascia quindi indenni i conti correnti e le obbligazioni ordinarie dei clienti: domani mattina, le quattro banche riapriranno regolarmente, per clienti e dipendenti nulla cambierà, ma - formalmente - si tratterà di quattro banche nuove (Nuova Banca Marche, Nuova Carife,...), interamente possedute dal Fondo di risoluzione.
La Commissione europea, dopo essersi opposta a tutte le diverse soluzioni prospettate negli ultimi giorni, stamattina ha invece avallato l'ultima versione del piano, che non senza una certa dose di paradosso vedrà uno schema nella sostanza molto simile a quelli bocciati, gli stessi soggetti conferitori ma un esborso decisamente più elevato.
L'operazione 
Con il decreto approvato stasera da un Consiglio dei ministri convocato ad hoc, le banche italiane “sane” metteranno sul piatto 3,6 miliardi di euro per il salvataggio. Una cifra che - come anticipato dal Sole 24 Ore - sarà anticipata al Fondo di Risoluzione (lo strumento che operativamente realizzerà il salvataggio) da due linee di credito interamente messe a disposizione da Intesa Sanpaolo, UniCredit e Ubi a tassi di mercato e con scadenza massima di 18 mesi: la prima verrà rimborsata quando le banche ponte e i crediti deteriorati troveranno il modo di essere valorizzati sul mercato. La linea a breve, invece, sarà già ripianata entro fine anno grazie al contributo delle 208 banche del sistema non-Bcc che anticiperanno non solo i 500 milioni di contributi per il fondo di risoluzione previsti per il 2015, ma anche tre annualità straordinarie, per un totale di 2 miliardi. In questo caso si tratta di oneri chedovranno essere computati nei bilanci 2015 (anche se il Cdm ha previsto una revisione della disciplina fiscale con la possibilità di un pagamento differito delle imposte).

Banche buone e bad bank 
Nel dettaglio, il piano approntato dal Governo e da Banca d'Italia prevede che per ciascuna delle quattro banche la parte “buona” venga separata da quella “cattiva” del bilancio.
Alla parte buona (“banca buona” o “banca-ponte” o bridge bank) sono state conferite tutte le attività diverse dai prestiti “in sofferenza”, cioè quelli di più dubbio realizzo; a fronte di tali attività vi sono i depositi, i conti correnti e le obbligazioni ordinarie. Il capitale è stato ricostituito a circa il 9 per cento del totale dell'attivo (ponderato per il rischio) dal “Fondo di Risoluzione”, che è amministrato dall'Unità di Risoluzione della Banca d'Italia ed è guidato da Stefano De Polis. La banca buona viene provvisoriamente gestita, sotto la supervisione dell'Unità di Risoluzione della Banca d'Italia, da amministratori da questa appositamente designati. Presidente unico delle quattro banche sarà Roberto Nicastro, ex Direttore Generale di Unicredit. Agli amministratori “il preciso impegno di vendere la banca buona in tempi brevi al miglior offerente, con procedure trasparenti e di mercato, e quindi retrocedere al Fondo di Risoluzione i ricavi della vendita”, come si legge in una nota diffusa da Banca D'Italia in serata. 
Verrà inoltre creata una “banca cattiva” (bad bank), priva di licenza bancaria nonostante il nome, in cui sono stati concentrati i prestiti in sofferenza delle quattro banche che sono stati svalutati a 1,5 miliardi dall'originario valore di 8,5 miliardi, e che saranno venduti a specialisti nel recupero crediti o gestiti direttamente per recuperarli al meglio. 

venerdì 20 novembre 2015

QUELLI CHE IL DEBITO PUBBLICO SCENDERA' IL PROSSIMO ANNO

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI

Come sapete il debito pubblico italiano, negli ultimi anni, ha conosciuto una crescita esponenziale, soprattutto per via della mancata crescita economica, in quanto la dimensione del debito pubblico viene espressa in rapporto al Prodotto Interno Lordo (Pil). Tant'è che il debito è passato dal 99% del 2007 al 133% del 2015 (secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale).

In questi anni di crisi, tutti i governi che si sono succeduti alla guida del Paese, hanno posto come obiettivo primario la riduzione del debito pubblico. La riduzione del debito pubblico, insomma, nelle varie previsioni governative, è diventata un po' come il tiro al piccione. Peccato che il piccione non sia stato preso,  e il debito pubblico è cresciuto, anziché diminuire.

Tanto per farvi rendere conto dei clamorosi errori commessi nei vari DEF (Documento di Economia e Finanza) varati dai vari Governi, ho aggiornato un grafico che avevo già pubblicato molto tempo fa.


Il Quadro che ne emerge è il seguente:


Come potete osservare la linea blu rappresenta la traiettoria del debito pubblico, dal 2000 al 2015.

Il picco minimo è stato toccato nel 2007; mentre, nel 2015, secondo le previsioni del FMI, toccheremo il picco massimo del periodo, con il rapporto debito/Pil che dovrebbe attestarsi al 133%.

INVESTORS': LA FINANZA PER UN FUTURO CONSAPEVOLE

Cari lettori, è con immenso piacere  che vi annuncio la nascita  di INVESTORS': un prestigioso magazine bimestrale che ospita numerose analisi economiche e finanziare di un gruppo di professionisti di elevato valore che, insieme, hanno deciso  di dar  vita a questa nuova iniziativa editoriale dedicata sia ai risparmiatori che ai professionisti del settore.

Per il sottoscritto, far parte di questa squadra, oltre ad essere  motivo di orgoglio e di prestigio,  è anche motivo di arricchimento professionale, che si concretizza proprio nel confronto diretto e costante con altri professionisti che, grazie alle rispettive esperienze maturate nelle discipline dell'economia e della  finanza, fondono i rispettivi saperi mettendoli al servizio dei lettori e dei risparmiatori.

Colgo l'occasione per ringraziare i colleghi, l'editore e soprattutto l'amico  Gabrele Turissini, che della rivista ne è il direttore, ed è colui che ha e voluto che io fossi della  squadra, dando così spazio alle mie analisi. 
Un grazie speciale anche (e soprattutto) a tutti i lettori di questo blog, che in questi anni sono stati elemento di grande stimolo professionale e costante  miglioramento.
Il numero ZERO della rivista si compone di 96 pagine e la mia analisi potete trovarla a pagina 42 e seguenti.

Per chi fosse interessato a sottoscrivere l'abbonamento (sottoscrivibile QUI), segnalo che  fino al prossimo 31/12/2015 è offerto a prezzo scontato.


giovedì 19 novembre 2015

OPS...PARE CHE LA UE SIA INTENZIONATA A DIRE NO ALLA BAD BANK A PREZZI DI MERCATO CON I SOLDI PUBBLICI

Sapete quella storiella (che non è una storiella) secondo la quale le banche italiane sono appesantite (solo per usare un eufemismo) da 200 miliardi di euro di sofferenze, che diventano  350 miliardi se si considerano anche altri crediti "problematici".

Pare che a Bruxelles non vada proprio giù la garanzia statale sui crediti ceduti alla bad bank  (ne abbiamo parlato QUI) in quanto in contrasto con la disciplina degli "aiuti di Stato" e quindi non compatibili con i trattati. E pare che Padoan si sia attivato per cercare una soluzione di marcato, per far acquistare i crediti deteriorati ai soggetti privati. Magnifico, si direbbe.
C'è un problema, però.
E il problema riguarda  prezzo al quale dovrebbero essere ceduti i crediti ai fondi privati, o meglio il prezzo al quale questi comprerebbero i crediti. Che non è affatto detto che sia quello iscritto nei bilanci delle banche, almeno credo. Quindi, ammesso che i fondi comprino a prezzo di mercato, ci sarebbe da capire se l'iscrizione di questi crediti in bilancio sia avvenuta a prezzi adeguati, in modo da incrociare l'offerta dei fondi senza far emergere ulteriori perdite in seno alle banche. Che dilemmi sciocchi….

BANCHE E SALVATAGGI BANCARI

Quella che segue è un'intervista radiofonica di oggi, andata in onda su Radio Cusano Campus. Si parla di banche, salvataggi bancari e bail-in, che entrerà in vigore il primo gennaio prossimo.
Insomma, tutte cose che si sono già lette su questi pixel, come qui, qui e altrove.

mercoledì 18 novembre 2015

BANCA CARIGE SOSPENDE IL PAGAMENTO DELLA CEDOLA SUI BOND PERPETUI

No che sia molto rilevate (data la situazione in cui versano molte banche), ma vi segnalo ugualmente che Banca CARIGE  ha comunicato che  non pagherà interessi sui bond  PERPETUAL SUBORDINATED FIXED/FLOATING RATE NOTES" (ISIN XS0400411681 ), e che pertanto  il diritto dei portatori dei Titoli a ricevere tali importi sarà  interamente ed irrevocabilmente cancellato e rinunciato

Questo è il comunicato diffuso dalla banca.

Vi invito inoltre a leggere:
COME SCEGLIERE UNA BANCA DAVVERO SICURA

QUANTO SONO PROTETTI I DEPOSITI BANCARI

Per info, contatti e consulenze, scrivere a:  paolocardena@gmail.com




martedì 17 novembre 2015

LA "RIPRESA" STAGNANTE DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE.

Il grafico che vedete in seguito rappresenta l'andamento destagionalizzato dell'indice della produzione industriale, posto come base 100 nel gennaio 2008. Si osserva che nel punto minimo registrato nel 2009, la produzione industriale aveva perso il 25%, per poi recuperare nel 2010 e 2011, e scendere nuovamente nel 2012 e nei primi mesi del 2013. Come potete notare, a partire dagli ultimi  due anni la produzione industriale non sta vivendo una vera e propria ripresa, ma una stagnazione, con l'indice che oscilla tra 75.5 e 77.


Prendendo gli ultimi dati sulla produzione industriale pubblicati dall'Istat (li trovate qui), possiamo osservare il grafico che segue, dal quale emerge il rilevante  contributo apportato dalla fabbricazione di mezzi di trasporto, per via della ripresa dell'attività di FCA (Fiat Chysler Automobilies)

BORSE IN NETTO RIALZO, NONOSTANTE LE BOMBE

Le borse europee partono in deciso rialzo dopo che ieri hanno tenuto alle tensioni legate agli attentati di Parigi di venerdì notte, finendo la seduta leggermente positivi. A dar man forte ai mercati anche la notizia che la Grecia ha raggiunto un accordo con i creditori sulle riforme finanziarie, sgomberando il campo dal principale ostacolo a un nuovo bailout. Atene quest'anno ha firmato un nuovo programma di aiuti del valore di 86 miliardi di euro, ma il pagamento di una parte della prima tranche non ha avuto luogo per via di disaccordi sui pignoramenti arretrati. Tra gli appuntamenti chiave della mattinata l'indice Zew sul morale degli investitori tedeschi a novembre. Le previsioni degli economisti indicano un miglioramento della voce principale, l'economic sentiment, a 6 rispetto al 1,9 del mese scorso, decisamente sotto le attese per l'impatto del caso Volkswagen. Qualche altro spunto interessante potrebbe giungere dai dati americani in agenda nel pomeriggio. In particolare, per i prezzi al consumo di ottobre l'attesa è di 0,2% su mese e di 0,1% su anno, dopo le letture di settembre rispettivamente di -0,2% e nulla. Strettamente monitorata anche la produzione industriale a ottobre (attesa 0,1% mese su mese dopo il -0,2% di settembre).
In attesa in giornata del via libera alla legge di stabilità in Commissione Bilancio del Senato e del giudizio della Commissione europea sulla stessa legge, giunta a Bruxelles a metà ottobre, ripartono rispettivamente da 105 punti base e dall'1,56% lo spread Btp/Bund e il rendimento del decennale dopo una seduta che non ha mostrato particolari contraccolpi legati agli attacchi a Parigi, nonostante il vicepresidente della Bce Constancio ieri abbia messo in guardia dagli impatti che gli attentati potrebbero avere sulla fiducia degli investitori. Mentre l'euro continua a risentire della attese di ulteriori stimoli da parte della Bce. Al momento la moneta unica vale 1,0653 dollari da 1,0684 della precedente chiusura. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib sale dell'1,03% a 22.034 punti. (Fonte Milano Finanza)


L'accordo dei Creditori con la Grecia - Accordo raggiunto nella notte tra la Grecia e i creditori internazionali sul piano delle riforme finanziarie necessario alla concessione della prossima tranche di aiuti. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze.
Il terzo programma di bailout da 86 miliardi di euro siglato ormai prima dell'estate non aveva finora comportato l'erogazione di fondi a causa di dissensi in materia di pignoramenti immobiliari e gestione degli arretrati fiscali allo Stato.
"Abbiamo trovato un accordo su tutti i punti principali... su tutto quello che ci hanno chiesto" dice alla stampa Euclid Tsakalotos al termine di un incontro con i rappresentanti dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale.
Il responsabile alle Finanze spiega che tocca adesso al parlamento ratificare l'accordo che trasforma le misure in legge prima del via libera da parte del cosiddetto 'Euro Working Group', i viceministri finanziari della zona euro previsto venerdì.

Il disco verde dei creditori internazionali sbloccherebbe una prima tranche degli aiuti da due miliardi di euro, spiega Tsakalotos, oltre a circa 10 miliardi per la ricapitalizzazione delle prime quattro banche elleniche. (Reuters)

lunedì 16 novembre 2015

PARIGI, LA PAURA, IL TERRORE E LA RIVINCITA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI
Se avete notato, negli ultimi giorni mi sono astenuto del tutto dal commentare gli attentati di Parigi, che chiaramente hanno addolorato e sconvolto anche me. Mi sono semplicemente limitato a riportate, sui miei canali sociali (Facebook e Twitter), qualche notizia proveniente dalle varie agenzie di stampa, lasciando il commento a chi è più esperto di me in materia di terrorismo di matrice islamica. Anche perché non vedo quale vantaggio avreste potuto avere da un mio commento al riguardo, con tanti esperti che sembrano aver capito molto più di quanto abbia capito io.
Tuttavia una cosa l'ho capita, ed è abbastanza immediata: la logica del terrorismo, in qualsiasi latitudine esso si manifesti, è anche quella di spettacolizzare gli eventi criminali, il dolore e la disperazione connessi a fenomeni terroristici: é stato così a New York, a Madrid, Londra, e in ogni altra parte abbia colpito. Ed è e sarà  così anche a Parigi.
Questo, nell'era di internet, della comunicazione rapida e di massa, e dei social network, è ancor più amplificato per via del fatto che la rete è a disposizione di tutti. Di conseguenza, tutti gli individui hanno accesso alle informazioni più o meno qualificate, più o meno in tempo reale. Ognuno di noi dovrebbe avere la capacità di selezionare le informazioni e le analisi ritenute più utili e attendibili e trarne le relative conclusioni.
Quindi, poiché ritengo sia di fondamentale importanza non cadere nella logica del terrorismo -che è quella, appunto, di diffondere paura e terrore, ridimensionando le nostre vite e le nostre rispettive attività- in questi pixel, fin da questo momento, si continuerà a parlare degli stessi temi dei quali parliamo ritualmente.


Non è cinismo. Ma, a parer di chi scrive, è semplicemente il miglior modo di reagire al terrore e contrastare la logica del terrorismo, che è quella di comprimere le libertà, le aspirazione degli individui e diffondere odio, paura e terrore. Il cordoglio per le vittime é unanime. Il dolore é assoluto. Come lo è anche la condanna per i gravissimi attentati di Parigi.



Fatta questa doverosa premessa, ritengo che possa essere utile riportarvi un breve stralcio della newsletter (gratuita) inviata stamattina agli iscritti del blog, nella quale si cerca di fare il punto della situazione alla luce degli eventi di Parigi:

venerdì 13 novembre 2015

LA BOLLA CINESE SPIEGATA A MI' NONNA (RELOAD)

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI
Qualche mese, nel mezzo del crollo della borsa di Shanghai, scrissi un articolo nel quale, utilizzando delle metafore, cercavo di spiegare uno dei motivi dello scoppio della bolla cinese, precedentemente alimentata dalle operazioni di margin debt. L'articolo lo trovate QUI: LA BOLLA CINESE SPIEGATA A MI' NONNA (leggetelo: è molto simpatico)

Il margin debt  indica l'ammontare di denaro che viene preso in prestito dai vari operatori di mercato per acquistare attività finanziarie (in particolare titoli azionari). A garanzia del prestito ottenuto (in gergo tecnico si parla di collaterale) gli investitori depositano (presso la banca o il broker che hanno concesso il prestito) le attività finanziarie acquistate proprio con il denaro preso in prestito.
In Cina, è consentito prendere in prestito fino a due volte il valore a disposizione. In pratica, se si possiede un titolo del valore di un milione di dollari (in yuan), ci si può  indebitare fino a due volte il valore del titolo posto a garanzia. Il denaro preso in prestito viene  così nuovamente investito  sul mercato azionario facendo alzare i prezzi dei titoli: la cosìddetta leva finanziaria.
Il grafico che segue  è sufficientemente esplicativo per ben comprendere la dimensione del fenomeno.

ITALIA, STIMA PRELIMINARE DEL PIL DEL TERZO TRIMESTRE A +0,2%

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI
Nel terzo trimestre del 2015 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti del terzo trimestre del 2014.
Il terzo trimestre del 2015 ha avuto quattro giornate lavorative in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al terzo trimestre del 2014.
La variazione congiunturale è la sintesi di un incremento del valore aggiunto in tutti i principali comparti (agricoltura, industria e servizi). Dal lato della domanda, vi è un contributo positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e uno negativo della componente estera netta.
Nello stesso periodo il PIL è aumentato in termini congiunturali dello 0,4% negli Stati Uniti e dello 0,5% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2% negli Stati Uniti e dello 2,3% nel Regno Unito.
La variazione acquisita per il 2015 è pari a +0,6%. (fonte: Istat)


Sono  giunti anche i dati sul Pil di Germania, Francia, Portogallo ed Eurozona

Germania:

mercoledì 11 novembre 2015

VERSO IL SALVATAGGIO DI BANCA MARCHE?

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI
Cronache Maceratesi, che attraverso Marco Ricci ha raccontato egregiamente le vicende di Banca Marche, riporta la notizia secondo la quale sarebbe stata trovata una soluzione per il salvataggio della banca marchigiana. La soluzione prevederebbe il coinvolgimento diretto e volontario  di altre banche nel salvataggio di Banca Marche, e quindi consentirebbe di superare i dubbi della Commissione Eurpea sugli aiuti di stato: dubbi determinati dall'ingresso  del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) nel capitale della banca (piano A). 
Chiaramente non siamo  in grado di dire quanto sia concreta questa ipotesi (Banca Marche, poiché commissariata, non pubblica i bilanci), ma possiamo fare comunque qualche considerazione:

Indubbiamente l'operazione, seppur onerosa per le banche che aderiranno al salvataggio, andrebbe a vantaggio di tutto il sistema bancario italiano, che eviterebbe gli effetti che potrebbero determinarsi qualora non fosse trovata una soluzione. A tal proposito, pochi giorni fa, il Presidente del FITD, aveva parlato di "rischio corsa agli sportelli" qualora  non si fosse giunti ad una sollecita definizione della vicenda, salvo poi rettificare le dichiarazioni qualche ora dopo (ne abbiamo parlato qui).

E' quindi verosimile attendersi  che un intervento di questo genere eviterebbe il coinvolgimento dei depositanti (superiori ai 100 mila euro) nel salvataggio della banca, e quindi verrebbe evitato un precedente assai pericoloso che, contrariamente, potrebbe avere effetti destabilizzanti anche su altre banche  che versano in condizioni di fragilità.

Ho qualche serio dubbio sulla possibilità che non vengano coinvolti gli obbligazionisti subordinati, i cui titoli verrebbero convertiti (in tutto o in parte) in azioni. I Corsi  delle obbligazioni sembrerebbero prezzare (in larga parte) questa possibilità.
Nei prossimi giorni, quando avremo ulteriori elementi, ne riparleremo.

Per ora vi lascio all'articolo di Marco Ricci

Da Cronache Maceratesi:
"La soluzione è stata trovata e verrà comunicata entro breve”. Con queste parole – pronunciate durante due incontri che si sono tenuti oggi con i direttori di fiale prima e con i dirigenti poi – Giuseppe Feliziani, uno dei tre commissari alla guida di Banca Marche – ha comunicato come il piano di salvataggio per la messa in sicurezza della banca sia stato individuato. Considerato il riserbo in cui in questi messi si sono chiusi i commissari c’è quindi da ritenere che la Banca d’Italia e il Fondo Interbancario abbiano individuato la soluzione da percorre, dopo i dubbi sorti negli ultimi giorni a proposito di un possibile contrasto con la Commissione Europea che considererebbe l’intervento del Fondo Interbancario (Fitd) come aiuto di Stato. L’impasse si sarebbe sciolto ieri, dopo una riunione in Banca d’Italia dove erano presenti, tra gli altri, i commissari di Banca Marche e Carife. E’ stata probabilmente questa l’occasione in cui i commissari sono stati informati della decisione presa che a questo punto, si reputa quella finale e in grado di riportare la banca alla piena operatività.
La soluzione davvero probabile, secondo fonti molto vicine al dossier, sarebbe quello che avevamo definito come piano B, ovvero un intervento volontario delle altre banche italiane, così da evitare ogni possibile equivoco con la Commissione Europea. Non è ancora chiaro al momento se il contributo volontario dei principali istituti di credito avverrà attraverso uno specifico comparto del Fondo Interbancario creato ad hoc oppure attraverso la creazione di una bridge bank, cioè di una “banca ponte”, dove far confluire le attività migliori dell’istituto. Non si esclude che – per agevolare l’intervento a questo punto totalmente privato – venga messa in atto una qualche forma di burder sharing, ovvero coinvolgendo nell’operazione le azioni e le obbligazioni subordinate che potrebbero essere convertite – non si sa in quale percentuale – in patrimonio. Questo, ovviamente, per limitare l’esborso delle altre banche le quali – oltre ad intervenire in Banca Marche così come negli altri istituti in crisi – dovranno dal 2016 contribuire obbligatoriamente anche ai versamenti al Fondo unico di risoluzione. A questo punto non ci sarebbe alcun rischio per i depositanti di Banca Marche, qualunque sia l’entità dei loro depositi.
Sarebbe anche allo studio la possibilità che i crediti deteriorati di Banca Marche possano essere dirottati verso una bad bank – o una qualsiasi altra forma di veicolo – in grado di alleggerire l’istituto dai prestiti peggiori, così da permetterne il recupero in tempi più lunghi e alleggerire le necessità patrimoniali.
 Venendo ai tempi, si immagina che possano essere molto brevi, partendo dall’approvazione da parte del Governo – attesa a giorni – dei decreti attuativi della Brrd, la direttiva europea che disciplina la gestione e la risoluzione delle crisi bancarie. Non si può  escludere – sebbene non ve ne sia ancora conferma – che qualora la Banca d’Italia aprisse una vera e propria procedura di risoluzione – qual’è ad esempio l’ipotesi bridge bank – che i commissari possano direttamente procedere all’aumento di capitale senza dover convocare un’assemblea dei soci, questo accelerando notevolmente i tempi del salvataggio. Qualora si apra infatti una procedura di risoluzione, i commissari speciali indicati da Banca d’Italia avrebbero non solo i poteri degli amministratori ma anche quelli dei soci. Obiettivo molto chiaro comunque, chiudere al più presto i dossier e riportare la banca all’operatività.

 ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI

SI FA IN CINA LA POLITICA MONETARIA DEGLI STATI UNITI?

Un interessante articolo del Professor Barry Eichengreen dell'Università della California, pubblicato su Project Syndacate, spiega  come la Cina stia incidendo sulle  decisioni di politica monetaria  della Federal Reserve. In particolare l'articolo evidenzia come la Cina, vendendo mensilmente 60 miliardi di dollari di riserve, abbia di fatto iniettato sul mercato l'aumento di 25 punti base dei tassi, che equivale all'aumento  che la Fed potrebbe accingersi a decidere.

lunedì 9 novembre 2015

QUELLO CHE IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE NON DICE

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI
In genere, quando si parla di mercato del lavoro, i media e anche i  politici tendono a riassumere le dinamiche dell'occupazione o della disoccupazione dando molto risalto al tasso di disoccupazione.
In realtà, quando si parla di tasso di disoccupazione, essendo dato dal rapporto percentuale tra chi cerca lavoro e la forza lavoro complessiva, tende a nascondere altri fenomeni, come ad esempio il numero degli inattivi, in quanto trattasi di persone che non vengono considerate nella forza lavoro.
Quindi, può capitare che il tasso di disoccupazione diminuisca (fenomeno apparentemente virtuoso) nonostante  diminuiscano il numero degli occupati. Ciò accade quando i disoccupati rinunciano a cercare lavoro.
Un esempio concreto lo abbiamo avuto proprio nel mese di settembre e del caso ce ne siamo occupati in questo post. Allo stesso modo, il tasso tasso di disoccupazione non coglie il numero degli occupati con contratti part-time  e altri fenomeni di disoccupazione (ce ne siamo occupati QUI).
Quindi, ribadiamo, il tasso di disoccupazione è un indicatore sintetico che non fornisce una rappresentazione esaustiva delle dinamiche del marcato del lavoro.
Altro elemento che il tasso di disoccupazione non coglie riguarda la dinamica degli occupati italiani e stranieri.
Il grafico in appresso ne evidenzia il fenomeno.

sabato 7 novembre 2015

QUANDO L'ECONOMIA CINESE SUPERERA' QUELLA DEGLI USA?

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI
Forse non tutti sanno che  appena una decina di anni fa il prodotto interno lordo della Cina valeva circa 2500 miliardi di dollari. Oggi vale circa 11000 miliardi, cioè quasi 5 volte tanto. Andando per logica, benché in rallentamento, l'economia cinese oggi contribuisce alla crescita globale  in maniera molto più ampia rispetto ad allora.
Il grafico che segue, tratto da Bloomberg, cerca di stimare quando l'economia cinese potrà superare quella degli Usa, che oggi vale circa 17000 miliardi di dollari.
Il grafico, ipotizza una crescita costante degli Usa al 2% annuo; mentre per quanto riguarda la Cina simula tre diverse ipotesi. Al netto dei molti dubbi sull'attendibilità dei numeri della Cina, in  ciascuna di queste ipotesi viene individuato l'anno in cui l'economia della Cina sarà più grande di quella made in Usa.
L'ipotesi più favorevole per la Cina stima che questo avverrà nel 2030. 

venerdì 6 novembre 2015

USA: I DATI SUL LAVORO SPINGONO IL DOLLARO... E LA FED VERSO L'AUMENTO DEI TASSI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI

Pubblicati poco fa i dati sul mercato del lavoro negli USA, che sono risultati migliori delle attese degli analisti. La forza dell'occupazione Usa rende più concreta la prospettiva di un rialzo del costo del denaro nel prossimo meeting della Fed, nel mese di dicembre. 


 Il saldo delle buste paga nei settori non agricoli statunitensi (non-farm payrolls) è risultato positivo per 271 mila unità, un dato che si raffronta con le 142 mila unità di settembre. Oltre le indicazioni del mercato che stimava +185 mila unità.
Il tasso di disoccupazione si è, invece, attestato al 5% a ottobre (per la prima volta da metà ottobre) rispetto al 5,1% della passata rilevazione. Il tasso di partecipazione al lavoro è rimasto invariato al 62,4 per cento.
Segnali migliori delle attese sono arrivate anche dal salario medio orario: il dato è risultato in crescita del 2,5% contro il +2,2% del mese precedente, battendo anche il +2,3% pronosticato dagli esperti. Si tornano così a vedere i livelli di crescita del 2009. (fonte).
Sul fronte europeo, stamattina sono giunti pessimi segnali dall'industria tedesca che hanno rafforzato l'ipotesi di un ulteriore allentamento monetario da parte della BCE
Si conferma un momento negativo per la Germania. Dopo gli ultimi dati macroeconomici deludenti questa mattina è toccato alla produzione industriale che a settembre ha segnato una contrazione mensile pari all'1,1%, dal -0,6% di agosto e contro il +0,5% atteso dagli analisti. Male anche la lettura annua che scende ad uno striminzito +0,2% contro il +2,7% precedente. Il consensus degli analisti in questo caso era pari al +1,3% (fonte)

Mentre sto scrivendo il dollaro è scambiato 1.0744 contro euro, mentre l'oro è in discesa (il motivo lo abbiamo spiegato QUI)

L'irrobustirsi delle prospettive per un aumento dei tassi da parte della FED, favorisce la correzione dei mercati obbligazionari, con rendimenti in aumento sia negli Usa che i Europa.

Al fine di far ben comprendere le dinamiche del mercato del lavoro negli Usa, vi segnalo la serie di grafici che segue.

Special Thanks to Floating Path

LA CORTE COSTITUZIONALE RIABILITA LA LIRA



ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI

La prescrizione anticipata della lira decisa dal governo Monti è illegittima. Lo ha deciso la Corte Costituzionale che ha bocciato le norme con cui nel 2011, in deroga alla legge del 2002, si stabilì con decorrenza immediata la prescrizione anticipata delle lire ancora in circolazione a favore delle casse dello Stato per ridurre il debito pubblico.
Un tesoretto da 1,3 miliardi 
Con le norme del Governo Monti circa 300 milioni di banconote non furono più convertite in quanto venne meno la possibilità, fino a quel momento garantita, di poter convertire banconote e monete fino al 28 febbraio 2012. L’Erario portò a casa un tesoretto di circa 2.500 miliardi del vecchio conio, pari a un miliardo e 300 milioni di euro.
La prescrizione anticipata era stata decisa dal governo Monti 
Nel 2002, infatti, la legge n. 289 aveva stabilito che fino al 28 febbraio 2012 chi avesse ancora posseduto lire avrebbe potuto ottenere dalla Banca d'Italia la conversione in euro. Ma il 6 dicembre 2011 il Governo Monti, con l'articolo 26 del decreto legge n. 201, in deroga alla legge del 2002, stabilì che «le lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell'Erario con decorrenza immediata» e che «il relativo controvalore è versato all'entrata del bilancio dello Stato per essere assegnato al fondo per l'ammortamento dei titoli di stato». L’articolo 26, «Prescrizione anticipata delle lire in circolazione», recita così: «1. In deroga alle disposizioni di cui all'articolo 3, commi 1 ed 1 bis, della legge 7 aprile 1997, n. 96, e all'articolo 52-ter, commi 1 ed 1 bis, del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213, le
banconote, i biglietti e le monete in lire ancora in circolazione si prescrivono a favore dell'Erario con decorrenza immediata ed il relativo controvalore è versato all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnato al Fondo ammortamento dei titoli di Stato».
Violato l’articolo 3 della Costituzione 
La Consulta ha rilevato che sussiste la violazione dell'articolo 3 della Costituzione, inerente i principi di «tutela dell'affidamento e di ragionevolezza». Secondo i giudici delle leggi, «non è dubitabile che il quadro normativo preesistente alla disposizione denunciata di incostituzionalità fosse tale da far sorgere nei possessori di banconote in lire la ragionevole fiducia nel mantenimento del termine fino alla sua prevista scadenza decennale, come disposto, sia dalla norma sulla prescrizione delle banconote cessate dal corso legale, sia dalla norma che prevede il diritto di convertire le banconote in euro presso le filiali della Banca d'Italia. Il fatto che, al momento dell'entrata in vigore della disposizione censurata, fossero già trascorsi nove anni e nove mesi circa dalla cessazione del corso legale della lira - si legge nella sentenza n. 216 depositata oggi - non è idoneo a giustificare il sacrificio della posizione di coloro che, confidando nella perdurante pendenza del termine originariamente fissato dalla legge, non avevano ancora esercitato il diritto di conversione in euro delle banconote in lire possedute». 


Censurabile l’improvviso intervento del Legislatore 

Il lungo tempo trascorso senza alcuna modifica dell'assetto normativo regolatore del rapporto, aggiunge la Corte, «rende anzi ancora più evidente il carattere certamente consolidato della posizione giuridica dei possessori di banconote in lire e della loro legittima aspettativa a convertirle in euro entro il termine che sarebbe venuto a scadenza il 28 febbraio 2012 e tanto più censurabile l'improvviso intervento del legislatore su di esso».
Nemmeno l’interesse dello Stato alla riduzione del debito pubblico giustifica un intervento così radicale 
Nemmeno la «sopravvenienza dell'interesse dello Stato alla riduzione del debito pubblico, alla cui tutela è diretto l'intervento legislativo nell'ambito del quale si colloca anche la norma denunciata», rilevano i giudici costituzionali, «può costituire adeguata giustificazione di un intervento così radicale in danno ai possessori della vecchia valuta, ai quali era stato concesso un termine di ragionevole durata per convertirla nella nuova: se l'obiettivo di ridurre il debito può giustificare scelte anche assai onerose e, sempre nei limiti della ragionevolezza e della proporzionalità, la compressione di situazioni giuridiche rispetto alle quali opera un legittimo affidamento, esso non può essere perseguito senza una equilibrata valutazione comparativa degli interessi in gioco e, in particolare, non può essere raggiunto trascurando completamente gli interessi dei privati, con i quali va invece ragionevolmente contemperato».
Giudizio di legittimità promosso dal Tribunale ordinario di Milano 
Il giudizio di legittimità costituzionale dell'articolo 26 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici), è stato promosso dal Tribunale ordinario di Milano – sezione specializzata in materia di impresa, nel procedimento vertente tra M.M. ed altri e la Banca d'Italia ed altro. (Fonte: Il Sole 24 Ore)

giovedì 5 novembre 2015

VERSO L'AUMENTO DEI TASSI USA?

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER (GRATUITA) SEGUENDO LE ISTRUZIONI RIPORTATE QUI

La curva dei rendimenti: come potete vedere i tassi a breve sono in aumento rispetto a un mese e un anno fa, con il rendimento dei titoli a 2 anni che arriva allo 0.85%


Rendimento dei titoli a due anni

ISCRIZIONE NEWSLETTER (GRATUITA)

Vi segnalo che da martedì prossimo (10/11/2015) e con cadenza settimanale, tutti gli iscritti del blog riceveranno una newsletter gratuita sui principali temi economici e finanziari della settimana. La newsletter NON verrà pubblicata sul blog e sarà destinata solo ed esclusivamente agli iscritti. Si tratterà di una breve, pratica ed efficace analisi sui mercati e sui temi economici che li condizionano. 
Chi fosse interessato a riceverla dovrà effettuare l'iscrizione al blog seguendo le semplicissime istruzioni riportate nell'immagine che segue. E' importante che venga confermata l'iscrizione nel link che verrà inviato all'indirizzo di posta segnalato
Grazie 



LE PREVISIONI DI CRESCITA SECONDO LA COMMISSIONE EUROPEA

Sono appena uscite le previsioni di crescita elaborate dalla Commissione Europea che potete leggere QUI nella forma integrale.
Il riassunto è fornito nella tabella che segue:

Per quanto riguarda l'Italia le previsioni sono così formulate:

martedì 3 novembre 2015

CORTE DEI CONTI BOCCIA LA LEGGE DI STABILITA': "MANOVRA IN DEFICIT CHE LASCIA MOLTI NODI IRRISOLTI"

Pare che la Corte dei Conti non sia particolarmente entusiasta (solo per usare un eufemismo) della Legge di Stabilità varata dal Governo qualche settimana fa.

E' quanto emerge dall'audizione al Senato del Presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, che ha ammonito il Parlamento sui rischi nascosti della manovra.

Nel segnalarvi che il documento completo potete leggerlo QUI, mi limito ad evidenziarvi alcuni passaggi significativi dell'audizione al Senato:

Nella valutazione del disegno di legge di stabilità, che dà attuazione alla programmazione economico-finanziaria esposta nella Nota di aggiornamento del Def, non si può prescindere dal quadro di incertezza che caratterizza l'economia internazionale. Esso è destinato a riverberarsi, nell’orizzonte della previsione, su un’economia italiana la cui ripresa, dopo una così lunga fase recessiva, è per ora basata su dati incoraggianti ma non univoci. Il rallentamento dell’area dei paesi emergenti, che ha sostenuto la domanda mondiale nel lungo periodo di contrazione dell’economia europea, costituisce, infatti, un rischio evidente per il consolidamento della ripresa in corso.