venerdì 27 febbraio 2015

GRAFICO DEL GIORNO: IL PIL DELL'ITALIA NEGLI ULTIMI 28 TRIMESTRI (7 ANNI)

Quello che segue un grafico che rappresenta le variazioni trimestrali del PIL rispetto al trimestre precedente, utilizzando dati destagionalizzati forniti dall'OCSE.
Si osserva che, negli ultimi 28 trimestri, ben 20 sono risultati negativi.

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giovedì 26 febbraio 2015

LA MATTANZA

Non so se avete mai sentito parlare della MATTANZA.
Nella tradizione siciliana la mattanza è quella pratica che si usa per pescare i tonni.
Consiste in un complesso di reti che si calano in mare verso i primi di maggio e vi resta fino al mese di giugno. Le reti suddividono camere che sono disposte in fila e comunicano tra di loro per mezzo di porte, costituite anch'esse da pezzi di rete. Il tonno, ripetendo di anno in anno sempre lo stesso percorso, finisce per trovarsi dentro le camere. Quando il rais ( il capo della tonnara ) ritiene che il numero di tonni presente sia sufficiente, e se le condizioni meteorologiche sono favorevoli, i tonni vengono "indotti" ad entrare nella camera della morte dove restano intrappolati. I tonnarotti, che stanno sulle barche disposte lungo i quattro lati della camera, al comando del rais, tirano su la rete. I tonni, man mano che iniziano a trovarsi in debito d'acqua, si dibattono, urtano violentemente tra loro, si feriscono.

LE BANCHE IN AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA (aggiornamento Febbraio 2015)

Dal sito di Bankitalia, l'elenco aggiornato delle banche in amministrazione straordinaria

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mercoledì 25 febbraio 2015

GRAFICO DEL GIORNO: QUALI PAESI TRAGGONO MAGGIOR BENEFICIO DAL CROLLO DEL PREZZO DEL PETROLIO?

Il grafico che segue, tratto da uno studio di UBS delle scorso ottobre, sintetizza quali economie avranno maggiori benefici per via del crollo del prezzo del petrolio e quali paesi, invece, ne risulteranno penalizzati (Paesi esportatori)

I benefici che ne trarrà l'Italia, come è logico che sia,  sono attenuati dalla componente fiscale che incide significativamente sul prezzo finale del carburante.

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SONO COSTRETTI A SALVARE LA GRECIA PER EVITARE IL COLLASSO DELL’EURO

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crisi greciaGuest Post di Gerando Coco 
da il Miglioverde
Come mai un paese come la Grecia con una popolazione del 3% del totale e un Pil del 2% del totale eurozona, quindiirrilevante dal punto di vista economico, ha scatenato l’allarme nella finanza mondiale? Come mai i poteri economico finanziari europei e perfino le agenzie di rating si sono coalizzati in una santa alleanza per costringere il paese ad accettare un piano di salvataggio condizionato a nuove misure di’austerità? Quale austerità potrà mai ripagare un debito record di 323 miliardi e pari al 175% del PIL con una economia sfinita? Come mai la santa alleanza ha respinto sin dall’inizio la proposta greca di ristrutturare il debito declassato dalle stesse agenzie di rating? Senza ristrutturazione, cioè senza una considerevole riduzione del suo debito la Grecia, non potrà mai ripagare i creditori se non nei secoli a meno di non aver uno sviluppo da economia cinese. Il vero motivo dell’opposizione alla ristrutturazione del debitonasconde una crisi molto più grave e pericolosa per la moneta unica. Completamente ignorato dai media spiega le difficoltà del negoziato ma anche il funzionamento della finanza europea. Di che si tratta? Per spiegarlo bisogna fare un passo indietro, nel 2012, all’epoca del secondo salvataggio greco (il primo è del 2010), in realtà mai avvenuto.

martedì 24 febbraio 2015

GRAFICO DEL GIORNO: LA CRESCITA DEL PIL IN EUROZONA, ITALIA E UK

Il grafico che segue rappresenta la crescita del Pil dell'Eurozona, Italia e Uk, ponendo come base 100 il primo trimestre 1999.
Traete le vostre conclusioni....

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lunedì 23 febbraio 2015

FINE DEL SEGRETO BANCARIO: FIRMATO L'ACCORDO TRA ITALIA E SVIZZERA

Sul sito del Mef si legge il comunicato con il quale si annuncia la firma del protocollo tra Italia e Svizzera in materia fiscale.

Come si legge su Il Sole 24 Ore l’accordo di fatto pone le condizioni per la fine del segreto bancario fra i due paesi e consente alla Svizzera di uscire dalla black-list fiscale-finanziaria permettendo ai contribuenti italiani che intendono avvalersi della voluntary disclosure di beneficiare di condizioni migliori in termini di anni da sanare e di oneri da sostenere. Oltre al protocollo i due ministri hanno siglato una “road map” per la prosecuzione del dialogo fra i due paesi in materia fiscale e finanziaria.
L’intesa modifica il trattato bilaterale contro la doppia imposizione e consente lo scambio di informazioni finanziarie su richiesta dell’Agenzia delle Entrate, anche per un singolo contribuente. Un’arma più efficace rispetto allo scambio automatico di informazioni al quale la Svizzera si adeguerà sulla base di un negoziato in corso con la Ue.
La firma dell'accordo con la Svizzera, «dopo un negoziato molto duro, ma importante perché elimina tutte le barriere all'informazione segna la fine del segreto bancario», aveva detto Padoan nei giorni scorsi. «I Paesi che aderiscono abbattono la possibilità di avere un segreto bancario, è una mutualizzazione delle informazioni».

GRECIA: L'ACCORDO CHE NON E' UN ACCORDO

A proposito della Grecia, qualche settimana fa avevamo detto che lo scenario più probabile sarebbe stato quello di un accordo ponte in extremis in modo da guadagnare del tempo per poter giungere ad un'intesa  più ampia, anche se  il perimetro entro il quale costruire un nuovo accordo è assai  stretto, considerata la scarsa possibilità di conciliare il programma di Syriza con le logiche della zona euro. E così è stato.

Dall'accordo con l'Eurogruppo giunto nella tarda serata di venerdì, la Grecia ottiene assai poco rispetto a quelle che sono state le promesse elettorali di Tsipras. Ma se si considera la posizione di svantaggio della Grecia derivante dalla scarsa forza negoziale, il paese ellenico, a mio avviso, ha ottenuto il massimo che avrebbe potuto ottenere, visto lo stato di bisogno in cui si trova. 

Infatti, qualche giorno fa Jp Morgan aveva stimato che la Grecia, in mancanza di un nuovo accordo,  avrebbe avuto risorse disponibili solo fino a fine febbraio, cioè tra qualche giorno.
Nelle scorse settimane la Banca Centrale Europea, chiudendo i rubinetti alle banche greche  ma, al tempo stesso, lasciando aperto solo quello della liquidità di emergenza (ELA),  aveva messo  con le spalle al muro il neoeletto governo ellenico che presto si sarebbe trovato in debito di ossigeno (senza soldi), anche  per via del deflusso di capitali che sta colpendo il sistema bancario della Grecia che negli ultimi mesi ha patito un deflusso di capitali di circa 30 miliardi di euro. Inoltre, il crollo delle entrate tributarie verificatosi nel mese di gennaio ha costituito un'altro fattore di criticità per via del fatto che molti contribuenti greci hanno sospeso il pagamento delle tasse sulla prospettiva (anche questa spesa da Tsipras in campagna elettorale) che il nuovo governo avrebbe avuto un atteggiamento più mite nella riscossione dei tributi e soprattutto per via del fatto che avrebbe eliminato la tassa sulla proprietà. In ultimo, andrebbe anche ricordato che il governo Tsipras si è insediato solo poche settimane fa: un arco temporale assai limitato anche per approntare dei piani alternativi  per far fronte ad eventuali rotture con l'Eurogruppo che, in buona sostanza,  avrebbero precipitato il paese fuori dall'euro.

Come che sia, dicevamo che il governo greco ha ottenuto assai poco rispetto alle promesse elettorali.
Ma cosa ha ottenuto in concreto la Grecia?

domenica 22 febbraio 2015

PRONTA UNA PROPOSTA DI LEGGE PER COLPIRE PATRIMONI SUPERIORI AI 500 MILA EURO

Siccome non bastano le imposte che gravano sui risparmi, ecco che la Cisl ha pensato di presentare una legge  di iniziativa popolare al fine di introdurre un'imposta patrimoniale che dovrà colpire i patrimoni sopra i 500 mila euro.
Giova ricordare che negli ultimi 3 anni, la tassazione del risparmio è più che triplicata. Sono state più  che raddoppiate le imposte su quelle che vengono inopportunamente (e pretestuosamente) chiamate rendite finanziarie, passate dal 12,5% al 26%, ed è stata introdotta l'Imposta di bollo (che è una patrimoniale) dello 0,20% sulla ricchezza finanziaria.  Senza poi dimenticare la tassazione degli immobili, con l'introduzione dell'IMu e della Tasi.

Da Agi:

venerdì 20 febbraio 2015

GRAFICO DEL GIORNO: LE SCADENZE DEL DEBITO DELLA GRECIA

I  grafici che seguono esprimono le scadenze del debito greco in relazione ai vari anni e ai rispettivi creditori.
Il primo riguarda il 2015; mentre il successivo riguarda tutte le  scadenze  fino al 2055.
I grafici sono tratti da wsj.com

martedì 17 febbraio 2015

UNITE I PUNTINI

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Ve la faccio breve...
Vi ricordate il caso Cipro, nei primi mesi del 2013? Da quelle parti, a quei tempi (ma anche dopo, a dire il vero), il sistema bancario era prossimo al collasso. Come è andata a finire è cosa nota.

Negli ultimi due mesi, le banche della Grecia hanno subìto un deflusso di capitali di quasi 25 miliardi euro. Ed è assai probabile che la fuga di capitali si intensifichi se non si dovesse trovare un accordo sul salvataggio della Grecia

Il sistema bancario italiano è gravato da oltre 300/320 miliardi di euro di crediti deteriorati e quindi di dubbia esigibilità. Questi sono quelli noti.... Tant'è che stanno cercando di creare una bad bank per ripulire i bilanci delle banche gravate da tanto marciume. Ovviamente sarà fatto a carico dei contribuenti.

ARRIVA LA TASSA SUL CONTANTE

In questo sito si è parlato molto a proposito delll'eliminazione del contante come strumento per compensare operazioni commerciali. Ad esempio, lo abbiamo fatto qui http://www.vincitorievinti.com/2013/10/ecco-perche-vogliono-eliminare-il.html e qui http://www.vincitorievinti.com/2013/02/bersani-e-la-sua-lotta-al-contante-una.html (LETTURE SUGGERITE), ma anche altrove.
Stamane si legge che il governo starebbe studiando un provvedimento per introdurre un'imposta di bollo proporzionale sui versamenti contanti effettuati in banca.

Sempre sul tema, leggi anche "PROTEGGERE I RISPARMI"


Da La Legge per Tutti:
Guerra ai contanti: lo giura il Governo che sta per introdurre un’imposta di bollo proporzionale ai versamenti giornalieri in banca superiori ai 200 euro. Così, per esempio, il commerciante che depositerà, sul proprio conto corrente, il denaro derivante dalle vendite del giorno, e questo supererà la soglia di 200 euro, sarà “super tassato” dallo Stato. Una misura che, insieme all’introduzione degli scontrini e ricevute digitali e alla fatturazione elettronica tra privati, mira a garantire la massima tracciabilità dei pagamenti e a favorire l’addio definitivo al contante. 

domenica 15 febbraio 2015

LOTTA ALL'EVASIONE: ACCORDO TRA ITALIA E LIECHTENSTEIN

Dopo l’accordo italo-svizzero sull’accessibilità delle autorità fiscali e giudiziarie italiane alle informazioni bancarie dei contribuenti italiani, ora è la volta dell’accordo con il Principato del Liechtenstein, un piccolo Stato tra Svizzera ed Austria, considerato un paradiso fiscale.
Infatti di pochi giorni fa la notizia che è stata raggiunta un'intesa tra Italia e il Liechtenstein sullo scambio di informazioni fiscali basata sugli standard più aggiornati dell'Ocse: secondo il comunicato stampa del Ministero dell'Economia italiano l'accordo servirà a migliorare il contrasto all'evasione fiscale -anche (e soprattutto) in vista della Voluntary Disclosure - e costituirà la premessa per ulteriori miglioramenti delle relazioni economiche bilaterali.

Di seguito il comunicato del MEF

I RISCHI DEL FALLIMENTO DELLA TRATTATIVA CON LA GRECIA



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Il capo economista di Natixis AM, Philippe Waechter, sul suo blog, lancia l'allarme  sul possibile esito negativo - con il conseguente probabile concretizzarsi del default di Atene - delle trattative tra Grecia ed Eurogruppo nel meeting straordinario di lunedì prossimo dopo il  fallimento nel trovare un accordo tra Atene e i ministri delle Finanze dell’area euro.

Sono tutte cose che avete letto in questi pixel nei giorni scorsi (ad esempio: QUI, QUI, QUIQUI e QUI) ma che meritano di essere rilette nell'opinione di una voce certamente più autorevole della mia.
Come ho già scritto, lo scenario più probabile, a mio avviso,  rimane quello di un accordo ponte in extremis, in modo da guadagnare del tempo per poter giungere ad un'intesa  più ampia, anche se, secondo me, il perimetro entro il quale costruire un nuovo accordo si fa sempre più stretto, considerata la scarsa possibilità di conciliare il programma di Syriza con le logiche della zona euro. Quindi non è solo una questione di ristrutturazione del debito o di nuovi accordi con la Troika. La questione è molto più ampia, complessa  e articolata.
Da qui in avanti l'opinione di Philippe Waechter.

giovedì 12 febbraio 2015

CARI ITALIANI, DIVENTERETE SOCI DEL MONTE PASCHI

Dicevamo ieri a proposito del Mps, che nel 2014 ha riportato una perdita di 5.4 miliardi di euro (Qui, l'articolo).
Per effetto degli interessi previsti dai Monti Bond, il Tesoro, dal prossimo luglio sarà azionista del Monte Paschi. 
Il prossimo aumento di capitale fino a un massimo di tre miliardi del Monte dei Paschi porterà nuovi azionisti per ora ancora anonimi.Un nuovo socio, invece, si conosce già da oggi ed entrera' nel capitale dal prossimo primo luglio: è il ministero dell'Economia. E' questa la conseguenza del bilancio chiuso con la perdita record di 5,34 miliardi: gli interessi sui Monti bond la banca li potra' pagare solo con azioni ordinarie di nuova emissione. Gli interessi sono pagati posticipati al primo luglio.Quelli per il 2014, secondo quanto ha detto il cfo del gruppo Bernardo Mingrone agli analisti, ammontano a circa 240 milioni. La quota che finira' in mano al Tesoro, quindi, ai valori di Borsa di oggi (titolo a 0,43 euro con una capitalizzazione di 2,24 miliardi) vale circa il 10 per cento. Quota che scendera' tuttavia dopo l'aumento di capitale. Attualmente secondo gli ultimi dati Consob il primo azionista di Mps è Fintech Advisory con il 4,5%, seguita da Axa con il 3,17% e dalla Fondazione Mps con il 2,5 per cento.La notizia ha avuto un immediato impatto sul titolo in Borsa, che ora sale del 6% (con i soldi dei contribuenti, Ndr)

GRECIA E UCRAINA: LE ULTIME DAL FRONTE

Credo che questi siano giorni particolarmente delicati, sia sul fronte delle trattative per il  "salvataggio" della Grecia, sia  per quanto riguarda il conflitto in Ucraina. Cerco di aggiornavi  sugli ultimi sviluppi.
A proposito della Grecia, all'Eurogruppo conclusosi ieri in tarda serata non sono riusciti nemmeno ad accordarsi per un comunicato congiunto; il che non lascia ben sperare.
Sei ore di colloqui non sono bastate per trovare un accordo per il salvataggio (che il realtà sarebbe il salvataggio del salvataggio) della Grecia. Le discussioni sono state rinviate alla riunione dei Ministri delle Finanze della zona euro prevista per lunedì prossimo.
Il Presidente dell'Eurogrouppo, Dijsselbloem, ha dichiarato alla stampa che "era sua  ambizione definire i passaggi dei prossimi  giorni in modo da poter spendere al meglio il tempo rimasto... "Purtroppo, non siamo stati in grado di farlo", ha detto.

mercoledì 11 febbraio 2015

PERDITA RECORD PER MPS

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Qualche breve (ma importantissima) notizia su Mps e banche varie:

La banca senese chiude il bilancio 2014 con un rosso di esercizio per il gruppo di 5,34 miliardi contro una perdita di 1,4 miliardi nel 2013 (oltre quelle degli anni precedenti). Sul risultato pesano rettifiche per circa 5,7 miliardi a seguito dell'asset quality review della Bce. Mps ha annunciato anche il varo di un aumento di capitale fino a 3 miliardi di euro, superiore ai 2,5 miliardi previsti in precedenza. Ricordo che l'ultimo aumento di capitale (5 mld) era stato fatto appena 7 mesi fa.
L'esposizione netta dei crediti deteriorati cresce del 10% a 23,1 miliardi rispetto al 2013. L'esercizio chiude anche con una crescita dei ricavi primari e un calo del 2,2% dei costi operativi. Il risultato prima delle rettifiche è pari a 1.473 milioni, in crescita del 28% rispetto all'anno precedente.

I crediti verso la clientela sono calati dell'8,4% a 120 miliardi, mentre la raccolta diretta è risultata stabile a 126 miliardi. (fonte:  Il Sole 24 Ore, comunicato Mps)
Altra banca che chiude il 2014 in pesante perdita è il Banco Popolare:

ARRIVA LA RIPRESA, TENETEVI FORTE

Mentre assistiamo alle fantasie di CONFINDUSTRIA che dice che il PIL, nel 2015, crescerà del 2.5% (potete ridere), il suo Presidente , Giorgio Squinzi, qualche giorno fa ha smentito il suo Centro Studi:
Le indicazioni di Confindustria sulla crescita del Pil italiano “non sono una previsione, ma una estrapolazione teorica (MA CHE SIGNIFICA ESTRAPOLAZIONE TEORICA?, Ndr) condizionata a fattori potenziali come il calo del petrolio, il cambio euro-dollaro e l’intervento della Bce”. Lo precisa il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, rispondendo ad una domanda sul recente documento del Centro Studi che ha indicato un possibile +2,1% riferito al 2015. Squinzi ha spiegato che “non è una previsione”. Quello di Confindustria era infatti un calcolo basato su “fattori che se si confermassero nella stessa direzione – spiega Squinzi – potrebbero darci dei cambiamenti forti anche se la mia personale previsione è molto più prudente”. In generale comunque, secondo il leader degli industriali, “qualcosa sta cambiando nelle condizioni che si stanno verificando all’esterno, fortunatamente abbiamo in questo momento una serie di fattori che sembrano a favore dell’economia e potrebbero smuovere la situazione, anche se nei dati di dicembre e gennaio non abbiamo visto grandi segni di ripresa” (Ansa, 6 febbraio 2015)
Pochi giorni fa era stato Ignazio Visco ad assumere un atteggiamento assai più prudente sulle previsioni di crescita:

martedì 10 febbraio 2015

LA GRECIA PUO' CONTAGIARE L'EUROZONA?

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Come ho già detto, lo scenario della Grecia fuori dall'euro,  per il momento, non è uno scenario tanto credibile da parte delle maggiori case d'investimento (e mi sfugge il perché, a dire il vero. Ma anche no) anche se stanno lentamente riformando l'orientamento. A mio parere, invece, le possibilità stanno aumentando significativamente e il tempo non gioca certo a favore. Allo stato attuale,  rimango dell'avviso che lo scenario più probabile sia quello di un accordo ponte in extremis, in modo da guadagnare del tempo per poter giungere ad un'intesa  più ampia, anche se, secondo me, il perimetro entro il quale costruire un nuovo accordo si fa sempre più stretto, considerata la scarsa possibilità di conciliare il programma di Syriza con le logiche della zona euro. Quindi non è solo una questione di ristrutturazione del debito o di nuovi accordi con la Troika. La questione è molto più ampia, complessa  e articolata.

Come che sia, intanto occorre segnalare che autorevoli commentatori iniziano a parlare apertamente del fatto che la Grecia uscirà dall'euro.

lunedì 9 febbraio 2015

IL DEBITO GLOBALE, DALL'INIZIO DELLA CRISI, E' AUMENTATO DI 57000 MILIARDI DI USD

Un interessantissimo report di McKinsey analizza la crescita del debito globale dal 2007 fino al 2014.
Il report  inizia constatando che dopo la crisi finanziaria del 2008 e la recessione globale più lunga e più profonda  dalla seconda guerra mondiale, era stato previsto che le economie di tutto il mondo avrebbero ridotto l’indebitamento. Così non è stato.

Il debito è cresciuto  in quasi tutti i paesi, sia in termini assoluti che in rapporto al PIL. Dal 2007,quindi,  il debito globale è cresciuto di 57.000 miliardi dollari, aumentando di 17 punti percentuali in rapporto al Pil. Le economie in via di sviluppo rappresentano circa la metà della crescita del debito, e in molti casi ciò riflette una maggiore dipendenza dall'indebitamento. Nelle economie avanzate  è aumentato il debito pubblico; mentre nel settore privato la riduzione dell’indebitamento è stata limitata.
Il rapporto prosegue ammonendo che l’aumento del debito crea molteplici rischi in alcuni paesi e limitate prospettive di crescita in molti altri.

giovedì 5 febbraio 2015

PERCHE' STANNO AUMENTANDO SENSIBILMENTE LE POSSIBILITA' CHE LA GRECIA ABBANDONI L'EURO?

La maggior parte delle case di investimento danno poche possibilità che la Grecia possa uscire dall'euro. A mio avviso la questione non è così scontata, anzi, a dire il vero, le possibilità che la Grecia esca dall'euro stanno aumentando sensibilmente, in quadro che tende al deterioramento delle condizioni finanziarie della Grecia e delle banche elleniche.

Pochi giorni fa Varoufakis ha affermato di essere "il ministro delle Finanze di un Paese in bancarotta". QUI la fonte.

Ora, pur apprezzando l'onestà intellettuale del ministro del nuovo governo ellenico (che ha detto una cosa nota, peraltro comune ad altri Paesi), sarebbe da aggiungere che nessun ministro delle Finanze sano di mente si sognerebbe mai di lasciarsi andare a un'affermazione di questo tipo. Per il semplice fatto che esistono cose che, pur essendo vere, comunque non si possono dire. E Varoufakis lo ha detto.

Questo fatto dovrebbe avere enormi ripercussioni che si stanno facendo sentire. E non sarebbe da escludere neanche la possibilità che la decisione della Bce di sospendere la deroga ai requisiti minimi di eleggibilità dei titoli di stato emessi dalla Grecia, derivi proprio da questa affermazione. (Ne abbiamo discusso QUI )

La logica che sta alla base del mio scetticismo sulla possibilità che la Grecia possa rimanere nella moneta unica, è assai semplice, quasi scontata.

LA BCE PUNTA IL BAZOOKA SUL PARTENONE


Come anticipato in questi pixel qualche giorno fa, la Bce sta chiudendo i rubinetti alle banche greche, nel disperato tentativo di porre con le spalle al muro il governo di Tsipras e ancorare la Grecia all'eurozona. Qualche giorno fa avevo anticipato anche che il programma elettorale di Syriza è del tutto inconciliabile con le logiche dell'eurozona, e non solo per la questione della ristrutturazione del debito auspicata (pretesa) dalla Grecia, ma anche per tutto il resto.

Verosimilmente la Bce, forte del QE annunciato un paio di settimane fa e che sarà avviato nel mese di marzo,  ha voluto giocare di anticipo, cercando di perseguire un duplice fine.
Il primo: quello di mettere con le spalle al muro il neoeletto governo ellenico, che presto si troverà in debito di ossigeno (senza soldi) anche  per via del deflusso di capitali che sta colpendo il sistema bancario della Grecia.
Il secondo: in buona sostanza, l'azione della Bce costituisce un monito  anche per i  mercati o un atto di forza, in virtù del nuovo piano di espansione monetaria deciso della Bce che rafforza la posizione della banca centrale  a discapito della speculazione che potrebbe scatenarsi  nel caso in cui la situazione greca dovesse degenerare. 

In altre parole è come se la Bce avesse detto: "sappiamo gestire la situazione della Grecia e non esiste il rischio di contagio finanziario. Quindi, evitate di scommettere contro la dissoluzione dell'euro, perché vi farete molto male". Come abbiamo visto in un post precedente, in effetti, il rischio di contagio finanziario derivante dall'eventuale degenerazione della situazione greca è limitato, giacché il debito è in gran parte confinato all'interno delle istituzioni e dei governi europei. Ma, in caso di fuoriuscita dalla moneta unica, a mio avviso,  l'evento potrebbe costituire un fattore  assai destabilizzante per la zona euro e per la tenuta della moneta unica.

mercoledì 4 febbraio 2015

GRAFICO DEL GIORNO: A PROPOSITO DI WALL STREET

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Il grafico di seguito proposto rappresenta la performance dello S&P 500 dal 1997, mettendola in relazione con alcune variabili, come il rapporto P/E, il dividend yield e il rendimento dei Treasury a 10 anni, nei diversi periodi precedenti le crisi che si sono susseguite.
Buona riflessione!


PRONTO IL PROGETTO DI UNA BAD BANK PER RIPULIRE I BILANCI DELLE BANCHE ITALIANE

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Come sapete in questo sito si è parlato molto dell'esplosione delle sofferenze bancarie e della fragilità di larga parte del sistema bancario nazionale, ma non solo.
La Reuters riporta la notizia seconda la quale sarebbe pronta la bozza per la costituzione di una bad bank da utilizzare per ripulire dalle sofferenze i bilanci delle banche italiane.
Nei prossimi giorni torneremo sull'argomento con qualcosa di più dettagliato.

Per il momento, vi lascio alla notizia delle Reuters:


MILANO, 4 febbraio (Reuters) - E' praticamente pronto il progetto di bad bank messo a punto da Banca d'Italia e governo, tenendo informata la Bce, per gestire l'enorme mole dei crediti in sofferenza in pancia agli istituti italiani, che a novembre si attestava a 181 miliardi, freno alla ripartenza dell'economia.Lo scrive Il Messaggero, anticipando il documento 'Nuovo credito per la crescita', soggetto ancora a possibili limature, che l'Italia si appresta a mandare al vaglio dell'Unione europea.Il veicolo dell'intera manovra, si legge, è Sga, società di gestione dell'attivo nata nel 1997 per salvare il banco di Napoli, che il Tesoro acquisterebbe da Intesa Sanpaolo per 600 mila euro.Tramite uno o più aumenti di capitale che verrebbero sottoscritti dalle banche, dallo Stato, dalla Cdp, da Bankitalia, e da eventuali investitori privati, la nuova Sga arriverebbe a un capitale da 3 miliardi, spiega Il Messaggero.

martedì 3 febbraio 2015

IL SALVATAGGIO DELLA GRECIA CHE SALVO' LE BANCHE EUROPEE

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Come sapete la maggior parte del debito greco è oggi detenuto da soggetti pubblici.

L'immagine che segue rappresenta la composizione dei creditori della Grecia.
Secondo i calcoli di Bloomberg, l'Italia è esposta verso la Grecia per circa 40 miliardi di euro, calcolando i prestiti bilaterali e le quote di partecipazione nel fondo salva-stati Esm, nella Bce e nell'Fmi. Davanti al nostro Paese ci sono solo Germania (60 miliardi) e Francia (46 miliardi).

domenica 1 febbraio 2015

LA BCE, A FINE MESE, POTREBBE STACCARE LA SPINA ALLA GRECIA

La Reuters riporta la notizia secondo la quale,  dal prossimo 28 febbraio, la Bce potrebbe staccare la spina alle banche greche e, conseguentemente, alla Grecia.
Infatti, a fine mese arriverà a scadenza il programma di "salvataggio" della Troika e se entro quella data non si sarà trovato un accordo sull'estensione del programma, la Bce dovrà cessare il finanziamento alle banche greche, già alle prese con un significativo deflusso di capitali. Per la Grecia sarebbe il collasso finanziario e dubito che possa avere altre possibilità se non quella di abbandonare la moneta unica, con tutte le conseguenze del caso che, per forza di cose, si rifletteranno anche sulla tenuta della moneta unica.

In questo senso, le notizie che giungono dalla Grecia non sono  affatto confortanti. Il nuovo Ministro delle Finanze del governo Tsipas, Yanis Varoufakis, ha dichiarato di non riconoscere la Troika come legittimo interlocutore nei negoziati relativi al salvataggio della Grecia e all'estensione del piano di salvataggio.

A FUTURA MEMORIA

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Sulle previsioni di crescita di Confindustria, credo che non sia necessario soffermarsi  molto, se non il giusto necessario per consegnare a futura  memoria ciò che sostiene il loro Centro Studi,  che, per l'Italia,  vede una crescita aggiuntiva del 2,1% per il 2015 e del 2,5 per il 2016 (l'analisi la trovate QUI)
Ora, considerato che per questi due anni le previsioni indicano già una crescita, rispettivamente, dello 0.5% e 1% circa, se ne deduce che secondo l'impulso che l'Italia dovrebbe ricevere dalla svalutazione dell'euro, dal QE della BCE e dalla caduta del prezzo del petrolio, essendo queste delle spinte aggiuntive rispetto alle previsioni già formulate, l'Italia, stando a quanto dice Confindustria, dovrebbe crescere del 2.6% nel 2015 e addirittura del 3.5% nel 2016.
Se cossì fosse, sarebbero le espansioni più ampie dalla nascita dell'euro, eccettuato l'anno 2000, quando il Pil salì del 3.7%.

Semplicemente impensabile, allo stato attuale, giacché il contesto macroeconomico è imparagonabile rispetto a quegli anni.
In compenso, potete sempre sperare che sia attendibile ciò che ipotizza Confindustria. Peccato, però, che la speranza venga demolita dalla capacità di Confidustria di prevedere le dinamiche economiche. E il grafico che segue ne è espressione tangibile.


Come vedete, le colonnine colorate rappresentano le previsioni biennali di Confindustria dal dicembre 2007 (per il biennio 2008 e 2009) fino all'ultimo aggiornamento di qualche giorno fa (per il biennio 2015-2016; mentre gli istogrammi di colore nero sono le variazioni effettive del PIL. Visto che il dato definitivo per il 2014 non è ancora uscito, ho considerato una contrazione del PIL 0.4%, poiché sembra essere la previsione più accreditata da parte delle principali istituzioni.

Il risultato è immediato: CONFINDUSTRIA NON NE HA AZZECCATA UNA, NEANCHE LONTANAMENTE.