venerdì 11 dicembre 2015

BANCHE SICURE, COME SCEGLIERLE? (PRECISAZIONE)

Prima di leggere il post che segue è indispensabile leggere fino in fondo quest'altro post e cercare di ben comprendere il significato, parola per parola.
Fatto questo, veniamo a noi.

Sono un po' preoccupato per come gli italiani sembrano essersi buttati a caccia  delle banche solide, sperando di trovare la classifica su internet, magari dalla più solida alla meno solida.

Vi confesso anche che provo un po' di tenerezza per coloro che valutano la solidità delle banche esclusivamente in base alle informazioni trovate da internet o esclusivamente in base al Common equity tier 1 (Cet 1),  e ora sembra che tutti siano diventati esperti di bilanci bancari (un po' come ai tempi dello spread).

La mia preoccupazione nasce dal fatto che per cercare una banca davvero solida  si dovrebbe tener conto di una più ampia selezione di informazioni, che non possono esaurirsi nella valutazione di un indice, per quanto importante possa essereTanto per fare un esempio,  il CET 1 di MPS è ben superiore agli standard della BCE, eppure, personalmente, non depositerei mai e poi mai i miei risparmi presso Mps, nemmeno sotto tortura.
Di quanto  sopra affermato me ne sono accorto in base agli accessi del blog di coloro che cercano nei motori di ricerca "indice di solidità delle banche", "banche sicure" o cose simili. Magari sono risparmiatori che, alla luce degli ultimi eventi, cercano di capire quali possano essere le banche più affidabili, e vengono indirizzate in questo  blog, in quanto trovano informazioni pertinenti alla ricerca effettuata (in questo caso, "l'indice di solidità delle banche" o cose simili).
Quello che  segue ne è un esempio.

Se è vero che ad un CET1 più elevato dovrebbe corrispondere una maggiore solidità delle banche, nel valutare la sicurezza di chi ha in custodia i risparmi si dovrebbe tener conto anche del modello di business e quanto possa considerarsi consolidato sul mercato, della redditività e della sistematicità con la quale questa risulta aderente ai piani industriali predisposti dal management. Così come andrebbe valutata anche la qualità degli impieghi e molte altre informazioni utili.

Un approccio di questo genere, unitamente alla valutazione del management della banca e alla capacità di quest'ultimo di implementare strategie operative aderenti ai piani industriali, in un contesto di normale operatività, offre anche una visione prospettica della solidità della banca. Anche perché, quello che oggi appare come buono, non è detto che lo sia anche domani.
Come ho già detto in altri post, il limite di questa metodologia (che è di gran lunga la più prudente) è che nel sistema bancario italiano esistono qualche centinaio di banche e analizzare periodicamente (trimestralmente o semestralmente) i bilanci di ognuna di queste richiederebbe un enorme investimento di competenze, capitali ed energie. Praticamente impossibile.
Quindi, se posso suggerirvi un metodo, vi dico il mio modus operandi.
Poiché nel sistema bancario italiano esistono delle realtà le cui possibilità di dissesto sono assai remote, io non faccio altro che selezionare le 3 o 4 banche ritenute più solide ed affidabili (in base ai miei standard, e posso assicurarvi che sono assai severi, in modo da ridurre esponenzialmente il numero di banche da monitorare.
Una volta individuate, dunque, l'analisi periodica sarà circoscritta solamente a queste, verificando che non vengano meno i presupposti che ne hanno determinato la scelta.
Detta in parole più semplici, possiamo riassumere il ragionamento appena fatto in questo modo: siccome nel sistema bancario italiano esistono banche il cui dissesto è possibilità assai remota, una volta individuate, per quale motivo dovrei continuare a detenere i risparmi presso altre banche che non offrono queste garanzie?

6 commenti:

  1. Sarebbe interessante, per noi comuni mortali che non capiscono un'acca, conoscere le banche di cui parla ("il cui dissesto è possibilità assai remota") e quali garanzie offrono. Grazie.

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  2. Verissimo. Poi la maniera sicura e che garantisce un minor rischiò e' mettere le uova in 3 panieri. Ancora meglio e' godersi la vita prima che se la godano gli altri coi tuoi risparmi. In un mondo dove il furto e' istituzionalizzato non c'e' via d'uscita per il gregge. Questo le pecore mai lo capiranno e la storia e' li a testimoniarlo in tutto il mondo. Oggi e' molto peggio perche' tutti i vasi sono comunicanti e se uno arriva a perdere-..................bisogna sperare che qualcuno tappi il buco. Finche' dura!

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  3. Anch'io vorrei cambiare banca,me ne consigli almeno una, grazie.

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  4. Salve.... e quali consiglia, dunque, lei??

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  5. NO, IMPOSSIBILE, NESSUNA BANCA è ESENTE DA POSSIBILI problemi economici, quotidianamente le banche assumono oneri e rischi perché ferme non possono restare, le stesse aziende loro clienti possono andare in crisi profonda molto velocemente, più velocemente di quanto nessuno voglia ammettere. I legami azionari che sorreggono l'intero carrozzone sono talmente fitti che nessuno si sogna di dare consigli assoluti.
    Avere i propri quattrini in più banche e magari in più fondi, scegliendo bene il tipo di oscillazione, e del timing, e di altri fattori.
    Il rendimento è una coperta molto corta, tanta sicurezza equivale a rendimenti minimi. Meno rischio meno guadagno.
    Attenzione all'equazione inversa, non devo ricordarvi RETEMIA vero? Oltre 400 miliardi svaniti nel mulla.

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