lunedì 21 dicembre 2015

BANCHE E RISPARMI ANDATI IN FUMO: ECCO COME VIENE MENO LA FIDUCIA DEI RISPARMIATORI

A proposito di banche, salvataggi bancari e risparmio tradito, vi propongo questa mia intervista pubblicata su il Piccolo di Cremona e ripresa da Artventuno.it che ringrazio per l'ospitalità. Buona lettura.






Ecco il modo in cui è venuta meno la fiducia dei risparmiatori

INTERVISTA ALL’ESPERTO DI FINANZA E MERCATI, PRIVATE BANKER E AUTORE DEL BLOG “VINCITORI E VINTI”

di Daniele Tamburini
Quella delle banche è una grossa débâcle: non solo per chi ci ha rimesso e ci rimetterà direttamente, ma per tutto il sistema creditizio e, in ultima analisi, per il Paese. È una crisi  che colpisce il risparmio delle famiglie, un campo di azione ancora molto forte, nonostante la crisi, e, proprio per la crisi, un rifugio residuo per i molti che tirano avanti la carretta facendo leva proprio sul denaro accantonato.

E anche se il numero degli obbligazionisti coinvolti è relativamente modesto (circa 12.500, ma sale a 135.000 persone se si considerano anche gli azionisti), l’effetto shock si espande su milioni di risparmiatori, già ansiosi dopo le numerose turbolenze bancarie degli ultimi anni. Il fatto, poi, che sia coinvolta in forte misura una esponente del governo, non direttamente ma per stretti legami familiari (il padre della ministra Boschi è stato vicepresidente della Banca Etruria, una della quattro coinvolte nel recente scandalo) non aiuta certo a ristabilire un clima di fiducia.
Ma cosa è successo? Per spiegarlo in maniera chiara a chi del sistema creditizio sa poco o nulla, ma che desidererebbe dormire sonni tranquilli una volta affidato il proprio denaro a un istituto di credito, abbiamo rivolto alcune domande a Paolo Cardenà, esperto di finanza e dei mercati e private banker, autore del seguitissimo blog www.vincitorievinti.com, sito dedicato all’analisi economica e finanziaria.
Dott. Cardenà ci può spiegare, per favore, in maniera chiara, che cosa è successo a Banca Etruria  e alle altre coinvolte nel dissesto?«È successo quello che era inevitabile accadesse: anni e anni di gestione bancaria disinvolta, di gestione del credito clientelare, per lo più con lo scopo di catalizzare consensi politici. Mutui concessi a fronte di perizie sopravvalutate al fine di concedere più credito, magari erogato a parenti, amici e amici degli amici. Utili distribuiti alle fondazioni sulla base di dati di bilancio per i quali si nutre più di un dubbio, e utilizzati per comprare consensi elettorali spendendo soldi nei territori. Organi di vigilanza assenti, o quantomeno non incisivi nell’azione di controllo. Prodotti finanziari venduti con troppa leggerezza, nella migliore delle ipotesi, o con malafede nei casi più gravi. Insomma, un grave scandalo che colpisce non solo le banche coinvolte nei salvataggi, ma getta molte ombre su una parte non marginale del sistema, a tutti i livelli. Un grave danno per il sistema bancario e per la fiducia dei risparmiatori, che è elemento fondamentale  e imprescindibile per il corretto svolgimento dell’attività bancaria, come presidio  posto a tutela dei risparmi, dell’interesse dei risparmiatori e dell’interesse generale.
Fino ad un certo punto della storia, tutto è filato liscio come l’olio, come si dice. La crisi, che ormai si protrae da 7 anni, ha determinato l’esplosione delle sofferenze bancarie per via del fatto che molte imprese sono risultate fallite o hanno visto contrarsi i ricavi in maniera significativa, a livelli non idonei a sopportare l’indebitamento; la disoccupazione è esplosa e i redditi disponibili dei soggetti privati sono precipitati, tornando ai livelli di 20 anni fa.
Tutto ciò ha determinato l’esplosione delle sofferenze, salite a 200 miliardi di euro, che arrivano a 350 miliardi se si considerano anche gli altri crediti problematici. È chiaro che, in un contesto del genere, le banche più colpite sono state quelle la cui gestione è risultata censurabile sotto ogni punto di vista. Complice la caduta del mercato immobiliare (per i crediti assistiti da ipoteca), il valore degli immobili posti a garanzia si sono rivelati drammaticamente incapienti rispetto ai mutui concessi.
Il seguito è cronaca di questi giorni.
Non c’è pericolo che, proprio in un momento in cui le possibilità di uscire dalla crisi economica sono strettamente legate alla funzionalità del sistema creditizio, venga meno la fiducia verso il sistema bancario? CONTINUA QUI

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