giovedì 5 novembre 2015

VERSO L'AUMENTO DEI TASSI USA?

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La curva dei rendimenti: come potete vedere i tassi a breve sono in aumento rispetto a un mese e un anno fa, con il rendimento dei titoli a 2 anni che arriva allo 0.85%


Rendimento dei titoli a due anni


Dollaro molto forte

Euro debole per via delle attese sul rialzo dei tassi Usa e aumento del Qe da parte della BCE.

Oro in picchiata. I motivi li ho scritti QUI

Fatto salvo  un brutto rapporto sul mercato del lavoro che uscirà venerdì prossimo, il mercato sembra prezzare l'aumento dei tassi di interessi nel prossimo meeting di dicembre. Ipotesi confermata proprio ieri dalla Yellen. Ovviamente nulla è scontato, ma le possibilità di aumento nel meeting di dicembre, al momento, sono in sensibile aumento.


Janet Yellen ha fiducia nell'economia americana e nella sua capacità di reggere davanti a un possibile rialzo di tassi di interesse al vertice della Federal Reserve di metà dicembre. «L'economia sta registrando performance soddisfacenti», ha detto parlando al Congresso americano. Un passo «sufficiente» e tale che «potrebbe essere appropriato» decidere una stretta di politica monetaria il mese prossimo purché i dati continuino a essere adeguati. La stretta, ha detto, «è una ipotesi che vive».
Yellen, più in dettaglio, ha affermato che la Banca centrale prevede che «l'economia continui a crescere ad un passo adeguato a generare ulteriori miglioramenti sul mercato del lavoro e a riportare l'inflazione verso il target del 2% nel medio periodo, e se le informazioni in arrivo sosterranno questa attesa, allora abbiamo indicato che dicembre è una possibilità concreta» per un intervento sui tassi.
«Muoversi con tempismo, se i dati e l'outlook lo giustificano, è prudente - ha aggiunto - perché saremo in grado di procedere a un ritmo più misurato. Ci aspettiamo che l'economia evolva in modo tale da permetterci di agire in maniera molto graduale e , naturalmente, dopo averlo fatto, verificheremo con estrema attenzione se le nostre apettative si realizzeranno». Ancora: «Se dovessimo muoverci, ad esempio, a dicembre, questo sarebbe fondato su aspettative - che ritengo giustificate - che con schiarite sul mercato del lavoro, l'inflazione salga verso il 2 per cento. Naturalmente, però, se dovessimo intervenire dovremmo verificare nel tempo che le attese si materializzino e in caso contrario correggere la politica in modo adeguato».
Yellen ha tenuto anche alta la guardia sulla regolamentazione e i controlli necessari sulle grandi banche da parte della Fed per salvaguardare il sistema finanziario e l'economia, nonostante le pressioni del Congresso a maggioranza repubblicana che chiede a gran voce, in clima di campagna elettorale, di ridurre i poteri della Banca centrale e alleggerire le normative, accusandole di danneggiare la crescita.
Il presidente della Fed ha testimoniato davanti alla Commissione Servizi Finanziari della Camera, un appuntamento fisso creato dalla riforma bancaria Dodd-Frank e al quale dovrebbe partecipare un vicepresidente della Banca centrale incaricato della regolamentazione nominato dall'amministrazione. Barack Obama non tuttavia ancora effettuato la nomina e Yellen è diventata un supplente di lusso.
I suoi commenti sull'economia e sulla politica monetaria sono arrivati durante la fase delle risposte alle domande dei deputati. Le dichiarazioni sulla missione regolamentare fanno parte della sua testimonianza scritta.
«Esistono ancora significativi problemi di rispetto delle norme e di gestione del rischio», ha detto la presidente della Fed. E ha denunciato «fallimenti di compliance che in anni recenti hanno eroso la fiducia» e minacciano di avere ripercussioni per la stabilità finanziaria. La Fed ha l'incarico di guidare la supervisione di 16 grandi finanziarie, banche e assicurazioni, definite di importanza sistemica e ha indicato che la missione di regolamentazione deve essere flessibile, perché «non in tutti casi va bene la stessa soluzione».
La testimonianza della Yellen è anche uno di cinque discorsi oggi da parte di esponenti della Fed. Leal Brainard, un colomba sui tassi, ha sottolineato che la decisione su una stretta di politica monetaria dipenderà dai dati economici. In serata parleranno tra gli altri William Dudley della Fed di New York e il vicepresidente della banca centrale, Stanley Fischer.
Oggi è uscito un dato incoraggiante sul mercato del lavoro, col sondaggio ADP che ha riscontrato la creazione di 182.000 posti nel settore privato, di buon auspicio per il dato nazionale che il governo darà venerdì. Stando agli economisti una creazione di almeno 175.000 impieghi sarà sufficiente a dimostrare un recupero che consenta alla Fed adeguata fiducia nella forza dell'espansione, tale da alzare i tassi al suo vertice di metà dicembre.
Intanto l'euro arretra sul dollaro dopo le parole di Yellen e tocca quota 1,0859 dollari ai minimi da luglio sul biglietto verde. Mentre il numero uno della Federal Reserve ha aperto a un rialzo dei tassi americani a dicembre mentre, nelle ultime ore Mario Draghi (presidente della Bce) ha invece indicato la possibilità di intensificare l'espansione monetaria in Europa. L'allargamento della forbice dei tassi tra Bce e Fed (a vantaggio di quest'ultima) ha l'effetto immediato di rivalutare il biglietto verde sull'euro.

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