venerdì 6 novembre 2015

USA: I DATI SUL LAVORO SPINGONO IL DOLLARO... E LA FED VERSO L'AUMENTO DEI TASSI

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Pubblicati poco fa i dati sul mercato del lavoro negli USA, che sono risultati migliori delle attese degli analisti. La forza dell'occupazione Usa rende più concreta la prospettiva di un rialzo del costo del denaro nel prossimo meeting della Fed, nel mese di dicembre. 


 Il saldo delle buste paga nei settori non agricoli statunitensi (non-farm payrolls) è risultato positivo per 271 mila unità, un dato che si raffronta con le 142 mila unità di settembre. Oltre le indicazioni del mercato che stimava +185 mila unità.
Il tasso di disoccupazione si è, invece, attestato al 5% a ottobre (per la prima volta da metà ottobre) rispetto al 5,1% della passata rilevazione. Il tasso di partecipazione al lavoro è rimasto invariato al 62,4 per cento.
Segnali migliori delle attese sono arrivate anche dal salario medio orario: il dato è risultato in crescita del 2,5% contro il +2,2% del mese precedente, battendo anche il +2,3% pronosticato dagli esperti. Si tornano così a vedere i livelli di crescita del 2009. (fonte).
Sul fronte europeo, stamattina sono giunti pessimi segnali dall'industria tedesca che hanno rafforzato l'ipotesi di un ulteriore allentamento monetario da parte della BCE
Si conferma un momento negativo per la Germania. Dopo gli ultimi dati macroeconomici deludenti questa mattina è toccato alla produzione industriale che a settembre ha segnato una contrazione mensile pari all'1,1%, dal -0,6% di agosto e contro il +0,5% atteso dagli analisti. Male anche la lettura annua che scende ad uno striminzito +0,2% contro il +2,7% precedente. Il consensus degli analisti in questo caso era pari al +1,3% (fonte)

Mentre sto scrivendo il dollaro è scambiato 1.0744 contro euro, mentre l'oro è in discesa (il motivo lo abbiamo spiegato QUI)

L'irrobustirsi delle prospettive per un aumento dei tassi da parte della FED, favorisce la correzione dei mercati obbligazionari, con rendimenti in aumento sia negli Usa che i Europa.

Al fine di far ben comprendere le dinamiche del mercato del lavoro negli Usa, vi segnalo la serie di grafici che segue.

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