lunedì 7 settembre 2015

QUEL PARASSITA DI MIA MOGLIE

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Mia moglie fa parte di quella schiera di parassiti che verranno assunti grazie alla "buona scuola".
E’ talmente parassita che ha iniziato da piccola ad esserlo. Anzi, diciamo che è stata sempre una sua aspirazione e finalmente c’è riuscita.

Pensate che, fin da piccola, ha costruito tutto il suo percorso di studi per diventare parassita. Una vita intera dedicata a questa impresa. Prima ha conseguito il diploma di scuola magistrale con il massimo dei voti, poi la laurea in Scienza della formazione primaria con 110 e lode; successivamente ha conseguito tre master e poi, in ultimo, la specializzazione per il sostegno. E per fare i master ha speso anche un sacco di soldi, perché -dicevano- fossero necessari per scalare le graduatorie al fine di diventare parassiti in pianta stabile presso la scuola statale.
La laurea è stata conseguita nel 2007 e da lì in poi, siccome era una parassita precaria, è sta sbattuta a destra e a sinistra per tappare i buchi nell’organico delle scuole. Ma il sacrificio era necessario perché lei voleva diventare una parassita di ruolo e quindi era necessario ottenere punteggi per scalare la graduatoria, certa che, prima o poi, sarebbe riuscita nella sua aspirazione di diventare parassita in pianta stabile.

Pensate che, proprio in questa ottica, un anno ha lavorato per un’ora a settimana, per tutto l’anno scolastico, in un paese montano a 30 km di distanza da casa. Ci pensate? Lavorare un’ora a settimana, pagata dalla scuola pubblica, è il massimo del parassitismo.
Altre volte, invece, è andata assai peggio. Perché, quando ha avuto la sfortuna di avere l’orario pieno e quindi guadagnare qualcosa in più, trascorreva interi pomeriggi e intere serate a correggere i compiti e le verifiche degli alunni, a preparare la lezione per il giorno dopo o quelli successivi e quant’altro occorreva fare per svolgere al meglio il proprio lavoro. Senza poi parlare delle rituali riunioni con il corpo docente e i genitori che, il più delle volte, si dilatavano fino a tarda sera.
Io, vedendola sempre così impegnata con la scuola mi preoccupavo per lei perché, in effetti, con tanto lavoro che svolgeva, il suo stipendio era di gran lunga inferiore all’impegno profuso. Allora le dicevo: “Ti stai rovinando con le tue stessi mani! Se lavori così tanto non diventerai mai una parassita modello! Non lo capisci che se lavori così tanto nessuno potrà mai pagarti alcun compenso aggiuntivo per il lavoro che svolgi?” Lei, sconsolata, chinava il capo e continuava a lavorare.
Tutto questo fino a l’altro giorno, quando, finalmente, grazie alla "buona scuola", ha avuto notizia che diventerà a tutti gli effetti una parassita di ruolo. E pensate che diventerà parassita di ruolo a 450 km i di distanza, percependo uno stipendio che sarà completamente assorbito per il pagamento dell’affitto, delle utenze domestiche, degli spostamenti e quant’altro necessario per essere una parassita a tutti gli effetti. Per di più, diventerà parassita facendo saltare in aria tutti i progetti e i piani costruiti in anni di vita coniugale.

Quella di mia moglie è una vera e propria devozione al parassitismo. Parassiti in un cesso di paese chiamato Italia.
Ciao Fede.

Ps: va bene il posto  di lavoro lontano da casa, ma non si dica che sono parassiti. Almeno  in questo caso e nei tantissimi casi simili.

8 commenti:

  1. Il "lavoro umiliato" è l'amara medicina della buona fede.
    In questa povera Italia è sempre in torto chi per convinzione genuina, agisce in maniera corretta: cioè senza malizia e nel sostanziale rispetto delle regole.
    A buon intenditor..

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  2. Come si fa a portare avanti e perseguire un progetto così fallimentare per una vita intera???
    Una vita sprecata.

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  3. parassita anche la mia...tutto uguale se non che è stata promossa parassita di ruolo incredibilmente a soli 10 minuti di auto da dove ci eravamo trasferiti in precedenza parassitando precariamente. fondamentalmente non la capirò mai, nemmeno mi divertivo a scuola:-)

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  4. Carissimo Paolo, articolo molto polemico, ma attento che anch'io so essere polemico.
    Dunque, dico io, ci sono anche dei "ma".
    Primo: Ma com'è possibile assicurare un posto a tutti gli insegnanti di un luogo se in quel luogo ci sono pochi studenti ?
    Secondo : Ma un insegnante deve per forza lavorare nelle scuole pubbliche ? Non ci sono anche le scuole private ?
    Terzo : Ma un laureato deve per forza fare l'insegnante ?
    Qui in Italia stiamo ancora vivendo di passato, soprattutto quello dei partiti del dopoguerra, che con le loro ideologie, hanno enfatizzato il sogno del posto fisso (che è anche il mio), e soprattutto il sogno del posto STATALE.
    Ora ci si lamenta perché nessuno li esaudisce. Ma come si fa a lamentarsi di un sogno che non si avvera ??
    Eppure è chiaro che sono sogni appartenenti al passato.
    Sarà il caso di metterli definitivamente via, ed iniziare a guardare la realtà.

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  5. Bella la realtà di oggi.... Plasmata a piacere del capitale e da più lobby..
    Divorzio fra tesoro e banca d'Italia, perdita della capacità di spesa dello stato, impossibilità a monetizzare parte del debito, privatizzazione del sistema bancario con conseguente perdita di una vera capacità di guida del governo nell'allocazione del credito, adesione al meccanismo del bail-in x la risoluzione delle crisi bancarie, perdita della politica valutaria con adesione allo sms/euro, fine della discrezionalità nazionale nella determinazione del tasso di sconto, della base monetaria, del tax di cambio reale.
    Illogiche politiche mercantilistiche all'interno dell'UE, compressione dei salari e dei diritti, inseguendo una competitività che e' solo di prezzo, e che altro non fa se non minare nell'oggi e nel domani, la possibilità di ripresa dei consumi interni.

    Anche mia madre e' stata una parassita (anzi lei oggi lo e' 2 volte xke ora e' in pensione). Ha girato x anni tutta la provincia, ha vinto il concorso studiando la sera con me di un anno e con mio fratello nella pancia.
    Classi di 25/28 alunni l'anno x 35 anni che mia madre a contribuito a far crescere. X molti e' stata una seconda mamma e per alcuni (quelli più in difficoltà come alcuni venuti dall'Albania x nave se ricorderete) in casa nostra c'era un posto a tavola la domenica.
    Ricordo la passione con cui lavorava, con cui si preparava x poi preparate gli altri, di come talvolta la domenica portava tutta la famiglia a visitare siti archeologici e musei x poi scegliere la gita da far fare ai suoi alunni.

    Ps povera Italia, che fine abbiamo fatto. Dopo gli anni della grande alfabetizzazione, dell'innslzamento della scuola dell'obbligo, dopo aver ragionato alcuni decenni fa, di una proposta x il voto a 16 anni.... Ci troviamo in mezzo ad un'ondata di analfabetismo strisciante di ritorno dove accanto a persone che ne studiano ne lavorano, ce ne sono tante laureate che non conoscono neanche le informazioni di base delle materie pilastro del loro titolo di studio.

    Forse tutto questo e' voluto.
    Scusate la lunghezza


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    1. Carissimo "il grossetano Marco F.",
      ti ringrazio per il tuo intervento in quanto mi ha dato modo di rendermi contro di una mia dimenticanza : non ho mai pensato che gli insegnanti siano dei parassiti, nè li ho mai chiamati in questo modo. E' vero che nelle scuole ci sono tante mele marce che scaldano le cattedre (e in effetti sono dei parassiti, se vogliamo chiamarli così, ma non si tratta di un termine da applicare solo al mondo della scuola, è una generalizzazione fuorviante).
      Ma ci sono anche tanti insegnanti bravi e che lavorano con passione come tua madre, ai quali tanto di cappello e che meriterebbero, oltre alla foto incorniciata, anche uno stipendio proporzionato al loro impegno (gite, tzè, gli insegnanti di oggi le hanno praticamente abolite).
      E vi assicuro che con 5 figli di scuole... ne abbiamo viste di tutti i colori.

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  6. Il problema e' essenzialmente culturale. In Italia si vive sempre contro qualcuno o qualcosa. Cosi non si va e non si andra' da nessuna parte. C'e' un abisso con un tedesco o anche con un austriaco. Ma non si puo' cambiare la storia. Diciamo che in parole semplici e dure questo e' un paese di opportunisti ma senza palle. E la cosa si perpetuera' all'infinito. Non c'e' speranza. I veri furbi se ne sono andati da anni.
    Gli altri continueranno a lamentarsi fino alla fine dei tempi. Amen.

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  7. "Mi piace" all'intervento di Roberto Torre

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