lunedì 27 luglio 2015

ALLARME FMI: ITALIA, OCCUPAZIONE A LIVELLI PRE-CRISI SOLO TRA 20 ANNI

Qualche tempo fa mi sono divertito a calcolare quanto PIL ha perso l'Italia durante la crisi, qualora l'economia fosse cresciuta allo stesso ritmo di crescita del periodo 1995-2007 (anno precedente l'inizio della crisi).
Ne venne fuori questo disegnino, nel quale si stima che l'Italia ha perso circa 330 miliardi di PIL (i dati si riferiscono al 31 dicembre scorso).



Successivamente, con un altro grafico, avevo simulato in quanto tempo l'Italia avrebbe potuto recuperare il PIL perso, ipotizzando una crescita annua, dal 2014 in avanti, del 3.5% e del 2.5% (tassi di crescita tipici dei paesi emergenti).

Ne era venuto fuori che, con un tasso di crescita del 3.5%, l'Italia recupererebbe il PIL perso nel 2024; mentre, con un tasso di crescita del 2.5%, il recupero avverrebbe solo nel 2034: quasi venti anni.



Ovviamente -scrivevo- in tutto questo periodo si dovranno evitare (come la peste bubbonica) le eventuali crisi che dovessero verificarsi. Praticamente impossibile.

A dare sostegno ai numeri appena espressi, proprio oggi, è intervenuto il Fondo Monetario Internazionale con un rapporto dedicato all'Eurozona.
A proposito dell'Italia si legge che  «senza una significativa accelerazione della crescita, per l’Italia ci vorranno quasi 20 anni per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi». Inguaribili ottimisti, quelli del FMI.

Da Il Sole 24 Ore
L’Italia sta emergendo da tre anni di recessione. È quanto sottolinea il Fondo monetario internazionale in un rapporto sull’Eurozona. Nel rapporto il Fondo conferma che la ripresa «prosegue» ed evidenzia che tra le grandi economie dell'area euro, la Germania «continua a crescere leggermente sopra 1,5%», la Spagna sta «recuperando energicamente», e l'attività in Spagna «è ripresa all'inizio di questo anno».Occupazione: 20 anni per tornare ai livelli pre-crisi Tornando all’Italia, il Fmi spiega che «senza una significativa accelerazione della crescita, per l’Italia ci vorranno quasi 20 anni per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi» (lo stesso vale per il Portogallo, mentre alla Spagna serviranno 10 anni per raggiungere il medesimo obiettivo). Lo afferma il Fmi nel apporto conclusivo della missione di monitoraggio Articolo IV condotta nell'Eurozona, sottolineando che la disoccupazione nell'area euro è «alta» e «probabilmente lo resterà per del tempo».I primi progressi fatti con Jobs Act Secondo l’istituto di Washington, nel nostro Paese le priorità sul fronte delle riforme sono quattro: migliorare l’efficienza del settore pubblico e quella della giustizia sul piano civile; migliorare la flessibilità del mercato del lavoro e aumentare la competizione nei mercati dei prodotti e dei servizi. L’Fmi cita i recenti progressi fatti dall'Italia come alcune riforme del sistema giudiziario per accelerare il ritmo con cui vengono condotti i processi, come la nuova legge sulla responsabilità civile dei giudici e il Jobs Act. In particolare, sono cinque le raccomandazioni dello staff dell'istituzione guidata da Christine Lagarde.Le cinque raccomandazioni per l’Italia del Fmi La prima è «l’adozione e l’implementazione della pianificata riforma dell’amministrazione pubblica», che tra l’altro dovrebbe trattare anche la gestione delle risorse umane per sbloccare la produttività; la seconda è data da «ulteriori misure volte a migliorare l’efficienza della giustizia civile», razionalizzando i tipi di casi che arrivano alla Cassazione, permettendo un’ulteriore specializzazione dei tribunali e premendo l’acceleratore sul progetto per lo sviluppo di indicatori sulla performance dei tribunali. La terza raccomandazione comprende, oltre al rafforzamento delle politiche previste dal Jobs Act, la «legislazione e l'implementazione di misure concrete per ridisegnare» il cosiddetto «wage supplementation scheme» (la CIG) «in un sistema universale di sostegno condizionale alla ricerca di lavoro e al training». La quarta raccomandazione del Fondo per l'Italia riguarda una «decentralizzazione della contrattazione salariale per permettere una maggiore flessbilità nei contratti nazionali».Infine, l'Fmi chiede la rapida approvazione e implementazione della Legge annuale sulla competizione per affrontare le barriere regolamentari esistenti in settori chiave come il retail e i trasporti. Essa «sosterrebbe la crescita», si legge nel rapporto, che aggiunge: «la piena implementazione di riforme già legiferate da tutti i livelli del governo è necessaria per migliorare il contesto imprenditoriale.

1 commento:

  1. Per fortuna qualcuno che ufficializza ciò che ben sapevamo, e che Padoan e Renzi si guardano bene da confessare.
    Non poteva che venire da un "ente" esterno all'Italia.
    Niente di nuovo.
    Solo tristezza.

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