venerdì 19 giugno 2015

L'ISTAT SFERRA UN DURO COLPO ALLA PROPAGANDA GOVERNATIVA

Già conoscete la storiella della propaganda governativa, che non perde occasione per raccontare un'Italia che non c'è, che non esiste, soprattutto nell'ambito del mercato del lavoro.

Vi riporto alcuni tweet


Insomma, la solita storiella per la quale si potrebbe andare avanti per ore: l'Italia che riparte, la volta buona di qua, la volta buona di là.
Peccato che i dati raccontino tutt'altra storia che, purtroppo per Renzi, è assai più aderente alla realtà.
L'Istat, da qualche giorno, grazie alla pubblicazione degli indici, generale e settoriali, del "numero delle posizioni lavorative dipendenti",  ha arricchito gli indicatori del lavoro nelle imprese. E il quadro che ne emerge non è dei più rosei, contrariamente a quanto afferma Renzi & C.

Da Istat:
Nel primo trimestre 2015 le posizioni lavorative nel totale dell'industria e dei servizi diminuiscono, in termini destagionalizzati, dello 0,1% sul trimestre precedente. Rispetto ai primi tre mesi del 2014, l'indice cala dello 0,8%. L'indice destagionalizzato delle posizioni in somministrazione aumenta, in termini congiunturali, del 6,9% e, in forma grezza, del 18,8% rispetto al primo trimestre 2014.
Nel complesso dell'industria e dei servizi, il monte ore lavorate diminuisce, in termini destagionalizzati, dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nel confronto con il primo trimestre del 2014 il dato corretto per gli effetti di calendario rimane invariato.
Le ore lavorate per dipendente nel primo trimestre 2015 non mostrano variazioni, in termini destagionalizzati, sul trimestre precedente. Rispetto allo stesso trimestre del 2014, l'indicatore, corretto per gli effetti di calendario, segna un aumento dello 0,2%.
Che tradotto, in estrema sintesi, significa che non si lavora di più, o perlomeno non nei termini raccontati da Renzi & C.





1 commento:

  1. Ottime considerazioni sulla "ripresa" italiana ma io vedo ancora oltre. Questione di carattere e deformazione professionale da indigestione di "forecast"..........se cosi posso dire. Si sostiene che l'Italia ha fatto malissimo a non approfittare del " boom" creato da fattori esogeni e che quando finiranno saranno dolori. Ma quale boom? Se non si riduce il ragionamento (e le analisi) ai minimi termini non si vede oltre la punta del naso. Ma fa comodo al 99,99999% il corto raggio.........salvo poi prendere le legnate della storia. Puntuali ed inesorabili. Non si tratta di cigni neri o grigi o blu.........ma di pura imbecillita' umana. L'assurdo dal mio punto di vista e che sostengo da 15 anni e' che alimentare l'espansione coi debiti sia semplicemente demenziale. E il QE rientra in questa logica perfettamente. Carta x comprare debito........debito x stampare (virtualmente) carta. Il cane che si mangia la coda. L'duomo che si mangia il debito. A colazione,pranzo,merenda e cena..........Io da tempo penso che il capitalismo (senza nessun aggettivo) sia l'ultima "stronzata" prodotta dalla mente umana. La serie e' drammaticamente lunga nei secoli e nei millenni. Pensiamo a tutte le ideologie e anche le religioni per certi aspetti ne fanno parte. Non capire che noi siamo natura e siamo di passaggio ci fara' vivere sempre peggio. Se anche un papa arriva a "capirlo" siamo veramente alla frutta. Per il caffe' possiamo aspettare qualche decennio........forse. Per fortuna che io non lo bevo da anni. Questione di caffeina.

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