mercoledì 27 maggio 2015

PERCHE', NEL SECONDO TRIMESTRE, E' DIFFICILE IMMAGINARE UN RIMBALZO DELL'ECONOMIA USA?

A proposito del rallentamento dell'economia Usa, vi segnalo l'analisi di Philippe Waechter, capo economista di Natixis AM.
Nel suo ultimo intervento  sul proprio blog intitolato USA – The Rebound that will not come. l'economista invita a non illudersi: il Pil degli Usa non reagirà con forza nel secondo trimestre del 2015. Una dinamica che metterà pressione alla volontà della Fed di alzare i tassi.
Nella sua analisi Waechter parte dall'oservazione che come l'anno scorsoanche quest'anno la crescita degli Stati Uniti nel primo trimestre è risultata debole. La prima stima è stata un marginale +0,2% su base annuale. La questione ora è capire se è possibile un rimbalzo nel secondo trimestre.
Molti osservatori hanno calcolato che di solito, almeno nel recente passato, il primo trimestre registra numeri di bassa crescita ma che poi il secondo trimestre mostra un rapido rimbalzo che rimette in carreggiata il trend rialzista del Pil degl Usa. Lo scorso anno si è verificata una situazione simile: il primo trimestre del 2014 era stato fortemente condizionato  in negativo dal maltempo ma poi erano seguiti due trimestri forti.
Questa volta? Gli ultimi dati pubblicati sono stati le vendite al dettaglio e la produzione industriale di aprile. La tentazione è quella di paragonare la situazione attuale con quanto è avvenuto l’anno scorso.
Il grafico è molto esplicativo della differente dinamica in corso tra i due stessi periodi del 2014 e del 2015:















Lo scorso anno durante il maltempo invernale, le scorte negli Usa erano crollate drammaticamente, affossando il dato del Pil del primo trimestre 2014. Nel secondo trimestre viceversa la ricostituzione delle scorte aveva contribuito per un terzo al robusto +4,6% del Pil registrato da inizio aprile a fine giugno 2014. Quest’anno le scorte sono addirittura salite nel primo trimestre. A fronte anche di una domanda debole, un aumento delle scorte nel secondo trimestre 2015, se proprio si dovesse verificare, risulterà comunque contenuto.
Nelle sue ultime previsioni, la Fed di Atlanta ha ridotto le previsioni del Pil del secondo trimestre 2015 a un modesto +0,7% annualizzato. Se dovesse essere confermato dai fatti, per l’intero 2015 la crescita risulterà intorno al 2%.
A questo punto la questione allora è sapere se questa situazione ridurrà o no la volontà della Fed di alzare i tassi di interesse? Janet Jellen ha fatto più volte riferimento ai problemi per le imprese Usa dati da un dollaro già forte ma che potrebbe esserlo ancora di più in caso di un aumento dei tassi. "Per evitare ulteriore debolezza all’economia Usa, potrebbe convenire rimandare il rialzo del costo del denaro", conclude il capoeconomista di Natixis AM.
Fonte: AdvisorProfessional


Aggiornamento del 29/05/2015, ore 15,00

Chi riteneva basso il +0,2% riportato in precedenza negli Stati Uniti dovrà ricredersi. La maggiore economia al mondo è inciampata clamorosamente nel primo trimestre, periodo che ha visto il prodotto interno lordo americano contrarsi del -0,7%. 
È una frenata molto brusca, tuttavia gli analisti e le autorità sono pronti a scommettere che si sia trattato di un passo falso dovuto a una serie di elementi momentanei. Basta analizzare le componenti relative a consumi e profitti aziendali, per smentirli. C'è poco da essere ottimisti.
Unica magra consolazione della débacle è che la revisione al ribasso dal +0,2% della stima preliminare è risultata migliore delle previsioni. Gli analisti puntavano infatti su una contrazione dell'1%. Le stime raccolte da Bloomberg variavano molto tra loro e andavano da un calo dell'1,2% a un incremento dello 0,2%. 
A gravare sull'attività economica degli Stati Uniti sono stati una serie di fattori, tra cui il maltempo invernale e il dollaro forte, che ha pesato sulla domanda di beni americani.
Quella di oggi è la seconda revisione intermedia del dato diffuso dal dipartimento al Commercio americano. 
La revisione finale del dato arriverà il mese prossimo. Nel quarto trimestre dell'anno scorso il Pil aveva segnato un +2,2%.
"I numeri mostrano che l'economia è letteralmente collassata lo scorso trimestre, ma sappiamo che ci sono una serie di fattori speciali che hanno influito", ha detto a Bloomberg Jim O’Sullivan, chief economist in Usa presso High Frequency Economics. O’Sullivan, che è sempre stato uno degli strategist più ottimisti negli ultimi due anni sulla crescita del Pil dice che "ci sono buone possibilità che l'attività si riprenderà nel secondo trimestre". 
Alcune sotto componenti del dato principale sembrano dare torto all'analista. Gli utili allineati sono calati di 125,5 miliardi nei primi tre mesi dell'anno. Nell'ultimo trimestre del 2014 erano scesi di 30,4 miliardi. 
I consumi hanno deluso, con una crescita di appena l'1,8%, sotto il 2% previsto, contribuendo solo per l'1,23%. In quest'ultimo caso si tratta della peggiore percentuale dai primi tre mesi dell'anno scorso, quando il Pil (dato rivisto) ha subito una flessione del 2.11%
Fonte: WallstreetItalia

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