martedì 5 maggio 2015

LA UE RITIENE SCONTATO IL PROSSIMO AUMENTO IVA

Sono uscite le previsioni di crescita elaborate dalla Commissione Europea. Per il 2015, l'italia viene accreditata con una crescita del Pil pari allo 0.6%, grazie al contributo apportato dai fattori esterni. Per il 2016, la commissione prevede un'accelerazione della crescita a 1.4%.
Salvo molti punti interrogativi, aggiungo io. Perché, ad esempio, le condizioni esterne favorevoli (prezzo del petrolio, euro debole, bassi tassi di interesse e congiuntura globale) non è affatto detto che rimangano tali.

Come che sia, al di là delle previsioni di crescita che potete trovare in forma integrale QUI e QUI, giova soffermarsi sulla dinamica dell'inflazione che, secondo la commissione, raggiungerà l'1.8% nel 2016.
La commissione scrive che all'aumento dell'inflazione - attesa all'1.8% nel 2016 - contribuirà anche l'aumento dell'IVA previsto nella legge di bilancio per salvaguardare il raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica. 

Tuttavia la commissione precisa che il governo italiano si è impegnato ad evitare l'aumento dell'Iva attraverso la riduzione della spesa che troverà dettaglio nella prossima legge di stabilità (quella per il 2016).
Al riguardo giova segnale che le previsioni di finanza pubblica elaborate dalla Ue non considerano gli effetti derivanti dalla recente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimo  il blocco della perequazione all'inflazione delle pensioni previsto nel "Salva Italia" del governo Monti (ne abbiamo parlato QUI e QUI). Secondo i numeri che circolano, la sentenza rischia di aprire una voragine nei conti pubblici che, in base alle stime, si quantifica tra i 10 e i 14 miliardi di euro.
Giacché le clausole di salvaguardia da disinnescare per il 2016 ammontano a circa 16 miliardi (che poterebbero variare sia in eccesso che in difetto, in relazione alla crescita economica), alla luce delle sentenza della Corte Costituzionale  appare assai arduo evitare il prossimo aumento dell'Iva che, chiaramente, produrrà ulteriori effetti recessivi.

2 commenti:

  1. Egregio dottor Cardenà, la ringrazio perchè la sua chiarezza e puntualità analitica mi aiuta a capire questa guerra che stiamo vivendo. Quello che Le vorrei chiedere è: Perchè proseguire nell'osservare l'agonia del ns paese? Non sarebbe meglio organizzare un paese 'parallelo' che con l'aiuto di tecnici preparati come Lei e le persone che Lei sicuramente conosce, potrebbero dare forma a un'altra economia, realmente libera dalle banche centrali, e che risolverebbe i nostri problemi? Perchè non trovare persone che inizino un percorso in cui, ad es. si crei una spa(?) e coi soci si disponga di un capitale e con questo si compri oro e su questa base si inizi a stampare una moneta alternativa. Questo sarebbe una secessione che pian piano scalzerebbe l'euro che ci affonda, ma anche i politici che ci remano contro. Che sia possibile, io che non ha gli studi 'giusti' non lo so, ma mi aspetterei delle proposte da chi è addentro come lei, se no, a che pro informare che è tutto sbagliato sta per saltare il banco? Grazie

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    1. In realtà qualche soluzione è stata già proposta all'interno del blog e degli articoli pubblicati nelle scorse settimane. Ma siccome è assai difficile immaginare che la politica implementi le soluzioni proposte (soprattutto per via di preconcetti ideologici) allora ripeto quanto affermato in altre occasioni: LA SALVEZZA E' PERSONALE. Triste dirlo, ma al momento è proprio così

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