lunedì 4 maggio 2015

CONTI PUBBLICI: A RISCHIO 9 MILIARDI DI EURO

Sul tema della sentenza della Corte Costituzionale che, di recente, ha dichiarato illegittimo il blocco della perequazione all'inflazione delle pensioni previsto nel "Salva Italia" del governo Monti, ne avevamo già parlato QUI

Il Sole 24 Ore segnala che per le casse dello stato l'impatto potrebbe arrivare a oltre 9 miliardi di euro. Un macigno che rischia di vanificare ampiamente i benefici prodotti dalla diminuzione dei tassi di interesse e che si aggiunge ai 16 miliardi di euro relativi alle clausole di salvaguardia da disinnescare (se si riesce...) per il 2016. Il tutto in un ambiente di crescita  economica che potrebbe essere assai  inferiore a quanto previsto nel Documento di Economia e Finanza varato qualche settimana fa.

Da Il Sole 24 ore:
C'è un effetto diretto e un effetto trascinamento, determinati dalla sentenza della Corte costituzionale sulla mancata rivalutazione delle pensioni superiori ai 1.405 euro lordi che potrebbe pesare tra i 10 e i 12 miliardi lordi sui saldi di finanza pubblica (8-9 al netto del gettito Irpef). Un impatto che i tecnici del Governo stanno analizzando in vista degli interventi da adottare: la sentenza è arrivata alla vigilia del 1° maggio e solo da domani saranno possibili valutazioni più approfondite.Ai pensionati interessati dalla norma Fornero-Monti giudicata incostituzionale - sono 5,5 milioni su un totale di poco superiore ai 18 milioni - dovrà esser restituita l'indicizzazione perduta nel biennio 2012-2013 (quando il tasso variò tra il 2,6% e l'1,9%) e la capitalizzazione della medesima, che vale come base di calcolo per l'indicizzazione del biennio successivo, il 2014 e il 2015.La maggior spesa pensionistica che si crea dovrà essere resa compatibile con i quadri programmatici del Def al vaglio delle autorità europee. Nella soluzione da trovare per i rimborsi bisognerà inoltre tenere conto dell'aumento che essi determineranno sulla base imponibile Irpef (per evitare cioè che la restituzione una tantum produca un aumento penalizzante del prelievo).E bisognerà anche calcolare le contromisure da prendere sugli effetti futuri, a partire dalla tenuta o meno delle successive misure di contenimento dell'indicizzazione delle pensioni adottate con la Stabilità 2014 del Governo Letta (che ha mantenuto il blocco sulle pensioni oltre sei volte il minimo - circa 3mila euro lordi - e contenuto parte della rivalutazione sopra la soglia dei 1.405). Quella misura determina minore spesa previdenziale futura, nel 2016 e gli anni a seguire, per 3-3,5 miliardi l'anno, una tendenza che ora andrà però tutta ricalcolata. Ulteriore elemento che i tecnici dovranno considerare sarà, infine, il valore degli interessi maturati sui totali da rimborsare.Ieri la segretaria dello Spi-Cgil, Carla Cantone, ha chiesto l'immediata applicazione della sentenza «così come avvenne con il contributo di solidarietà su quelle d'oro che fu restituito a stretto giro».Secondo il sindacato i risparmi generati dalla norma incostituzionale e dalle nuove soglie introdotte nel 2014 hanno prodotto risparmi per 9,7 miliardi. Anche il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha assunto un'iniziativa concreta annunciando una class action per far riavere i soldi ai pensionati colpiti. E tra le considerazioni che circolavano sempre ieri in ambienti sindacali è spuntata anche un'altra ipotesi: che le motivazioni della sentenza possano valorizzare i ricorsi giudiziari contro un altro blocco prolungato negli anni, quello dei contratti del pubblico impiego, che in media non superano di molto la soglia dei 1.405 euro al mese.La sentenza, s'è limitato a dire il ministro Giuliano Poletti, «non può che essere applicata», mentre il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia, parla di «sentenza additiva che provoca un impatto forte, ora bisogna concordare una soluzione con Bruxelles».Da domani anche i vertici dell'Inps potrebbero essere in grado di valutare l'impatto del pronunciamento dei giudici delle leggi. I precedenti dicono che per ricalcolare tutte le prestazioni in gioco servirà almeno un mese e se, per esempio, il Governo dovesse adottare un provvedimento d'urgenza entro maggio il rimborso (parziale o totale che sia) non potrebbe che arrivare a partire dagli assegni di luglio. La soglia del “tre volte il minimo” vale per le posizioni individuali e ricomprenderebbe, dunque, tutte le prestazioni incassate, compresi gli eventuali cumuli.Non è da escludere che la novità della sentenza si riverberi infine sull'iniziativa annunciata di riallineamento di tutti i pagamenti pensionistici il primo di ogni mese (attualmente circa 4 miliardi di prestazioni sono erogate il 10 del mese). L'attesa era per giugno, ora si vedrà.

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