martedì 10 marzo 2015

VERSO LA BANCAROTTA: NEL MESE DI GENNAIO PRODUZIONE INDUSTRIALE ANCORA IN CALO

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Molti autorevoli commentatori  sostengono che ci sono condizioni "irripetibili" e estremamente propizie per favorire la crescita. E in parte hanno anche ragione.
L'euro debole che favorisce le esportazioni, tassi praticamente a zero, petrolio a prezzi ridotti del 50% rispetto a otto mesi fa, liquidità abbondante garantita dalla Bce, crescita  degli USA che "dovrebbe trainare la ripresa" (anche se gli ultimi dati -a parte quelli sul lavoro- indicano un rallentamento), riforme del governo Renzi (potete ridere).
Questi, brevemente, sono i principali driver che dovrebbero veicolare la crescita.

Eppure, il dato uscito  oggi sulla produzione industriale di gennaio è stato molto deludente, direi addirittura imbarazzante se si pensa all'euro debole e al prezzo  del petrolio.
Ciò induce a ritenere che se l'Italia, nel trimestre in corso, dovesse cresce (come penso) in maniera assai timida (o addirittura decrescere, ipotesi non del tutto esclusa, allo stato attuale), questo equivarrebbe a scrivere una sentenza già scritta. Ossia che l'Italia non ha alcuna possibilità di salvezza, in quanto cronicamente incapace di agganciare qualche forma di ripresa economica.

Il dato sulla produzione industriale è assai preoccupante, perché l'andamento dell'industria è direttamente correlato a quello dell'economia del Paese. Le fasi di contrazione della produzione hanno coinciso con i periodi di recessione, mentre quelle di espansione si sono tradotte nei momenti di ripresa
Tanto per vostra opportuna conoscenza, vi riporto il grafico che segue, che esprime la correlazione esistente tra la produzione industriale e l'andamento  del PIL

Da Istat

A gennaio 2015 l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisce, rispetto a dicembre 2014, dello 0,7%. Nella media del trimestre novembre-gennaio l'indice aumenta dello 0,1% rispetto al trimestre immediatamente precedente.Corretto per gli effetti di calendario, a gennaio l'indice diminuisce in termini tendenziali del 2,2% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di gennaio 2014).L'indice destagionalizzato presenta variazioni congiunturali positive nei comparti dell'energia (+0,5%) e dei beni di consumo (+0,1%); diminuiscono invece i beni strumentali (-1,8%) e i beni intermedi (-0,2%).In termini tendenziali gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a gennaio 2015, flessioni in tutti i comparti; diminuiscono i beni intermedi (-2,8%), l'energia (-2,7%), i beni di consumo (-2,0%) e, in misura meno rilevante, i beni strumentali (-0,9%).Per quanto riguarda i settori di attività economica, a gennaio 2015, i comparti che registrano i maggiori aumenti tendenziali sono quelli della fabbricazione di mezzi di trasporto (+16,1%), della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,3%) e delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+4,3%). Le diminuzioni maggiori si registrano nei comparti della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-8,1%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-5,7%) e della fabbricazione di macchine e attrezzature n.c.a. (-5,0%).
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