mercoledì 18 marzo 2015

LA RIPRESONA: LE PREVISIONI DI CRESCITA DELL'ITALIA (E NON SOLO) SECONDO L'OCSE

Vi ricordate le previsioni del Centro Studi di Confindustria di appena un mese fa, che accreditavano l'Italia con una crescita del 2.5% per l'anno in corso? Come non ricordare tanto delirio

Intanto oggi l'OCSE, nel suo Interim Economic Assessment, ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita dell'Italia e dell'Eurozona, portandole rispettivamente a +0.6% e +1.4%. Quindi un'espansione assai lontana da quella ipotizzata di Confindustria, che si confronta con una catastrofe economica senza precedenti per l'Italia in tempo di pace, della quale potete leggere QUI


Le  prospettive di crescita nelle principali economie sono  migliorate rispetto alle previsioni dello scorso novembre, afferma l'OCSE.
Il prezzo del petrolio più basso restituisce maggiore capacita di spesa hai consumatori  e favorisce l'aumento della domanda globale, e ha creato le condizioni per molte banche centrali di agire sulla leva dei tassi, che sono diminuiti.
L'audacia dell'azione della BCE ha determinato un aumento dei prezzi delle attività nell'area euro migliorando le condizioni  finanziarie globali.
Questi elementi favorevoli creano un'opportunità per l'area euro e il per Giappone che possono tornare a crescere ad un ritmo più robusto. L'Ocse ritiene che il rallentamento dell'economia Usa sia solo temporaneo e principalmente dovuto alle avverse condizioni meteorologiche del severo inverno del nordest (bahh, ndr)
Nel corso dei prossimi due anni l'India è destinata a crescere più velocemente della  Cina, dove la crescita sta rallentando verso l'obiettivo ufficiale di circa il 7%. I paesi esportatori di petrolio e dimaterie prime esportatori stanno affrontando prospettive di crescita più deboli, come risultato di prezzi più bassi.
Tuttavia, in un contesto nel quale sono migliorate le prospettive di crescita, livelli anomali di bassa inflazione e di tassi di interesse creano un crescente rischio di instabilità finanziaria, con l'assunzione di rischi e della leva finanziaria guidata da liquidità piuttosto che i fondamentali. 

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