martedì 31 marzo 2015

CIALTRONI SISTEMICI ALLO SBARAGLIO

I dati economici che stanno giungendo sono di una gravità inaudita. Non tanto in termini assoluti che comunque testimoniano una fragilità imperante, ma, soprattutto, se si considera il contesto dai quali emergono. Esistono condizioni esterne davvero irripetibili (euro debole, petrolio, tassi a zero, liquidità in abbondanza), eppure l'italia non riesce ad agganciare qualcosa che possa somigliare a qualche forma di ripresa, ancorché debole. E queste condizioni di favore non saranno eterne...
Di questo passo l'italia risulterà persa molto prima di quanto si possa immaginare.
Lasciate perdere per un attimo l'uscita dall'euro e prendete consapevolezza della realtà: l'Italia non ha una classe politica adeguata per formare un consenso politico sufficientemente ampio per scegliere unilateralmente di abbandonare l'euro, ammesso che questo possa essere sufficiente per risalire il precipizio che sta percorrendo speditamente l'italia, cosa che evidentemente non lo è.  Guardate la Grecia, ad esempio. Sono morti e sepolti, eppure stanno ancora lì a parlare del nulla, come se dovessero scegliere la tonalità del de profundis, pur sapendo che sono morti e che dunque è un fattore quasi irrilevante.

 Quindi, eventualmente, semmai l'italia dovesse abbandonare la moneta unica, di certo avverrà per via riflessa, magari come conseguenza dell'uscita dall'euro da parte di qualche altro paese, che potrebbe determinarne la dissoluzione. E i tempi sono assai imprevedibili.

Quindi, in un quadro del genere, cosa fare?
A mio avviso esistono tre o quattro cose che dovrebbero essere fatte e che hanno carattere di massima urgenza.

1) Una riforma fiscale degna di un paese civile, in cui vengano elevati a rango costituzionale i principi espressi nello STATUTO DEI CONTRIBUENTI.

2) Quindi, è indispensabile un condono fiscale dei crediti vantati da Equitalia, eccettuati quelli derivanti da fenomeni evasivi conclamati compiuti da soggetti recidivi. In questo modo verrebbero riabilitati i soggetti inadempienti (e quindi non evasori) nei confronti del fisco, altrimenti costretti a vivere in condizioni di clandestinità fiscale, con effetti devastanti sia sul piano sociale che economico.
3) La crisi ha prodotto qualche milioni di soggetti insolventi nei confronti del sistema bancario. Si tratta di soggetti che hanno preclusa qualsiasi possibilità di accesso al credito. Quindi, è indispensabile  un meccanismo di esdebitazione di tutti quei soggetti risultati insolventi per effetto della crisi e quindi è necessario rafforzare il capitale del sistema bancario italiano.
4) Occorre creare  veicoli finanziari idonei a favorire la capitalizzazione delle piccole e medie imprese (che comunque presuppone un contesto più favorevole. Vedi primo punto), aumentando l'incidenza dei mezzi propri in modo da migliorare i requisiti patrimoniali di accesso al credito e quindi il merito creditizio, poiché deteriorato per effetto della crisi.
Questo è l'ABC di ciò che dovrebbe essere fatto alla velocità della luce. In mezzo a questo disastro che non ha precedenti nell'Italia in tempo di pace, se si stanno scannando per la riforma elettorale trascurando o peggio dimenticando le cose urgenti da fare (che sono quelle che ho appena elencato), è perché sono dei CIALTRONI SISTEMICI.
Quindi, non aspettatevi che possano salvarvi dal destino che attende l'italia.
La salvezza è personale. Triste dirlo, ma è proprio così.

1 commento:

  1. Cialtroni sistemici è quasi un complimento, implicherebbe che sono almeno in buona fede

    RispondiElimina