mercoledì 4 febbraio 2015

PRONTO IL PROGETTO DI UNA BAD BANK PER RIPULIRE I BILANCI DELLE BANCHE ITALIANE

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Come sapete in questo sito si è parlato molto dell'esplosione delle sofferenze bancarie e della fragilità di larga parte del sistema bancario nazionale, ma non solo.
La Reuters riporta la notizia seconda la quale sarebbe pronta la bozza per la costituzione di una bad bank da utilizzare per ripulire dalle sofferenze i bilanci delle banche italiane.
Nei prossimi giorni torneremo sull'argomento con qualcosa di più dettagliato.

Per il momento, vi lascio alla notizia delle Reuters:


MILANO, 4 febbraio (Reuters) - E' praticamente pronto il progetto di bad bank messo a punto da Banca d'Italia e governo, tenendo informata la Bce, per gestire l'enorme mole dei crediti in sofferenza in pancia agli istituti italiani, che a novembre si attestava a 181 miliardi, freno alla ripartenza dell'economia.Lo scrive Il Messaggero, anticipando il documento 'Nuovo credito per la crescita', soggetto ancora a possibili limature, che l'Italia si appresta a mandare al vaglio dell'Unione europea.Il veicolo dell'intera manovra, si legge, è Sga, società di gestione dell'attivo nata nel 1997 per salvare il banco di Napoli, che il Tesoro acquisterebbe da Intesa Sanpaolo per 600 mila euro.Tramite uno o più aumenti di capitale che verrebbero sottoscritti dalle banche, dallo Stato, dalla Cdp, da Bankitalia, e da eventuali investitori privati, la nuova Sga arriverebbe a un capitale da 3 miliardi, spiega Il Messaggero.
Potrebbe così finanziare l'acquisto delle sofferenze verso le imprese superiori a una soglia minima di valore nominale di 500 mila euro, anche emettendo titoli obbligazionari assistiti da garanzia statale, da collocare sul mercato.Per quanto riguarda l'assetto proprietario, due sono gli scenari ipotizzati secondo la bozza: nel primo la partecipazione pubblica si fermerebbe al 49%, mentre le banche deterrebbero il 19% e il 32% andrebbe agli investitori privati. Uno schema che escluderebbe la ricaduta delle passività del veicolo nel perimetro del debito pubblico.L'altra opzione invece vedrebbe la partecipazione pubblica all'81% mentre il restante 19% andrebbe alle banche, escludendo la partecipazione di investitori privati. Il soggetto però ricadrebbe nel perimetro del debito pubblico.Il portavoce del ministro dell'Economia non ha commentato il contenuto dell'articolo. Nei giorni scorsi Pier Carlo Padoan aveva definito la bad bank una delle opzioni sul tavolo per risolvere il nodo delle sofferenze.

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