domenica 15 febbraio 2015

I RISCHI DEL FALLIMENTO DELLA TRATTATIVA CON LA GRECIA



SEGUI  VINCITORI E VINTI SU FACEBOOK E SU TWITTER
Il capo economista di Natixis AM, Philippe Waechter, sul suo blog, lancia l'allarme  sul possibile esito negativo - con il conseguente probabile concretizzarsi del default di Atene - delle trattative tra Grecia ed Eurogruppo nel meeting straordinario di lunedì prossimo dopo il  fallimento nel trovare un accordo tra Atene e i ministri delle Finanze dell’area euro.

Sono tutte cose che avete letto in questi pixel nei giorni scorsi (ad esempio: QUI, QUI, QUIQUI e QUI) ma che meritano di essere rilette nell'opinione di una voce certamente più autorevole della mia.
Come ho già scritto, lo scenario più probabile, a mio avviso,  rimane quello di un accordo ponte in extremis, in modo da guadagnare del tempo per poter giungere ad un'intesa  più ampia, anche se, secondo me, il perimetro entro il quale costruire un nuovo accordo si fa sempre più stretto, considerata la scarsa possibilità di conciliare il programma di Syriza con le logiche della zona euro. Quindi non è solo una questione di ristrutturazione del debito o di nuovi accordi con la Troika. La questione è molto più ampia, complessa  e articolata.
Da qui in avanti l'opinione di Philippe Waechter.
"Certo, - precisa il capo economista - la maggior preoccupazione legata all'ultimo meeting è stata per il suo fallimento nel trovare un accordo ma c’è anche quella legata alla mancanza di capacità di scrivere un comunicato finale". In effetti uno era stato scritto, ma il governo ellenico, con una decisione dell’ultimo minuto, non ha voluto controfirmarlo. Tutti hanno concordato su questo comunicato compreso Yanis Varoufakis, il ministro delle Finanze greco nonché negoziatore ufficiale per Atene.
Ma il braccio di ferro tra il primo ministro greco Alexi Tsipras e tutti gli altri governi europei continua.
I negoziati procedono su due fronti; una parte avviene sul terreno puramente finanziario tra Grecia e Europa ed è importante per la sopravvivenza della Grecia ma anche dell’Eurozona; il secondo riguarda l’impegno preso dal primo ministro Tsipras con i cittadini greci. Per poter far la voce grossa  sul fronte nei confronti dell’Europa ha bisogno di un forte sostegno da parte della popolazione greca ma per ottenerlo deve essere a sua volta duro nel negoziato con l’Europa.

Per Waechter Esiste anche un altro fattore in questa battaglia: “Sono sicuro che lui sia convinto che l’Eurozona non accettera una Grexit, ovver un uscita di Atene dall’euro, perché sarebbe un evento troppo rischioso per ogni Paese europea dalla Germania alla Finlandia". Chi realmente vuole correre questo rischio dato che non si può realmente sapere cosa potrebbe poi accadereTsipras ipotizza probabilmente che l’Europa ha più da perdere rispetto alla Grecia se alla fine della giornata il negoziaato dovesse fallire.

Affinché l’area euro non abbia problemi, c’è necessità di trovare una soluzione velocemente a fronte di una deadline rappresentata del 28 febbraio e i rimborsi a carico della Grecia nel 2015 sono notevoli. Ecco quali:
1) FMI - Nell’intero anno Atene dovrà rimborsare circa 9,8 miliardi di euro al Fondo Monetario Internazionale. L’ammontare è distribuito omogeneamente nel corso dell’anno.
2) BCE - Dovrà poi ripagare 6,7 miliardi di euro alla Banca Centrale Europea (fondo SMP). Questo è in agenda per luglio e agosto.
3) TITOLI DI STATO NEI PORTAFOGLI DELLE BANCHE ELLENICHE - C’è anche bisogno di rifinanziare il debito di breve periodo. Il governo infatti ha bisogno dirinnovare titoli per 14,5 miliardi di euro (da 1,4 a 2 per ogni mese). Si tratta di Treasury Bills ellenici posizionati nei portafogli delle banche greche.

Waechter non ha dubbi: la Grecia ha bisogno di trovare una soluzione per evitare il default. E’ un fatto molto urgente visto che le entrate fiscali sono più basse di quanto atteso e un fallimento nel trovare un accordo scatenerebbe una crisi bancaria. Unasoluzione va trovata entro lunedì prossimo. Consentirebbe di evitare una situazione di default della Grecia e nello stesso momento limiterebbe il rischio di uno shock duraturo per l’Europa.
Resta sempre possibile limitare l’impatto di una Grexit viste le dimensioni del Paese. Ma, avverte il capoeconomista di Natixis AM, possiamo ipotizzare che in questo caso la credibilità dell’Eurozona sarebbe a rischio. A chi piacerebbe correre questo tipo di rischio? E chi, al di fuori dell’Europa, crederebbe più nell’Europa? Lunedì prossimo sarà un importante appuntamento per l’Area euro: può rappresentare un nuovo passo di integrazione nell’Eurozona ma può anche essere il primo grande e profondo crack nell’architettura dell'Unione Europea.
Fonte: Advisor Professional

Nessun commento:

Posta un commento