lunedì 5 gennaio 2015

LA GRECIA NON FA PAURA...

La Grecia non fa paura, dicono.
Però, beccatevi questa.


Non è vero che la Grecia non fa paura, anche se, rispetto al 2011, si è ridotto notevolmente l'impatto sistemico che potrebbe avere. 
Se dovesse uscire dall'euro, costituirebbe comunque un precedente assai scomodo per la tenuta della moneta unica. Per il semplice motivo che si sancirebbe un fatto che già noto. Ossia che non è affatto vero l'euro è irreversibile, nonostante ciò che dice Draghi che, buon uomo, sta facendo di tutto per salvare l'euro da se stesso.

1 commento:

  1. Quel poveretto di Draghi, per la verità, ha dichiarato pochi giorni fa (già dimenticato) che l'euro non è affatto "irrevocabile", come invece sostenuto dalla commissaria europea che deve essere una analfabeta, visto che non sa interpretare il senso di una frase scritta nei trattati anche piuttosto semplice. Ha infatti detto che nessuno può obbligare un paese a restarci se non vuole, esattamente come Hollande. E comunque, qualunque trattato è revocabile, per il diritto internazionale.
    Adesso però vorrei chiedere a Cardenà, che se ne intende più di me, come fanno a stabilire nessi causali tra eventi e andamenti dei mercati azionari e quant'altro. Confesso che quando ascolto i commentatori specializzati mi viene sempre da ridere, perché mi pare evidente che si basino su coincidenze temporali, e sul loro whishful thinking.
    Perché con le coincidenze temporali si finisce per credere che i gatti neri portino sfortuna.
    Il lavoro che va fatto, per stabilire dei nessi, è un tantino più complesso.
    Ad esempio, nel quadro qui sopra, vedo il Nasdaq e il DowJones (ma non Nyse).
    Adesso l'imminenza delle elezioni Greche (evento che risale a qualche giorno fa, e l'aspettativa ancor prima) arriva fin là? E una flessione del genere è significativa, rispetto alla storia recente? E domani cosa succede?

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