mercoledì 30 dicembre 2015

I PIU' LETTI DEL 2015 SUL BLOG

1- Come scegliere una banca davvero sicura 
2- Proteggere i risparmi
3- Quanto sono protetti i depositi bancari?
4- Il disastro italiano in venti grafici
5- Il salvataggio della Grecia che salvò le banche europee
6- Siate consapevoli
7- La grande sfida dei paesi emergenti
8- Quello che le banche non dicono (ai risparmiatori)
9-  Dalla caduta del prezzo del petrolio al crollo del Rublo
10 - I crediti deteriorati delle banche italiane

Si tratta di una raccolta degli articoli più letti nell'anno 2015. Ringrazio nuovamente tutti coloro che seguono e leggono il blog, coloro che mi inviano critiche, apprezzamenti e suggerimenti. Ringrazio anche coloro che hanno effettuato una donazione alla Onlus che ho segnalato nei giorni scorsi e coloro che lo faranno. Nell'attesa di leggersi ancora, non resta che rinnovarvi gli auguri per l'anno che sta arrivando.  Buon 2016.

I TITOLI DI STATO IN PORTAFOGLIO ALLE BANCHE ITALIANE

Il grafico che segue rappresenta la dinamica dello stock di titoli di stato nel portafoglio delle banche italiane.
Come sapete, dopo la crisi del 2011 e dopo le due aste LTRO, le banche italiane hanno aumentato esponenzialmente l'esposizione in titoli di stato (oggi oltre i 400 miliardi di euro).
La dinamica dei tassi di interesse, precipitati ai minimi storici (se non in territorio negativo per le scadenze più brevi), ha determinato delle forti plusvalenze nei prezzi dei titoli di stato, che si sono riflesse sui bilanci delle banche.
Anche se allo stato attuale il problema è poco percepito, il rischio è che quando i tassi risaliranno e i prezzi dei titoli scenderanno, l'enorme massa di titoli pubblici potrebbe generare delle perdite nei bilanci bancari, peraltro già gravati dal peso delle sofferenze. 
A tal riguardo, giova segnalare che i Btp a media e lunga durata (e quindi particolarmente sensibili all'aumento dei tassi) rappresentano la parte più consistente dell'esposizione in titoli di stato da parte delle banche.

martedì 29 dicembre 2015

ITALIA, REDDITI REALI INDIETRO DI 20 ANNI

In questi giorni di scarsa attività del blog, ci divertiamo proponendo qualche grafico riguardante l'economia italiana, magari confrontandola con altri paesi. Successivamente, uniremo i puntini mettendo insieme i grafici prodotti in un unico articolo,  in modo da fotografare l'esatta situazione dell'Italia....e anche le sue prospettive, che appaiono piuttosto grigie

Uno di questi grafici è proprio quello che segue che, pur avendolo già proposto, merita di essere rivisto. 
Rappresenta la dinamica dei redditi reali nei vai paesi considerati, ponendo l'anno 1995 come base 100. Si osserva che il reddito reale dell'Italia è precipitato ai livelli del 1996, quasi vent'anni indietro.
Nessuno, dei paesi considerati, riesce a fare peggio dell'Italia. Nemmeno la disastrata Grecia.

Potrebbero anche interessarvi: 

lunedì 28 dicembre 2015

GRAFICO PIL DELL'ITALIA E DEI PAESI DEL G7

ll grafico che segue, aggiornato con gli ultimi dati disponibili relativi al terzo trimestre 2015, rappresenta la dinamica del prodotto interno lordo dei  paesi del G7 e della zona euro a 19 paesi, ponendo come base 100 il primo trimestre del 2008.
La maggior parte dei paesi considerati hanno recuperato  i livelli di crescita, precedenti la crisi, in tempi abbastanza rapidi. Il Giappone e la zona euro nel suo complesso sono ai livelli del 2008. Mentre l'Italia,  nonostante i fattori esterni  (che non saranno eterni) che hanno stimolato la crescita negli ultimi tre trimestri,  continua nella sua debolezza strutturale facendo molto, molto peggio delle altre economie.


INVESTORS': LA FINANZA PER UN FUTURO CONSAPEVOLE

Cari lettori,

Vi segnalo che il prossimo 31/12/2015 (tra 3 giorni) scadrà la promozione per abbonarsi al magazine INVESTORS'

Investors' è una nuova rivista bimestrale in cui  scrive anche il sottoscritto  e ospita numerose analisi economiche e finanziare di un gruppo di professionisti di elevato valore che, insieme, hanno deciso  di dar  vita a questa nuova iniziativa editoriale dedicata sia ai risparmiatori che ai professionisti del settore.


Per il sottoscritto, far parte di questa squadra, oltre ad essere  motivo di orgoglio e di prestigio,  è anche motivo di arricchimento professionale, che si concretizza proprio nel confronto diretto e costante con altri professionisti che, grazie alle rispettive esperienze maturate nelle discipline dell'economia e della  finanza, fondono i rispettivi saperi mettendoli al servizio dei lettori e dei risparmiatori.

Colgo l'occasione per ringraziare i colleghi, l'editore e soprattutto l'amico  Gabrele Turissini, che della rivista ne è il direttore, ed è colui che ha e voluto che io fossi della  squadra, dando così spazio alle mie analisi. 
Un grazie speciale anche (e soprattutto) a tutti i lettori di questo blog, che in questi anni sono stati elemento di grande stimolo professionale e costante  miglioramento.

Per chi fosse interessato a sottoscrivere l'abbonamento (sottoscrivibile QUI), segnalo che  fino al prossimo 31/12/2015 è offerto a prezzo scontato.

mercoledì 23 dicembre 2015

LA DOMANDA CHE DOVREBBE PORSI OGNI RISPARMIATORE

La domanda che dovrebbe porsi ogni risparmiatore, piccolo o grande che sia, é la seguente:
"Se dovesse verificarsi  una crisi finanziaria come quella del 2008 (o non necessariamente di magnitudo così ampio), con tutto ciò che ne è conseguito, cosa accadrebbe ai miei risparmi?"

Una domanda semplice, ma che presuppone delle considerazioni per nulla banali.
Sapendo che:

lunedì 21 dicembre 2015

IL PORTOGALLO SALVA LA SETTIMA BANCA DEL PAESE CON 2.3 MILIARDI DI FONDI PUBBLICI

Mentre i risparmiatori italiani continuano a gridare vendetta per via della tosatura subita con il "salvataggio" delle 4 banchette italiane fallite, vale la penna farvi osservare che il Portogallo, proprio ieri (chissà perché queste cose avvengono sempre di domenica), con 2.3 miliardi di aiuti pubblici, ha salvato la banca di Madeira, la Banif, che è stata ceduta al Santander per 150 milioni di euro.
Contrariamente a quanto avvenuto in Italia, per la Banif non è stata creata una bad bank e gli azionisti e gli obbligazionisti subordinati non hanno subito l'azzeramento dei rispettivi titoli, e pertanto, dopo la liquidazione, verranno rimborsati pro-quota con il netto realizzato. Sempre che qualcosa rimanga.

Precisazione: Mi è stato chiesto il motivo per il quale il Portogallo abbia posto in essere la risoluzione di Banif con soldi pubblici, quando in italia, invece, nel caso delle 4 banche, non è stato possibile per via della disciplina sugli aiuti di stato. Pensavo che la risposta fosse di facile intuizione proseguendo nella lettura dell'articolo. Ma ho pensato male. Il fatto che il Portogallo sia intervenuto con soldi pubblici nella risoluzione della banca portoghese deriva dal fatto che lo stato deteneva il 60.5% del capitale della banca e, quindi, è intervenuto in qualità di socio. Sempre a spese del contribuente, ovviamente.


Da Il sole 24 Ore

BANCHE E RISPARMI ANDATI IN FUMO: ECCO COME VIENE MENO LA FIDUCIA DEI RISPARMIATORI

A proposito di banche, salvataggi bancari e risparmio tradito, vi propongo questa mia intervista pubblicata su il Piccolo di Cremona e ripresa da Artventuno.it che ringrazio per l'ospitalità. Buona lettura.






Ecco il modo in cui è venuta meno la fiducia dei risparmiatori

INTERVISTA ALL’ESPERTO DI FINANZA E MERCATI, PRIVATE BANKER E AUTORE DEL BLOG “VINCITORI E VINTI”

di Daniele Tamburini
Quella delle banche è una grossa débâcle: non solo per chi ci ha rimesso e ci rimetterà direttamente, ma per tutto il sistema creditizio e, in ultima analisi, per il Paese. È una crisi  che colpisce il risparmio delle famiglie, un campo di azione ancora molto forte, nonostante la crisi, e, proprio per la crisi, un rifugio residuo per i molti che tirano avanti la carretta facendo leva proprio sul denaro accantonato.

domenica 20 dicembre 2015

QUANDO LA CATTIVA INFORMAZIONE TELEVISIVA RISCHIA DI PRODURRE PIU' DANNI DEI FALLIMENTI BANCARI

Essendomi  imbattuto in un intervento dell'Avvocato Vassalle alla trasmissione La Gabbia (lo potete vedere QUI, dal minuto 53), alla luce di ciò che sta accadendo ad alcune banche (e di conseguenza ai risparmi di decine di migliaia di persone), nell'interesse di tutti i risparmiatori che leggono questi pixel, mi sento in dovere di precisare alcune cose (pericolose) dette dall'avvocato Vassalle.
L'Avvocato usa toni forti per rappresentare la fragilità di molte banche italiane. Fin qui nulla di nuovo, se non fosse che in Italia esistono comunque alcune banche la cui possibilità di dissesto è fattore assai remoto. L'avvocato inoltre "suggerisce" di "liquidare gli investimenti e depositare i soldi nelle cassette di sicurezza". Personalmente, al netto della mera questione di opportunità,  ho nulla in contrario all'utilizzo del contante come strumento di tutela dei propri risparmi. Anzi, ricorrendo taluni rischi, l'utilizzo del contante è un'ottima soluzione. Tuttavia, se non fatto con opportuni accorgimenti, potrebbe essere molto pericoloso per il risparmiatore per i motivi che potete leggere in seguito. 


Della possibilità di utilizzare il contante come strumento di protezione del patrimonio, ne abbiamo già parlato in diversi articoli (che potete leggere in seguito) e, spesso, mi capita di parlane anche nei convegni a cui partecipo.
A tal proposito, vale la pena riproporvi un video di un convegno di un paio di anni fa, nel quale, appunto, si parlava dell'utilizzo del contante come strumento per evitare la patrimoniale. Tenete ben presente che, all'epoca del video,  non era ancora stata definita la normativa europea sulla risoluzione delle crisi bancarie, ma già l'esperienza cipriota ne aveva innescato i prodromi.

mercoledì 16 dicembre 2015

LA FEDERAL RESERVE ABBANDONA LA POLITICA DEI TASSI A ZERO

Nell'attesa di PRODURRE Qualche Riflessione Più approfondita sull'aumento dei Tassi da parte della FED, vi riporto la notizia Già ampiamente attesa, segnalandovi il Che, MENTRE sto scrivendo, lo S & P500 E in progresso dello 0,56%, al il decennale usa e 2,28% di rendimento e il cambio Eur / Usd e a 1,0939.

Finisce DOPO sette anni l'era dei Tassi zero NEGLI STATI UNITI. La Federal Reserve ha infatti DECISO di Alzare il Costo del Denaro allo 0,25-0,50 per cento. I fondi Fed, i Tassi di Riferimento fissati Dalla Banca centrale americana, erano al di minimo storico dello 0-0,25% dal 16 dicembre 2008, cioè esattamente sette anni. Per trovare l'ultimo rialzo dei Tassi NEGLI Usa bisogna risalire al giugno 2006, when Ben Bernanke, al timone della banca da cinque mesi, decise un Aumento del Costo del Denaro al 5,25 per cento.
Nel comunicato dell'annuncio, la Fed sottolinea venire «l'Orientamento della politica monetaria resta accomodante» e Che EVENTUALI Nuovi rialzi dei Tassi Saranno «graduali».
La decisione era attesa da tempo Dagli investitori ma era Stata rinviata Più Volte Dalla Fed per il timore di Lanciare Messaggi sbagliati ai di Mercati. A indurre alla Prudenza la Banca centrale has been also la rivalutazione del Dollaro e il contemporaneo deprezzamento dell'euro e del renminbi, le monete dei due Principali concorrenti Economici degli STATI UNITI. Proprio per this Janet Yellen, numero uno della Fed, ha spiegato Più Volte Che il rialzo dei Tassi Sarà Graduale e Che il Costo del Denaro Restera basso Ancora per Molto tempo. Alle 20.30 italiane la Yellen in Conferenza stampa spiegherà le ragioni della decisione e Dara predette Indicazioni sul ritmo dei Prossimi, EVENTUALI, rialzi (Fonte)

Di Seguito il comunicato stampa  da parte della Fed

Le informazioni ricevute da quando il Federal Open Market Committee si è riunito nel mese di ottobre suggerisce che l'attività economica si sta espandendo ad un ritmo moderato. La spesa delle famiglie e gli investimenti fissi sono aumentati a ritmi sostenuti negli ultimi mesi, e il settore immobiliare è migliorata ulteriormente; tuttavia, le esportazioni nette sono morbido. Una serie di recenti indicatori del mercato del lavoro, tra cui guadagni di lavoro in corso e il calo della disoccupazione, mostra un ulteriore miglioramento e conferma che sottoutilizzo delle risorse di manodopera è diminuita sensibilmente dall'inizio di quest'anno. L'inflazione ha continuato a correre al di sotto del 2 per cento obiettivo a più lungo termine del Comitato, in parte riflettendo calo dei prezzi dell'energia e dei prezzi delle importazioni non energetiche. Misure basate sul mercato del premio per l'inflazione rimangono bassi; alcune misure di indagine a base di aspettative di inflazione a più lungo termine hanno orlato giù.
Coerentemente con il suo mandato istituzionale, il Comitato si propone di promuovere la massima occupazione e la stabilità dei prezzi. Il Comitato prevede attualmente che, con aggiustamenti graduali nella orientamento della politica monetaria, l'attività economica continuerà ad espandersi ad un ritmo moderato indicatori e del mercato del lavoro continuerà a rafforzarsi. Nel complesso, tenuto conto degli sviluppi nazionali e internazionali, il Comitato vede i rischi per le prospettive sia per l'attività economica e il mercato del lavoro più equilibrato. L'inflazione dovrebbe salire al 2 per cento nel medio periodo gli effetti transitori di calo dei prezzi dell'energia e delle importazioni dissipano e mercato del lavoro rafforza ulteriormente. Il Comitato continua a seguire da vicino gli sviluppi dell'inflazione.
I giudici del comitato che vi è stato un notevole miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro di quest'anno, ed è ragionevolmente sicuri che l'inflazione aumenterà, nel medio termine, al suo obiettivo del 2 per cento. Date le prospettive economiche, e riconoscendo il tempo necessario per le azioni politiche per influenzare i risultati economici futuri, la commissione ha deciso di aumentare l'intervallo obiettivo per il tasso sui federal funds di 1/4 a 1/2 per cento. L'orientamento della politica monetaria resta accomodante dopo questo aumento, sostenendo così un ulteriore miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro e un ritorno al 2 per cento l'inflazione.
Nel determinare i tempi e le dimensioni dei futuri adeguamenti del target range per il tasso dei fondi federali, il Comitato valuterà realizzato e prevede condizioni economiche rispetto ai propri obiettivi di massima occupazione e il 2 per cento di inflazione. La valutazione terrà conto di una vasta gamma di informazioni, comprese le misure di mercato del lavoro, indicatori di pressioni inflazionistiche e le aspettative di inflazione, e letture sugli sviluppi finanziari e internazionali. Alla luce dell'attuale carenza di inflazione dal 2 per cento, il Comitato seguirà attentamente i progressi effettiva e attesa verso il suo obiettivo di inflazione. Il Comitato si aspetta che le condizioni economiche si evolveranno in un modo che garantisce aumenta solo graduali del tasso sui federal funds; il tasso dei fondi federali è destinato a rimanere, per qualche tempo, di sotto dei livelli che dovrebbero prevalere nel lungo periodo. Tuttavia, il percorso effettivo del tasso dei fondi federali dipenderà prospettive economica informata da dati in arrivo.
Il Comitato sta mantenendo la sua attuale politica di reinvestire i pagamenti da parte le sue dotazioni di debito delle agenzie e titoli garantiti da ipoteca di agenzia in titoli garantiti da ipoteca delle agenzie e di ribaltamento in scadenza titoli del Tesoro in asta, e si anticipa di farlo fino alla normalizzazione del livello di il tasso dei fondi federali è a buon punto. Questa politica, mantenendo le posizioni del Comitato di titoli a lungo termine a livelli considerevoli, dovrebbe contribuire a mantenere condizioni finanziarie accomodanti.
Le votazioni per l'azione di politica monetaria del FOMC sono stati: Janet L. Yellen, presidente; William C. Dudley, Vice Presidente; Lael Brainard; Charles L. Evans; Stanley Fischer; Jeffrey M. Lacker; Dennis P. Lockhart; Jerome H. Powell; Daniel K. Tarullo; e John C. Williams.

martedì 15 dicembre 2015

QUANDO PADOAN DICEVA: "IL SISTEMA BANCARIO E' SOLIDO, LE FAMIGLIE ITALIANE SONO POCO INDEBITATE".

Quello che vedete in seguito è un tweet lanciato dal ministro  Padoan il 31 ottobre 2014, in occasione della novantesima giornata del risparmio

Si commenta da solo. Un sistema bancario dove 150 mila risparmiatori vengono coinvolti nei salvataggi bancari, non è solido per definizione.


Come ho scritto in altre occasioni in questo blog, magari per trarne vantaggi personali,  a qualcuno  potrebbe far comodo incutere terrore tra i risparmiatori affermando che le banche italiane sono tutte fallite. Ma così non è. In Italia esistono molte banche in gravi difficoltà (i recenti "salvataggi" ne costituiscono prova tangibile), ma ce ne sono anche altre le cui possibilità di dissesto sono assai remote. LEGGI QUI

Ma ciò non toglie che esistano comunque molti elementi di fragilità che riguardano ampi strati del settore bancario.

Linkerblog, che a mio avviso è uno dei migliori siti  che analizza questioni legate al mondo delle banche , traccia del sistema bancario nel suo complesso un quadro assai poco rassicurante, e in un articolo parla di "Caos senza precedenti nel mondo del credito" Qui potete leggere l'articolo di Bolognini

domenica 13 dicembre 2015

RISPARMIATORI BANCA MARCHE: TUTTI ACCANITI SPECULATORI?

A coloro che urlano che i risparmiatori spennati vivi nel salvataggio di banca Marche e & Co erano degli accaniti speculatori e, quindi, potenzialmente e coscientemente esposti al rischio di perdere tutto, limitatamente al caso marchigiano (che conosco molto bene) e con le dovute eccezioni del caso (in quanto in molti erano perfettamente consapevoli), faccio osservare che ciò che è avvenuto rischia di non essere compreso se prima non si comprende il contesto socio-economico e culturale nel quale si è manifestata questa sciagura (per i risparmiatori).


Cerco di spiegarmi:

venerdì 11 dicembre 2015

BANCHE SICURE, COME SCEGLIERLE? (PRECISAZIONE)

Prima di leggere il post che segue è indispensabile leggere fino in fondo quest'altro post e cercare di ben comprendere il significato, parola per parola.
Fatto questo, veniamo a noi.

Sono un po' preoccupato per come gli italiani sembrano essersi buttati a caccia  delle banche solide, sperando di trovare la classifica su internet, magari dalla più solida alla meno solida.

Vi confesso anche che provo un po' di tenerezza per coloro che valutano la solidità delle banche esclusivamente in base alle informazioni trovate da internet o esclusivamente in base al Common equity tier 1 (Cet 1),  e ora sembra che tutti siano diventati esperti di bilanci bancari (un po' come ai tempi dello spread).

La mia preoccupazione nasce dal fatto che per cercare una banca davvero solida  si dovrebbe tener conto di una più ampia selezione di informazioni, che non possono esaurirsi nella valutazione di un indice, per quanto importante possa essereTanto per fare un esempio,  il CET 1 di MPS è ben superiore agli standard della BCE, eppure, personalmente, non depositerei mai e poi mai i miei risparmi presso Mps, nemmeno sotto tortura.
Di quanto  sopra affermato me ne sono accorto in base agli accessi del blog di coloro che cercano nei motori di ricerca "indice di solidità delle banche", "banche sicure" o cose simili. Magari sono risparmiatori che, alla luce degli ultimi eventi, cercano di capire quali possano essere le banche più affidabili, e vengono indirizzate in questo  blog, in quanto trovano informazioni pertinenti alla ricerca effettuata (in questo caso, "l'indice di solidità delle banche" o cose simili).
Quello che  segue ne è un esempio.

Se è vero che ad un CET1 più elevato dovrebbe corrispondere una maggiore solidità delle banche, nel valutare la sicurezza di chi ha in custodia i risparmi si dovrebbe tener conto anche del modello di business e quanto possa considerarsi consolidato sul mercato, della redditività e della sistematicità con la quale questa risulta aderente ai piani industriali predisposti dal management. Così come andrebbe valutata anche la qualità degli impieghi e molte altre informazioni utili.

Un approccio di questo genere, unitamente alla valutazione del management della banca e alla capacità di quest'ultimo di implementare strategie operative aderenti ai piani industriali, in un contesto di normale operatività, offre anche una visione prospettica della solidità della banca. Anche perché, quello che oggi appare come buono, non è detto che lo sia anche domani.
Come ho già detto in altri post, il limite di questa metodologia (che è di gran lunga la più prudente) è che nel sistema bancario italiano esistono qualche centinaio di banche e analizzare periodicamente (trimestralmente o semestralmente) i bilanci di ognuna di queste richiederebbe un enorme investimento di competenze, capitali ed energie. Praticamente impossibile.
Quindi, se posso suggerirvi un metodo, vi dico il mio modus operandi.
Poiché nel sistema bancario italiano esistono delle realtà le cui possibilità di dissesto sono assai remote, io non faccio altro che selezionare le 3 o 4 banche ritenute più solide ed affidabili (in base ai miei standard, e posso assicurarvi che sono assai severi, in modo da ridurre esponenzialmente il numero di banche da monitorare.
Una volta individuate, dunque, l'analisi periodica sarà circoscritta solamente a queste, verificando che non vengano meno i presupposti che ne hanno determinato la scelta.
Detta in parole più semplici, possiamo riassumere il ragionamento appena fatto in questo modo: siccome nel sistema bancario italiano esistono banche il cui dissesto è possibilità assai remota, una volta individuate, per quale motivo dovrei continuare a detenere i risparmi presso altre banche che non offrono queste garanzie?

giovedì 10 dicembre 2015

AVVISO

Cari lettori, Vi segnalo che oggi, dalle ore 11, sarò su Radio 24 - Il Sole 24 Ore, ospite della trasmissione Cuore e Denari (rubrica Investire Informati) condotta da Debora Rosciani e Nicoletta Carbone.
Si parlerà di Banca Marche,  di obbligazioni subordinate, di risparmi andati in fumo, di come evitare di essere colpiti dalle nuove regole sui salvataggi bancari e molto altro ancora.
Se interessati, QUI potete seguire la diretta.
Grazie

lunedì 7 dicembre 2015

QUELLO CHE LE BANCHE NON DICONO (AI RISPARMIATORI)

Parliamoci chiaramente:
come sapete mi occupo di risparmi, patrimoni e investimenti. Svolgo la mia professione da circa vent'anni e la svolgo con il massimo scrupolo possibile, impegnandomi al massimo nello studio e nell'approfondimento di una materia complessa e sempre in evoluzione. Proprio per questo, non riconoscere che a fianco a una maggioranza di professionisti estremamente qualificati, opera anche una schiera di personaggi di scarsa professionalità e, talvolta, di dubbie qualità morali, oltre ad essere un atto di disonestà intellettuale verso se stessi e verso gli altri, equivale a nascondere la testa sotto la sabbia e a minare la credibilità di chi svolge questa professione spendendo le sue migliori energie professionali e intellettuali, mettendole al servizio del risparmiatore. Come il sottoscritto, appunto. Che ritiene di appartenere a pieno titolo a quel gruppo di professionisti qualificati, che operano sempre e comunque nell'interesse del risparmiatore, osservando il massimo scrupolo possibile. Quindi, occorre dire ai risparmiatori come stanno realmente le cose e lasciare che essi stessi possano farsi un'idea ben precisa sullo stato delle cose.

venerdì 4 dicembre 2015

PERCHE' LA BCE POTREBBE AVER BISOGNO DI ALTRE MISURE DI STIMOLO?

Ieri la Banca Centrale Europea ha deluso le aspettative dei mercati, che erano sicuramente alte.
In poche ore l'euro si è apprezzato sul dollaro di oltre il 3%, i rendimenti obbligazionari sono saliti, i prezzi  sono scesi, e le borse sono scese intorno al 3%.
C'è da dire che nelle settimane precedenti, anche sulla scia delle dichiarazioni espresse da alcuni membri del board della Bce (tra cui lo stesso Draghi), erano salite  molto le aspettative per un pacchetto di stimoli più ampio e robusto.


Più che un QE2 (come atteso dai mercati), la Bce ha aggiustato il tiro alle misure già in esistenti, introducendo, tuttavia, alcuni elementi di novità.

In dettaglio la banca centrale ha assunto le seguenti decisioni:

giovedì 3 dicembre 2015

ASPETTANDO LA BCE

Tra poche ore si conosceranno le decisioni di politica monetaria adottate dalla Bce. 
Che farà Draghi? Cerco di dirvi la mia opinione, nella consapevolezza di poter essere smentito.
Probabilmente la BCE annuncerà un ampio pacchetto di misure che supererà il livello di aspettative, peraltro già alto sui mercati. Appare verosimile un taglio del tasso dei depositi tra i 10 e i 20 punti base, portandolo a -0,30% o -0,4%.
E' probabile che la BCE aumenterà le dimensioni del suo programma di acquisti mensili di 20 miliardi di euro al mese, portando il totale a 80 miliardi di euro. Il programma di acquisto potrebbe estendere anche l'universo dei titoli acquistabili, includendo i titoli regionali e le obbligazioni societarie.
In ultimo la Bce ribadirà che gli acquisti di titoli non si concluderanno nel mese di settembre 2016, ma continueranno per tutto il tempo necessario, lasciando aperta la porta ad ulteriori tagli dei tassi sui depositi, se necessario.
Mentre sto scrivendo il cambio Eur/Usd è a 1.0575,  il rendimento del decennale  tedesco è a 0.48%, spread Btp/Bund a 92 punti, con il rendimento del decennale italiano a 1.40%.

lunedì 30 novembre 2015

IL DILEMMA DI MINSKY NELLA ZONA EURO

Nell'attesa della riunione della BCE del prossimo 4 dicembre -che, con ogni probabilità, deciderà a proposito di ulteriori manovre di allentamento monetario - vi propongo la lettura che segue, tratta dal Project-Syndacate. L'autore, Daniel Gross, è  direttore del   Center for European Policy Studies di Bruxelles e ha lavorato per il Fondo Monetario Internazionale e come consulente economico della Commissione europea e per il Parlamento europeo. Nella sua analisi,  l'autore conclude affermando che la politica monetaria ulteriormente espansiva da parte della BCE  potrebbe rafforzare marginalmente la ripresa, ma farebbe aumentare gli squilibri della zona euro, che sono già rischiosi. Quindi, le conclusioni alle quali giunge l'autore sono le stesse che avete potuto leggere su questi pixel più di un anno fa QUI.

- di Daniel Gros

venerdì 27 novembre 2015

DISSESTO BANCA MARCHE: QUALI PROSPETTIVE PER I RISPARMIATORI?

Dopo l'operazione di salvataggio delle quattro banche in crisi con la quale è stato disposto l'azzeramento del valore delle azioni e delle obbligazioni subordinate (ne abbiamo parlato QUI), sono stato invaso da numerose istanze da parte di molti risparmiatori che hanno visto volatilizzarsi i risparmi accumulati con i sacrifici di una vita di lavoro e forse più.

La domanda ricorrente che mi è stata posta è se esiste qualche possibilità di recuperare i risparmi andati in fumo, in tutto o in parte.

In tutta onesta, credo che sia impossibile rispondere a questa domanda poiché, ad una prima analisi, il quadro normativo entro il quale si esprime la procedura di salvataggio posto in essere dal Governo e da Bankitalia è assai complesso ed articolato, anche se non privo di molti elementi che suscitano altrettante perplessità.

Tuttavia, è ovvio che ogni tentativo di recupero debba necessariamente passare per un'azione legale (individuale o collettiva), nella consapevolezza che la vertenza legale, proprio per la complessità del quadro normativo, potrebbe toccare le diverse discipline del diritto quali, a titolo non esaustivo, il diritto bancario, il diritto a cui sono sottoposti gli intermediari nel collocamento di strumenti finanziari, fino ad arrivare al diritto entro il quale si esprime l'operazione posta in essere dal Governo nel quadro regolamentare disciplinato dalla nuove normative sulla risoluzione delle crisi bancarie.

Ciò  presuppone l'ausilio di studi legali estremamente qualificati nei vari campi del diritto.

E' ovvio che i risparmiatori che hanno subito il danno derivante dalla perdita dei risparmi DEVONO EVITARE di subire anche la beffa derivante  dai costi legali riconducibili a vertenze poco praticabili o, già in origine,  prive di risultati.

Proprio per questo, al fine di valutare la fattibilità di azioni legali  per conto di alcuni importanti risparmiatori, il sottoscritto è coinvolto in prima persona con  primario studio legale a livello nazionale e internazionale e di comprovata capacità nelle discipline coinvolte nel caso in specie. Lo studio legale sta già impegnando diverse risorse (avvocati)  nello studio e nell'approfondimento del caso in questione al fine di valutare la fattibilità di un'azione legale.

Inoltre, vi segnalo che, nell'ambito dell'attività divulgativa che svolgo in questo blog, si sta pensando di organizzare, entro le prossime settimane,  un convegno nelle Marche (Ancona o Civitanova Marche), per discutere, tra le altre cose,  anche del caso riguardante Banca Marche e delle prospettive per i risparmiatori.

Chi volesse avere ulteriori informazioni su quanto sopra riportato, può scrivere a:

paolocardena@gmail.com indicando nome, cognome e numero telefonico.

Grazie

giovedì 26 novembre 2015

QUALCHE DUBBIO SUI RECENTI SALVATAGGI BANCARI

In riferimento ai "salvataggio" bancari di questi giorni, è opportuno  richiamare la vostra attenzione su una questione che pochi commentatori hanno osservato.
Come è noto, i crediti inesigibili delle  quattro banche in questione sono stati trasferiti alla bad Bank al 17,6% del valore nominale.
Come abbiamo già detto QUI, varrebbe la pena sottolineare che nel sistema bancario italiano i crediti in sofferenza sono iscritti nei bilanci delle rispettive banche, mediamente, al 35/40% del valore nominale, dopo le rettifiche.
A cosa è dovuta la differenza di valutazione così ampia, rispetto alla valutazione dei crediti della banche oggetto del "salvataggio"?
È stata fatta una valutazione troppo prudenziale dei crediti inesigibili delle quattro banche? 
Le altre banche godono di garanzie più robuste rispetto alle quattro banche in questione?
Oppure è stato sopravvalutato il valore di realizzo delle sofferenze bancarie del sistema?
Non so darvi una risposta, ma porsi questi interrogativi potrebbe risultare assai utile nella gestione dei propri risparmi.


Nel frattempo, come riporta Il Sole 24 Ore, l'Eba, che  l'autorità indipendente dell'Unione europea (UE), che opera per assicurare un livello di regolamentazione e di vigilanza prudenziale efficace e uniforme nel settore bancario europeo, in un recente rapporto ha manifestato qualche preoccupazione per i crediti in sofferenza, soprattutto delle banche italiane

Le banche europee consolidano i requisiti patrimoniali, ma i crediti in sofferenza restano motivo di preoccupzione soprattutto per l'Italia. Per essere più corretti, a far arricciare il naso all’Autorità bancaria europea (Eba) è il livello dei non performing loans (npl), i cosiddetti prestiti non performanti che al giugno del 2015 erano comunque in calo, nella media europea, dello 0,5% rispetto a fine 2014.

martedì 24 novembre 2015

LO SCHEMA DI INTERVENTO UTILIZZATO PER IL SALVATAGGIO DI BANCA MARCHE &CO

Nell'ambito del salvataggio delle 4  banche in dissesto (Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti), nei minuti immediatamente successivi al Decreto Legge del Governo, Bankitalia ha fornito una nota con le informazioni sulla soluzione della crisi delle banche in questione.  La nota fornita di Bankitalia (in gran parte riproposta in seguito) è chiara e scopo di questo lavoro è quello di renderla ancor più comprensibile, aggiungendo qualche considerazione finale.

Partiamo col dire che, come sapete, le perdite accumulate nel tempo da queste banche, valutate con criteri  prudenti, sono state assorbite in prima battuta dagli strumenti di investimento più rischiosi: le azioni e le "obbligazioni subordinate", queste ultime per loro natura anch’esse esposte al rischio d'impresa, spiega Bankitalia. Il ricorso alle azioni e alle obbligazioni subordinate per coprire le perdite è espressamente richiesto come precondizione per la soluzione ordinata delle crisi bancarie dalle norme europee (“Direttiva europea sulla risoluzione delle crisi bancarie” - BRRD), recepite nell’ordinamento italiano dallo scorso 16 novembre con il Decreto Legislativo 180/2015. Tale normativa ha assegnato alla Banca d’Italia la funzione di autorità di risoluzione delle crisi nel settore bancario.

La soluzione adottata è compatibile è compatibile con le norme europee sugli "aiuti di Stati" e si articola come segue:

domenica 22 novembre 2015

SPECIALE BANCA MARCHE: "UN DISASTRO DI PROPORZIONI BIBLICHE"

Cronache Maceratesi è il sito che, attraverso il bravissimo Marco Ricci, meglio di ogni altro ha seguito e raccontato egregiamente tutta la vicenda di Banca Marche. Poco fa, al termine del Consiglio dei Ministri che ha deciso il "salvataggio" della banca marchigiana, il giornale on line ha dedicato uno speciale a Banca Marche e, senza mezzi termini, parla di "disastro di proporzioni bibliche" per il territorio marchigiano.
Secondo quanto diffuso nella nota di Bankitalia, è stato azzerato anche il valore delle obbligazioni subordinate, oltre a quello delle azioni.
Si tratta di risparmi di decine di migliaia di famiglie, spesso costruiti con i sacrifici sopportati da intere generazioni, e con il duro lavoro di una popolazione (quella marchigiana) estremamente operosa, dalle semplici tradizioni, che conosce il sacrificio e lo spirito di abnegazione. Sono marchigiano anche io e conosco bene questa comunità. Che spesso difetta proprio nel riporre troppa fiducia nella provvidenza, ricordando così i Malavoglia di Verga, per l'incondizionata speranza che, presto o tardi, qualcuno possa arrivare a salvarli. Questa volta, per gli azionisti e gli obbligazionisti, non è andata cosi. Sono molto dispiaciuto per loro, ma questo genere di rischio è quello che resta più facile da evitare. Si chiama rischio specifico, e può essere più o meno arginato del tutto.

- di Marco Ricci

OK DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI AL PIANO DI SALVATAGGIO DELLE BANCHE INDISSESTO

Intanto, a proposito del salvataggio delle 4 banche in dissesto, vi riporto quanto scrive  Il Sole 24 Ore, alla luce delle decisioni assunte dal Consiglio dei Ministri di oggi pomeriggio.
Nei prossimi giorni, appena si conosceranno ulteriori dettagli di tutta l'operazione, se sarà il caso, torneremo sul tema.
 Come avevamo già detto, nel salvataggio vengono coinvolti anche gli obbligazionisti subordinati (cosa scontata).

Da Il Sole 24 Ore
Via libera al salvataggio delle quattro banche italiane “malate”. Banca Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara, CariChieti saranno messe in sicurezza grazie a uno sforzo ripartito tra l'intero sistema bancario, azionisti e titolari delle obbligazioni subordinate. Il decreto legge approvato questa sera dal Consiglio dei ministri «non prevede alcuna forma di finanziamento o supporto pubblico alle banche in risoluzione o al Fondo nazionale di risoluzione». Il decreto entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione, prevista per domani 23 novembre 2015. Le nuove entità ripulite dai crediti deteriorati si chiamano «Nuova Cariferrara», «Nuova Banca Etruria», «Nuova Banca Marche» e «Nuova Carichieti».
Evitato anche il rischio del bail in, il nuovo schema europeo che in caso di crisi bancaria coinvolge anche azionisti, obbligazionisti e se necessario correntisti oltre i 100mila euro, una scelta che lascia quindi indenni i conti correnti e le obbligazioni ordinarie dei clienti: domani mattina, le quattro banche riapriranno regolarmente, per clienti e dipendenti nulla cambierà, ma - formalmente - si tratterà di quattro banche nuove (Nuova Banca Marche, Nuova Carife,...), interamente possedute dal Fondo di risoluzione.
La Commissione europea, dopo essersi opposta a tutte le diverse soluzioni prospettate negli ultimi giorni, stamattina ha invece avallato l'ultima versione del piano, che non senza una certa dose di paradosso vedrà uno schema nella sostanza molto simile a quelli bocciati, gli stessi soggetti conferitori ma un esborso decisamente più elevato.
L'operazione 
Con il decreto approvato stasera da un Consiglio dei ministri convocato ad hoc, le banche italiane “sane” metteranno sul piatto 3,6 miliardi di euro per il salvataggio. Una cifra che - come anticipato dal Sole 24 Ore - sarà anticipata al Fondo di Risoluzione (lo strumento che operativamente realizzerà il salvataggio) da due linee di credito interamente messe a disposizione da Intesa Sanpaolo, UniCredit e Ubi a tassi di mercato e con scadenza massima di 18 mesi: la prima verrà rimborsata quando le banche ponte e i crediti deteriorati troveranno il modo di essere valorizzati sul mercato. La linea a breve, invece, sarà già ripianata entro fine anno grazie al contributo delle 208 banche del sistema non-Bcc che anticiperanno non solo i 500 milioni di contributi per il fondo di risoluzione previsti per il 2015, ma anche tre annualità straordinarie, per un totale di 2 miliardi. In questo caso si tratta di oneri chedovranno essere computati nei bilanci 2015 (anche se il Cdm ha previsto una revisione della disciplina fiscale con la possibilità di un pagamento differito delle imposte).

Banche buone e bad bank 
Nel dettaglio, il piano approntato dal Governo e da Banca d'Italia prevede che per ciascuna delle quattro banche la parte “buona” venga separata da quella “cattiva” del bilancio.
Alla parte buona (“banca buona” o “banca-ponte” o bridge bank) sono state conferite tutte le attività diverse dai prestiti “in sofferenza”, cioè quelli di più dubbio realizzo; a fronte di tali attività vi sono i depositi, i conti correnti e le obbligazioni ordinarie. Il capitale è stato ricostituito a circa il 9 per cento del totale dell'attivo (ponderato per il rischio) dal “Fondo di Risoluzione”, che è amministrato dall'Unità di Risoluzione della Banca d'Italia ed è guidato da Stefano De Polis. La banca buona viene provvisoriamente gestita, sotto la supervisione dell'Unità di Risoluzione della Banca d'Italia, da amministratori da questa appositamente designati. Presidente unico delle quattro banche sarà Roberto Nicastro, ex Direttore Generale di Unicredit. Agli amministratori “il preciso impegno di vendere la banca buona in tempi brevi al miglior offerente, con procedure trasparenti e di mercato, e quindi retrocedere al Fondo di Risoluzione i ricavi della vendita”, come si legge in una nota diffusa da Banca D'Italia in serata. 
Verrà inoltre creata una “banca cattiva” (bad bank), priva di licenza bancaria nonostante il nome, in cui sono stati concentrati i prestiti in sofferenza delle quattro banche che sono stati svalutati a 1,5 miliardi dall'originario valore di 8,5 miliardi, e che saranno venduti a specialisti nel recupero crediti o gestiti direttamente per recuperarli al meglio. 

venerdì 20 novembre 2015

QUELLI CHE IL DEBITO PUBBLICO SCENDERA' IL PROSSIMO ANNO

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Come sapete il debito pubblico italiano, negli ultimi anni, ha conosciuto una crescita esponenziale, soprattutto per via della mancata crescita economica, in quanto la dimensione del debito pubblico viene espressa in rapporto al Prodotto Interno Lordo (Pil). Tant'è che il debito è passato dal 99% del 2007 al 133% del 2015 (secondo le previsioni del Fondo Monetario Internazionale).

In questi anni di crisi, tutti i governi che si sono succeduti alla guida del Paese, hanno posto come obiettivo primario la riduzione del debito pubblico. La riduzione del debito pubblico, insomma, nelle varie previsioni governative, è diventata un po' come il tiro al piccione. Peccato che il piccione non sia stato preso,  e il debito pubblico è cresciuto, anziché diminuire.

Tanto per farvi rendere conto dei clamorosi errori commessi nei vari DEF (Documento di Economia e Finanza) varati dai vari Governi, ho aggiornato un grafico che avevo già pubblicato molto tempo fa.


Il Quadro che ne emerge è il seguente:


Come potete osservare la linea blu rappresenta la traiettoria del debito pubblico, dal 2000 al 2015.

Il picco minimo è stato toccato nel 2007; mentre, nel 2015, secondo le previsioni del FMI, toccheremo il picco massimo del periodo, con il rapporto debito/Pil che dovrebbe attestarsi al 133%.

INVESTORS': LA FINANZA PER UN FUTURO CONSAPEVOLE

Cari lettori, è con immenso piacere  che vi annuncio la nascita  di INVESTORS': un prestigioso magazine bimestrale che ospita numerose analisi economiche e finanziare di un gruppo di professionisti di elevato valore che, insieme, hanno deciso  di dar  vita a questa nuova iniziativa editoriale dedicata sia ai risparmiatori che ai professionisti del settore.

Per il sottoscritto, far parte di questa squadra, oltre ad essere  motivo di orgoglio e di prestigio,  è anche motivo di arricchimento professionale, che si concretizza proprio nel confronto diretto e costante con altri professionisti che, grazie alle rispettive esperienze maturate nelle discipline dell'economia e della  finanza, fondono i rispettivi saperi mettendoli al servizio dei lettori e dei risparmiatori.

Colgo l'occasione per ringraziare i colleghi, l'editore e soprattutto l'amico  Gabrele Turissini, che della rivista ne è il direttore, ed è colui che ha e voluto che io fossi della  squadra, dando così spazio alle mie analisi. 
Un grazie speciale anche (e soprattutto) a tutti i lettori di questo blog, che in questi anni sono stati elemento di grande stimolo professionale e costante  miglioramento.
Il numero ZERO della rivista si compone di 96 pagine e la mia analisi potete trovarla a pagina 42 e seguenti.

Per chi fosse interessato a sottoscrivere l'abbonamento (sottoscrivibile QUI), segnalo che  fino al prossimo 31/12/2015 è offerto a prezzo scontato.


giovedì 19 novembre 2015

OPS...PARE CHE LA UE SIA INTENZIONATA A DIRE NO ALLA BAD BANK A PREZZI DI MERCATO CON I SOLDI PUBBLICI

Sapete quella storiella (che non è una storiella) secondo la quale le banche italiane sono appesantite (solo per usare un eufemismo) da 200 miliardi di euro di sofferenze, che diventano  350 miliardi se si considerano anche altri crediti "problematici".

Pare che a Bruxelles non vada proprio giù la garanzia statale sui crediti ceduti alla bad bank  (ne abbiamo parlato QUI) in quanto in contrasto con la disciplina degli "aiuti di Stato" e quindi non compatibili con i trattati. E pare che Padoan si sia attivato per cercare una soluzione di marcato, per far acquistare i crediti deteriorati ai soggetti privati. Magnifico, si direbbe.
C'è un problema, però.
E il problema riguarda  prezzo al quale dovrebbero essere ceduti i crediti ai fondi privati, o meglio il prezzo al quale questi comprerebbero i crediti. Che non è affatto detto che sia quello iscritto nei bilanci delle banche, almeno credo. Quindi, ammesso che i fondi comprino a prezzo di mercato, ci sarebbe da capire se l'iscrizione di questi crediti in bilancio sia avvenuta a prezzi adeguati, in modo da incrociare l'offerta dei fondi senza far emergere ulteriori perdite in seno alle banche. Che dilemmi sciocchi….

BANCHE E SALVATAGGI BANCARI

Quella che segue è un'intervista radiofonica di oggi, andata in onda su Radio Cusano Campus. Si parla di banche, salvataggi bancari e bail-in, che entrerà in vigore il primo gennaio prossimo.
Insomma, tutte cose che si sono già lette su questi pixel, come qui, qui e altrove.

mercoledì 18 novembre 2015

BANCA CARIGE SOSPENDE IL PAGAMENTO DELLA CEDOLA SUI BOND PERPETUI

No che sia molto rilevate (data la situazione in cui versano molte banche), ma vi segnalo ugualmente che Banca CARIGE  ha comunicato che  non pagherà interessi sui bond  PERPETUAL SUBORDINATED FIXED/FLOATING RATE NOTES" (ISIN XS0400411681 ), e che pertanto  il diritto dei portatori dei Titoli a ricevere tali importi sarà  interamente ed irrevocabilmente cancellato e rinunciato

Questo è il comunicato diffuso dalla banca.

Vi invito inoltre a leggere:
COME SCEGLIERE UNA BANCA DAVVERO SICURA

QUANTO SONO PROTETTI I DEPOSITI BANCARI

Per info, contatti e consulenze, scrivere a:  paolocardena@gmail.com




martedì 17 novembre 2015

LA "RIPRESA" STAGNANTE DELLA PRODUZIONE INDUSTRIALE.

Il grafico che vedete in seguito rappresenta l'andamento destagionalizzato dell'indice della produzione industriale, posto come base 100 nel gennaio 2008. Si osserva che nel punto minimo registrato nel 2009, la produzione industriale aveva perso il 25%, per poi recuperare nel 2010 e 2011, e scendere nuovamente nel 2012 e nei primi mesi del 2013. Come potete notare, a partire dagli ultimi  due anni la produzione industriale non sta vivendo una vera e propria ripresa, ma una stagnazione, con l'indice che oscilla tra 75.5 e 77.


Prendendo gli ultimi dati sulla produzione industriale pubblicati dall'Istat (li trovate qui), possiamo osservare il grafico che segue, dal quale emerge il rilevante  contributo apportato dalla fabbricazione di mezzi di trasporto, per via della ripresa dell'attività di FCA (Fiat Chysler Automobilies)

BORSE IN NETTO RIALZO, NONOSTANTE LE BOMBE

Le borse europee partono in deciso rialzo dopo che ieri hanno tenuto alle tensioni legate agli attentati di Parigi di venerdì notte, finendo la seduta leggermente positivi. A dar man forte ai mercati anche la notizia che la Grecia ha raggiunto un accordo con i creditori sulle riforme finanziarie, sgomberando il campo dal principale ostacolo a un nuovo bailout. Atene quest'anno ha firmato un nuovo programma di aiuti del valore di 86 miliardi di euro, ma il pagamento di una parte della prima tranche non ha avuto luogo per via di disaccordi sui pignoramenti arretrati. Tra gli appuntamenti chiave della mattinata l'indice Zew sul morale degli investitori tedeschi a novembre. Le previsioni degli economisti indicano un miglioramento della voce principale, l'economic sentiment, a 6 rispetto al 1,9 del mese scorso, decisamente sotto le attese per l'impatto del caso Volkswagen. Qualche altro spunto interessante potrebbe giungere dai dati americani in agenda nel pomeriggio. In particolare, per i prezzi al consumo di ottobre l'attesa è di 0,2% su mese e di 0,1% su anno, dopo le letture di settembre rispettivamente di -0,2% e nulla. Strettamente monitorata anche la produzione industriale a ottobre (attesa 0,1% mese su mese dopo il -0,2% di settembre).
In attesa in giornata del via libera alla legge di stabilità in Commissione Bilancio del Senato e del giudizio della Commissione europea sulla stessa legge, giunta a Bruxelles a metà ottobre, ripartono rispettivamente da 105 punti base e dall'1,56% lo spread Btp/Bund e il rendimento del decennale dopo una seduta che non ha mostrato particolari contraccolpi legati agli attacchi a Parigi, nonostante il vicepresidente della Bce Constancio ieri abbia messo in guardia dagli impatti che gli attentati potrebbero avere sulla fiducia degli investitori. Mentre l'euro continua a risentire della attese di ulteriori stimoli da parte della Bce. Al momento la moneta unica vale 1,0653 dollari da 1,0684 della precedente chiusura. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib sale dell'1,03% a 22.034 punti. (Fonte Milano Finanza)


L'accordo dei Creditori con la Grecia - Accordo raggiunto nella notte tra la Grecia e i creditori internazionali sul piano delle riforme finanziarie necessario alla concessione della prossima tranche di aiuti. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze.
Il terzo programma di bailout da 86 miliardi di euro siglato ormai prima dell'estate non aveva finora comportato l'erogazione di fondi a causa di dissensi in materia di pignoramenti immobiliari e gestione degli arretrati fiscali allo Stato.
"Abbiamo trovato un accordo su tutti i punti principali... su tutto quello che ci hanno chiesto" dice alla stampa Euclid Tsakalotos al termine di un incontro con i rappresentanti dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale.
Il responsabile alle Finanze spiega che tocca adesso al parlamento ratificare l'accordo che trasforma le misure in legge prima del via libera da parte del cosiddetto 'Euro Working Group', i viceministri finanziari della zona euro previsto venerdì.

Il disco verde dei creditori internazionali sbloccherebbe una prima tranche degli aiuti da due miliardi di euro, spiega Tsakalotos, oltre a circa 10 miliardi per la ricapitalizzazione delle prime quattro banche elleniche. (Reuters)