martedì 30 settembre 2014

I SUCCESSI DELLA TROIKA IN DUE GRAFICI

Il grafico di seguito riportato, espone la dinamica del Pil reale (base 2008=100) di quei paesi che, per diverse ragioni, sono stati posti sotto la tutela della Troika (Ue, FMI, Bce). Da osservare che per i valori riferiti alla Grecia, essendo di proporzioni maggiori (Pil quasi a -25% dal 2008) rispetto agli altri paesi, è stata usata la scala dx, mentre per tutti gli altri paesi quella sinistra. Trai i paesi osservati, anche se non esiste un atto formale, è stata inclusa anche l'Italia per via del commissariamento di fatto, già in atto da diversi anni.

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Anche per effetto della contrazione del Pil, tutti i paesi osservati hanno conosciuto, tra l'altro, l'esplosione dei rispettivi debiti sovrani. Ma il caso forse più emblematico resta quello della Grecia, con  il rapporto debito pubblico/Pil che è tornato  oltre i livelli precedenti alle due ristrutturazioni.  In attesa del default, del default, del default.


sabato 27 settembre 2014

EFFICACIA E LIMITI DELLA POLITICA MONETARIA DELLA BCE

Anche se risalente a una settimana fa, di seguito vi segnalo una mia intervista pubblicata su Forexinfo.it, che ringrazio per l'ospitalità riservata alle mie opinioni. Si parla di Bce e dei limiti della politica monetaria (ma non solo), peraltro ribaditi a più riprese dalla stesso Mario Draghi.
Buona lettura.
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Buon giorno e grazie per il tempo che ha deciso di dedicarci.
Il fronte economico più caldo di questi giorni è senz’altro quello delle decisioni prese dal board della BCE. Crede che l’ulteriore abbassamento dei tassi e la messa in campo degli Abs possano rivelarsi strumenti efficaci per dare respiro all’economia europea in un’ottica di breve-medio termine?

È assai difficile immaginare che le manovre della Bce, per quanto espansive, possano considerarsi, da sole, sufficienti a dar respiro all’economia e soprattutto essere risolutorie delle problematiche strutturali dell’eurozona. E ciò per diverse ragioni. 
Si dice che l’economia dell’Eurozona (soprattutto dell’area mediterranea) sia bancocentrica, nel senso che i canali bancari costituiscono la principale fonte di finanziamento dei sistemi produttivi. Contrariamente a quanto avviene nei sistemi anglosassoni in cui le imprese godono di un sistema di capitali molto più evoluto rispetto a quello europeo, questo, nell’ambiente in cui ci troviamo, costituisce senz’altro una limitazione alle manovre della BCE. Perché, in buona sostanza, in fin dei conti, la decisione ultima della concessione del credito spetta al sistema bancario. Come noto, il sistema bancario italiano, con i 170 miliardi di sofferenze (quelle note), e molti altri miliardi di crediti deteriorati, è in una condizione di grande fragilità. E pensare che le banche, con un ciclo economico ancora alle prese con profonde criticità, possano tornare a concedere prestiti, appare solo una pia illusione. È chiaro che le ultime misure della BCE vanno ad implementare quanto già deciso durante l’estate con l’annuncio dei prossimi TLTRO. Ma anche in questo caso, non esiste un vincolo ben preciso per indurre le banche a finanziare imprese e famiglie; sebbene esista comunque un deterrente che obbliga a restituire anticipatamente i soldi presi in prestito dalla BCE, qualora le banche non rispettino determinati parametri nella concessione di credito.

giovedì 25 settembre 2014

10 MOTIVI PER CUI E' SBAGLIATO COMPRENDERE NEL CALCOLO DEL PIL L'ECONOMIA CRIMINALE

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Come sapete, l'Istat, in ottemperanza alle nuove modalità di calcolo del Pil previste da Eurostat, nelle settimane scorse, ha provveduto a ricalcolare il Prodotto Interno Lordo dell'Italia dal 2009 al 2013, includendo anche alcune componenti delle attività criminali, quali il contrabbando, la prostituzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti. Del tema, in questi pixel, ce ne siamo occupati già qualche mese fa con QUESTO post, ma anche con altri.

Per via del ricalcolo effettuato dall'Istat, come avevamo già anticipato, la dinamica del PIL migliora notevolmente, incidendo sia sul rapporto debito/Pil che sul deficit.

Tanto per offrirvi la misura del miglioramento, ho prodotto un grafico nel quale si evidenza la dinamica del PIL dal 2006 al 2013, calcolato sia con le vecchie regole, sia con i nuovi criteri (dal 2009) stabiliti dal Sec-2010 approvato da Eurostat.

venerdì 12 settembre 2014

I VENTI MILIARDI CHE MANCANO ALL'APPELLO: DOVE LI TROVERANNO?

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Dopo l'allarme sui conti pubblici lanciato ieri dalla  BCE, che ha invitato  l'Italia a consolidare i propri conti per rispettare l'obbiettivo di deficit per 2014 al 2.6%, resta anche da capire in che modo Renzi reperirà i 20 miliardi di euro necessari per il 2015.
Nei giorni scorsi, per bocca dello stesso Renzi, si è appreso che questi fondi dovrebbero essere recuperati dal taglio alla spesa che, sempre a suo dire, dovrebbe essere del 3% e riguardare tutti i ministeri. Poche sere fa, sempre il Presidente del Consiglio, intervenendo a Porta a Porta, ha fatto sapere che le pensioni non verranno toccate.

Al netto del fatto che, per il 2015, secondo la mia modesta opinione, di miliardi ne occorreranno almeno 25,  in attesa di conoscere la nota di aggiornamento al DEF (verrà pubblicata tra qualche settimana) e qualche ulteriore elemento sulla legge di stabilità per il 2015, cerchiamo di capire come stanno realmente le cose.

martedì 9 settembre 2014

QUELLI CHE I RENDIMENTI DEI BTP SONO INFERIORI A QUELLI AMERICANI E BRITANNICI

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 Nella estate delle copertine dedicate al Titanic Euro, e dei gelati consumati davanti Palazzo Chigi, si è affermata anche una diceria, secondo la quale l'Italia avrebbe riconquistato la reputazione sui mercati, posto il fatto che i nostri BTP offrono rendimenti inferiori addirittura ai Bond statunitensi e e britannici. Al netto del fatto che i meriti per lo schiacciamento dei rendimenti dei titoli di stato sono da attribuirsi prevalentemente alla BCE, alle attese inflazionistiche e tanti altri motivi, quanto affermato corrisponde ad una delle tante leggende metropolitane che sono solite circolare in questo paese regnato da indicibile ignoranza economica.

mercoledì 3 settembre 2014

SPREAD, BCE E DEMOCRAZIA

Nel novembre 2011, il governo Berlusconi (l'ultimo uscito da un tornata elettorale democratica), venne fatto dimettere sotto i colpi dello spread che viaggiava intorno ai 550 punti. Lasciamo stare il giudizio sull'uomo Berlusconi, che spetta a Dio; e lasciamo anche stare il giudizio politico, che spetta alla storia, che comunque si sta compiendo. Il ragionamento è un altro.

Che lo spread abbia condizionato la vita democratica del paese è cosa nota e non sono io a dirlo, ma sono gli stessi protagonisti di allora a sostenerlo: da Bini Smaghi (a quei tempi membro della BCE), ad Hans-Werner Sinn dell'Ifo tedesco, passando per Zapatero eTimothy Geithner.
Cosa dicono al riguardo questi illustri signori?