giovedì 21 agosto 2014

IL DISASTRO ITALIANO IN 20 GRAFICI

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Dal sito  del CIPE,  vi riporto questa serie impressionante di grafici, basati sulle cifre di lungo periodo, utili come strumento di lettura delle trasformazioni economiche che il Paese sta affrontando.
La presentazione dei grafici sui principali indicatori economici dell’economia italiana dal 2000 ad oggi, confrontati con l’andamento medio europeo, permette di cogliere l’evoluzione nel tempo della situazione economica italiana.
Questi dati vengono associati alle previsioni e agli obiettivi quantitativi del Governo, in particolare per quanto riguarda la crescita economica, l’indebitamento netto e il debito pubblico, individuati nel Documento di economia e finanza (DEF).

venerdì 8 agosto 2014

RIPRESA O DEFAULT: QUALE SCENARIO POSSIBILE?

Di seguito una mia intervista pubblicata nei giorni scorsi da Forexinfo.it, che ringrazio per l'ospitalità riservata alle mie opinioni. Buona lettura.


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Buon giorno e grazie per il tempo che ha deciso di dedicarci.
Nonostante il mantra della ripresa a cui ci ha abituato l’attuale governo negli ultimi mesi, i dati Istat sulla produzione industriale italiana raccontano una storia ben diversa, con un dato tendenziale annuo che segna un -1,8%. Qual è la sua opinione in proposito?

DRAGHI, LA TROIKA E L'ITALIA

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Mario Draghi non è affatto un fesso e a mio avviso è il miglior banchiere centrale che c'è in giro. Può piacere o meno nel suo ruolo, o come personaggio. Ma fatto è che, almeno fino a questo momento, ha dato prova di grande abilità, muovendosi in un quadro politico reso ostile dalle resistenze tedesche da sempre contrarie all'interventismo della banca centrale. E comunque sia,  se l'euro ancora sopravvive è proprio grazie a Draghi (o per sua colpa, dipende dai punti di vista).

Fatta questa premessa, doverosa per spiegare il breve ragionamento successivo, se egli ha affermato che "...E’ probabilmente giunto il tempo di iniziare a condividere la sovranità a livello europeo anche per quanto riguarda le riforme strutturali” (cioè la famigerata cessione di sovranità), non è qualcosa su cui è inciampato, o che non abbia ben ponderato.
La lettura che posso fare sulla base di questa affermazione è duplice.

mercoledì 6 agosto 2014

VERSO LA BANCAROTTA: ANCORA IN CALO IL PIL DEL SECONDO TRIMESTRE, A -0.2%

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Come ampiamente anticipato in questo sito, l'Istat, qualche istante fa, ha reso noto il PIL del secondo trimestre 2014, risultato in calo dello 0.2% rispetto al trimestre precedente.
Da Istat:
Nel secondo trimestre del 2014 il prodotto interno lordo (PIL), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2005, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dello 0,3% nei confronti del secondo trimestre del 2013.
Il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda, il contributo alla variazione congiunturale del PIL della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo, mentre quello della componente estera netta è negativo.
Il secondo trimestre del 2014 ha avuto una giornata lavorativa in meno del trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno rispetto al secondo trimestre del 2013.
Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dell'1% negli Stati Uniti e dello 0,8% nel Regno Unito. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,4% negli Stati Uniti e del 3,1% nel Regno Unito.