venerdì 28 febbraio 2014

STUDIARE, PRIMA DI PARLARE

Capisco benissimo il fascino che possa suscitare udire che sarebbe giusto tassare i ricchi per dare ai poveri. E sarei anche d'accordo, se questo fosse possibile senza produrre ulteriori danni, rispetto allo sfascio prodotto in questi anni. Ma, come sempre accade, la realtà è destinati a scontrarsi con i numeri. E i numeri non mentono.
Già in diversi articoli (QUI e QUI) abbiamo cercato di spiegare i motivi per i quali, finanziare il taglio delle tasse sul lavoro con l'aumento della tassazione delle rendite finanziare, costituisce una delle più volgari menzogne che si siano udite negli ultimi anni.

Il conto è presto fatto: gli ordini di grandezza sono talmente inconciliabili al punto che  non si capisce come possa essere ridotta la tassazione sul lavoro, attraverso  l'aumento del gettito dell'imposta sostitutiva su quelle che vengono chiamate rendite finanziarie, essendo, il gettito prodotto da questa imposizione, del tutto marginale rispetto alle entrate statali derivanti dalla tassazione sul lavoro.

lunedì 24 febbraio 2014

I RISPARMI AI TEMPI DEL COLERA

Nel paese fantastico sta andando in onda la sceneggiata dell'ulteriore tassazione delle rendite finanziarie. Il messaggio che viene veicolato al cittadino è quello secondo il quale sarebbe  "immorale" che le rendite finanziarie scontino livelli impositivi inferiori ai redditi prodotti dal lavoro, e che quindi occorrerebbe un ribilanciamento del prelievo fiscale al fine di ridurre il carico tributario sul lavoro, aumentando la tassazione sui risparmi.
Purtroppo  la verità è sempre maledettamente  diversa da come viene raccontata, e per onorarla occorre scavare, scavare e scavare ancora, al fine di capire come stanno realmente le cose.

giovedì 20 febbraio 2014

VE LO STANNO DICENDO IN TUTTI I MODI

Vi premetto che questo post non ha alcun merito, se non quello di elencare tutti gli annunci favorevoli all'introduzione ulteriori imposte patrimoniali che si sono susseguiti in questo periodo, o di qualche altra forma di aggressione dei risparmi.

Qualche settimana fa,  Jens Weidmann, capo della Bundesbank,   ha dichiarato che: "una tassa sui capitali corrisponderebbe al principio della responsabilità nazionale, in base al quale i contribuenti sono responsabili delle obbligazioni del proprio Paese prima che venga richiesta la solidarietà internazionale". Fonte  
Come ci riporta l'ottimo sito VOCI DALL'ESTERO,  la stessa Bundesbak, nel mese di gennaio, nel suo consueto Montly Report offrì un quadro molto dettagliato (e inquietante) sulla proposta di una patrimoniale da applicarsi nei paesi periferici per ridurre il debito pubblico, dato il loro elevato livello di ricchezza privata. Nel report non mancano i suggerimenti su come far passare al meglio questa pericolosa misura, presentandola come una redistribuzione di ricchezza interna, e  sulla rapidità necessaria per il successo dell'operazione. QUI, grazie all'impagabile lavoro di VOCI DALL'ESTERO, potete trovare la traduzione di un estratto del Montly Report della Bundesnak

sabato 15 febbraio 2014

NOMISMA: EUROCRISI CAUSATA DAL CICLO DI FRENKEL NELL'AREA EURO.

Guest post: Scenarieconomici.it

Pubblichiamo lo studio del 7 febbraio 2014, di  Sergio De Nardis, Capo Economista della Nomisma dal titolo “Riequilibrio europeo“.
Nomisma e’ una societa’ di studi economici vicina a Prodi (Prodi fu tra i fondatori). L’analisi sostanzialmente conferma in pieno la visione di una “crisi dell’eurozona” figlia degli “squilibri interni” (ormai questa visione, fino a qualche tempo fa confinata a ben pochi eretici, si sta facendo strada a tutti i livelli, e perfino nella societa’ economica vicina a colui che piu’ di chiunque altro spinse per l’ingresso nell’euro). Viene sostanzialmente attribuita  la responsabilita’ della generazione degli squilibri e della malagestione della crisi alla Germania.
La soluzione proposta e’ il ripianare gli squilibri interni e fare una politica espansiva: in pratica, si chiede ai periferici di fare politiche di compressione del CLUP, alla BCE di fare una politica espansiva, di stimolo monetario ed inflattiva, ed alla Germania di fare una politica fortemente inflattiva (al 3%), di stimolo alla domanda interna e di espansione del CLUP.
Ovviamente non si parla di risoluzione della crisi e degli squilibri attraverso il Break up dell’Euro. Quanto propone Nomisma e’ un “libro dei sogni” completamente irreale: la Germania da decenni ha una fobia per l’inflazione e non accetterebbe MAI di fare una politica inflattiva e di espansione salariale, ne’ accetterebbe di trasformare la BCE in una “tipografia” di valuta, ne’ si lancierebbe in politiche fortemente espansionistiche. I tedeschi l’hanno detto in tutti i modi possibili, per cui le proposte di Nomisma sono sostanzialmente demagogiche: “ammettono che il problema e’ l’euro, la sua gestione, e gli squilibri interni conseguenti”, ma non se la sentono di proporre un break up dell’euro stesso. E’ comunque interessante vedere che le teorie di base dell’euroscetticismo siano state sostanzialmente riconosciute, ed in parte sposate da Prodi e soci.

RENZI: DAL "MI RICANDIDO A FARE IL SINDACO" A #ENRICOSTAISERENO,




Fino all’annuncio durante la direzione Pd che ha dato il benservito al governo, il segretario del partito Matteo Renzi ha sempre ribadito di non voler fare le scarpe aEnrico Letta. E le sue dichiarazioni rese alla stampa sono sempre andate in quel senso. L’ultima è solo di pochi giorni fa: “Nessuno di noi ha chiesto di andare al governo”. Beata coerenza

Fonte: il Fatto Quotidiano.

venerdì 14 febbraio 2014

LA CHIAMANO RIPRESA

Mentre si stanno giocando a briscola chi dovrà essere il prossimo Premier, designato  a seguito di una elezione ad una assemblea di condominio,  l'Istat, proprio oggi,  ha reso nota la stima preliminare del PIL del IV trimestre del 2013, cresciuto di appena lo 0.1% rispetto al trimestre precedente, dopo ben nove trimestri di cali consecutivi.
Il che, dopo una perdita subita di quasi il 10% in questi anni, racconta perfettamente quanto sia insensato e fuorviante parlare di ripresa. Molto banalmente, le considerazioni che possiamo fare è che il mercato del lavoro non trarrà alcun beneficio da una ripresa così moribonda e asfittica, con la disoccupazione che, verosimilmente, tenderà a crescere. Le stesse banche saranno destinate a conoscere livelli di sofferenze ancor più accentuati rispetto a quelli attuali, peraltro  già a livelli abbastanza critici e preoccupanti, almeno per alcune di loro. Non a caso, qualche giorno fa, Bankitalia ha comunicato che le sofferenze lorde del sistema bancario, nel mese di dicembre, hanno raggiunto quasi i 156 miliardi di euro, con un balzo di sei miliardi rispetto al mese precedente.
Da ricordare  che il governo, nella Nota di Aggiornamento al DEF dello scorso ottobre, aveva previsto una crescita del Pil dell'1%, per il 2014. Obbiettivo assai arduo da agganciare, la cui manacata relizzazione implicherà ulteriori manovre correttive. Sempre Bankitalia appare assai più cauta sulle previsioni di crescita per l'anno in corso, prevedendo appena uno 0,75%, quasi in sintonia con le maggiori istituzioni finanziarie internazionali, che vedono ulteriori rischi al ribasso per la crescita economica italiana.

giovedì 6 febbraio 2014

COME ESSERE POLLI (DA SPENNARE) E NON SAPERLO

Pare che in questo sciagurato Paese, invaso da un'ignoranza economica conclamata che si potrebbe misurare a tonnellate, si sia diffusa la convinzione che depositare sostanze liquide in cassette di sicurezza all'interno del perimetro bancario, possa costituire un'ottima soluzione per difendere (lecitamente) i risparmi dall'aggressione che potrebbero subire per via di eventuali  imposte patrimoniali.
Pochi giorni fa, sono stato contattato da un signore che gradiva avere rassicurazioni circa l'allocazione del proprio patrimonio, anche al fine di scampare ad annunciate  ed eventuali imposte patrimoniali, o da qualche altra diavoleria che , non fatalmente, potrebbe abbattersi sui risparmi.

Racconta di essersi recato in banca qualche settimana prima, e di aver liquidato il patrimonio mobiliare nella sua disponibilità. Racconta anche che, nonostante fosse stato sconsigliato dal direttore della filiale, ha convertito tutto il ricavato dalla vendita di titoli in valute pregiate, depositando il malloppo in una cassetta di sicurezza della banca. Aggiunge anche che ha esteso la garanzia assicurativa contro furti che la  cassetta di sicurezza potrebbe subire, elevandola allo stesso livello del patrimonio ivi depositato: 500 mila euro, circa. Quindi, sostenendo dei costi aggiuntivi non del tutto trascurabili.

martedì 4 febbraio 2014

ARRIVERANNO ALL'ESPROPRIO DI MASSA

Weidmann vuole la patrimoniale. E che la voglia il numero uno della Buba (cioè la banca centrale tedesca, non esattamente quella dello Zaire) lascerebbe pure il tempo che trova, se solo avessimo una classe politica degna di tale nome.
Anche  il Fondo Monetario Internazionale vuole la patrimoniale. Ma, anche in questo, sarebbe poca cosa. 
Poi, però, si arriva in Italia e ci si imbatte in un esercito di personaggi che, a vario titolo, occupano la scena pubblica e i luoghi di potere:  la vogliono anche loro. E di quelle feroci, pure.
Avete bisogno di nomi?
Vabbè, facciamoci male: diciamo i nomi.
La Camusso, Bersani, Fassina, Vendola, Renzi, Cuperlo, Modiano, Monorchio, Bonanni, Angeletti, Civati, D'Alema, Saccomanni, Letta, Bindi, qualche banchiere al comando di banche fallite, qualche altra dozzina di politici di minore importanza,  che si lavano la coscienza (in anticipo) dicendo che serve per una redistribuzione della ricchezza; quando in realtà, la patrimoniale, serve solo per mantenere il loro status quo.