martedì 9 dicembre 2014

REDDITI REALI E DEBITO PRIVATO IN ALCUNI PAESI DELL'EUROZONA

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Dicevamo, qualche giorno fa, a proposito dei redditi reali nei vari paesi. Alcuni lettori mi hanno fatto osservare che sarebbe stato interessante confrontare i redditi reali di quelle che economie  che sono state più martoriate dalla crisi. Ho ripreso un po' di dati e, mettendoli nel grafico,  si scopre ciò che in realtà si conosceva già.

Le economie che dal 1994 al 2008 (anno di inizio della crisi) hanno conosciuto l'incremento più elevato di redditi reali (quindi, al netto dell'inflazione) sono Grecia e Spagna.
Più moderato è invece l'incremento dei redditi in altri paesi, come ad esempio il Portogallo, Italia e Germania. Questo è ciò che accaduto fino al 2008, anno di inizio della crisi. Da quell'anno le cose cambiano per tutti i paesi. In Grecia, ad esempio, i redditi reali  sono precipitati di quasi 40 punti percentuali dai massimi raggiunti, arrivando agli stessi livelli di 15 anni prima. Più moderato è il crollo verificatori In Portogallo; mentre in Italia i redditi reali  sono tornati ai livelli del 1997: 17 anni fa. In Germania, dai minimi della recessione del 2009, sono cresciuti di oltre il 10% 

Lo spaccato espresso dal grafico, assume ancor più importanza se lo si confronta con l'indebitamento privato delle rispettive economie:

Nel periodo 1999-2012, l'unica economia ad aver ridotto l'indebitamento privato è stata la Germania (-17%); mentre per gli altri paesi si assiste all'esplosione del debito privato a fronte di redditi reali in caduta. In Portogallo il debito aumenta  dal 144.3% del Pil, al 233% del 2012; in Italia dal 74% al 127% (+53%); in Grecia aumenta dal 52% al 130%; mentre in Spagna l'indebitamento privato raddoppia passando dal 96% del 1999 al 195% del 2012.

Quanto sopra ci racconta una cosa assai nota: ossia che la crescita delle economie considerate, nel periodo 1999-2008 (anno di inizio della crisi), è stata in gran parte finanziata dall'indebitamento privato che ha toccato livelli non compatibili (e assai pericolosi) con la caduta dei redditi reali verificatasi successivamente allo scoppio della crisi del 2009

Come avevamo avuto già modo di evidenziare in precedenza, essendo questa, anche e sopratutto, una crisi da debito, con i redditi reali tornati ai livelli di almeno una quindicina di anni fa  e con l'indebitamento, in certi casi, addirittura più che raddoppiato rispetto ad allora, le alternative sono sostanzialmente due:

1) Si contraggono i consumi e gli investimenti per pagare i debiti, con ovvie ricadute sulla tenuta del Pil, che finisce per provocare l'avvitamento dell'economia e quindi l'ulteriore esplosione delle sofferenze bancarie che, a loro volta,  finiscono per determinare un ulteriore stretta creditizia che deprime ulteriormente l'economia.
2) Si sostengono i consumi e gli investimenti, non ripagando i debiti. Il che genera ugualmente un effetto dirompente sui fragili bilanci bancari, che continuano a imbarcare incagli e sofferenze con gli effetti descritti sopra.





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