venerdì 12 dicembre 2014

I PAESI DELL'EUROZONA SI DIVORANO L'UN L'ALTRO

GUEST POST Voci dall'Estero che, trattandosi di un ottimo sito, Vi invito a seguire.
Un interessante studio di Natixis conferma in maniera analitica e documentata quanto la “unione” monetaria sia un gioco al massacro in cui tutti i paesi per cercare di stare a galla si indeboliscono a vicenda, come dei nuotatori che in procinto di affogare si aggrappano l’uno all’altro e si trascinano al fondo.  E la Germania, l’unica che apparentemente sta vincendo,  non può lanciare la ciambella.
 Flash Economics  N. 965, 9 Dicembre 2014
Analizziamo le interazioni tra i quattro più grandi paesi della zona euro:
  • la Germania è alla piena occupazione, è un paese che invecchia e il capitale delle sue imprese è già molto modernizzato: non vuole e nemmeno ha bisogno di stimolare la sua domanda interna, e questo indebolisce gli altri tre paesi;
  • in Spagna vi è una forte competitività di costi. La conseguenza è che sta guadagnando quote di mercato da Francia e Italia e sta attraendo investimenti a spese degli altri paesi dell’eurozona. Ciò significa che il suo ritorno alla crescita è avvenuto a scapito della crescita negli altri paesi dell’eurozona;
  • In Francia e in Italia la crescita rimarrà molto debole a causa dei loro problemi di competitività e di redditività e della necessità di ridurre i loro deficit fiscali. Questa crescita molto debole in Francia e in Italia è ovviamente negativa per Spagna e Germania.
Possiamo quindi vedere che, come risultato di queste interazioni, i quattro grandi paesi della zona euro si indeboliscono reciprocamente.
La crescita nella zona euro è molto debole e probabilmente rimarrà tale (Grafico 1).
In questo Flash sosteniamo che parte della debolezza dei risultati di crescita della zona euro dipenda dal fatto che i paesi della zona euro stanno esercitando un’influenza in senso depressivo gli uni sugli altri.

Natixis_chart-1
La Germania non può fare la locomotiva dell’eurozona, al contrario.
La Germania è spesso invitata a stimolare la sua domanda interna per rilanciare l’economia del resto della zona euro.
Ma non dovremmo dimenticare che:
– la Germania è in piena occupazione (Grafico 2A), il che significa che la sua crescita è ora determinata dal suo potenziale di crescita, che è basso a causa degli scarsi aumenti di produttività e dell’invecchiamento della popolazione (Grafico 2B);
– la Germania è un paese che sta invecchiando (Grafico 3A), da qui la sua determinazione a ridurre il suo debito pubblico (Grafico 3B) e accumulare attività sull’estero (Grafico 3C);
– le imprese tedesche hanno un alto tasso di investimenti (Grafico 4), un apparato produttivo moderno (Tabella 1) e quindi non hanno bisogno di investire di più.
Natixis_chart-2AB
Natixis_chart-3AB
Natixis_chart-3C - 4
Natixis_table-1
La Germania non ha bisogno di una crescita più forte (data la sua piena occupazione, l’invecchiamento della popolazione, e la sua struttura produttiva già abbastanza moderna, grafico 5) e non vuole stimolare la sua domanda interna, cosa legittima. Questo è ovviamente negativo per gli altri paesi della zona euro, le cui esportazioni verso la Germania sono indebolite (Grafico 6).
Natixis_chart-5 - 6
La Spagna ha una forte competitività di costo e sta guadagnando quote di mercato
Il livello del costo unitario del lavoro è molto più basso in Spagna che in Francia, in Italia o in Germania (Grafico 7A).
Questo spiega il motivo per cui, negli ultimi tempi, le esportazioni della Spagna sono andate aumentando (Grafico 7B) e i suoi investimenti produttivi sono cresciuti (grafici 7C e D).
Natixis_chart-7AB
Natixis_chart-7CD
La Spagna sta guadagnando quote di mercato dagli altri paesi della zona euro (grafici 8A e B), il che dimostra che il ritorno alla crescita della Spagna (Grafico 8C) in parte avviene a spese della crescita negli altri paesi della zona euro, in particolare Francia e Italia (Grafico 8D).
Natixis_chart-8AB
Natixis_chart-8CD
In Francia e in Italia la crescita rimane molto debole
In Francia e in Italia la crescita è attualmente inesistente ed è destinata a rimanere molto debole (Grafico 8D).
Questo è dovuto a:
– la loro competitività insufficiente (Grafico 7A), soprattutto in considerazione del grado di sofisticatezza del prodotto, simile a quello della Spagna, da qui le perdite di quote di mercato (Grafico 7B);
– la bassa redditività (Grafico 9A) e rendimento del capitale (Grafico 9B), il che spiega la debolezza degli investimenti delle imprese (Grafico 7C).
Natixis_chart-9AB
Fondamentalmente, la Francia e l’Italia soffrono di un problema di offerta dovuto al fatto che i salari reali cronicamente aumentano più velocemente della redditività (grafici 10A e B).
La risultante crescita, molto debole (Grafico 8D), e quindi la debolezza delle importazioni di questi due paesi (grafici 11A e B), indeboliscono il resto della zona euro.
Natixis_chart-10AB
Natixis_chart-11AB
Conclusioni: una debolezza esacerbata dalle interazioni tra i paesi dell’eurozona
Come abbiamo visto, la debolezza dell’economia della zona euro è aggravata dalle interazioni tra i paesi dell’euro:
– la lenta crescita in Germania, che è il risultato logico della piena occupazione, dell’invecchiamento e del già realizzato ammodernamento del capitale, e che impedisce alla Germania di essere la locomotiva dell’economia della zona euro;
– gli incrementi delle quote di mercato in Spagna a spese degli altri paesi della zona euro, il che significa che la crescita della Spagna è in parte “sottratta” agli altri paesi;
– la perdurante debolezza delle economie francese e italiana a causa dei gravi problemi di offerta di questi due paesi, e che si sta diffondendo agli altri paesi dell’eurozona attraverso il commercio estero.

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