lunedì 22 dicembre 2014

ECCO QUANDO L'OPEC FERMERÀ IL CROLLO DEL PREZZO DEL PETROLIO


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Il collasso nei prezzi del petrolio sotto i 60$ a barile ha causato subbuglio nei mercati finanziari, come sottolineato dagli analisti di Natixis Asset Management nell'ultimo report Fixed Income Strategy Weekly.

L'High Yield americano e i mercati del debito emergente sono stati i più esposti:

  • I flussi in uscita dai fondi High Yield americani ammontavano infatti a 1,8 miliardi di dollari la scorsa settimana dopo 885 milioni di dollari nel precedente periodo, mentre quelli in uscita dai fondi di prestiti con leverage erano circa 1 miliardo di dollari.
  • L'Emerging Market Bond Index (EMBI) invece si è allargato considerevolmente poiché gli spreads russi hanno segnato i 600 punti base.
Inoltre, i tassi di inflazione di equilibrio sono crollati significativamente, dal momento che i partecipanti al mercato temono che i titoli indicizzati all'inflazione non saranno parte coinvolta nel programma di acquisto della Banca Centrale Europea.
Al contrario, i flussi di avversione al rischio e le previsioni sull'inflazione continuano a sorreggere il mercato obbligazionario. I rendimenti dei buoni del Tesoro americano sono scambiati a circa il 2,10% sebbene i rendimenti sui Bund siano caduti sotto lo 0,65%, quindi entro i 30 punti base quelli dei Japanese Government Bonds.
La richiesta di titoli a rischio minimo è sfavorevole al dollaro americano. L'euro è risalito rapidamente a 1,24$ e lo yen è caduto sotto 118, mentre la corona norvegese si è svalutata dell'8% da un mese a questa parte. A turno, il collasso del rublo russo ha costretto la Banca Centrale Russa ad aumentare i tassi di 650 punti base verso il 17%.


Il petrolio verso i 40$?

Una dichiarazione del ministro per l'energia degli Emirati Arabi Uniti ha suscitato ulteriore debolezza nelle quotazioni del greggioI 12 Stati membri dell'OPEC non stanno contemplando tagli nella produzione nonostante l'eccesso di offerta di circa 10 milioni di barili al giorno nei 12 mesi scorsi. Il cartello del petrolio potrebbe tenere la produzione invariata a 30,5 milioni di barili al giorno anche se il prezzo diminuisse verso l'area dei 40$.


La strategia dell'Organization of the Petroleum Exporting Countries, la cui prossima riunione è fissata per il 5 Giugno 2015, è duplice: ridurre la redditività dell'investimento in petrolio di scisto negli Stati Uniti e fornire incentivi per i produttori non appartenenti all'OPEC, inclusa la Russia, per contenere la produzione.

Un rallentamento nell'attività di trivellazione è già iniziato negli USA. Secondo l'OPEC,il settore petrolifero americano potrebbe iniziare il declino a partire dal 2020, cioè prima che gli Stati Uniti diventino autosufficienti nella produzione di petrolio. Inoltre, la liquidazione della posizione speculativa è stata ovviamente un fattore che ha contribuito al calo del prezzo.


Fed, la fine di un “periodo significativo”?

É improbabile che la caduta nei prezzi del petrolio abbia un impatto materiale sulla previsione di politica monetaria restrittiva della Fed. Più bassi costi per l'energia comportano una spinta significativa alla spesa dei consumatori e dell'economia in generale.A Novembre, le vendite al dettaglio sono aumentate, seguite dalla produzione manifatturiera che ha continuato il trend crescente del mese precedente.
Il Beige Book della Fed non descrive più la crescita come “moderata” o “modesta” ma piuttosto rappresenta espansione economica, ottimismo confermato anche dai recenti discorsi dei partecipanti al FOMC (Federal Open Market Committee, Comitato Federale del Mercato Aperto).


Si riprendono finalmente anche le condizioni economiche delle attività autonome.

Dunque il linguaggio “periodo significativo” potrebbe essere sostituito da un'altra frase che suggerisce la stretta della politica monetaria a breve termine.

In ogni caso è certo che la stretta delle condizioni di liquidità è davvero iniziata nei mercati finanziari statunitensi, anche alla luce delle recenti transazioni pronto contro termine in acquisto consentite dalla Fed per drenare addirittura 400 miliardi di riserve bancarie in eccesso.
Fonte: AdvisorProfessional

1 commento:

  1. Curiosa questa affermazione ... riprendo "Un rallentamento nell'attività di trivellazione è già iniziato negli USA. Secondo l'OPEC,il settore petrolifero americano potrebbe iniziare il declino a partire dal 2020".
    Cioè stanno dicendo che continuando su questa strada, gli Usa andranno in declino solamente nel 2020, forse si, ma, molto senza forse prima.
    Cioè ci troviamo in una condizione che un prodotto che dovrebbe essere almeno se non dico renumerativo, ma almeno alla pari sopra i 60 dollari al barile, non abbia conseguenze nell'immediato se scende oltre, mi sembra alquanto evidente. Come mi sembra evidente, che i finanziamenti fatti dalle banche, si trovino, come si suol dire... in deficit? E questo che cosa potrebbe portare le ditte interessate allo Shale gas... i libri in tribunale o almeno in amministrazione controllata....?????????? E se mi permettete, come la mettiamo coi derivati sul petrolio che come sappiamo sono a leva e non di poco? Se qualche d'uno ha osservazioni da fare sarei contento di sentirLe.... Distintamente.

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