giovedì 6 novembre 2014

PERCHÉ DRAGHI NON POTRÀ FARE UN QE SUI DEBITI SOVRANI?


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Visto che oggi si riunisce la Bce, in molti attendono che Draghi possa annunciare un QE sui debiti sovrani.
Perché mai Draghi dovrebbe farlo?

Cerco di rispondere, molto brevemente.

I titoli di stato hanno rendimenti minimi che, peraltro, non riflettono i fondamentali di molte economie, anzi tutte.

Allo stato attuale non esiste alcun problema di accesso ai mercati da parte degli Stati con le pezze al culo, Italia in primis.

Molte asset class sono in bolla e, nel caso delle azioni, i prezzi, il più delle volte, riflettono una dinamica di utili futuri assai difficile da mantenere. Questo è tanto più vero se si considera uno scenario di disinflazione come quello attuale.

Non esiste un problema di liquidità. E qualsiasi ulteriori allentamento monetario avrebbe il solo effetto di aumentare la liquidità di chi ne ha già abbastanza (banche), senza con ciò significare che possa essere destinata a chi è in debito di liquidità (imprese e famiglie).

La bilancia commerciale della zona euro è in attivo. Quindi, nel suo complesso, la zona euro non ha bisogno di maggiori esportazioni per via di un deprezzamento del tasso di cambio della moneta unica. 

Il finanziamento diretto della Bce ai singoli stati nazionali è vietato dai trattati. Quindi, prima di giungere a una soluzione del genere, al netto delle resistenze politiche, occorrerebbe modificare le regole fondanti la stessa unione monetaria. Quindi dovrebbero essere abbattuti tutti i dogmi che hanno caratterizzato la creazione stessa della moneta unica e il suo funzionamento.

Posto lo scenario sopra descritto, a mio modo di vedere, un QE sui titoli di stato significherebbe voler dire che l'euro ha i giorni contati. Soprattutto se fatto "cautamente", cercando una via di mezzo, in modo da non urtare tedeschi.

Quanto appena affermato trova sostegno anche nello scontro che si starebbe consumando all'interno della Bce tra chi vorrebbe una Banca centrale meno interventista e chi, invece, vedrebbe con favore un salto di qualità nella politica monetaria.

Mi sbaglio? Forse si, o forse no. Ma la logica imporrebbe il ragionamento sopra osservato.
Stiamo a vedere.

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