martedì 25 novembre 2014

LA LUCE IN FONDO AL TUNNEL....

Il tempo è prezioso, dice il detto. E di tempo ne occorrerà assai, in questo caso.
Proprio ieri avevo proposto una simulazione a proposito del Pil perso dall'Italia dall'inizio della crisi, giungendo alla conclusione che, ipotizzando una crescita media annua dell'1.5% (come quella realizzata dal 1995 al 2007), l'Italia, dal 2008, ha perso 327 miliardi di euro di PIL.
In altre parole, ad oggi, l'Italia si trova con un prodotto interno lordo inferiore del 21% rispetto a quello che avrebbe potuto avere in costanza di crescita, ipotizzata all'1.5%.
Quando si potrà recuperare il Pil perso? in quali tempi? e con quali tassi di crescita?
Benché sia un esercizio alquanto inutile nello scenario in cui si trova l'Italia, poiché, allo stato attuale,  è preclusa ogni  minima speranza che si possa agganciare una crescita vigorosa e duratura, ho provato a fare una simulazione e ne è uscito questo disegnino:


E' un grafico che riprende quello pubblicato ieri, al quale sono state aggiunte le due linee tratteggiate: quella viola che simula la crescita del PIL, dal 2015, del 3,5% annuo; e la linea tratteggiata verde che simula la crescita del PIL del 2.5%.
Nel primo caso, cioè in caso di crescita del 3.5%, l'Italia recupererà i 327 miliardi di PIL andati in fumo solo nel 2024, cioè tra dieci anni. Nel secondo caso, essendo inferiore il tasso previsto (2.5%), il recupero avverrà solo nel 2034: tra venti anni. Ovviamente, in tutto questo periodo si dovranno evitare, come la peste bubbonica, tutte le crisi che dovessero manifestarsi.
E' possibile qualcosa del genere? No.

E non lo è per il  semplice motivo che il paese, da almeno trentina di anni, sta conoscendo tassi  di crescita via via sempre più bassi, e ora si ritrova in una posizione di stallo che lascia supporre che, nel prossimo prossimo futuro, l'Italia, nella migliore delle ipotesi, si troverà ad alternare periodi di recessione con altrettanti periodi di stagnazione in un percorso fortemente distruttivo. Il tutto, considerando anche la distruzione economica intervenuta in questo periodi di crisi e altri fattori demografici che comunque condannano l'Italia.
Il grafico che segue lo avevamo già proposto qualche giorno fa e credo che sia estremamente pertinente con quanto sopra affermato.

Sarebbe carino se qualcuno facesse conoscere a Renzi questa breve riflessione, e che magari lo facesse quando farnetica di fantomatiche riprese che non potranno realizzarsi. Giusto per fargli capire che il mondo gira da tutt'altra parte.


8 commenti:

  1. Per sottoporre queste riflessioni a Renzi si suppone che quest'ultimo possegga le capacità intellettive per riuscire (almeno) ad interpretare i grafici e le cifre riportate. E su ciò nutro forti dubbi...

    RispondiElimina
  2. Il buon Renzie's lo sa benissimo, come coloro che l'hanno messo lì. Deve solo prendere tempo e 'parare' di volta in volta le incognite che si frappongono al progetto. Tipo i 5 stelle, o altri fenomeni di protesta. L'importante è proseguire con il dissanguamento e la svendita di tutto ai poteri stranieri. Questo è lo scopo del buon cazzaro di Firenze. Adesso poi la situazione per loro è addirittura ideale: vanno a votare solo i collusi e i deficienti, e loro avranno sempre il 40%. Fino alla fine.
    Fuggite sciocchi...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso anch'io la stessa cosa .....................

      Elimina
  3. Magari il grafico il Renzi lo capisce, ma.... ma cosa gliene frega?
    Lui la sua crisi l'ha risolta, qualche anno da presdelcons ed è a posto lui e i suoi discendenti sino alla settima generazione.
    Gli italiani?
    Gli italiani si fottano,

    RispondiElimina
  4. Il club di Roma ne "I limiti della crescita" avevano previsto tutto 40 anni fa, e siamo ancora a parlare di pil che di certo non porterà alcun benessere.

    RispondiElimina
  5. ma se tu fossi un imprenditore e tu dovessi fare un ampliamento delle tue attività lo faresti in Italia o andresti in un paese logisticamente posizionato meglio nel contesto europeo, dove il costo del lavoro è più basso, favoriscono gli investimenti, le tasse sono più basse, non c'è burocrazia e meno corruzione????? la risposta è semplicissima: al diavolo il Pil italiano.
    Naturalmente devi avere una tecnologia competitiva e in tal caso se devo fornire un mio cliente estero la logistica mi impone di scegliere un paese che rispecchi le condizioni di cui sopra (vedi Brembo che ha fatto un investimento in Mexico per servire i clienti americani).
    Renzi, rispetto a chi l'ha preceduto, ha se non altro la grinta per proseguire e spesso le sue idee sono abbastanza chiare. Certo per risolvere i problemi italiani ci vorranno anni, ma non si può solo criticare; proviamo ogni tanto a proporre qualcosa

    RispondiElimina
  6. @paolo41
    L'investimento lo fai dove, prima di tutto, ci sono condizioni di mercato per poterlo fare. Nonostante la retorica (fonte SDA Bocconi), la provincia meridionale dove i manager italiani investirebbero più volentieri è... Napoli! Perchè? Perchè c'hai un mercato di due milioni di persone nel raggio di pochi kilometri!
    Che poi lei porti come esempio il fatto che la Brembo abbia fatto un investimento in Messico dove corruzione, criminalità, inefficienza della macchina amministrativa fanno impallidire il malaffare italiano è, come dire, un po' in contraddizione con quel che affermava sopra.
    Non è più semplicemente che, NONOSTANTE corruzione, delinquenza ecc. Brembo abbia deciso di investire in Messico perchè la manodopera è abbondante, quindi poco sindacalizzata, quindi poco costosa ma, facendo parte di un'area di libero scambio con USA e Canada, può permettersi di fare dumping sociale infischiandosene della polizia corrotta, e anzi magari pagandola per la protezione?

    RispondiElimina
  7. è il buffo della farsa..ben orchestrata ehhh...sarebbe meglio andarsene(a trovare un posto giusto),e di corsa anche
    l'ultima data ideale era maggio-giugno-massimo massimo luglio 1992

    RispondiElimina