mercoledì 19 novembre 2014

BANCHE: I SOGGETTI INSOLVENTI SONO OLTRE 1,2 MILIONI. SOFFERENZE BANCARIE A 177 MILIARDI DI EURO

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Nel suo consueto Montlhy Outlook l'Abi ha reso noti i dati sulle sofferenza bancarie,  cresciute a settembre di €3 miliardi rispetto ad agosto e di €32,3 miliardi rispetto allo stesso mese del 2013  arrivando ad un totale di circa €177 miliardi. In termini percentuali, nell'ultimo anno sono cresciute del 22,4%, in diminuzione rispetto alla percentuale di inizio anno che era al 27,2%.

Le sofferenze al netto delle svalutazioni sono 81.4 miliardi di euro, e rappresentano il 4.5% degli impieghi e il 20,08% del capitale e delle riserve.
In rapporto al totale degli impieghi, le sofferenze lorde sono salite al 9,3%, in aumento dal 7,5% dello scorso anno. 

In dettaglio, il numero di affidati in sofferenza è passato da 594 mila unità nel 2008 ad oltre un milione e duecento mila unità dello scorso giugno, mentre in termini di ammontari  le sofferenze sono passate da 41 miliardi del 2008 a 165 a giugno 2014. Se si considera la classe di grandezza fino a 125 mila euro di affidamenti si può riscontrare che che a giugno tale classe ha visto il raggiungimento di oltre un milione di affidati in sofferenza. In altre parole, circa l'83% del totale soggetti insolventi (1.2 milioni) sono risultati tali per via del mancato pagamento di prestiti e/o affidamenti fino a 125 mila euro. 

Al volume delle sofferenze sopra descritto (177 miliardi di euro) si aggiungono anche tutti i crediti incagliati, ristrutturati e scaduti, raggiungendo la cifra di 333 miliardi  di euro

Benché nel corso degli ultimi mesi si sia assistito ad un miglioramento dei flussi di nuovi prestiti deteriorati e dei flussi di nuove sofferenza, i tassi di deterioramento del credito e di ingresso in sofferenza dei crediti sono ancora  ben più alti (circa doppi) rispetto al periodo precedente alla crisi.

Da segnalare che i prestiti al settore privato, negli ultimi due anni, si sono contratti di circa 110 miliardi di euro.

CONCLUSIONI:
  •  Il ritmo di esplosione delle sofferenze e dei crediti deteriorati, benché migliorato negli ultimi mesi,  rimane comunque a livelli di massimo allarme.
  • Se nel prossimo futuro non si dovesse assistere ad una inversione del ciclo economico verso un sentiero di crescita robusto e duraturo (ipotesi assi improbabile), le banche si troveranno a dover affrontare significativi peggioramenti dei volumi delle sofferenze e dei crediti deteriorati, che peggiorerebbero significativamente il rapporto con il capitale e riserve. 
  • Quanto appena affermato è tanto più vero se si considera che, allo stato attuale, i crediti deteriorati (333 miliardi) rappresentano oltre l'80% del capitale e delle riserve.
  • Il numero dei soggetti insolventi supera il milione e duecento mila unità, e sono soggetti ai quali è inibita la possibilità di accesso al credito. Questa grandezza peggiora significativamente se si considerano anche tutti i soggetti titolari di posizione incagliate, ristrutturate o scadute.
  • Alla luce di quanto quanto sopra esposto è assai difficile immaginare che le banche possano tornare a concedere credito, stante la fragilità del contesto economico e il deterioramento della qualità del credito in ampi strati di soggetti già alle prese con alti livelli di indebitamento.

1 commento:

  1. Che allegria......
    Possibile che non si riesca far qualche cosa?
    Mario

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