lunedì 27 ottobre 2014

IL TRIONFO DEL NULLA

In attesa che scriva un pezzo ( in fase di battitura) più articolato sull'esito degli stress test, vi segnalo alcune brevi considerazioni a proposito del tonfo in borsa  di Mps e Banca  Carige, le due bocciate.
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All'indomani degli esiti degli stress test che hanno evidenziato evidenti  fragilità di una parte non del tutto trascurabile  del sistema bancario italiano, le due bocciale, Mps e Carige,
stanno precipitando in Borsa (come da attese).

Da Milano Finanza
l titolo Mps è riuscito a entrare in contrattazione due volte nell'arco della mattinata ma solo per qualche minuto. Ora è di nuovo sospeso con un ribasso teorico del 20,10%, nonostante la Consob abbia vietato le vendite allo scoperto sia oggi sia domani (vietano le vendite allo scoperto dopo che il titolo ha subito una perdita del 20%: dei veri geni, ndr). L'istituto, il più penalizzato dai test della Bce, ha bisogno di altri 2,1 miliardi di capitale, lo shortfall più ampio tra le banche europee sotto esame.
Non aiutano le dichiarazioni dei vertici di Mps alla stampa che aprono alla possibilità di aggregazioni con altri istituti. Il direttore generale dell'Associazione bancaria italiana, Giovanni Sabatini, ritiene che il mercato abbia una reazione eccessiva perché c'è una certa incertezza su come Mps coprirà questa carenza di capitale. 

"Probabilmente il mercato sta reagendo all'ipotesi di un aumento di capitale aggiuntivo ma la volatilità è la reazione normale dei mercati rispetto all'incertezza", ha detto Sabatini in un'intervista a Reuters Television, osservando che venerdì il mercato era positivo su Mps perché considerava che probabilmente non ci sarebbe stato bisogno di un aumento di capitale e che lo shortfall avrebbe potuto essere colmato con altri strumenti, non con strumenti diluitivi.
"Dobbiamo aspettare il piano che Mps sta mettendo a punto in questi giorni. A quel punto sono sicuro che il mercato sarà in grado di valutare meglio lo stato reale della banca", ha concluso Sabatini. La seconda banca italiana a risultare sotto i livelli patrimoniali richiesti, anche dopo le misure realizzate nel corso di quest'anno, è Banca Carige (-13,10% a 0,0809 euro, dopo varie sospensioni per eccesso di ribasso) che nelle stime della Banca d'Italia dovrà trovare altri 814 milioni di euro.
 Considerazioni:
La Consob che vieta le vendite allo scoperto su Mps, è l'emblema del trionfo del nulla.
L'inadeguatezza dei regolatori italiani è una manna per la speculazione.
Tutti sapevano che Mps e, tanto più, banca Carige, avrebbero avuto dei deficit di capitale negli stress test della Bce. Banca Carige oggi si trova nella condizione (disperata) di dover fare un aumento di capitale che equivale a circa il 90% dei valori di borsa; Mps, invece, di circa il 50%. In bocca al lupo agli azionisti: non vorrei essere al loro posto. 
Nonostante si sapesse di tali deficit, a banca Carige è stato consentito (fino a questo momento) di evitare l'aumento di capitale. Mentre, a Monte Paschi è stato concesso di varare un aumento (lo scorso giugno) di appena 5 miliardi di euro, contro i 7 mld (almeno) necessari. I risultati degli stess test sono il trionfo dell'ipocrisia e, in fin dei conti, servono per  lavarsi la coscienza, tendendo a nascondere l'inadeguatezza dei regolatori interni. 

Io sono dell'avviso che le banche che non riescono a stare sul mercato e camminare con le gambe proprie debbano poter fallire (come qualsiasi altra impresa) e scomparire dal mercato, perché (sempre a mio avviso) i costi sociali ed economici di continui salvataggi, alla lunga, sono superiori a quelli prodotti da un fallimento ordinato. Con l'aggravante che l'impunibilità aggrava ed esalta pratiche di azzardo morale.
Vi chiederete cosa potrebbe esserne dei risparmiatori, immagino.
Vi rispondo: gli azionisti sono già stati scorticati vivi più volte e l'illusione che partecipare a continui amenti di capitale possa far recuperare le perdite subite, è il modo migliore per continuare la distruzione di ricchezza che ha pochi precedenti nella recente letteratura finanziaria italiana ed europea.
Per quanto riguarda gli altri risparmiatori (obbligazionisti, correntisti ecc ecc), in tutta sincerità, non proverei nessuna compassione se dovessero vedere i propri risparmi evaporati nel nulla, posto il fatto che hanno avuto 5 anni di tempo (e 5 mld di aiuti) per correre ai ripari.

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