lunedì 6 ottobre 2014

FRANCIA E SVEZIA RIFIUTANO DI INSERIRE LA PROSTITUZIONE NEL CALCOLO DEL PIL

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Del tema dell'inclusione di alcune attività criminali nel calcolo del Pil, ne avevamo già parlato QUI e QUI; ma anche altrove, a adire il vero

La Francia, dopo aver sbeffeggiato Bruxelles e la Germania sul tetto del deficit del 3% (che non verrà rispettato), si è rifiutata di aggiornare il calcolo del Pil includendo la prostituzione, perché "la prostituzione non è un'attività economica "consenziente" ma sotto forma di schiavitù", ha affermato Parigi.

Si legge anche che, secondo indiscrezioni da confermare, anche la Svezia avrebbe intenzione di opporsi all'inclusione della prostituzione nel calcolo del Pil.

Ovviamente, l'Italia, incentivata dal fatto che l'inclusione delle attività malavitose migliora il rapporto debito/Pil (ormai fuori controllo), ha aggiornato il calcolo della ricchezza nazionale prodotta includendo anche prostituzione, droga e contrabbando.

Uno dei motivi per i quali Eurostat, con il Sec2010, ha aggiornato i criteri di contabilità nazionale (e quindi anche quelli del calcolo del pil) risiede nella necessità di uniformare i dati contabili delle rispettive nazioni, al fine di offrire una rappresentazione più omogenea e paragonabile tra i vari stati.

Il fatto che la Francia e la Svezia, giustamente, rifiutino di conformarsi integralmente ai precetti del Sec2010, al netto del significato politico (comunque non trascurabile), in un certo qual modo fa venire meno anche la ragione ispiratrice che ha portato all'aggiornamento dei criteri di formazione della contabilità nazionale introdotti con il Sec2010: cioè, rendere omogenei e confrontabili i parametri contabili tra le diverse nazioni.

No all’inserimento della prostituzione e del traffico di droga nelle modalità di calcolo del Pil, come richiesto dall’agenzia di statistica europea Eurostat, da parte di Francia e Svezia hanno entrambe rifiutato di inserire la prostituzione nei dati. In specie in Svezia dove e’ un reato penale comprare il corpo di un’altra perosna per fini sessuali si e’ rifiutato di gonfiare la ricchezza nazionale con le attività che mortificano la dignità’ dell’essere umano. Il francese Insee, l’istituto di statistica nazionale, non si adegua alle nuove norme di Eurostat per il semplice motivo che la prostituzione che non può essere considerata un’attività economica “consenziente” ma viene condotta generalmente sotto forma di schiavitù. Analoga obiezione riguarda il voler inserire a bilancio la schiavitù chimica. “Abbiamo tentato di difendere l’idea che l’attività di spaccio non è tra adulti o minorenni consenzienti” ha spiegato Eric Dubois, direttore dell’Insee. Molti dei clienti sono infatti persone tossicodipendenti. - 

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